venerdì 22 maggio 2020

Caravaggio in Bergamo

The Metropolitan Museum of Art di New York ha concesso il prestito de I musici di Caravaggio al museo bergamasco fino a fine estate, si realizza così un grande gesto di generosità internazionale e, insieme, la possibilità per Accademia Carrara di riaprire le porte (da venerdì 22 maggio 2020), accogliendo il pubblico con una sorpresa


Caravaggio in Bergamo è il titolo scelto per questa straordinaria opportunità offerta al pubblico, per sottolineare sia l’appartenenza dell’Accademia Carrara alla città sia il desiderio di ripartenza comune alla cittadinanza e al suo territorio. L’opera di Caravaggio è esposta all’interno del percorso museale, nello storico palazzo sede dell’Accademia Carrara, e inserita grazie a un allestimento studiato ad hoc, nella sala dedicata alla pittura del Seicento, a fianco alle opere di cultura caravaggesca. Il rientro negli USA del capolavoro di Michelangelo Merisi, in prestito a Bergamo per la mostra dedicata a Simone Peterzano, era previsto subito dopo la conclusione del 17 maggio. Come noto l’esposizione non ha potuto però essere vista, causa emergenza sanitaria, se non nei primi 20 giorni di apertura, per questo e per il rapporto di stima e vicinanza che da sempre lega le due istituzioni, la direzione del MET ha permesso il permanere del capolavoro in Italia e «non vediamo l'ora di continuare il nostro lavoro insieme», secondo le parole di Keith Christiansen.

Accademia Carrara riapre in sicurezza e mette a disposizione del pubblico, come primo museo in Italia, il dispositivo Fidelitas Distance che, insieme agli altri presidii, permetterà un’esperienza museale attenta e piacevole. Nella grande sala di accoglienza sono stati predisposti i sistemi di verifica dei dispositivi, grazie a un moderno sistema di rilevazione automatica della temperatura con termoscanner e ad altri prodotti necessari, come la soluzione idroalcolica disinfettante per le mani (di cui il visitatore potrà usufruire lungo tutto il percorso di visita), la fornitura di mascherina e guanti per chi ne fosse sprovvisto e nuovi monitor con tutte le informazioni utili. All’interno lo staff ha lavorato a un ripensamento del percorso espositivo, anche grazie a una nuova segnaletica a terra, per permettere maggiore fluidità di passaggi, ma il più importante e nuovo presidio è affidato a un dispositivo per la gestione delle distanze sociali, costituito da braccialetti, simile a uno smartwatch, da indossare al polso.


Per agevolare l'ingresso in museo, necessariamente contingentato, Accademia Carrara offre la possibilità di prenotare la propria visita online tramite prevendita da www.ticketlandia.it o telefonando al numero telefonico 328 1721727, servizi entrambi attivi dal 20 maggio. Infine, il museo introduce il pagamento attraverso la modalità satispay, per disincentivare l'uso del contante.

sabato 16 maggio 2020

DiacroMia alla Galleria Immaginaria

Lunedì 18 Maggio 2020, Galleria Immaginaria, inaugura DiacroMia, una mostra collettiva dedicata a una serie di artisti che hanno collaborato e continuano a collaborare con questa realtà.

Dopo il lungo periodo di quarantena che ha costretto questo spazio alla chiusura forzata, la riapertura sarà dedicata a un intenso viaggio costellato dalle principali produzioni degli artisti che nel corso degli anni hanno dato vita ad un’arte evoluta e in continuo cambiamento.

“DiacroMia” trae origine dal termine diacronia utilizzato da de Saussure, in contrapposizione a sincronia, per indicare il complesso mutamento degli elementi fonetici e lessicali di una lingua attraverso il tempo.  Giocando sul concetto di tempo (Chronos), e colore (Chromìa), si vuole rivelare in questo modo, la dinamica evoluzione nel tempo e nello spazio, di differenti linguaggi artistici, evidenziandone le interazioni non solo con il mondo che li circonda, ma anche mettendo in luce i rapporti che possono scaturire fra ognuno di essi.


DiacroMia
Collettiva di artisti della galleria
18 maggio – 31 luglio 2020


Galleria Immaginaria
Via Guelfa 22/a rosso, 50129 Firenze
Tel. +39 055 2654093
www.galleriaimmaginaria.com

mercoledì 13 maggio 2020

13 Maggio 2020: Arte Oggi da Incircolarte

Le Vele di Francesco Madero
L' Error project di Mathia Pagani

Galleria l’Affiche inaugura il progetto di mostra-website di Mathia Pagani, un concept ideato e interamente realizzato dall’artista a metà tra sperimentazione digitale ed esposizione tradizionale, all’insegna di un possibile nuovo sistema di fruizione dell’arte. https://musicaeparole-leonardo.blogspot.com/2020/05/l-error-project-di-mathia-pagani.html

Tutte le iniziative culturali e didattiche dell'Accademia di Belle Arti di Macerata
Dalla fase uno alla due, dal lockdown di marzo a oggi, l’Accademia di Belle Arti di Macerata, come tutte le istituzioni AFAM, Università e scuole di ogni ordine e grado, ha fronteggiato l’emergenza COVID-19 riorganizzando tempestivamente e con ottimi risultati, oltre ai propri corsi con la DAD, anche l’intera programmazione culturale. https://centrodarteleonardodavinci.blogspot.com/2020/05/tutte-le-iniziative-culturali-e.html

VISTO DA QUI : SERGIO VEGA
La programmazione dell’intero 2020 della Galleria Umberto Di Marino è stata temporaneamente interrotta per fare spazio al progetto ‘Visto da qui‘. https://incircolarte.wordpress.com/2020/05/13/visto-da-qui-sergio-vega/

Arrivo metto i PIL e comincio a dipingere
La quarta mostra alla Apocryphal Gallery e' quella di Marco Colazzo, dal titolo album Testo: Pensiero in versi poetici di Marco Colazzo "Arrivo metto i PIL e comincio a dipingere". https://arte-in-mostra.blogspot.com/2020/05/arrivo-metto-i-pil-e-comincio-dipingere.html

Ischia Street Art presenta 'Street Art File Print'.
Nella mattinata dell’11 maggio, grazie all’intervento urbano di Salvatore Iacono, gallerista/attivista e fondatore di Ischia Street Art, discussa anti-galleria underground sita nel cuore dell’isola, Street Art File Print esce dalle pareti della gallery per invadere il centro abitato. https://cerchioquadrato.blogspot.com/2020/05/ischia-street-art-presenta-street-art.html




sabato 9 maggio 2020

Ribelli di Ca' Pesaro

Sono raggruppati sotto la definizione di Ribelli di Ca' Pesaro, ma non sono mai stati un gruppo di artisti in senso solito. Non avevano un fine programmatico comune, e neppure un comune manifesto, o un comune sentire artistico. Erano accomunati dalla giovinezza dalla loro arte, che a Venezia si esprimeva tra l'accogliente Ca' Pesaro e l'antagonista Esposizione Internazionale d'Arte, da sempre detta La Biennale. 



Nel Palazzo Pesaro, secondo le volontà testamentarie della duchessa Felicita Bevilacqua, vedova del generale garibaldino Giuseppe La Masa, che aveva donato il palazzo alla città nel 1898, ci sono studi per giovani artisti e spazi espositivi e l'Esposizione Permanente di Arti ed Industrie veneziane, nome delle mostre organizzate dal 1908. Anno di insediamento dell'appena ventenne Nino Barbantini nel ruolo di segretario dell'Opera Bevilacqua La Masa, con il presidente Conte Filippo Nani Mocenigo e un Consiglio di vigilanza. Nominato dal Comune, che nel 1902 aveva inoltre deciso il trasferimento nel Palazzo di Ca' Pesaro,  sotto la direzione dello stesso Barbantini, della Galleria d'Arte Moderna istituita per acquisire le più notevoli opere delle Biennali d'Arte, di cui indiscusso capo all'alba del Novecento è il senatore veneziano Antonio Fradeletto.



Questa generazione di artisti di Ca' Pesaro si confronta nel passaggio al nuovo secolo con le avanguardie europee, l'espressionismo, il cubismo, il futurismo, alcuni di loro viaggiano, a Parigi, a Monaco. Il loro tratto comune è il rinnovamento della pittura locale, i luoghi e paesaggi prediletti sono le decentrate Burano e Mazzorbo, ma il loro linguaggio pittorico non è uniforme e sono tendenzialmente poco definibili. Sono autori anche molto diversi fra loro che si sono trovati a un certo punto della loro carriera a esporre a Ca' Pesaro tra il 1908 e il 1919, una fronda antiaccademica che cercava il proprio ruolo nel nascente sistema moderno dell'arte, che gravitava attorno al propulsore Barbantini e si confrontava coi diversi poli espositivi veneziani e con il mercato dell'arte.



La prima Esposizione Permanente di Arti ed Industrie veneziane è del 1908. Ci sono alcuni riconosciuti maestri veneziani, che l'anno prima hanno esposto in Biennale, ad accompagnare la prima mostra dei giovani, che hanno in media 25 anni, tra i quali Gino Rossi e lo scultore Arturo Martini e un giovanissimo Guido Cadorin, che l'anno prima appena sedicenne aveva partecipato alla Biennale. Dove negli anni alcuni artisti di Ca' Pesaro, con l'importante filtro dell'Accademia, esposero frequentemente, altri meno, o tardivamente. A Ca' Pesaro le esposizioni collettive, di decine di autori, sono sempre accompagnate da personali, con Umberto Boccioni, Felice Casorati, Tullio Garbari, Umberto Moggioli,  Arturo Martini, Gino Rossi, Teodoro Wolf Ferrari, si va costruendo un'identità capesarina.



Il 18 maggio apre l'Esposizione del 1913, che per alcune opere soprattutto di Arturo Martini e Gino Rossi e Ubaldo Oppi, viene accusata di essere scandalosamente futurista con conseguente decadimento del decoro veneziano, con stroncature sul giornale nazionalista La Difesa e interrogazioni in consiglio comunale, insomma diventa il casus belli in uno scontro istituzionale di spazi espositivi pubblici. L'anno seguente l' Esposizione a Ca' Pesaro non viene autorizzata dal sindaco Grimani, che è anche presidente di Biennale, dove non vengono accettate le opere di Rossi e Martini. Gli artisti reagiscono con la Mostra dei rifiutati che apre il 20 giugno 1914, otto giorni prima dell'attentato a Sarajevo, in una sala al piano terra dell'Hotel Excelsior al Lido di Venezia. Poi viene la Guerra, anche gli artisti di Ca' Pesaro vanno al fronte. Torneranno nel 1919, con alcuni di loro nella Giuria di accettazione e un'importante personale di Pio Semeghini. Nel 1920 i capesarini abbandonano Palazzo Pesaro per protesta contro l'esclusione dall'esposizione, perché non veneziano, di Felice Casorati (che aveva scelto di non esporre alla Biennale). Nel 1925 Nino Barbantini diventa direttore dei Musei Civici veneziani.



Nelle collezioni della Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro c'è anche il racconto di questa straordinaria stagione, quando nella rappresentazione di Venezia i volti dei pescatori hanno preso il posto di gondole e marine, i colori sono stati stravolti e soggetti noti e riconoscibili sono stati finalmente rappresentati con modi figurativi contemporanei. Nel cambiare della città, hanno cambiato la sua rappresentazione. Quella di Ca' Pesaro è stata la prima generazione di artisti del Novecento, che pur senza essere una vera avanguardia ha segnato le origini dell'arte moderna a Venezia.




La Fondazione Musei Civici di Venezia aderisce alla campagna nazionale e diffusa #IoRestoaCasa. Se non potete venire nei musei, sono i musei a venire da voi. Ogni due giorni con una newsletter potete ricevere una storia, un'opera, un gioco, non per consolazione ma perché l'arte è vita e la vita è, anche, arte.

Le informazioni riportate in questo post e altre notizie, assieme a storie e opere le trovate anche nei social dei Musei. Qui di seguito la lista degli 11 musei con il link a Facebook (ma sono anche su Twitter e Instagram):


mercoledì 6 maggio 2020

BestOf a Pick Gallery

A PICK GALLERY apre il 6 maggio la mostra BestOf con le opere di James Scott Brooks, Fernanda Carrillo, Michael Conrads, Sven Drühl, Nadia Gohar, Jan Muche, Remijon Pronja, Laura Quiñonez, Gema Rupérez, Miro Trubač, Fleur van Dodewaard

Come molte altre gallerie, durante questo periodo di lockdown abbiamo usato più che mai i social per portare avanti le attività: abbiamo pubblicato materiale di approfondimento della mostra di Laura Quiñonez (Accidentes geo-gráficos, dal 10 marzo al 9 maggio 2020), allestita in galleria e mai ufficialmente inaugurata (https://apickgallery.com/more-accidentes-geo-graficos/); abbiamo organizzato delle esposizioni virtuali curate da Sara Liuzzi che rileggevano le opere sotto il filtro del coronavirus (https://apickgallery.com/video-esposizioni/); abbiamo creato un canale di video-dialoghi con gli artisti che hanno raccontato la loro quarantena in diverse parti del mondo e come abbia influito nella loro ricerca (https://apickgallery.com/video-dialoghi/).

Con il nuovo progetto BestOf A PICK GALLERY dà forma ad una mostra collettiva con il contributo attivo del pubblico. Normalmente le esposizioni sono il frutto delle scelte di artisti, galleristi e curatori, ma in questo caso vogliamo sfruttare l'attuale massiccio utilizzo dei social per coinvolgere chiunque voglia partecipare nella selezione delle opere.
BestOf è un'esposizione che comprende le “migliori” opere secondo i galleristi, gli artisti e il pubblico e cerca di raccogliere quello che questo periodo di lockdown ci può insegnare, consapevoli però che incontrarsi personalmente e avere rapporti non mediati è una parte fondamentale del nostro lavoro.

Questo periodo di isolamento ci ha dato il tempo di pensare al futuro, a come si evolverà la galleria alla luce delle nuove normative a cui dovremo sottoporci. La nostra idea è quella di ripartire con chi ci siamo sempre relazionate: gli artisti e i nostri clienti. Così è nato il progetto di un’esposizione che raccogliesse le opere preferite da tutti noi.

In mostra sono presenti tre opere per ciascun artista: una selezionata dalla galleria, una a cui l'artista è particolarmente legato e una scelta dal pubblico. Sui nostri profili social posteremo un gruppo di opere per ogni artista e daremo la possibilità di indicare quale si preferisce attraverso un sondaggio pubblico. La mostra quindi cambierà nel tempo, perché di giorno in giorno si aggiungeranno le opere selezionate online.

BestOf vuole mostrare il meglio di quanto si è prodotto fino ad ora, sperando di poter ripartire presto con il supporto di tutti.

La mostra è visibile sulla piattaforma Artsy (https://www.artsy.net/show/a-pick-gallery-bestof), dal 6 maggio al 26 settembre 2020.

venerdì 1 maggio 2020

Studio Visit - 30 artisti per trenta giorni

Per 30 giorni consecutivi, un artista diverso sarà protagonista, attraverso il suo lavoro, degli spazi virtuali della Fondazione - canali social e web site. Un racconto fatto di immagini e parole per presentare la propria ricerca artistica.

In questi giorni di sospensione di mostre ed eventi d’arte, Fondazione Pini desidera creare una nuova opportunità per giovani artisti, una vetrina e un palcoscenico, per consentire loro di portare la propria riflessione al di fuori delle mura dello studio e mostrarsi al pubblico in un mosaico di tante voci. Una mostra unica resa viva della creatività e dell’immaginario dell’arte giovane

Nell’attuale situazione di emergenza sanitaria, che ha costretto alla chiusura i musei e i luoghi d’arte in generale, la Fondazione Adolfo Pini ha sentito l’esigenza di garantire l’accesso alla cultura, continuando la propria missione, attraverso l’uso di strumenti di diffusione alternativi, tra cui i canali social - dichiara Samuele Cammilleri, Presidente della Fondazione. In questo nuovo contesto, si inserisce Studio Visit, un progetto che coinvolge giovani artisti. Con esso la Fondazione Adolfo Pini, rinnova il proprio impegno a sostegno alle nuove generazioni, così come voluto dal suo fondatore Adolfo Pini, in memoria dello zio pittore Renzo Bongiovanni Radice.

Artisti: Davide Allieri, Francesco Bertocco, Iva Lulashi, Andrea Morbio - Riccardo Giacconi, Jacopo Valentini, Carla Ciaccio, Leonardo Pelicanò, Gaia de Megni, Chiaralice Rizzi, Alessandro Laita, Mirko Smerdel, Ludovica Anversa, Federico Cantale, Fabio Roncato, Gianluca Brando, Ambra Castagnetti, Margaux Bricler, Matteo Pizzolante, Agnese Smaldone, Edoardo Manzoni, Giacomo Montanelli, Alessandro Sambini, Pietro Catarinella, Giorgio Mattia, Giacomo Morelli, Andrea Noviello, Chiara Mecenero, Alice Ronchi, Asia Asperti, Alberto Venturini, Paolo Ciregia.

domenica 26 aprile 2020

Mazzoleni Diary e Brunch...Progetti digitali di una galleria d'arte in Torino

La galleria Mazzoleni annuncia un nuovo progetto digitale: #MAZZOLENIBRUNCH, che si articola sui canali social della galleria e attraverso una mostra esclusivamente online sul sito di Artsy. 

A poche settimane dal lancio di #MAZZOLENIDIARY, iniziativa digitale volta a riscoprire l’identità storica della galleria attraverso l’opera dei 30 artisti che l’hanno maggiormente caratterizzata nei tre decenni di attività, Mazzoleni dedica ora uno spazio di dialogo e di riflessione agli artisti più e meno giovani, che costituiscono la sua anima più contemporanea e lo fa auspicando un momento di incontro almeno virtuale, un brunch domenicale. 

A partire da domenica 26 aprile 2020 e per le sette settimane a seguire, la galleria “ospiterà” sui suoi canali social una giornata dedicata a ciascun artista, raccontandone il lavoro con interventi site-specific, materiali d’archivio, e dando la parola agli artisti stessi per condividere riflessioni su come stanno vivendo il presente e sul futuro del loro lavoro in un mondo improvvisamente diverso e nuovo. 

Luca Arboccò (1992), Andrea Francolino (1979), Melissa McGill (1969), Rebecca Moccia (1992), David Reimondo (1973), Shigeru Saito (1974) e Massimo Vitali (1944) saranno i protagonisti di un viaggio screenbased tra differenti pratiche artistiche, dalla fotografia alla performance, dalla scultura al video, raccontate secondo specifici approcci generazionali e culturali. 
#MAZZOLENIBRUNCH nasce dal desiderio di offrire agli artisti uno spazio privilegiato di espressione in un momento in cui la brusca interruzione della fruizione fisica, reale, delle opere d’arte ha contribuito ad alimentare l’azione creativa e il pensiero teorico. 

Il format si inserisce in un progetto di ampliamento della funzione dei social media, che da luogo di informazione sulle attività di galleria, diventano vere e proprie “stanze” per mostrare opere site-specific, ma anche archivi digitali custodi del passato e “forum” per un confronto sul tempo presente e sulle possibilità future. 

Se fino a un paio di mesi fa, la mostra d’arte, lo stand fieristico e le collaborazioni istituzionali erano il prodotto più evidente ed immediato di tutto un sistema di attività composto da ricerca, studio, dialogo con artisti, curatori e collezionisti, nel tempo presente questo sottotesto relazionale e di contenuti acquisisce inevitabilmente una maggior centralità e i canali digitali, unico strumento di diffusione, nobilitano il proprio ruolo offrendo una dimensione esperienziale diversa. 

Oltre al progetto social, #MAZZOLENIBRUNCH prenderà anche le forme di un’online exhibition sulla pagina Arsty di Mazzoleni, che si arricchirà settimanalmente delle opere dell’artista a cui è dedicato lo spazio domenicale.


#MazzoleniBrunch (evento online)
Dal 26 aprile al 14 giugno 2020

GALLERIA MAZZOLENI
Torino, Piazza Solferino, 2, (Torino)

http://mazzoleniart.com/elenco_espositori/mazzolenibrunch-online-on-artsy/



lunedì 20 aprile 2020

Turismo e cultura: da quest'oggi in Commissione l’esame degli 800 emendamenti

Inizia oggi (lunedì 20 aprile ndr) in Commissione Bilancio  e proseguirà anche domani, l’esame delle circa 800 proposte di emendamento al Dl Cura Italia sulle materie turismo e cultura. Il testo con gli emendamenti accolti, arriverà alla Camera per la seconda lettura mercoledì 22 e se modificato tornerà al Senato per la terza lettura.

Il provvedimento contiene misure indispensabili a favore degli operatori per sostenere il superamento della crisi dovuta all’emergenza sanitaria e spingere la ripresa dei due settori complementari: cultura e turismo. 

Dal Fondo per l’emergenza turismo da 2,5 mld alla proroga al 2021 per Parma Capitale della Cultura; dalla ripartizione delle quote del Fondo unico per lo spettacolo destinate alle Fondazioni lirico-sinfoniche, all’erogazione anticipata del 70% del contributo per  gli altri organismi finanziati dal FUS. 

In dettaglio alcune delle principali misure: Istituzione di un tavolo di crisi del turismo da istituirsi al Mibact dove monitorare gli effetti dell'emergenza COVID-19 sul comparto turistico e valutare l'adozione delle opportune iniziative. Al tavolo partecipano, a titolo gratuito, i rappresentanti della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, degli enti locali e delle associazioni di categoria. 

Un bonus di €600, per il mese di marzo, erogato dall’INPS a favore dei lavoratori dipendenti stagionali del settore del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro (art. 29). Una indennità di € 600 per il mese di marzo per i lavoratori dello spettacolo che hanno un reddito inferiore a €50.000 (art.38). Istituzione di un Fondo per l’internazionalizzazione del sistema paese, con una dotazione iniziale di 150 mln per l’anno 2020 per  finanziare iniziative finalizzate al sostegno delle esportazioni italiane e alla promozione del Made in Italy (art.72). 

Rimborso , mediante voucher utilizzabili entro un anno dal rilascio, dei contratti di soggiorno e dei biglietti per musei, spettacoli ed altri eventi culturali, non usufruiti a causa dell’emergenza da COVID-19 (art.88). 

Restituzione da parte degli operatori turistici o dei vettori (mediante voucher) dei titoli di viaggio e pacchetti turistici non utilizzati a causa dell’emergenza per COVID-19; E’ corrisposto il rimborso con restituzione della somma versata, quando il viaggio riguarda la scuola dell'infanzia o le classi terminali della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado.  (la norma complessivamente non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica). 

130mln per due fondi per le emergenze spettacolo, cinema e audiovisivo; lo stanziamento è suddiviso in 80 milioni per le spese corenti e 50 milioni per gli interventi in conto capitale 8art 89).  

Per sostenere il settore cultura, una quota del 10 per cento dei compensi incassati dalla SIAE per “copia privata”, è destinata al sostegno economico degli autori, degli artisti, interpreti ed esecutori, e dei lavoratori autonomi che svolgono attività di riscossione dei diritti d'autore (art.90). 

giovedì 16 aprile 2020

Musei in tempo di Covid

Un nuovo studio, eseguito su 650 istituzioni in tutto il mondo, analizza la gravità del blocco per i musei. Si tratta di un sondaggio svolto da NEMO -  Network of European Museum Organizations, la rete delle organizzazioni museali europee fondata nel 1992. Lo studio presenta una fotografia accurata delle modalità in cui i musei stanno vivendo le chiusure e mostra quali sono le conseguenze sulle loro organizzazioni. Con i musei chiusi fino a data da destinarsi, infatti, resta piuttosto complesso il tema delle conseguenze economiche per le istituzioni.

Il Network of European Museum Organisations (NEMO) è stato fondato nel 1992 come rete indipendente delle organizzazioni museali nazionali e rappresenta la comunità museale degli Stati membri del Consiglio d'Europa. I membri di NEMO parlano per oltre 30.000 musei in 40 paesi in tutta Europa. NEMO garantisce che i musei siano parte integrante della vita europea promuovendo il loro lavoro e il loro valore presso i responsabili politici e fornendo ai musei formazione, informazioni, reti e opportunità di collaborazione.

Il sondaggio sarà aperto fino al 17 aprile, ma le prime risposte di 650 musei in Europa, ogni nazione dell’UE, oltre a Stati Uniti, Filippine, Malesia, Polinesia francese e Iran sono già piuttosto eloquenti. La maggior parte dei musei che solitamente accoglie un gran numero di visitatori ha visto ridurre del 75-80% le entrate in modo brusco ed improvviso.

Le ricadute maggiori sembrano averle le mostre internazionali, che vengono annullate a causa della caduta dei prestiti internazionali. Fino ad ora, il 70% dei musei ha preferito non licenziare il personale, ma i lavoratori indipendenti non hanno avuto la stessa fortuna: circa il doppio delle istituzioni sta mettendo in attesa i contratti. Inoltre, i progetti infrastrutturali a lungo termine vengono stoppati in gran numero a causa dell’incertezza sui budget e sulle prospettive finanziarie.

L’unica area in crescita, come è facile immaginare, è il trasferimento online dei musei. Il 60% degli intervistati ha incrementato la propria presenza online e il 40% ha notato un aumento del traffico online, per alcuni persino del 500%.

Il sondaggio presenta un’esortazione ad agire, sperando che i legislatori permettano ai musei di superare questo momento difficile. “Sollecitiamo i governi a investire in futuro nel patrimonio culturale europeo, a sostenere ciò che ci unisce, mentre tante altre cose ci separano”, si legge in una dichiarazione della Rete delle organizzazioni museali europee.

Il 70% di quegli istituti che hanno offerto notizie sulla perdita del reddito dichiara di perdere più di 1000 euro ogni settimana; il Kunsthistorisches Museus di Vienna, lo Stedelijk Museum e il Rijksmuseum di Amsterdam dichiarano di perdere centinaia di migliaia di euro ogni settimana. Anche i musei privati sono fortemente danneggiati: molti affermano che perderanno l’intero budget durante le chiusure, che potrebbero diventare definitive. Circa tutti i musei che hanno risposto al sondaggio erano chiusi, con poche eccezioni in Svezia, in Austria e in Albania; molti di questi non erano certi di poter riaprire, con revisioni che vanno da metà aprile a settembre.

Anche altri gruppi museali hanno fatto richiesta di aiuti governativi, come l’Alleanza americana dei musei e il Metropolitan Museum Art di New York, che un mese fa ha richiesto un versamento di 4 miliardi di dollari per la cultura, ricevendone però meno del 5%. I leader dei musei italiani richiedono la creazione di un “fondo nazionale per la cultura”; oltre 2000 coloro che hanno aderito, compresi i responsabili del Museo Nazionale di Arte del 21° secolo a Roma ed dei musei civici di Venezia, a una petizione di Change.org che mette al centro l’importanza di mantenere viva la cultura italiana, per evitare che le conseguenze nel settore culturale siano troppo gravi. Altri firmatari sono l’artista Paola Pivi, Roberto Cicutto (presidente della casa madre della Biennale di Venezia) e Paola Antonelli (senior curator di design e architettura al Museum of Modern Art di New York).

Il fondo richiesto dovrebbe essere  “garantito dallo Stato, e aperto al contributo di tutti i cittadini che vogliono sostenere il settore culturale nell’attuale crisi di emergenza e di liquidità, a seguito della chiusura di musei, cinema, teatri e librerie”, si legge nella petizione, che al momento conta 2260 firme, ed è stata mostrata al ministro italiano della cultura, Dario Franceschini. Il Ministro al momento non ha ancora risposto.

Ilaria Inchingolo su http://www.qaeditoria.it/

martedì 14 aprile 2020

Triennale Decameron – Andreas Angelidakis

Proseguono gli appuntamenti di Triennale Decameron – il format di Triennale Milano che invita artisti, designer, architetti, intellettuali, musicisti, cantanti, scrittori, registi, giornalisti a sviluppare una personale narrazione – con l’artista e architetto Andreas Angelidakis, martedì 14 aprile.



Nell’ambito di Triennale Decameron, Andreas Angelidakis in conversazione con Paola Nicolin, storica dell’arte e dell'architettura e tra i curatori del Public Program di Triennale Milano, affronterà il tema del ruolo di Internet nella costruzione e definizione delle istituzioni culturali prima e dopo COVID-19

Da sempre interessato a un’idea “espansa” dell'architettura, Angelidakis nella sua pratica si confronta con l'arte contemporanea, la curatela e l'insegnamento.

Triennale Decameron è un progetto di Triennale Milano sviluppato a partire dallo spunto del Decamerone di Giovanni Boccaccio, che narra di un gruppo di giovani che nel 1348 per dieci giorni si trattengono fuori da Firenze per sfuggire alla peste nera e a turno si raccontano delle novelle per trascorrere il tempo.

Tutte le “novelle” di Triennale Decameron saranno trasmesse in diretta sul canale Instagram di Triennale. Tutti i giorni alle 17.00.



Andreas Angelidakis

Andreas Angelidakis definisce se stesso “un architetto che non costruisce". Egli utilizza il linguaggio dell’arte spaziando dall'architettura alla curatela alla scrittura a Internet. Nei suoi lavori, Angelidakis parla spesso di spazi, di edifici e della società che li abita, impiegando il format della mostra come veicolo per le sue idee e come strumento per la sua pratica artistica. Tra le mostre: Demos – A Reconstruction, MOCA, Toronto; I used to build my feelings, now I watch them leave, La Loge, Bruxelles; documenta 14, Kassel e Atene; Biennial of Moving Images, Centre d'Art Contemporain, Ginevra, e OGR, Torino; Art Basel Unlimited, Basilea; A Submissive Acknowledgment of Powerlessness, The Breeder, Atene.

giovedì 9 aprile 2020

L'Europa aiuti la Cultura

Dalle mostre virtuali di Leonardo Basile
Il ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, nel corso di una videoconferenza con i Ministri della cultura europei, per discutere delle misure adottate nei diversi Paesi per contribuire a far ripartire il mondo delle arti, della cultura, dello spettacolo e delle industrie creative, evidentemente colpito dagli effetti delle misure di contenimento del Covid-19 :

"La massiccia perdita di introiti generata dall'inaspettata cancellazione degli eventi pubblici sta devastando il nostro fragile ecosistema culturale. E' cruciale agire insieme per sostenere il settore culturale e creativo europeo. Per questo è necessario provvedere con risorse adeguate al bilancio del Programma Europa Creativa, raddoppiando almeno fino a 2,8 miliardi l'attuale stanziamento previsto".

Lodevole l'impegno di coloro che lavorano nel settore della cultura che hanno prontamente reagito, portando la cultura 'direttamente' nelle case degli italiani: oggi le collezioni d’arte si trovano facilmente on-line, gli artisti fanno esibizioni dalle finestre delle loro case o sui social network. Ma non è sufficiente: " Altri programmi europei possono e devono offrire un aiuto concreto ai settori culturale e creativo per riuscire a fronteggiare le difficoltà di questo periodo, fornendo credito alle imprese culturali e sostenendo le grandi iniziative culturali".

" Per ambire ad un futuro migliore per l’Europa, le conclusioni dell'intervento del Ministro, ogni iniziativa deve partire dalla solidarietà ed essere ispirata dalla cultura, nella consapevolezza della sua importanza cruciale in qualsiasi ripartenza."

giovedì 2 aprile 2020

Bandiere d'artista si issano al Pecci

L’arte e la cultura sono uno strumento potente per rimanere uniti e superare insieme un momento così difficile e fuori dall’ordinario come quello attuale. In attesa quindi di poter riprendere il suo programma, il Centro Pecci presenta il palinsesto Centro Pecci Extra: la WebTv del Centro – che a partire dal 2016 ha portato il Pecci fuori dalle sue mura – viene oggi potenziata, offrendo l’occasione di entrare in contatto con le attività del Museo anche ora che non è possibile frequentarlo fisicamente.

Dal 15 marzo, ogni giorno, il Centro Pecci pubblica online un contenuto nuovo – approfondimenti sulle mostre in corso, video d’artista, materiali d’archivio montati per l’occasione, film passati in programmazione nel suo cinema, musica e contributi di scrittori, artisti, critici – tenendo aperte virtualmente le sue porte e restando vicino al suo pubblico, per mettere in moto l’immaginazione e continuare a proporre nuove immagini e nuove idee. Tutti i contenuti, dopo la messa in onda, sono disponibili e possono essere consultati liberamente nell’archivio di Centro Pecci WebTv 


Per scandire il tempo, in questo momento di sospensione, e mandare un segnale anche fisico e non solo digitale di vitalità, di resistenza e solidarietà Centro Pecci Extra vede issare ogni settimana una diversa bandiera d’artista all’esterno del museo: la prima è stata Shine di Marinella Senatore, artista che presto vedrete nella collettiva Protext! Quando il tessuto si fa manifesto, seguita da In Dark Times We Must Dream With Open Eyes di Nico Vascellari e  − · −  (Kilo) di Marzia Migliora, che attualmente sventola nel giardino del museo. Seguiranno, tra gli altri, Eva Marisaldi Flavio Favelli, sempre con bandiere d’artista appositamente ideate per il Centro Pecci.

Restate a casa, restate con noi!

Per maggiori informazioni: www.centropecci.it

Immagine:
Marzia Migliora, − · −  (Kilo), 2020
bandiera in tessuto nautico,
Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci
courtesy dell’artista e Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli

mercoledì 25 marzo 2020

Mercanteinfiera 2020 si farà in autunno

Alla luce delle ulteriori disposizioni da parte delle Autorità, Fiere di Parma ha definitivamente deciso di non realizzare l’edizione primaverile di Mercanteinfiera, inizialmente posticipata ad aprile, e riversare invece tutti gli sforzi verso una straordinaria edizione autunnale in programma da 3 all’11 ottobre.

Una scelta inevitabile alla luce delle recenti disposizioni ma anche e soprattutto la precisa volontà di garantire il medesimo flusso di visitatori (oltre 50mila a edizione) e buyer esteri (5 mila) del settore dell’antiquariato, modernariato, design e collezionismo vintage.

Mercanteinfiera – afferma Ilaria  Dazzi Responsabile marketing –  vanta una tradizione importante di successi: non poter garantire ai nostri espositori ed interlocutori le consuete dinamiche che rappresentano una autentica eccellenza nel panorama internazionale di settore, sarebbe stato come venire meno ad una promessa che continua da ben 39 anni”.

Posticipi a parte, momentaneamente Mercanteinfiera sembra però aver trovato il suo “vaccino” sulla piattaforma on line  mercanteinfiera.it che ad oggi, con la sua vetrina di 23.762 pezzi, ha già totalizzato circa 700 mila visite con un pubblico che va dalla Russia all’Inghilterra passando da Spagna, Svizzera e Francia.

Risultati importanti che, anche su richiesta degli stessi buyer, hanno convinto la direzione di Viale delle Esposizioni a prorogare l’apertura della piattaforma fino al 30 aprile.

Ma come funziona Mercanteinfiera.it? Da casa si entra sul sito di manifestazione esprimendo le proprie preferenze merceologiche come antiquariato, ceramiche e maioliche, cornici, dipinti, vintage, gioielli, design ecc … e si accede alle migliori offerte degli espositori blind. Solo dopo aver fatto la propria scelta si scoprirà a quale espositore è abbinato il pezzo scelto.

Una evoluzione digitale dei servizi fieristici, quindi, che visto lo spostamento ad ottobre della manifestazione, contribuirà ancora di più alla riuscita dell’evento.

Tornano  in autunno le due collaterali programmate in primavera: le flapper girl libere e belle della mostra “The Golden Twenties. Vita e moda del decennio de Les Années Folles” e “Brillanti Illusioni: omaggio a Kenneth Jay Lane. Il Re dei falsi” l’esposizione dedicata all’ istrionico designer di bjoux simbolo dello spirito democratico americano.

venerdì 20 marzo 2020

Nasce Radio GAMeC

Nasce Radio GAMeC, la nuova piattaforma per il live streaming della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, da subito disponibile sui canali social del museo e presto anche on air. 

Un’emittente dal fronte, come Radio Londra, creata nei giorni difficili della battaglia, ma pensata anche per le stagioni che seguiranno.
Un luogo per condividere testimonianze da una delle città più drammaticamente colpite dall’ emergenza sanitaria in corso e, parallelamente, per spostare il punto di vista grazie a storie provenienti da tutto il mondo.
Un modo per fare muovere il pensiero e continuare a respirare cultura, per raccontare il presente e immaginare un futuro tutto da costruire.

In queste settimane di chiusura ci siamo interrogati molto su cosa possa e debba fare un museo in un momento così difficile per la sua comunità – sottolinea il Direttore della GAMeC, Lorenzo Giusti. La prima cosa è stata lanciare una campagna di raccolta fondi a sostegno dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, per supportare medici, infermieri e volontari che in queste ore drammatiche stanno lottando per tutti noi. Ma il ruolo di un museo a Bergamo, in questa fase, non è solo quello imprescindibile di stringersi attorno alla sua comunità: è anche quello di aiutarla ad alzare lo sguardo e a lavorare fin da subito alla sua rinascita.”

Ogni giorno alle 11:30, in diretta dalla pagina Instagram del museo – e in differita su tutti gli altri canali – mezz’ora di informazione e approfondimenti tra cronaca, arte, letteratura e, come avrebbe detto Italo Calvino, “società”. Un flusso di voci vicine e lontane per gettare nuovi ponti e non smettere di creare.

“All we hear is Radio ga ga”, cantava un indimenticabile Freddy Mercury, mentre sugli schermi della TV si susseguivano le immagini di una Metropolis – quella leggendaria di Fritz Lang – tossica e soggiogata. Oggi che le maschere antigas del video dei Queen ci parlano del nostro presente, la radio torna a essere un avamposto, la prima linea di una battaglia civile e culturale da affrontare fianco a fianco.

Tra gli ospiti della prima settimana: Alessandro Sciarroni, danzatore e coreografo Leone d’Oro alla carriera della Biennale danza di Venezia 2019; Michela Moioli, medaglia d’oro olimpica di Snowboard cross; Leonardo Caffo, filosofo e saggista; Francesco Micheli, direttore del Teatro Donizetti; Paolo Fresu, musicista; Michela Murgia, scrittrice e drammaturga; Formafantasma, designer.

Radio GAMeC, con il suo palinsesto, accompagnerà nelle prossime settimane la campagna di raccolta fondi a favore dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII, lanciata sul profilo Instagram della Galleria la scorsa settimana.
Alla campagna – che coinvolge persone di tutto il mondo vicine alla GAMeC – ha risposto anche l'artista rumeno Dan Perjovschi (Sibiu, 1961), già chiamato in passato a collaborare con la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea. Perjovschi ha generosamente realizzato ex novo una serie di disegni che esprimono l'amore per Bergamo e il ringraziamento ai medici e agli operatori sanitari, trasformati in
moderni eroi che lottano quotidianamente per la vita delle persone. 
L'invito che la GAMeC rivolge a tutti è quello di contribuire con una donazione al lavoro dell'Ospedale della città, impegnato strenuamente a fronteggiare l'emergenza Coronavirus.

#PLEASEDONATE
ASST Papa Giovanni XXIII
IBAN:  IT52Z0569611100000012000X95
Swift Code: PosoIT22
Causale: Donazione Covid-19



A condurre la diretta in studio, a partire da domenica 22 marzo, ci sarà Leonardo Merlini, critico letterario e culturale, caposervizio milanese dell’agenzia di stampa nazionale Askanews. Cronista nel mondo dell’arte contemporanea, Merlini ha scritto due guide alla lettura di Franz Kafka e David Foster Wallace. Scrive regolarmente per Minima&Moralia e collabora con Internazionale, Ossigeno, IL Magazine e Vanity Fair. Conduce su Radio Raheem il programma di libri Tralfamadore.


INFORMAZIONI E CONTATTI

GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Via San Tomaso, 53
24121 Bergamo
Tel. +39 035 270272
gamec.it

Ufficio Stampa
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mercoledì 18 marzo 2020

Il tempo sospeso - Decameron 2020

La Temperino rosso edizioni indice per l’anno 2020 il concorso letterario dal titolo Il tempo sospeso - Decameron 2020.

Questo è riservato ad opere inedite riguardanti: racconti brevi, novelle.

I candidati potranno partecipare con un solo racconto o novella.

La lunghezza minima è di 2 cartelle, quella massima di 10 (ogni cartella si compone da 1800 battute spazi inclusi).

A discrezione della giuria i racconti selezionati confluiranno in un volume antologico dal titolo: Il tempo sospeso - Decameron 2020, curato ed edito dalla Temperino Rosso Edizioni e distribuito nella maggior parte delle librerie italiane, sia fisiche che on line.

Non c'è alcuna quota d'iscrizione per partecipare al concorso, che è accessibile a tutti a partire dai 16 anni.  Solo alle Autrici e agli Autori selezionati sarà richiesto l'impegno a prenotare 5 volumi dell'antologia. Il prezzo di copertina del libro non potrà essere superiore ai 20€. Le opere dovranno pervenire in un unico esemplare entro il termine massimo del 03 aprile 2020.

Gli scritti dovranno essere inviati in un unico file allegato a segreteria@temperino-rosso-edizioni.com preferibilmente in formato Word accompagnati, in previsione della possibile selezione, dalla liberatoria per la pubblicazione e l’impegno alla prenotazione compilata in tutte le sue parti, l’assenza di questo documento potrà pregiudicare la partecipazione al concorso.  I manoscritti ricevuti non saranno restituiti.

Dei giurati scelti discrezionalmente dalla Casa editrice valuteranno insindacabilmente tutte le opere ricevute e assegneranno le loro preferenze.

SUL TEMA DEL CONCORSO

Il Decameron fu scritto da Giovanni Boccaccio  nel quadro della peste nera del Trecento:

E se così è (che essere manifestamente si vede) che faccian noi qui? che attendiamo? che sognamo? perché più pigre e lente alla nostra salute, che tutto il rimanente de' cittadini, siamo? reputianci noi men care che tutte l'altre? o crediam la nostra vita con più forti catene esser legata al nostro corpo che quella degli altri sia, e così di niuna cosa curar dobbiamo, la quale abbia forza d'offenderla? Noi erriamo, noi siamo ingannate; che bestialità è la nostra se così crediamo; quante volte noi ci vorrem ricordare chenti e quali sieno stati i giovani e le donne vinte da questa crudel pestilenza, noi ne vedremo apertissimo argomento. E perciò, acciò che noi per ischifaltà o per traccuttaggine non cadessimo in quello, di che noi per avventura per alcuna maniera, volendo, potremmo scampare (non so se a voi quello se ne parrà che a me ne parrebbe), io giudicherei ottimamente fatto che noi, sì come noi siamo, sì come molti innanzi a noi hanno fatto e fanno, di questa terra uscissimo; e, fuggendo come la morte i disonesti essempli degli altri, onestamente a' nostri luoghi in contado, de' quali a ciascuna di noi è gran copia, ce ne andassimo a stare; e quivi quella festa, quella allegrezza, quello piacere che noi potessimo, senza trapassare in alcuno atto il segno della ragione, prendessimo.

Oggigiorno un altro evento epocale sembra riprodursi, oggi come allora il tempo appare inesorabilmente sospeso tra l'anelito della gioia e il terrore della sofferenza. 

Il 16 aprile 2020 si comunicherà a tutti i partecipanti i titoli delle opere e il nome degli autori selezionati per la pubblicazione.



SCHEDA DI ADESIONE da compilare e unire agli scritti: DOWNLOAD