martedì 4 agosto 2020

Un puro Nulla alla Galleria SACCA _ Contenitore di sicilianità

Si inaugura martedì 11 agosto alle ore 20:30, alla Galleria SACCA _ Contenitore di sicilianità di Giovanni ScuccesPozzallo, la mostra “Un puro Nulla” a cura di Emanuela Alfano, con opere di Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo e Federico Severino.
SACCA, con questo progetto, dà l’avvio a quel dialogo importante e necessario con artisti e/o varie personalità, senza porre alcun vincolo di collaborazione o limite geografico, in accordo con la propria mission e con la convinzione che scambio è comunque reciproco arricchimento e va al di là di qualsiasi preconcetto e categorizzazione eccessivamente limitanti. Così Pinelli e Severino, artisti promossi da SACCA, dialogano in questa occasione con Rinzivillo (siciliano, vive fra l’altro proprio a Pozzallo) e Colella (abruzzese).
Un puro Nulla è un progetto incentrato sul tema dell'astrazione dell'immagine e del sostanziale, qualcosa che riporta alle fondamenta, al nucleo centrale della sostanza, tutto sembra fermo eppure sotterraneamente scorre e si evolve. Non è più l'immagine figurativa a dominare e a raccontare, quanto l'astrazione, la sintesi che, attraverso il colore, le campiture estese o la negazione del colore stesso, affonda le radici dell’opera in un un’altra realtà. Al margine della forma quattro artisti, scelti per il rigore formale, la sintesi segnica e pittorica, dialogano sull’essenzialità del vuoto, in quel luogo dove in realtà tutto diviene l’essenza dell’essere stesso “il puro Nulla”. Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo, Federico Severino ci conducono ad una riflessione sintetica tramite opere dal linguaggio unico, contrapposte e allo stesso tempo complementari, che tramite l’astrazione, la composizione e la scomposizione delle forme affondano le radici nella conoscenza dello spirito e della coscienza, in quel puro Nulla dove tutto ha origine e dove tutto ritorna.
La mostra potrà essere visitata fino al 26 settembre dal martedì al sabato. Nel periodo estivo la galleria è aperta dalle ore 18 alle 21 (il mercoledì fino alle ore 23). Da settembre in poi gli orari potrebbero variare, si consiglia pertanto di consultare il sito web o i canali social.
Durante la serata inaugurale verranno proposti in degustazione una selezione di vini della Cantina Frasca, una delle aziende che trovate stabilmente nella sezione “excellence” di SACCA.

Informazioni
SACCA gallery – Contenitore di sicilianità – Via Mazzini, 56 – Pozzallo (RG)
Un puro Nulla - Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo, Federico Severino
Inaugurazione: 11 agosto 2020 ore 20.30
Periodo:11 agosto - 26 settembre 2020
A cura di Emanuela Alfano
Apertura al pubblico: dal mar al sab ore 18-21; mer fino alle ore 23. Da settembre in poi gli orari potrebbero variare. Consultare preventivamente il sito web.
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Contatti
web www.sacca.online
social (Facebook, Instagram, LinkedIn) sacca.online
e-mail info@sacca.online
phone +39 338 1841981 (Giovanni Scucces)

venerdì 31 luglio 2020

Mondolfo, Galleria senza soffitto.

SYNESTHESIA FESTIVAL giunto quest’anno alla sua terza edizione, si presenta in una forma rinnovata, ma altrettanto affascinante e coinvolgente. Il festival con la direzione artistica di Filippo Sorcinelli e a cura dell’Associazione PAM - Pro Arte Mondolfo, è un evento multisensoriale unico nel suo genere che vuole evocare e stimolare tutti i sensi dell’uomo.  
Nelle passate edizioni sono stati proposti differenti tipi di eventi - performance, concerti, degustazioni, mostre, incontri, dibattiti - quest’anno per adeguarsi alle norme di sicurezza imposte dal COVID 19 SYNESTHESIA FESTIVAL ha deciso di puntare tutto sulle arti visive, trasformando la città di Mondolfo in un vero e proprio museo diffuso e a cielo aperto. 
Paesaggio di Mondolfo, Mario Giacomelli 

Con il progetto MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO il centro storico di Mondolfo a partire dal 7 agosto sarà aperto sette giorni su sette e 24 ore al giorno, proponendo un percorso delle memorie storiche e sociali della città attraverso impressioni fotografiche permanenti affidate al genio di Mario Giacomelli e interventi di street art. 


MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO è un progetto di arte urbana permanente che si svilupperà e arricchirà nel corso degli anni in tutto il territorio di Mondolfo, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, valorizzando sia le strutture culturali già esistenti, come i musei comunali, la Biblioteca, il centro d’informazione di Villa Valentina, ma soprattutto spazi ed edifici pubblici, strade, muri, marciapiedi e stazioni, allestendo anche dei luoghi espressamente dedicati. 
Una selezione di scatti del maestro della fotografia internazionale Mario Giacomelli, di cui PAM - Pro Arte Mondolfo ha ottenuto i diritti, stampati in grandi dimensioni “ri-consacreranno” alcuni luoghi della città di Mondolfo, diventando delle vere e proprie installazioni site specific e permanenti. 


Non solo, oltre al percorso emozionale con le fotografie di Mario Giacomelli, MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO ha dato vita a un circuito tematico con opere di Street Art, espressioni artistiche che prendono forma proprio negli spazi pubblici, coinvolgendo nomi di punta del panorama italiano e internazionale, come Lore Prod e Andrea Sata.


MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO vuole essere uno spazio espositivo outdoor in costante evoluzione che possa offrire non solo agli amanti dell’arte contemporanea, ma anche ai cittadini, turisti e soprattutto ai giovani la possibilità di avvicinarsi all’arte in una modalità di fruizione sicuramente insolita, ma che nel pieno spirito del SYNESTHESIA FESTIVAL scatena i sensi e le emozioni attraversando le vie e le piazze di Mondolfo e incontrando una “sorpresa artistica” dietro l’altra. 
Questo progetto rappresenta quindi un forte volano turistico per il Comune di Mondolfo e un unicum nel panorama artistico nazionale e internazionale, facendolo dialogare la storia culturale e sociale della città con diverse forme di arte contemporanea.


SYNESTHESIA FESTIVAL vuole dimostrare come l’arte da sempre si è misurata con le emozioni che fanno parte della nostra esistenza e che, attraverso i cinque sensi, aprono le porte alla liberà.


SYNESTHESIA FESTIVAL 2020

presenta a Mondolfo (PU)



il progetto di arte urbana permanente

MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO

Dal 7 agosto 2020

Percorso delle memorie storiche e sociali della città attraverso le foto di Mario Giacomelli e un circuito tematico di street art



Inaugurazione venerdì 7 agosto ore 18,30

c/o Giardini di Largo Neviera

lunedì 27 luglio 2020

Fuorisalone Design City Edition 2020

Fuorisalone, in continuità con la prima edizione Digital lanciata a giugno, rinnova e rilancia il progetto con Fuorisalone Design City Edition, una seconda edizione in cui il territorio di Milano ritorna protagonista dell’evento, dal 28 settembre al 10 ottobre.


Fuorisalone Design City Edition è il punto di arrivo di un percorso di comunicazione, unico nel suo genere, che ha avuto inizio il 15 giugno con il lancio di Fuorisalone Digital e il rilascio di Fuorisalone Meets e Fuorisalone TV, e di due nuovi canali Fuorisalone China e Fuorisalone Japan.

Ai contenuti presenti su Fuorisalone.it e Fuorisalone.tv, si integreranno nuove proposte: da eventi sul territorio a talk dedicati al mondo del design e della cultura del progetto, workshop e tavole rotonde, per offrire nuove opportunità di promozione a brand, prodotti e designer, il tutto nella cornice dell’iniziativa Milano Design City proposta dal Comune di Milano.

giovedì 23 luglio 2020

Giuseppe Veneziano VS Raffaello Sanzio

L’Associazione culturale Verticale D’Arte e il Professor Stefano Papetti, in collaborazione con il Comune di San Benedetto Del Tronto e da un’idea di Sandro Mariani, presentano il progetto espositivo Giuseppe Veneziano VS Raffaello Sanzio, un omaggio che l’artista Giuseppe Veneziano vuole fare a Raffaello, pittore simbolo del Rinascimento italiano nato a Urbino, nei cinquecento anni dalla sua morte.

La Madonna di Krypton VS Madonna D'Alba
La mappatura artistica - urbana sarà quindi caratterizzata da soggetti mutuati dal repertorio raffaellesco fusi insieme da Veneziano a personaggi pop dell’immaginario collettivo, con un risultato stimolante, divertente e a tratti dissacrante e dal formato maxi. Infatti le opere riprodotte dell’artista andranno ad occupare i grandi tabelloni pubblicitari disseminati in zone visibili e nodali della città.

Tra i soggetti reinterpretati dall’artista siciliano spuntano La Madonna di Instagram, ispirata alla Madonna Colonna, nella quale campeggia Chiara Ferragni, simbolo della fama contemporanea fatta di selfie e like, oppure la Madonna di Gabbana, dove una giovane signora Ciccone si trova a badare agli stilisti per cui è stata testimonial negli anni. Restando nell’ambito musicale non possono mancare i celebri Blues Brothers immortalati In missione per conto di Dio che fanno da contraltare al re del rock Elvis Presley nella Madonna dell’Elvis.

L’obiettivo del progetto è quello di impiegare gli strumenti della comunicazione di massa e della pubblicità a favore della divulgazione dell’arte, creando dei nuovi percorsi urbani in cui un ampio pubblico ha la possibilità di avvicinarsi ai linguaggi del contemporaneo senza necessariamente dover entrare in un museo. Un modo per favorire la divulgazione dell’arte attraverso un format inusuale, ma certamente più immediato e in questo momento sicuro per tutti.

L’idea di un percorso di questo tipo consente di poter fruire i linguaggi dell’arte contemporanea attraverso una modalità totalmente nuova e nel rispetto delle disposizioni del distanziamento sociale imposte in questo periodo” - affermano Elisa Mori e Giorgia Berardinelli dell’Associazione culturale Verticale D’Arte - “andando a incuriosire e coinvolgere anche un nuovo pubblico – sia esso cittadino o turistico come ci auspichiamo che accada - nel pieno spirito delle operazioni culturali che Verticale D’Arte porta avanti sin dalla sua costituzione”.

La mostra Giuseppe Veneziano VS Raffaello Sanzio sarà anche l’occasione per riscoprire zone inconsuete di San Benedetto del Tronto e riappropriarsi in modo diverso di spazi urbani che la pandemia e la reclusione di questi mesi stanno restituendo alla collettività e alla percezione del singolo con modalità inedite e nuove.

I visitatori si possono muovere infatti con mezzi propri o a piedi, alla ricerca delle opere disseminate nel circuito urbano del comune, con l’ausilio di una brochure e di strumenti digitali e interattivi che permetteranno di individuare la precisa collocazione delle stesse e di avere accesso a contenuti agili e accattivanti con informazioni sulle opere esposte e sull’artista.

“Per la prima volta nella città di San Benedetto del Tronto sarà possibile fruire dell’arte in una modalità insolita: ossia ammirandola attraverso la cartellonistica stradale.” - afferma l’assessore alla cultura del Comune di San Benedetto del Tronto Annalisa Ruggieri - “Nonostante il periodo che stiamo vivendo, l’arte ci viene sempre in aiuto e ci insegna che ci possono essere modalità sempre nuove e innovative per fruirne. Questa mostra poi vuole essere un tributo a tutta la Regione Marche, attraverso la celebre figura di un suo illustre concittadino, Raffaello Sanzio, di cui l’artista contemporaneo Giuseppe Veneziano ci offre la sua personale interpretazione”.

L’esposizione sarà ulteriormente arricchita dalla presenza della tela con La Madonna della Sanificazione (2020) di Giuseppe Veneziano, ispirata alla Madonna del Granduca di Raffaello conservata a Palazzo Pitti a Firenze, che verrà esposta dal 24 luglio al 30 agosto 2020 presso la sede dell’Archivio storico comunale nel Palazzo Bice Piacentini nel Vecchio Incasato di San Benedetto del Tronto.

L’opera, recentemente realizzata, oltre a essere ispirata al grande pittore urbinate, è certamente testimonianza e documento degli accadimenti legati alla pandemia e, come spesso accade, l’arte contemporanea si rivela il linguaggio ideale attraverso il quale commentare e far riflettere lo spettatore moderno sulle vicende che caratterizzano l’attualità. 

lunedì 20 luglio 2020

Tempo materico di Agostino Tulumello alla MA-EC Gallery

MA-EC Gallery presenta fino all’8 agosto 2020 la mostra virtuale Tempo materico, personale di Agostino Tulumello visibile solo online su www.wepresentart.com, la nuova piattaforma dedicata all’arte. In esposizione dieci lavori dell’artista, realizzati in questo ultimo anno.

Scrive di lui il critico Giovanni Cardone Le nuove opere di Agostino Tulumello raccontano quanto labile sia il confine che separa il Soggetto dall’Oggetto, l’Uomo dal Mondo che lo circonda. E quanto difficile, e doloroso, e per nulla certo, sia il processo di auto-definizione.
Le opere dell’artista non ci mostrano l’esito di questo titanico scontro, quanto piuttosto una fase, nel vivo del combattimento. Così colori e materiali che scompongono e ricompongono il piano narrativo appaiono come una vera e propria raffigurazione delle linee di forza e dei campi di energia che si sprigionano nel corso di questi eventi di autentica ontogenesi dell’Io. La nascita di un Soggetto: sia esso un pensiero, un individuo, un personaggio o una creatura degli abissi della psiche. In altre parole si potrebbe descrivere tale processo creativo come un conflitto tra la Coscienza e l’Inconscio: come l’impellente (ma impossibile) tentativo della parte solare dell’Io di rendere conto delle sue parti più oscure e irriducibili. Le nuove opere di Tulumello, che si presentano quindi al nostro sguardo come un vero e proprio ciclo tematico, anche stilisticamente coerente. O che si squadernano ai nostri occhi come una serie di capitoli di un unico ampio e articolato racconto. Ogni opera una pagina, uno spunto narrativo. Oppure la stessa storia narrata da un diverso punto di vista.



Agostino Tulumello, nato a Montedoro nel 1959, ha vissuto a Liege, attualmente vive e lavora a Montedoro. Ha frequentato l’Istituto Statale d’arte “F. Juvara” di san Cataldo e l’Accademia Reale delle Belle Arti di Liege in Belgio. Dal 1985, anno delle sue prime esposizioni in Belgio, può vantare oltre 200 mostre sia personali sia collettive in Italia e all’estero, in gallerie e in sedi museali.

Il concetto del Tempo ha interessato gran parte della sua ricerca artistica. Definisce se stesso con i versi Prigioniero/della griglia/ del tempo, schiavo /del dio/Kronos /legato/tra cielo e terra. 
Tempo chiuso, tempo ciclico degli astri tradotto dai nostri orologi, circolo vizioso degli eterni ritorni senza uscita. Le superfici dipinte dei suoi quadri posseggono una profondità che risucchia lo sguardo: sono rappresentazioni dell’oggetto tempo, oggetto in apparenza regolare ma in profondità caotico come un minerale.




Milan Art & Events Center
Via Santa Maria Valle 2, Milano Italy 20123
Tel: +39 02 39831335
www.ma-ec.it

mercoledì 15 luglio 2020

Omne vivum ex ovo

Il Museo Diocesano di Massa (Ms), apre di nuovo le porte all’arte contemporanea con la mostra retrospettiva “Omne vivum ex ovo” dedicata all’artista Iginio Balderi (Pietrasanta 1934 – Milano 2005), sculture riconosciuto a livello internazionale per la ricerca formale sempre all’avanguardia e che ha vissuto tra la Versilia, Milano e gli ultimi anni in Olanda. 


La mostra sarà aperta da giovedì 16 luglio – inaugurazione alle ore 21 – fino al 4 ottobre, curata da Mauro Daniele Lucchesi e organizzata dall’Associazione Quattro Coronati di Massa insieme all’Archivio Iginio Balderi

Il percorso espositivo presenta 15 sculture in bronzo, fibra di vetro e marmo, che ripercorrono in parte la vita artistica di questo grande scultore: da “Giocolieri” opera in bronzo del 1959, alle più recenti “Spirale” opera in marmo del 1980, “Città” sempre opera in bronzo del 1990, fino ad alcune opere di grandi dimensioni come “Eos”, tutte collocate nel giardino ottocentesco, nell’androne del Palazzo e nelle splendide sale del museo. Nel loro silenzio queste sculture “raccontano la presenza umana” in dialogo con i capolavori di arte sacra presenti nel Diocesano: da Jacopo della Quercia a Bernardino Del Castelletto, offrendo una visione davvero particolare, suggestiva e inedita delle opere di Balderi. Sculture a cui il passare del tempo non ha tolto loro l’attualità, la contemporaneità della forma e del significato, apparentemente semplici nel loro estetismo. Queste immagini stilizzate catturano lo spettatore con il loro fascino misterioso risvegliando il segno primordiale della forma pura ed essenziale; l’uovo, la spirale, la città, il totem, simboli archetipici che affondano le radici nella storia dell’uomo e che Balderi rielabora, con una sperimentazione formale, rigorosa, volta alla ricerca di un simbolismo universale. 

Partendo da forme naturali (lo stelo flessibile delle piante, le canne, l’uovo), la manipolazione creativa dell’artista ne ha estrapolato i dati formali applicandoli alle proprie esigenze funzionali ed espressive. “Appare subito incisiva l’indagine artistica di Iginio Balderi – spiega il curatore Mauro Daniele Lucchesi - dove nei caratteri severi di una figura solida interagiscono la staticità e la centralità con le spinte all’elevazione ed alla circolarità, per giungere al movimento stesso come esperienza attiva nell’itinerario della percezione del volume. La suggestione del titolo – prosegue - ci indica la strada da percorrere per avvicinarci a passi leggeri alle sue opere, per coglierne appieno i significati arcani che le rendono ancora oggi così contemporanee, il desiderio dell’uomo di ascendere verso l’alto di carpire il senso della vita non ha tempo. Un’attività di ricerca interna al linguaggio delle forme e dei volumi della scultura - sottolinea il curatore -   che cresce nell’impatto emozionale; estremamente lucida nella conduzione creativa ogni opera è fonte di inquietanti enigmi, stimolazione di attenzione per le soluzioni e variazioni su una grammatica scarna ed essenziale. Il risultato profondo dell’opera di Iginio Balderi – conclude Mauro Daniele Lucchesi - appare impercettibile al visitatore distratto tanto enigmatica è la scelta delle forme e di ogni singolo particolare; l’ignoto irriconoscibile si avverte nella sensibilità”.

La mostra “Omne vivum ex ovo” è aperta ad ingresso libero al Museo Diocesano di Massa (Ms), Via Alberica 26, dal 16 luglio al 4 ottobre il giovedì, venerdì e sabato dalle ore 21 alle 24. 
Durante la visita e l’inaugurazione secondo le norme anti Covid, obbligatoria la mascherina e il distanziamento interpersonale di almeno un metro.  

Info: tel 0585499241, e-mail:museodiocesanomassa@gmail.com. 
Associazione Quattro Coronati: tel. 3791855725, e-mail: a.q.coronati@gmail.com 
e pagina Facebook:  Associazione Quattro Coronati.

Ufficio stampa agenzia iLogo: Fabrizio Lucarini, tel. 3407612178, e-mail: press@ilogo.it

lunedì 13 luglio 2020

Il ‘900 ad Arezzo - Appunti per un dibattito

Giovedì 16 luglio 2020, alle ore 18,30, il giardino pensile della Provincia di Arezzo di via Ricasoli ospiterà l’incontro pubblico “Il ‘900 ad Arezzo - Appunti per un dibattito”.

L’evento è promosso dall’associazione culturale Archivio Franco Onali e realizzato con il patrocinio della Provincia di Arezzo e il patrocinio e contributo della Regione Toscana.

Nel corso della serata interverranno la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, la presidente dell’Archivio Franco Onali Anna Maria Roncoroni, il critico d’arte Danilo Sensi, il direttore del Museo d’Arte medievale e moderna di Arezzo Michele Loffredo e lo storico e poeta Vito Taverna.

I tre temi principali che verranno toccati sono “Dal Premio Arezzo alla Collezione Oro d’Autore”,  “La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea e la situazione attuale” e “La Collezione e l’attualità”.

L’incontro ha lo scopo di riaccendere i fari sul Novecento ad Arezzo, per riflettere sull’influenza che l’arte ha avuto nello sviluppo della città sia culturalmente sia economicamente. Ci sarà modo di ascoltare e dibattere sulle possibilità che potrebbero nascere da una adeguata promozione e valorizzazione di esperienze virtuose, che in questo particolare momento rappresentano un modo per contribuire alla rinascita della nostra città.

Il monito generale, dopo il recente lockdown dovuto all’emergenza sanitaria, è quello di ripartire dal proprio territorio, ma per poterlo fare il territorio deve essere adeguatamente conosciuto e studiato, anche per quello che riguarda la sua storia recente.

L’iniziativa è a ingresso gratuito fino a esaurimento posti. A causa delle norme vigenti anti Covid-19, si consiglia la prenotazione del proprio posto alla mail info@onalifranco.it o telefonando al numero 3488398613.




venerdì 10 luglio 2020

Maria Lai. Fame d’infinito al Museo Stazione dell’Arte di Ulassai.

A distanza di un mese dalla riapertura, il Museo Stazione dell’Arte di Ulassai apre al pubblico il nuovo allestimento della collezione permanente dal titolo “Maria Lai. Fame d’infinito”.



Arte da vedere, sentire, toccare: mai come in occasione del nuovo allestimento, le opere di Maria Lai attraverseranno ogni barriera fisica e intellettuale. Una mostra che è esperienza multisensoriale, concepita per favorire un nuovo approccio all’arte e nutrire la curiosità dei visitatori.

Curata da Davide Mariani, direttore del museo dedicato a Maria Lai, Fame d’infinito scandisce l’intero percorso dell’artista attraverso l’esposizione delle opere più significative da lei donate al Comune di Ulassai. La collezione restituisce, nella sua totalità, l’esperienza creativa di Maria Lai: dalle sculture ai disegni a matita e su china, dai telai alle tele cucite, dai celebri pani ai libri cuciti, dalle geografie alle installazioni e agli interventi ambientali.

Il progetto espositivo, concepito come un’esposizione permanente, è suddiviso secondo un ordine cronologico e tematico ed è arricchito dalla presenza di un sistema di apparati didattici, in italiano e in inglese, da alcune riproduzioni tattili dei manufatti in mostra e da un archivio multimediale interattivo.

«Improntato all’accessibilità fisica e intellettuale, il nuovo allestimento – dichiara Davide Mariani, direttore della Stazione dell’Arte – permetterà allo spettatore di cogliere, attraverso l’uso di sensi diversi (visivo, sonoro, tattile), l’opera di Maria Lai. Allo stesso tempo, segna la nuova vocazione degli spazi del museo che, oltre alla mostra permanente, svilupperà la sua programmazione anche negli altri edifici dell’ex stazione ferroviaria, approfondendo, di volta in volta, alcune tematiche care a Maria Lai, tramite la realizzazione di mostre e progetti site-specific di altri artisti chiamati a dialogare con la sua eredità.»

Maria Lai. Fame d’infinito
A cura di Davide Mariani

Museo Stazione dell’Arte,
S.P. 11, ex stazione ferroviaria, Ulassai 08040 (NU)
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 9:30 alle 19:30
(orario continuato – ingressi contingentati max 10 persone)
Chiuso: lunedì
Fax 0782 –787055 08040 Ulassai (OG)
e-mail: stazionedellarte@tiscali.it sito www.stazionedellartexperience.com
Progetto grafico: Luisa Gulli
Partner istituzionali: Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Ulassai, Fondazione di Sardegna



Immagine: Veduta dell’allestimento della mostra “Maria Lai. Fame d’infinito” al Museo Stazione dell’Arte di Ulassai. Ph. Arasolè Studio. Courtesy Fondazione Stazione dell’Arte

domenica 5 luglio 2020

Le Dolomiti di Olivo Barbieri

Dal 5 luglio al 10 settembre escursionisti, visitatori e appassionati di montagna potranno ammirare la mostra Le Dolomiti di Olivo Barbieri nelle sale del Lagazuoi EXPO Dolomiti (Cortina d'Ampezzo), circondati dal fascino delle montagne che l’occhio dell’artista vincitore della prima edizione del Lagazuoi Photo Award, capace di catturare le Dolomiti in modo innovativo e originale.




mercoledì 1 luglio 2020

Photographie di Marco Bennici al Centro d'arte Raffaello

Viste le normative di sicurezza sanitarie vigenti che vietano ogni sorta di assembramento ed evento il Centro d'arte Raffaello, diretto da Sabrina Di Gesaro, grazie all'ausilio della dimensione digitale e web vuole offrire al pubblico la possibilità di godere dell'arte ospitando la sua seconda mostra virtuale dedicata al fotografo palermitano Marco Bennici dal titolo “Photographie” a cura del critico d'arte Giuseppe Carli, visitabile sulla nuova piattaforma raffaellogalleria.com.

In questa esposizione  – commenta il critico e curatore Giuseppe Carli - ritroviamo tre serie dell'artista Marco Bennici concesse in esclusiva per il Centro d'arte Raffaello: Derrière la Fenêtre, From The World, Liquid-A.
Derrière la Fenêtre é una serie di scatti realizzati in una camera di hotel che si affaccia sulla stazione centrale di Milano, svolta in tre anni differenti, con soggetti differenti. La finestra diventa una barriera invisibile verso l'esterno, dove si può guardare senza essere visti e sentirsi al sicuro; mentre, la stazione ferroviaria, luogo di grande energia, è rievocato dalle stesse modelle. La serie From The World rappresenta il viaggio: un puzzle di dettagli, colori, e soprattutto di contrasti che partono da un'attenta analisi tra le geometrie create dall'uomo con le forme organiche della natura. Milano, Parigi, Tokyo, Osaka, sino alle stazioni olandesi. Entrambe le serie sono stampate su carta fotografica Fine Art, oltre ad essere preziosa, permette di essere esposta anche senza una protezione in vetro. Infine ma non meno importante la serie Liquid-A stampata direttamente su alluminio dibond con una tiratura di 20 esemplari ove il gesto fluido di colore sul corpo diviene mezzo di comunicazione, un atto di denuncia, o semplicemente, un morbido segno che asseconda le curve sinuose del corpo femminile. I soggetti negli scatti non hanno capelli e i loro occhi appaiono da uno sfondo nero. Per tal motivo per dare valore e potenza a queste immagini, l'artista ha scelto di stampare direttamente su un supporto in alluminio, garantendo l'esaltazione del nero e del colore in ogni opera, con un supporto retrostante in forex per l'ancoraggio del pannello.

La mostra è presente sul nostro sito raffaellogalleria.com e riceviamo in via Notarbartolo 9/e, 
da lunedì a sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30. Festivi, domenica e lunedì mattina chiusi.

sabato 27 giugno 2020

A Massa Marittima l’estate nel segno di Ambrogio Lorenzetti

A Massa Marittima (Gr) un’estate all’insegna della grande arte di Ambrogio Lorenzetti, uno dei protagonisti della pittura italiana del Trecento. Ogni giovedì e venerdì di luglio e agostoalle ore 10 e 15, (con una anteprima mercoledì 1 luglio alle ore 10), ritrovo davanti alla Cattedrale di San Cerbone in Piazza Garibaldi, saranno organizzati dalla Coop. Sociale Zoe in collaborazione con l’Amministrazione Comunale quattro visite guidate settimanali dove i visitatori saranno accompagnati alla scoperta della opere del maestro senese ancora presenti nei musei e nei monumenti di Massa Marittima, gioiello d'arte medievale che tra 1200 e 1300, grazie alle sue miniere, raggiunse l'importanza dei grandi centri della Toscana attraendo artisti di fama internazionale. 

Tra questi Ambrogio Lorenzetti che arrivò a Massa Marittima intorno al 1330 quando la città passò sotto l’influenza senese e qui realizzò una serie di opere di cui ne sono rimaste tre. La più famosa è La Maestà, uno dei massimi capolavori dell’artista dipinto intorno al 1335 per gli eremiti agostiniani della chiesa San Pietro all’Orto che raffigura le tre virtù teologali sedute sui gradini che conducono al trono della Madonna con gli angeli musicanti, santi e profeti. L’opera si trova nel Museo di San Pietro all’Orto, Corso Diaz 36, che raccoglie anche opere di Giovanni e Andrea Pisano, Sano di Pietro e Stefano di Giovanni detto il Sassetta. 

Un altro dipinto attribuito al maestro senese è visibile nella Cattedrale di San Cerbone (XIII secolo); si tratta dell’Annunciazione di cui è conservata la parte in cui è raffigurata la Madonna. Al Museo degli Organi di Santa Cecilia adiacente al Museo di San Pietro all’Orto si può invece ammirare l’affresco San Cristoforo con Gesù Bambino sulle spalle.Oltre alla Cattedrale e nei due musei, è prevista una visita alla Fonte dell'Abbondanza con i suoi spettacolari affreschi: simbolo di arte popolare e profana, realizzati nella metà del XIII secolo. 

La durata delle visite è stimata in circa 3 ore. 

Per rispettare i protocolli di sicurezza sanitaria anti Covid-19 la partecipazione è limitata ad un massimo di 10 persone per visita, obbligatorio l’uso della mascherina. Il costo del biglietto che comprende visita ai musei e visita guidata, è di 18 euro intero e 16 ridotto. 

Info e prenotazioni: tel. 0566906525, 
e-mail: museimassam@coopzoe.it 
sito web: www.museidimaremma.it

Ufficio stampa Comune di Massa Marittima, Fabrizio Lucarini tel. 3407612178

Presenze Contemporanee - Restart Italy 2020

Quest'oggi 27 giugno 2020, alle 18:30, si inaugurerà la mostra “Presenze Contemporanee - Restart Italy 2020”, presso il Museo PAM, inserito nel palazzo ducale della Città di Parete (Caserta). 

“Restart Italy” perché l'esposizione rappresenta anche la ripartenza ideale e ben augurante per l'arte del Bel Paese, attraverso la proposta di nuovi nomi e dei rinnovati allestimenti del museo, caratterizzati per la prima volta dal design con la direzione di Roberto Monte, componente del comitato scientifico del PAM. 

L'arte contemporanea, invece, è stata curata da Paolo Feroce, responsabile della collezione museale e ideatore della rassegna. In questa edizione ci sarà il contributo critico di Emiliano D'Angelo (con il quale Feroce ha già collaborato per avviare eventi presso la Reggia di Caserta, Villa Fiorentino a Sorrento ed altre note sedi), che ha scritto dei testi identificativi dell'intera collezione, ovviamente presenti anche in catalogo. 

L'evento, nella sua seconda edizione (l’anteprima si tenne in Lombardia nel 2016), presenterà opere di pittura, scultura, fotografia e installazioni, dipanandosi dal figurativo allo spazialismo. 

Per la sezione arte, compresa la sezione Open_lab, esporranno artisti dello spessore di Raffaele Canoro, Costantino Di Renzo, Francesco Zefferino, Luisa Russo, Sabrina Milazzo, Paolo Tagliaferro, Cristina Iotti, Paolo Repetto, Tina Sgrò, Antonio Diana, Sebastian De Gobbis, Gennaro Santaniello, Dora Romano, Enzo Rossi, Nina Esposito e Carlo D’Angiolella

Per la prima fase della sezione design saranno visibili le “creazioni – installazioni” di Antilla Gallery, Gaetano Avitabile, Loredana Salzano, Gaetano Di Gregorio, in_quadro - ri_guardo, Roberto Monte, Gumdesign, Matteo Di Ciommo e Spazio Paestum
Naturalmente saranno esposte anche alcune opere, inserite in percorsi logici e tematici, della collezione permanente, formata da Maestri quali Franco Costalonga, Jorrit Tornquist, Ariel Soulé, Yumiko Kimura, Saturno Buttò, Simon Benetton, Tommaso Cascella, Jun Sato, Enrico Manera, Claudi Magrassi, Marco Napoletano, Vincenzo Mascia, Lia Bachis, Franco Cortese, Alessandro Parisi ed altri grossi nomi. 

L'arte contemporanea sarà allestita in piena continuità di soluzione con il design, in modo tale da garantire la migliore lettura didattica della mostra e motivare suggestioni nel visitatore, dato l'alto valore estetico dell'intero progetto espositivo. Il catalogo, gli allestimenti e la logistica saranno curati dallo staff del museo, che gestirà anche il flusso dei visitatori adattandosi anche alle nuove norme che disciplinano la riapertura dei Luoghi istituzionali dell'arte nazionale.

giovedì 25 giugno 2020

Daniel Buren. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati.

Dopo i mesi di sospensione delle attività dovuti al lockdown, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo annuncia l’apertura della mostra Daniel Buren. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, che si terrà giovedì 9 luglio 2020 presso lo storico Palazzo della Ragione, sede estiva della Galleria per il terzo anno consecutivo.

La presentazione di un nuovo, importante progetto espositivo di respiro internazionale all'interno di un luogo simbolo della città italiana maggiormente colpita dalla recente pandemia assume oggi una forte valenza simbolica, come segno di rinascita, oltre a portare con sé un connaturato valore artistico e di ricerca.

Esponente di spicco dell’Institutional Critique – la tendenza all'interrogazione critica delle istituzioni artistiche emersa intorno alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso – Daniel Buren ha utilizzato per la prima volta nel 1965, come supporto per la propria pittura ridotta al grado 0, una tenda da sole, il cui motivo a bande verticali bianche e colorate di 8.7 cm è divenuto, da quel momento in avanti, un dispositivo visivo utilizzato dall'artista in tutti i propri lavori, dalle mostre alle commissioni pubbliche.
Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati nasce dall'incontro tra questi fondamentali orientamenti della ricerca dell’artista e l’interesse più recente per la luce, e in particolare per le qualità e il potenziale estetico e costruttivo della fibra ottica.

Nel suggestivo contesto della Sala delle Capriate, gioiello medievale riedificato nel XVI secolo, i tessuti luminosi di Buren – presentati per la prima volta in un museo italiano – ridefiniscono gli ambienti storicamente destinati all'amministrazione e all'esercizio della giustizia cittadina, gettando “nuova luce” sulle antiche forme del Palazzo e sugli affreschi in esso conservati, staccati dalle facciate delle case e dalle chiese dell’antico borgo urbano e qui collocati negli anni Ottanta del Novecento.

Dall’incontro tra un gruppo di interventi “in situ”, immaginati appositamente per lo spazio della sala, e una serie di lavori “situati”, adattati cioè agli spazi del grande salone ma idealmente trasferibili in altri contesti, nasce il progetto di Buren per la città Bergamo, che per la prima volta apre le porte al pensiero e alla creatività del celebre artista francese affidandogli la rilettura di uno dei suoi luoghi storici più rappresentativi.





lunedì 22 giugno 2020

Le Aste Online a Tempo della Blindarte

Sono in corso sul sito www.blindarte.com le Aste Online a Tempo della Blindarte, dove le opere e gli oggetti sono presentati online con una esaustiva descrizione, immagini dettagliate e con l’indicazione della stima e scadenza del lotto: ciascun lotto in asta ha una propria scadenza differita dagli altri e nuovi lotti sono caricati online quasi tutti i giorni in diversi CATALOGHI, ciascuno relativo ad una specifica tipologia:

– Arte moderna e contemporanea
– Arte + Contemporanea
– Dipinti antichi
– Disegni e dipinti XIX-XX secolo
– Antiquariato, design e oggetti d’arte
– Tappeti contemporanei
– Opere grafiche e multipli d’artista
– Gioielli

L’asta di ogni lotto è a tempo: la possibilità di effettuare offerte di acquisto del lotto terminerà nel momento in cui arriverà la deadline, la data di scadenza. Ciascun lotto ha una sua propria scadenza differita dagli altri lotti.

Per poter eseguire offerte è necessario registrarsi sul sito www.blindarte.com. Basterà andare sulla TOOLBAR del sito e cliccare su LOG IN. Se non si è già utenti, si dovrà cliccare su CREARE NUOVO ACCOUNT seguendo la procedura guidata fino alla richiesta del codice di attivazione. Il personale della BLINDARTE è sempre disponibile ad assistere gli utenti in tutte le fasi di registrazione. Una volta validata la registrazione e ricevuto il codice di attivazione, l’utente potrà in tutta autonomia effettuare offerte, rilanciare su offerte di altri utenti e partecipare in ogni momento alle attività presenti sul sito.

Il sistema prevede per gli utenti anche un servizio di allert nel caso in cui la propria offerta venga superata, così l’utente interessato potrà essere informato del superamento della propria offerta e rilanciare in tempo prima della scadenza del lotto.

Sarà sempre possibile ricevere assistenza virtuale o telefonica in tutte le fasi, anche dopo l’aggiudicazione per il trasporto, completando tutta la procedura di acquisto limitando al minimo il contatto fisico.

Ma i benefici non sono solo per gli acquirenti, infatti chi desidera vendere un’opera d’arte può farlo con questo sistema nel tempo desiderato: dal primo contatto all’effettiva vendita possono anche bastare pochissimi giorni, anche con assistenza virtuale, e senza attendere i normali tempi (a volte lunghi) delle aste tradizionali. Questo aspetto è molto apprezzato dai venditori che riescono a ricevere le risorse delle proprie vendite in tempi brevi.

Le aste online della Blindarte inoltre sono anche accompagnate dalla possibilità di vedere le opere dal vivo, o nella sede di Napoli o in quella di Milano, previo appuntamento.

Tra le opere incluse nel catalogo di Arte Moderna e Contemporanea vanno senza dubbio segnalate: Un importante dipinto di Sandro Chia del 199 dal titolo I viandanti, stimato 11.000/14.000 euro; una tecnica mista su carta cm 70×93 del 1953 di Tancredi Parmeggiani stimata 12.000/16.000 euro, un raro dipinto anni ’40 di Emilio Scanavino, stimato 3.500/4.500 euro, un bellissimo Autoritatto in positivo del 1978 di Carlo Alfano, stimato 4.000/6.000 euro. un bellissimo dipinto di Errò dal titolo Vacances en Suisse del 1962, pubblicato sul catalogo ragionato dell’artista, cm 92×59,50 e stimato 8.000/12.000 euro; una serie di opere acquistate in una famosa galleria Belga, tra cui una scultura di Stephan Balkenhol, Turm del 2007, pioppo e vernice, stimata 8.000/12.000 euro.

Tra le opere incluse nel catalogo di Arte + Contemporanea, una nuova sessione destinata alle opere di artisti affermati ed emergenti italiani ed internazionali realizzate per lo più dopo il 2000, vanno approfondite 2 sculture in bronzo di Ronald Ventura, stella dell’arte contemporanea asiatica: Crocodile, affascinante scultura da terra del 2018, stimata 18.000/24.000 euro e un bronzo della serie Zookeeper, anche questo del 2018. stimato 8.000/12.000 euro, oltre ad opere di Vittorio Brodmann, Uwe Henneken, Spartacus Chetwynd, MIchael Aerts ed una sezione di opere proveniente da una importante collezione di artisti cinesi contemporanei come Xiao Ping, Zhu Hai, Shi Xinning, Huang Yan, Jiang Zhi (queste ultime sono fotografie e pertanto incluse nel relativo catalogo) ed altri. Oltre ad un bellissimo e  grande dipinto di Andrea di Marco dal titolo Viaggio inutile, stimato 2.200/2.600 euro.

Nel catalogo di Fotografia invece vanno citati nomi come: Emmanuelle Antille, Bernhard Prinz, Sergey Bratkov, Anneè Olofsson, Joel Peter Witkin, due fotografie di Matteo Basilé e un bel dittico di Dino Pedriali.

Anche interessantissimo il catalogo di Tappeti e Arazzi Contemporanei, con lavori di: Tony Cragg, Ilya Kabakov, Stephan Balkenhol, Jan Fabre, Gunther Forg, Robert Indiana e molti altri.

Nel catalogo dei Dipinti Antichi in asta online da segnalare l’imponente dipinto di Domenico Brandi, Rebecca ed Eleazaro al pozzo, con figure attribuite a Paolo De Matteis (Stima € 18.000/25.000) da una prestigiosa collezione privata, e il bel paesaggio di Rosa da Tivoli, Armenti al pascolo con pastori (Stima € 6.000/8.000).

Nel catalogo online di Disegni e Dipinti del XIX secolo è proposta una ricca selezione di opere tra le quali spiccano la suggestiva veduta di Campi Flegrei di Ignoto paesaggista straniero attivo a Napoli nella prima metà del XIX secolo (Stima € 6.000/8.000), e una serie di opere dei più famosi pittori napoletani (e non solo) dell’Ottocento provenienti da un’importante collezione romana, come la splendida Marina di Attilio Pratella (Stima € 4.000/5.000).


Per informazioni:
info@blindarte.com
www.blindarte.com

via Caio Duilio 4d-10
80125 – NAPOLI
ph. +39 081 2395261
fax +39 081 5935042

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Via Palermo 11
20121 – Milano
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ph. +39 081 2395261

venerdì 19 giugno 2020

Leonardo da Vinci. Il Genio e le Invenzioni – Le Grandi Macchine interattive

Venerdì 19 giugno finalmente la Mostra “Leonardo da Vinci. Il Genio e le Invenzioni – Le Grandi Macchine interattive”, allestita a Roma presso il Palazzo della Cancelleria, e diretta da Augusto Biagi, riapre le porte.

Dopo le lunghe settimane di lockdown per l’emergenza sanitaria, la Mostra riapre al pubblico garantendo la massima sicurezza grazie all’attuazione di tutte le norme del protocollo previsto e i dispositivi di sicurezza.

La struttura, infatti, si è adeguata alle nuove disposizioni per garantire al pubblico di godersi in sicurezza la mostra sul grande genio e artista che ogni anno attira milioni di turisti da tutto il mondo.

martedì 16 giugno 2020

Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga a RespirArt

In Val di Fiemme, fra le Dolomiti del Trentino, la 12a Manifestazione internazionale d’arte ambientale del parco RespirArt ospita due nuove installazioni: la “Reggia barbarica” di Patrizia Giambi e “Punto e virgole” di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga.



Fra i 21 musei a cielo aperto presenti in Italia, il più alto è certamente il parco d’arte RespirArt, curato da Beatrice Calamari e Marco Nones. Si trova a Pampeago in Val di Fiemme, a quota 2.200 metri, e si raggiunge a piedi o con la seggiovia Agnello (aperta dal 27 giugno 2020).

Qui, dal 2011, gli artisti si alternano ogni estate, per dialogare con le guglie dolomitiche del Latemar. Fra le 27 opere presenti lungo il giro ad anello di 3 km, si ammira anche “Il giardino di Danae” che il grande artista giapponese Hidetoshi Nagasawa ha creato nel 2013.

Dal 18 al 25 luglio 2020, la Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt ospiterà Patrizia Giambi, artista di fama internazionale che vive e lavora in Romagna, e i land artist Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, fondatori dell’Humus Park di Pordenone.

Patrizia Giambi, che ha creato progetti artistici ed editoriali con Maurizio Cattelan e ha vissuto e lavorato a Los Angeles, per il parco realizzerà l’installazione “Reggia barbarica” con legni di scarto e feltro lavorato a mano. La piccola costruzione, povera in apparenza, al suo interno avvolgerà i visitatori in un fertile abbraccio, grazie alla presenza di figure gravide che affiorano dalle pareti di feltro.

L’installazione di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, intitolata “Punto e virgole”, sarà creata con ferro, rami e zolle di muschio. La curiosa “punteggiatura”, disposta sul prato, favorirà la “lettura” di una natura fino a oggi incompresa.

Le opere saranno inaugurate dalla giornalista Maria Concetta Mattei durante il RespirArt Day, sabato 25 luglio.

martedì 9 giugno 2020

Andrea Chisesi - Pietre della Memoria. Omaggio al Parente

Si inaugura domenica 12 luglio, alle 18.30 alla Versiliana di Marina di Pietrasanta (LU) “Pietre della Memoria. Omaggio al Parente”, la mostra dell’artista Andrea Chisesi che proseguirà fino al 23 agosto 2020, con ingresso libero.

Curata da Marcella Damigella e inserita nel programma del 41° Festival della Versiliana, l’esposizione temporanea è dedicata a Michelangelo, e in particolare al profondo legame che Gabriele d’Annunzio nutriva per il genio di Caprese a tal punto da considerarlo «il Parente».



In tal senso la Versiliana appare come il luogo perfetto per l’esposizione di Chisesi poiché, se da un lato la cava delle Cervaiole del vicino Monte Altissimo offrì al Buonarroti la materia prima «di grana unita, omogenea, cristallina» per alcuni suoi capolavori, dall’altro proprio sotto gli alti pini della storica villa versiliese, nell’estate 1902 d’Annunzio compose la celebre lirica La pioggia nel pineto, inserita nell’“Alcyone”, il progetto poetico del Vate.

In tutto saranno visibili 41 dipinti inediti su tela e 70 opere su carta di Chisesi che, in un percorso tra mito e bellezza, occuperanno le ampie sale della Villa la Versiliana, più una dove saranno proiettati senza soluzione di continuità sei filmati dedicati all’opera dell’artista romano di nascita e poi milanese d’adozione, ma che ormai risiede stabilmente a Siracusa.

Ma non basta: tra le 41 opere su tela ce n’è una, dal titolo Il Vate (e la cui immagine sarà proiettata su una delle mura esterne della Versiliana), che rappresenta l’esclusiva anteprima di “Tempora Vatis”, la nuova mostra che prossimamente l’artista dedicherà a Gabriele d’Annunzio e che si terrà al Vittoriale di Gardone Riviera, sul Lago di Garda, su invito del Presidente Giordano Bruno Guerri.

Il Sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, dice che «è solo riconnettendoci al nostro passato, alla storia dei luoghi che oggi viviamo con consapevole pienezza, che possiamo apprezzare con maturità il presente. È un dialogo che la nostra amministrazione, attraverso la sua azione quotidiana, cerca di esaltare e promuovere con ogni mezzo. La memoria è la più potente fonte di richiamo che tutti noi abbiamo a disposizione. Abbiamo di fronte a noi un’estate con tante incognite che un’amministrazione responsabile deve bilanciare con certezze. La Fondazione Versiliana con la sua programmazione, e così la mostra di Chisesi, insieme ai tanti eventi che continueranno a caratterizzare la nostra proposta culturale ed artistica, credo siano una risposta solida e doverosa ai turisti e visitatori che sceglieranno la nostra terra e la nostra Toscana in questi mesi. Il contenitore del Festival La Versiliana, in questo contesto, è un hub di grandissima rilevanza per tutta la Versilia».

Aggiunge il Senatore Massimo Mallegni (assessore alla cultura e al turismo del Comune di Pietrasanta) che «la mostra di Andrea Chisesi sono convinto piacerà molto al pubblico per la freschezza della tecnica collegata alla sua ossessiva ricerca artistica. La Villa Versiliana è il luogo naturale per la sua pittura che si ispira liberamente a Gabriele d’Annunzio che tutti noi ricolleghiamo a questo spazio pieno di memoria e significato. È un percorso affascinante che arricchisce e potenzia l’offerta culturale della nostra città».

Il Presidente del Festival della Versiliana, Alfredo Benedetti, ha fortemente voluto questa mostra proprio nella stagione in cui la Versiliana dedica il suo Festival a Gabriele d'Annunzio: «Andrea Chisesi è un artista di grande valore che mi ha colpito sin dal primo istante e le opere esposte in questa mostra rappresentano un connubio tra arte, territorio, poesia nel quale il nostro Festival si riconosce appieno. Gabriele d'Annunzio sarà il fil rouge che quest'anno percorrerà molti dei nostri eventi tra cui la posa di un busto in bronzo proprio di fronte alla Villa che ospitò i soggiorni del Vate e un ciclo di incontri curati da Giordano Bruno Guerri, massimo esperto della figura e dell'opera dannunziana».

Da parte sua la curatrice della mostra, Marcella Damigella, spiega che «la poetica di Chisesi si basa sull’estensione delle connessioni temporali e del ricordo. Questa rete di relazioni lega la sensazione di un continuo presente, come il concetto di relatività elaborato da Einstein, che ritroviamo nelle tele dell’artista; in tal senso le preparazioni pittoriche possono aspettare anche 10 anni prima di trovare l’immagine giusta e per questo dipinge contemporaneamente anche più tele, aggiungendo parti o negandone altre in cerca di un equilibrio in perenne divenire».

Giordano Bruno Guerri, Presidente del Vittoriale degli Italiani, afferma che «l'interesse crescente che Gabriele d'Annunzio suscita anche in artisti giovani e di grande talento - Andrea Chisesi ha entrambe le caratteristiche - è la prova che il Vate parla ancora all'intelligenza del mondo, suscita emozioni, risveglia passioni. Con il lavoro di Chisesi, inoltre, si rafforza il legame virtuoso e naturale fra Vittoriale degli Italiani e Versiliana, a vantaggio soprattutto del pubblico».

La mostra di Andrea Chisesi alla Versiliana è arricchita dal catalogo edito da Materiarte, che reca scritti di Giovannetti, Benedetti, Mallegni, Guerri, di Giuseppe Marseglia e della stessa curatrice.



Dalla natura al deterioramento
La mostra “Pietre della Memoria. Omaggio al Parente” segna l’esordio in Toscana di Andrea Chisesi e i suoi monocromi, spinti dalla chiara rievocazione dannunziana, risultano ispirati alla natura e ai suoi elementi, primo tra questi l’acqua e la luce. Nelle 13 sale della Villa si disloca così un percorso temporale che - come scriveva d’Annunzio - rappresenta l’iconografia della «misteriosa facoltà di penetrare in ogni oggetto e di trasmutarsi in esso», quindi la «fusione» vitalistica, in un percorso conoscitivo tra la Versilia e la Grecia antica ed il tempo mitico che permane nel tempo.

Il legame di Andrea Chisesi con la natura - che trasforma senza annientare ciò che di bello l’uomo ha realizzato - è il deterioramento, la bellezza della morte che non è una fine, ma una rinascita, un nuovo stadio delle cose.

Riferendosi all’arte, d’Annunzio scriveva che «la grandezza di un’opera non si misura al numero dei suffragi che l’accolgono ma sì bene all’impulso ch’ella determina in rari spiriti chiusi, all’ansia subitanea ch’ella solleva in un uomo d’azione o d’accidia o di mercatura, alla perplessità straziante ch’ella agita in una sorte già resoluta».

Dimostrando di aver interiorizzato la “lezione” del Vate, per Andrea Chisesi la bellezza non è un decumano di canoni dal quale l’arte stessa, prodotto di una personalissima rivisitazione, può̀ palesarsi, bensì la voluttà̀ del rigore che con il passare del tempo si piega alla modernità.



La mostra
La collezione delle “fusioni”, termine con cui l’artista chiama la sua tecnica, dettata dall’innesto di pittura e fotografia, vanta tra i soggetti la più alta espressione della scultura dall’arte classica a Michelangelo: il Fauno Barberini, il Laocoonte, il Torso del Belvedere, il Mosè, il David e la Nike di Samotracia; questi sono solo alcuni dei soggetti trasposti nel XXI  secolo, portatori di valori estetici, quelli che ognuno di noi conserva come certezza di un contenitore di storia e cultura, uno scrigno indissolubile nel tempo.

Le “colature” sulla tela di Chisesi rivelano l’identità dell’immagine, poiché la sua tecnica sperimentata 25 anni fa permette al colore bianco di accogliere l’immagine, creando un sodalizio tra luce ed ombra, in un frammentato ricordo della sua volumetria; l’immagine appare quasi impalpabile, una rievocazione di tempi perduti, di nuovi miti sacri, cosicché «le pietre della memoria» rimangono sospese come desideri mai sopiti.

L’acqua danza con la gravità, asseconda il colore bianco in un verticismo infinito, le linee scorrono sulla tela creando una fitta ritmica sul fondo scuro, Chisesi analizza la capacità dell’acqua di trasformare la pietra, di ritornare a lei come elisir di vita che mai si sottrae al suo dovere.

Nella lavorazione del marmo l’acqua è un elemento imprescindibile, come nella pittura dell’artista, tanto che d’Annunzio definisce l’acqua «sovrana», cioè vita stessa, che sfugge per sempre. L’acqua di fonte, l’acqua che bagna le tamerici, diventa quindi un tutt’uno con la natura stessa: le gocce lasciano il rigore e di trasformano in foglie, fiori o arabeschi che lui chiama  Matrem, le  preparazioni di Chisesi rivestono di dogmi le immagini donandogli una nuova visione, ricca di natura che con i suoi fiori - i “matrem” nome di un particolare fiore che cresce spontaneamente, - si fonde con la solidità della pietra.

I monoliti sono dipinti con organismi di luce,  concorrono all’affermazione che nella natura si racchiude la vera bellezza.


Andrea Chisesi
Pietre della Memoria “Omaggio al Parente”

A cura di Marcella Damigella
12.07.2020 | 23.08.2020
Inaugurazione domenica 12.07.2020, ore 18,30
Villa la Versiliana, viale Enrico Morin 16, Marina di Pietrasanta (LU)
Aperta tutti i giorni dalle 17,00 alle 23,00
Ingresso libero

Catalogo con testi di Alberto Stefano Giovannetti, Alfredo Benedetti, Massimo Mallegni, Giordano Bruno Guerri, Marcella Damigella, Giuseppe Marseglia

Produzione: Materiarte
www.versilianafestival.it
www.andreachisesi.com
Email info@andreachisesi.com