Il Libro in Mostra

Mercoledì 14 novembre alle ore 18 la GAM di Torino in Sala Uno al piano terra presenta il volume ' Diagnosi del moderno di Albino Galvano' (Nino Aragno Editore 2018) a cura di Alessandra Ruffino.

Studioso, pittore e critico dagli interessi vastissimi e dall’immensa cultura, Albino Galvano (1907-1990) è stato un uomo di pensiero atipico nel panorama culturale italiano del Novecento, un intellettuale di levatura europea non sufficientemente conosciuto (né riconosciuto) neppure nel nostro Paese. Il volume Diagnosi del moderno, edito da Aragno e curato da Alessandra Ruffino, che raccoglie 33 testi suddivisi in otto sezioni, intende offrire a lettori e studiosi la possibilità di accedere a una significativa parte degli scritti di un autore capace di spaziare tra estetica, filosofia, critica d’arte, letteratura, psicoanalisi, storia dell’arte orientale. Senza mai temere la marginalità e l’inattualità, Galvano è stato un lucido testimone del suo tempo e un acuto interprete di quella «genesi per opposizione» che, attraverso il passaggio Simbolismo-Art Nouveau-astrattismo, ha aperto all’età contemporanea e alle sue tante contraddizioni, illusioni, disillusioni.

Alessandra Ruffino Dottore di ricerca in Italianistica formatasi all’Università di Parma, studia i rapporti tra arte e letteratura. Ha lavorato otto anni all’Università di Torino con Marziano Guglielminetti e firmato molti contributi storico-critici tra cui i saggi Ideogrammi per un viaggio nell’anima in Barocco (Aragno 2010), Vanitas vs Veritas (Allemandi 2013) e Mollino fuoriserie (Aragno 2015). Giornalista pubblicista, collabora con «Il Giornale dell’Arte», oltre a esser attiva nell’ambito della divulgazione come consulente d’istituzioni pubbliche e private e nell’editoria. www.alessandraruffino.it




GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea 
Via Magenta, 31 - Sala Uno piano terra


Ingresso libero fino ad esaurimento posti


*Albino Galvano (Torino, 1907 – 1990)
I Santi Anargiri, 1950 - Olio su tela
GAM - Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea
Acquisto alla XXV Esposizione Internazionale Biennale d’Arte, Venezia, 1950
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Anche quest’anno Skira editore sarà presente a Bookcity con sei imperdibili appuntamenti:


VENERDÌ 16 NOVEMBRE:

-Un caffè in Galleria 
 Venerdì 16 novembre ore 10.00 - Caffè Galleria, Galleria Vittorio Emanuele II con Maria Canella, Angelo Foletto, Andrea Kerbaker, Giulia Lami, Alberto Mattioli
 Galleria. La ricetta di un successo.

 Il volume è uscito nel 2017 in occasione dei 50 anni del ristorante Caffè Galleria, uno dei locali storici dal salotto di Milano. L’incontro, tra i tavoli del ristorante, è l'occasione per parlare di questi luoghi affascinanti dove si svolgono “riti” quali il dopo teatro della Scala, gli incontri tra scrittori e giornalisti, ma anche il primo approccio di molti turisti alla cucina, una socialità e all’atmosfera tipicamente meneghina. Ai partecipanti verrà offerto un caffè con i dolci del maestro pasticcere che da anni lavora riscuotendo successo a livello internazionale.


-Bob Dylan e le iconiche fotografie per Blonde on Blonde
 Venerdì 16 novembre ore 18.00 - Palazzo Reale, Sala Conferenze, Piazza Duomo 14 con Enzo Gentile, Giovanna Calvenzi e Saturnino
 Dylan/Schtazberg. Fotografie 1965-1966

 Il servizio fotografico che immortalò Dylan all’apice della sua carriera mentre registrava il disco della svolta “elettrica” Blonde on Blonde; immagini ormai nella storia -i ritratti di studio, le fotografie in sala di registrazione, le rarità, i concerti - accompagnate da due splendidi testi: Una notte con Bob Dylan di Al Aronowitz pubblicata sul New York Herald Tribune nel 1965 e l’intervista a Schatzberg di Jonathan Lethem, celebre scrittore e saggista statunitense.



SABATO 17 NOVEMBRE:

-Le disavventure di celebri musicisti e attori finiti agli arresti
 Sabato 17 novembre ore 18.00 - Teatro Dal Verme, Sala piccola con Gaetano Liguori, Michele Monina, Massimo Picozzi, Massimo Poggini e l’autore
 Roberto Manfredi, Artisti in galera

 “Questo libro è solo un’esplorazione. Non intende assolvere né condannare nessuno. Documenta solo fatti realmente accaduti a tanti artisti che sono divenuti testimoni e protagonisti della cultura di intere generazioni. Non sono biografie di artisti comunemente definiti ‘maledetti’, sono solo persone che hanno scelto di percorrere strade diverse, percorsi esterni e pieni di insidie per sentirsi ‘disperatamente’ più vivi e dare un senso alle loro esistenze, molto spesso bruciate in un lampo”



DOMENICA 18 NOVEMBRE

-Era una notte buia e tempestosa: gli incipit più famosi
 Domenica 18 novembre ore 11.00 - Laboratorio Formentini per l’Editoria con Mauro Novelli e gli autori Giacomo Papi, Riccardo Renzi, Antonio Stella
  Giacomo Papi, Federica Presutto, Riccardo Renzi, Antonio Stella, Incipit. 2001 modi per iniziare un romanzo

 Questo libro raccoglie duemila inizi di romanzi e li classifica secondo generi, vizi, virtù, epoche e paesi. È un libro dei libri, la dimostrazione che all’inizio c’è davvero la parola e che, dopo la parola, segue poi il resto. Nuova edizione aggiornatissima, da leggere, consultare, con cui giocare, che ci rivela cose insospettabili sugli autori e i romanzi che più abbiamo amato.


-Grandi film illustrati graficamente
 Domenica 18 novembre ore 12.00 - Anteo Palazzo del cinema, Sala Obraz, Piazza XXV Aprile 8. Con Mario Piazza e gli autori Matteo Civaschi e Marco Dalbesio
 Minimal Film. L’universo del cinema rappresentato graficamente

 Minimal Film, il nuovo esperimento di Shortology, consiste nel rappresentare l’emozione del cinema attraverso la sintesi estrema e la semplicità delle forme. È un libro di cinema raccontato attraverso la magia visiva del graphic design o un libro di graphic design raccontato attraverso la magia evocativa del cinema. Un libro sulle emozioni, sui solchi indelebili che il cinema ha lasciato nel nostro immaginario di spettatori e amanti della settima arte.


-La rivista d’arte, musica e letteratura più bella del mondo. La Secessione Viennese tra il 1898 e il 1903
 Domenica 18 novembre ore 17.00 - Castello Sforzesco, Biblioteca d’Arte con Marco Carminati e l’autore Valerio Terraroli
 Valerio Terraroli, Ver Sacrum. La rivista d’arte della Secessione Viennese. 1898-1903

La rivista Ver Sacrum, organo di stampa della Secessione viennese, nei sei anni di vita pubblicò 471 disegni, 55 litografie e calcografie e 216 xilografie. Ideata da Gustav Klimt, Max Kurzweil e da Ludwig Hevesi, racchiuse tra le sue pagine, oltre ad importanti interventi sulla letteratura, la musica e le arti contemporanee, una ricchissima messe di incisioni  invenzioni decorative dei maestri della Secessione. Obiettivo: educare il pubblico al gusto moderno e dar vita a un’opera d’arte totale: ogni numero, nella fusione tra parole immagini, note musicali e invenzioni grafiche, era un’opera d’arte in sé, una perfetta rappresentazione degli ideali secessionisti.


Piccole grandi occasioni per avvicinarsi a temi d’arte, cinema, musica e letteratura con storie avvincenti.

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Mercoledì 17 ottobre, alle ore 18.00, sarà presentato al Madre il catalogo Giacomo Rizzo Inner Sculpture (Manfredi Maretti Edizioni, 2018), a cura di Alba Romano Pace e realizzato in collaborazione con la Galleria AICA di Napoli e Milano, con testi di Massimo Onofri e Valentino Catricalà. Interverranno, con l’artista, il Direttore del Madre Andrea Viliani, la storica dell’arte e curatrice Alba Romano Pace, l’editore Manfredi Maretti e Andrea Ingenito, Galleria AICA.


Giacomo Rizzo, la cui ultima mostra è stata ospitata presso il Polo Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo dal 9 giugno al 24 agosto 2018, ha realizzato nel 2016, con la sua personale tecnica scultorea denominata strappo, l’opera Matermania, originata nell’omonima grotta dell’isola di Capri. Il progetto ha ricevuto il Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee e l’opera è stata installata, quale unica opera contemporanea permanente, nel giardino di Villa Lysis a Capri.


La sfida della scultura, come scrive Didier Ottinger a proposito del surrealismo e dell’oggetto, “sarà proprio quella di dare materia a ciò che André Breton nel Manifesto del surrealismo del 1924 chiama modello interiore, al quale la creazione artistica deve ispirarsi”. È a questo modello interiore che l’opera scultorea di Rizzo si consacra, dando consistenza all’invisibile, creando una nuova tipologia del fare scultura definibile appunto interiore. “La ricerca dell’artista, pur se non si ispira ad un modello onirico, si inscrive di fatto in un processo d’automatismo surrealista in cui la sua personale tecnica, che egli chiama dello strappo, può essere annoverata tra quelle del frottage di Max Ernst, della decalcomania senza oggetto preconcetto di Oscar Dominguez, del fumage di Wolfgang Paalen”. Tecniche che mettono insieme “gestualità, casualità, inconscio, per creare universi altri, definiti dall’incontro tra materia e superficie, attraverso un’azione umana non guidata dalla ragione”. Il risultato approda al meraviglioso tracciato della fantasia, luogo e momento di forme evocate o desiderate, richiamo ipnotico per l’inconscio, oppure sudario del tempo, della memoria, dell’anima. Le opere scultoree di Rizzo racchiudono in sé il segreto, l’intimità dello spazio-tempo in cui l’artista lavora, e il suo strappo porta con sé, come un’epidermide, i segni del caso, le tracce del gesto casuale, che divengono così la matrice intima dell’opera, conferendo “fisicità alla memoria, alla psiche, all’invisibile, alla poesia” (citazioni dal saggio di Alba Romano Pace a catalogo).


Giacomo Rizzo (Palermo, 1977), è docente di Scultura e Tecniche della Fonderia presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Come scultore-scenografo ha lavorato con diversi teatri nazionali ed internazionali. La sua poetica si configura come una continua ricerca estetica e di linguaggio attraverso il contatto diretto con la natura ed il suo territorio che diviene per l’artista un luogo dell’anima. Le sue opere ed installazioni in rapporto al territorio e all’architettura sono presenti in numerose collezioni e musei. Nel 2016 la Galleria Andrea Ingenito Contemporary Art di Milano gli ha dedicato una grande personale.




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Teresa De Francesco, Puglia. Visioni d’autore, Progedit, 2016

Il libro 

Ci sono molti modi per visitare una regione; il modo migliore per emozionarsi è comprenderne la vera natura, osservare, imparare a conoscere gli usi e costumi della popolazione, le sue contraddizioni, lasciarsi coinvolgere con tutti i sensi fino a scoprirne l’essenza. È quanto hanno fatto gli Autori dei brani raccolti in questa antologia, tutti vissuti nel XX secolo: le loro esperienze personali in Puglia ci hanno lasciato testi di grande bellezza in cui la realtà geografica e culturale è trasfigurata in vere “visioni”, quasi degli affreschi in cui ogni lettore può immergersi ritrovando la medesima emozione. Perché la Puglia è terra di approdi e di partenze, terra di transito dove scompaiono i confini tra culture che si incontrano, mescolandosi; luogo dove la terra e il mare si sposano con declinazioni sempre diverse sotto la luce accecante del sole riflessa sulla pietra che affiora ovunque, scabra, lavorata o rivestita a calce, contraltare ad un buio mondo sotterraneo fatto di grotte, ipogei e chiese rupestri di inimmaginata bellezza; dove la profonda religiosità si fonde con riti e tradizioni che ricordano miti pagani mai del tutto sepolti. In Puglia il mondo arcaico e meraviglioso della campagna riesce a convivere con il mondo contemporaneo senza perdere la sua forte identità grazie al lavoro di uomini dalla proverbiale operosità. Un’identità “meticcia”, un crogiolo di popoli, lingue e religioni in cui si incontrano Oriente e Occidente come non avviene in nessun altro luogo. Di tutto questo, e molto altro, raccontano i brani di questa antologia, un breviario di arte, letteratura, paesaggio, bellezza; insomma, un breviario di Puglia.


L’autrice 

Teresa De Francesco, dopo la laurea in Lettere con indirizzo storico-artistico e un perfezionamento in Comunicazione educativa e didattica, consegue il diploma di Archivistica, Paleografia e Diplomatica e il diploma di Master in Editoria e Comunicazione multisettoriale. Nel 2002 pubblica un sito web sulle masserie del Comune di Bari. Nel 2010 pubblica con la Società di Storia Patria per la Puglia il volume Uomini e istituzioni culturali in Terra di Bari fra XIX e XX secolo, in precedenza, ancora come inedito, vincitore del Premio di studio “Conversano – Maria Marangelli” XX edizione 2006, sezione “opera prima”. La pluriennale esperienza di operatrice didattica nel borgo antico per conto della Pinacoteca Provinciale di Bari e di guida storico-artistica a Bari e in Puglia le permette di accrescere l’esperienza sulla storia del territorio e la conoscenza diretta di personaggi protagonisti della storia locale. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Bari Contrada Madonna dell’Arco: 250 anni di storia raccontati dal Palazzo Abbatescianni (Adda, Bari 2014) e, per i nostri tipi, Bari racconta. Segni, storie e monumenti (2012).


L’illustratore 

Donato Sciannimanico è nato a Bari, dove vive e lavora felicemente sposato. Pittore e illustratore, diplomato in scenografia presso l'Accademia di belle Arti della stessa città. Dal 1996 al 2011 ha tenuto personali e partecipato a collettive ottenendo premi e riconoscimenti, tra i quali: nel 2003 e nel 2006 viene selezionato al concorso di illustrazione internazionale, per il Salone del libro di Torino; per Lucca Comics and Games 2010. Ha illustrato diversi libri: ricordiamo Il Ragazzo di Bari (2001), Giorgio lo scrittore di Carla saponaro (2005), In un tempo senza tempo di Antonio Rossano (2005), Olive di Anna Maria Trono. Per i nostri tipi ha illustrato Per altre terre (2011).





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Antonio Motta, Passaggio in Capitanata. Scritti di viaggiatori Italiani, Grenzi, 2016


Il libro 

Passaggio in Capitanata è un libro di viaggi fatti da religiosi, storici, economisti, botanici, militari, poeti e scrittori italiani nell’arco di trecento anni. Ma è anche un dossier straordinario dell’anima di un territorio, con i paesi di pietra dei Monti dauni a sud, l’acrocoro cangiante del Gargano a nord, la vasta pianura del Tavoliere di Puglia nel mezzo. Per secoli il Tavoliere fu il teatro della transumanza, che alimentò con le sue entrate il più cospicuo forziere del Mezzogiorno, la Regia dogana della mena delle pecore, voluta da Alfonso d’Aragona. In questo libro che si legge come un romanzo, i viaggiatori raccontano tutto questo, ma anche la bellezza trascurata del paesaggio, la forza del sacro con la città dell’Arcangelo Michele e l’affascinante mistero delle stimmate di Padre Pio.


L’autore 

Antonio Motta è nato a San Marco in Lamis sul Gargano nel 1946. Poeta, scrittore, saggista, ha fondato il Centro Documentazione Leonardo Sciascia/Archivio del Novecento e la Biblioteca degli scrittori. Dirige la rivista di letteratura “Il Giannone”. Collabora a “Nuova Antologia” e ad “Appennino”. Tra le sue opere ricordiamo le prose: Con Bufalino nell’atelier di Guccione, Giorni felici con Leonardo Sciascia, Luce incantata. Viaggio sentimentale attraverso il Gargano, Bruno Caruso. Pittore di ragione, Legature. Alla ricerca dei libri di Leonardo Sciascia, Sciascia dal Gargano alla Noce con 30 fotografie di Guy Michel Bassac, Leonardo Sciascia: passeggiate e conversazioni, Il silenzio profanato, La casa di via Calvitto; le poesie: L’albero di gelso (1974-1998); i saggi: Mario Rigoni Stern, Invito alla lettura di Saverio Strati, Bibliografia degli scritti di Leonardo Sciascia, Stefano Vilardo, A scuola con Leonardo Sciascia. Conversazione con Antonio Motta; le antologie: Oltre Eboli: la poesia. La condizione poe-tica tra società e cultura meridionale 1945-1978, Leonardo Sciascia: la verità, l’aspra verità, Vita di Padre Pio attraverso le lettere.



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sabato 20 dicembre 2014


Francesco Paolo Francione e I racconti di Matara.

Copertina de
I racconti di Matara
di F. Paolo Francione
I racconti di Matara” - edito da SUMA - è il titolo dell'ultima fatica letteraria di Francesco Paolo Francione, un lavoro a cui l'autore ha voluto e saputo egregiamente dare carattere antropologico e letterario.

L’autore, infatti, ricerca uno stile  semplice, quasi  volesse  che   la scrittura coincidesse con il linguaggio orale di cui più propriamente il racconto dovrebbe avvalersi. Ed è proprio per non disperdere la profondità espressiva  dell’ oralità e del dialetto che , nel flusso linguistico di ogni racconto, vengono incluse brevi espressioni  dialettali: tale intenzione è, d’altronde, annunciata nel titolo stesso del libro.

Il carattere antropologico, invece, si evidenzia nel fatto che, pur nella molteplicità e varietà delle situazioni esistenziali narrate nei vari episodi, si compie un “ viaggio unico” -  come afferma il prof. Ettore Vadini nella sua Presentazione-  nel mondo contadino che “ Carlo Levi elevò a poesia e che Adriano Olivetti prese in considerazione per il suo progetto di Comunità”. 

Le forze creative  che sostengono la struttura de “ I Racconti di Matara” sono soprattutto la memoria e l’immaginazione:  esse si mescolano in un processo   ben amalgamato,  tanto da scoraggiare ogni tentativo di scomporre quelle forze per individuare precisi confini tra storia e fantasia. La memoria rievoca un fotogramma del passato e l’immaginazione lo fa evolvere e lievitare fino a crearne un mito.

E ”Mito”, si può dire, diventano i personaggi dei vari episodi attraverso i quali viene illustrata una cultura impastata di valori e disvalori che fanno l’identità di una città e della popolazione che la abita.

In sostanza, ne “I racconti di Matara”,   personaggi  umili  s’ impongono alla mente del lettore  perché commuovono, provocano un solidale sorriso , stupiscono, suscitano empatia e partecipazione.

Matara, nelle intenzioni dell’autore, è la città “mitica” di un qualsiasi paese mediterraneo; e, tuttavia, i nomi delle strade e delle chiese sono quelli di una città che chiede di essere   “camminata”  e scoperta attraverso   “labirinti culturali”, quali erano i vecchi rioni dei Sassi. 

"L ‘autore riesce a costruire, con il rigore della competenza e dell’amore autentico, tasselli di una storia nella quale scava a fondo, cogliendone interes­santissimi spunti sociologici, antro­pologici, religiosi e politici che vengono riproposti sub specie lettera­ria in uno stile nitido e scorrevole." Michele Pentasuglia

"I racconti di Francione, per scelte ambientali e per figure umane tipologiche, sono un viaggio della memoria in un passato in cui era ancora possibile una corrispondenza semantica tra il discorso e i fatti. Una scelta d’eccezione culturale, in un presente senza senso, di nichilistico smarrimento, di perdita di identità individuale e collettiva. Un mondo in cui anche la letteratura e assoggettata alla logica del consumo e del profitto, merce di scambio sociale di “scriventi” ventriloqui e di narrazioni cronachistiche e seriali. Non resta che il rifugio nella memoria o, sull’esempio dell’unico e grande poeta lucano viventeA. Guida, l’affannosa e religiosa ricerca delle parole che, sole, possano parlare al mondo e giustificare la condizione dell’esistenza." Giulio Savinio

"I racconti di Matara" di Francesco Paolo Francione
SUMA Editore
192 pagine
Costo : 15 Euro
ISBN: 9788896310403
2014