domenica 15 dicembre 2019

Ezio D'Errico , un romanziere prestato alla pittura.

E' online, sul sito dell'artiere/pittore barese Leonardo Basile, la pagina dedicata a Ezio D'Errico pittore, partecipante alla Prima Mostra Collettiva d'Arte Astratta Italiana.

Dalla pagina : "(..) Dipinse dal '27 al '34 quadri figurativi, per poi passare alla pittura astratta. Fu nel '35 insieme agli artisti che esposero nello studio di Casaroti e Paolucci a Torino; nel '36 tenne al Milione una personale di arte figurativa ed astratta ed espose a Buenos Aires alla Prima Mostra di pittura astratta alla Galleria Moody.(..)"


venerdì 13 dicembre 2019

14^ edizione del Premio Arte Laguna: Ultimi giorni per aderire.

Fino al 20 Dicembre è possibile inviare la propria candidatura alla 14^ edizione del Premio Arte Laguna per cogliere così le innumerevoli opportunità che esso offre.

Gli artisti e designer regolarmente iscritti avranno visibilità gratuita nel portale www.Artelaguna.world e accederanno alle selezioni per:
- la mostra all’Arsenale di Venezia
- i 4 Premi in denaro da 10.000 € ciascuno
- le 6 Residenze d’Arte in Italia, Barcellona, Mauritius, Calcutta, Mosca
- i 2 Festival internazionali
- le 2 Mostre in Gallerie d’Arte internazionali
- le 2 collaborazioni con Aziende
- il Premio Sostenibilità e Arte dedicato agli imballaggi in alluminio di 3.000€

È possibile candidarsi on line su www.premioartelaguna.it 

La giuria internazionale, che selezionerà 120 artisti per la MOSTRA all’ARSENALE DI VENEZIA della durata di tre settimane, è guidata da Igor Zanti, curatore del Premio dalla sua prima edizione e direttore di IED Firenze, ed è composta da:
Iwona Blazwick – direttrice della Whitechapel Gallery di Londra;
Karel Boonzaaijer – designer, architetto e docente alle università tedesche Fachbereich Gestaltung e FH Aachen;
Valentino Catricalà – curatore d’arte contemporanea e direttore sezione Arte Maker Faire – The European Edition;
Aldo Cibic – nome fondamentale del design made in Italy nel mondo;
Erin Dziedzic – capo curatore presso il Kemper Museum of Contemporary Art in Kansas City, Missouri;
Zhao Li – co-fondatore di Art Bijing, professore alla Central Academy of Fine Art di Pechino e curatore del Padiglione Cinese alla 53. Biennale di Venezia;
Riccardo Passoni – direttore della Galleria d’Arte Moderna di Torino;
Vasili Tsereteli – Direttore di MMOMA, Moscow Museum of Modern Art.



PER INFORMAZIONI
info@premioartelaguna.it
tel. +39 041 5937242

martedì 10 dicembre 2019

IO SO – 12 dicembre 1969: Testimonianze di artisti nel cinquantesimo della strage di Piazza Fontana

In occasione del 50° anniversario della strage di Piazza Fontana, dal 10 dicembre 2019 al 12 gennaio 2020 sarà esposta la mostra “IO SO – 12 dicembre 1969: Testimonianze di artisti nel cinquantesimo della strage di Piazza Fontana”.

'Popolo di volti', Ernesto Treccani, 1975

L'esposizione avrà luogo in due location : l'Ex chiesa di San Carpoforo - Piazza Formentini (Brera) e La Casa delle Arti Spazio Alda Merini - Via Magolfa, 32, Milano. 

L'inaugurazione è prevista martedì 10 dicembre ore 12.00 nel caso della location di San Carpoforo, e lo stesso giorno alle ore 18.30 per la Casa delle Arti. La mostra ospiterà opere di Dario Fo, Baj, Treccani e non solo.​​

Io so di Pier Paolo Pasolini 
"Io so. Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato "golpe" (e che in realtà è una serie di "golpe" istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di "golpe", sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il '68, e in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del "referendum". Foto Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio "progetto di romanzo", sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il '68 non è poi così difficile. Tale verità – lo si sente con assoluta precisione – sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio."

(da: Corriere della Sera, 14 novembre 1974)



venerdì 6 dicembre 2019

MUSICA DIPINTA: finissage della mostra di Omar Galliani alla Fondazione Bevilacqua La Masa

A ideale conclusione dell'esposizione di Omar Galliani, la Galleria di Piazza San Marco dell'Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia ospita, venerdì 6 dicembre alle ore 18.00, il concerto dei violinisti Anton Martynov e Kremena Nikolova. Le riflessioni musicali sulla mostra " DIPINTA. La metis dell'acqua", a cura di Eleonora Frattarolo, annunciano l'apertura del 6° Festival Internazionale di Musica " San Martino a Natale".

Si legge nel testo di presentazione: «Come avviene nell'ambito del linguaggio musicale, Galliani fa della pittura un "accompagnamento" al tema centrale del disegno, sviluppando nel suo grembo motivi autonomi di sostegno all'armonia poetica complessiva». Similmente ai disegni e alla pittura di Galliani, i violinisti Anton Martynov e Kremena Nikolova esaltano la scrittura musicale schietta e ingegnosa con il loro "Music For Two", un progetto che portano avanti da diversi anni. La felice coincidenza spirituale fra i musicisti e l'Artista, materializzata con un estro e un virtuosismo fuori dal comune da ambo le parti, darà l'avvio ad un vero rinnovamento del linguaggio artistico, che diverrà bello, forte, raffinato e comprensibile.


MUSICA DIPINTA: finissage della mostra di Omar Galliani alla Fondazione Bevilacqua La Masa
Istituzione Fondazione Bevilacqua La Masa
Galleria di Piazza San Marco 71/c, Venezia
Venerdì 6 dicembre, ore 18.00
Anton Martynov (violino) e Kremena Nikolova (violino)
Riflessioni musicali sulla mostra di pittura "DIPINTA" di Omar Galliani  


La partecipazione all'evento è gratuita sino ad esaurimento dei posti disponibili. È consigliata la prenotazione: anticonuovobarocco@gmail.com, https://anticonuovo.com/.





lunedì 2 dicembre 2019

Deus Ex Terra

CON-TEMPORARY Art Observatorium e Jizaino presentano “Deus Ex Terra”, una mostra collettiva nuovamente dedicata all'ambientalismo che mira alla ricerca di modus vivendi in equilibrio con la natura, superando la semplice denuncia della sua distruzione, e in sintonia con il cosmo.

La specie umana è riuscita a vivere per milioni di anni in armonia con la natura, senza aver mai distrutto l'ambiente come sta facendo da solo poco più di un secolo: antiche civiltà hanno saputo capire l'universo anche senza lanciare razzi sulla Luna, spaccare l'atomo, manipolare la vita o dissanguare le profondità della terra. La potenzialità dell'immaginazione è sufficiente a soddisfare il bisogno
di conoscenza, perché tutto ciò che appaga la mente è già in noi e tutto ciò che sazia il corpo è già nella natura.

Deus Ex Terra
Visioni oltre l'inganno dell'agiatezza
12 - 29 dicembre 2019
CON-TEMPORARY Art Observatorium
Corso Buenos Aires 42 11
Lavagna (GE)

Orario d’apertura: dal giovedì alla domenica 15.00 - 18.00 o su appuntamento

Ingresso gratuito

La mostra presenta dipinti, fotografie e installazioni di Carlos A. Bracho, Christine Chin, ebeck, Marcela Jardón, Michel Leclercq e Abramo ‘Tepes’ Montini, e video di Ana Baer & Heike Salzer, Orsolya Bálint, Susana Barbará, Piers Broadfoot, Camille Crampsey, Mirjam Dahl Pedersen, Paulo Fajardo, Francisco García, Finn Harvor, Dee Hood, Simone Hooymans, Yuan Kong, Boris Marinin, Juliette McCawley, D.K. Odessa & Tara Mullins, Ruchita, José Paulo Santos, Terry Silvester, René Smaal, Igal Stulbach e Kat Vivaldi. A cura di Abramo Tepes Montini.



giovedì 28 novembre 2019

Un paese ci vuole

'Un paese ci vuole' è il titolo della nuova mostra che il Castello Campori di Soliera (a metà strada tra Modena e Carpi) ospita dal 30 novembre 2019 all’8 marzo 2020.

Promossa dal Comune di Soliera, dalla Fondazione Campori e dal Centro Studi Storici Solieresi, con il sostegno della Regione Emilia Romagna, la mostra, che prende il nome da una citazione da “La luna e i falò” di Cesare Pavese, s’inaugura sabato 30 novembre, alle ore 18.

Confrontandosi idealmente con il celebre lavoro che Cesare Zavattini e Paul Strand dedicarono a Luzzara negli anni ‘50, “Un paese ci vuole. Fotografie tra luoghi e persone del nostro territorio” identifica una collettiva di circa 100 fotografie realizzate da dieci giovani artisti, selezionati da TerraProject, con il coordinamento di Simone Donati e Rocco Rorandelli.

Gli autori sono Samantha Azzani, Cosimo Calabrese, Alessandra Carosi, Umberto Coa, Nicola Dipierro, Karim El Maktafi, Simone Mizzotti, Mattia Panunzio, Luana Rigolli e Irene Tondelli.

I dieci giovani fotografi – ognuno con un proprio bagaglio di interessi e visioni, dal paesaggio urbano al ritratto, alla fotografia documentaria, a quella astratta – hanno vissuto un’intera settimana a Soliera nel settembre 2018, indagandone in modo errante e intensivo il tessuto sociale e fisico.

Una nuova ricognizione geografica e sociale di un territorio specifico, per dar vita a una narrazione frammentaria e “laterale”. “Dieci storie e dieci modi di raccontare”, scrive Giovanna Calvenzi, “e dalla somma delle esperienze dei singoli autori, nasce un nuovo possibile paese”.

La mostra sarà visitabile presso il Castello Campori (piazza Fratelli Sassi) di sabato e domenica con orario 9-13 e 15-19.30. Ingresso libero.

Info: +39.059.568580, info@fondazionecampori.it,
www.solieracastelloarte.it




martedì 26 novembre 2019

Antonio Cutino e la Palermo del ‘900. Nel segno della tradizione

Dal 26 novembre 2019 al 19 gennaio 2020 presso Villa Malfitano Whitaker (Palermo, Via Dante, 167) si terrà la mostra dedicata all’opera di Antonio Cutino, pittore palermitano d’elezione, che dalla tradizione tardo-ottocentesca italiana, troppo spesso dimenticata, ha tratto tecnica, ideali e ispirazione. Curata da Giacomo Fanale, " Antonio Cutino e la Palermo del ‘900. Nel segno della tradizione" verrà inaugurata quest'oggi, alle ore 11:30

Vividi sguardi in sorridenti volti di giovani donne apparentemente solari, figure femminili in immagini di genere di umana familiarità, squarci di paesaggi verdeggianti di ville mediterranee, vedute di scogli emergenti tra onde increspate di luce riflessa, visioni marine di pescatori sotto cieli nuvolosi, nature morte in semplici interni con luminosi drappeggi. 

Sono questi i soggetti più frequenti che accolgono nella sede espositiva di Villa Malfitano il visitatore della mostra dedicata all’opera, protrattasi nel tempo per lunghi decenni del Novecento, di Antonio Cutino, pittore palermitano d’elezione, che dalla tradizione tardo-ottocentesca italiana, troppo spesso dimenticata, ha tratto tecnica, ideali e ispirazione. 

Il quadro multiforme di un mondo vero che emerge con evidenza dalla sua opera pittorica è il risultato di un’osservazione attenta e coinvolta di un’umanità e di una natura spiate con curiosità sempre viva nella normalità della vita quotidiana. La mostra di Villa Malfitano è una testimonianza, forte ma sommessa e discreta, dell’evoluzione, assai particolare, della società comune palermitana verso la modernità in decenni cruciali nella storia del suo sviluppo.


Antonio Cutino e la Palermo del ‘900. Nel segno della tradizione
Dal 26 novembre 2019 al 19 gennaio 2020

VILLA MALFITANO WHITAKER
Palermo, Via Dante, 167
Orario di apertura
Dal lunedì al sabato: 10.00 – 13.00 e 15.00 – 18.00 Domenica e festivi: 10.00 – 13.00 (pomeriggio chiuso) Giorni di chiusura: 24, 25, 26 dicembre 2019 e 1 gennaio 2020 Aperture straordinarie: 8 dicembre 2019 e 6 gennaio 2020 (con orario festivo, 10.00 – 13.00)





venerdì 22 novembre 2019

Guglielmo Sansoni in arte Tato

Tato in un'elaborazione grafica di Leonardo Basile
A Guglielmo Sansoni in arte Tato, esponente del movimento futurista e tra i protagonisti dell'aeropittura, è dedicata la pagina odierna del sito web 'Arte & leonardo basile'.

Tato, nacque a  Bologna nel 1896 e si spense a Roma nel 1974; è stato un artista futurista italiano tra i protagonisti dell'aeropittura.

La sua adesione al movimento futurista avvenne nel 1920 con un gesto eclatante: organizzò un finto funerale per far 'morire'  Guglielmo Sansoni e farlo rinascere come Tato futurista.
Conobbe F.T. Marinetti a Bologna nel 1922, diventandone da subito stretto amico. Nel 1929 assieme ad altri futuristi pubblicò sulla Gazzetta del Popolo il Manifesto dell'Aeropittura e nel settembre 1930 insieme a Marinetti organizzarono il primo concorso fotografico nazionale, e fra quell'anno e quello successivo proposero il Manifesto della fotografia futurista. Ha scritto diversi saggi e libri, tra i quali si menziona l'autobiografia 'Tato Raccontato da Tato' scritta nel 1941.

Ha scritto Aurelio T. Prete in una pubblicazione del 1963 edita da ERS Roma : " Sfogliando le innumeri pagine dedicate al movimento futurista nelle enciclopedie, nei molteplici libri che trattano dello scapigliato movimento italiano dell'ante e dopo guerra 1915-18, in riviste qualificate come in giornali, il nome di Tato appare stagliato quale gemma che - seppur a volte in tono minore al confronto dei maggiori artefici della corrente - possiede indubbiamente la sua splendente e chiara luce.

Scatenato da quei geniali vulcani che furono Filippo Tomaso Marinetti, Remo Chiti, Luciano Folgore, Paolo Buzzi, Aldo Palazzeschi e tanti altri (chi non fu futurista in quell'epoca? chi ancora - uomo d'ingegno come d'arte non restò attratto e conquiso dal rivoluzionario evento?) il 'movimento' ebbe artefici principali anche degli scrittori-poeti-pittori quali in primissimo piano Ardegno Soffici fino a Francesco Cangiullo, ad artisti plastici che con Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Severini, ed i giovani Depero, Prampolini, Dottori e Tato furono convinti e geniali assertori dell'idea nuova. Ed il nome di Tato correva di bocca in bocca, varcando d'apprima i confini regionali e poi quelli nazionali. Lo stesso volume 'Tato racconTato da Tato' nella sua seppur girandola d'avvenimenti, rappresenta una valida testimonianza a tutto) dette - per anni fedelissimo - al futurismo.

Nell'arroventato clima del prima e dopo-guerra, nella decadenza delle arti, nello stantìo senso passatista che dominava pittura e scultura, ogni geniale artefice non poteva restare sordo all'appello scatetano da F.T. Marinetti attraverso i suoi ormai storici manifesti. E non si sottovaluti questo italianissimo movimento poichè esso sta a reazione contro un passatismo decadentista ed a spinta verso un sagace e quanto mai utile aggiornamento delle arti più ancora che della letteratura. E seguaci del futurismo si ebbero in Germania, Francia, Russia, Giappone, ecc.

Gluglielmo Sansoni (Tato) aveva iniziato a dipingere sin dall'adolescenza. Più tardi, durante la guerra del 15-18 s'incontrò con Boccioni e prese maggiori contatti con le correnti allora alla moda. Inutile qui ripetere il suo battesimo futurista, quel funerale che mostra, con l'audacia, la spregiudicatezza dell'Artista. Inutile ancora rifarsi ai lusinghieri giudizi di Marinetti (che lo ebbe assai caro) ed alle glorie pittoriche futuriste che videro Tato piazzato in un posto tra i primi sia per l'estro compositivo che per la tecnica. Libero nella tematica, originale nella stesura, Tato è oggi l'unico vessillifero superstite di quella corrente che - impossibile negarlo - seppe dare un calcio al retrivo post-ottocentismo per far nascere il novecento in prima e le correnti tutte d'oggidì, poi.
E questo Maestro va considerato analiticamente sotto i diversi aspetti del futurista del neo-impressionista dell'espressionista del pittore di figura come di composizioni, di nature vive (come giustamente usa chiamarle lui) e di paesaggi, ed in materia di tecniche: di olio come di tempera, di sassopittura come di ceramica, ecc...

Impossibile, quindi, inquadrare in questa od in quell'altra tendenza Tato che, al di sopra d'ogni regola, resta un maestro qualificatissimo ma inqualificabile, siccome pochi altri nostri contemporanei. Dinanzi ad opere futuriste, di aeropittura (peculiare vanto dell'Artista), di sassopittura, di scultura, di tematica paesistica come di lavori sacri non si può negare di trovarci dinanzi ad uno dei più significativi artisti dei nostri giorni.(..)  continua 

Tre opere di Tato




martedì 19 novembre 2019

Per la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne

Diventa sempre più forte la voce che reclama uno stop all’emergenza sociale dei femminicidi e, in occasione della Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne, si rinnovano in diverse città italiane gli eventi collegati al Wall of Dolls, l’installazione artistica creata dalla cantante Jo Squillo a Milano, cinque anni fa e divenuta simbolo contro i femminicidi e la violenza di genere.



Quest’anno gli eventi sono stati realizzati in collaborazione con Fondazione ANDI Onlus, che rappresenta le attività sociali dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, da tempo vicina all’universo femminile, occupandosi di progetti volti alla salvaguardia e alla prevenzione in tutte le possibili declinazioni; come il “Dentista sentinella”, un’iniziativa di formazione e di informazione degli Odontoiatri contro la violenza di genere e sui minori, finalizzata a favorire, sia il riconoscimento della violenza subita, che la richiesta di aiuto.

L’appuntamento è fissato per domenica 24 novembre alle ore 11,30, presso il Teatro di Tordinona, in via degli Acquasparta 16 a Roma. Deus ex Machina dell’evento Michele Baldi, impegnato in una battaglia che lo vede coinvolto nel duplice ruolo di padre e di uomo e che lo ha portato a promuovere i diritti delle donne in diversi momenti nel corso degli anni, dando vita al Muro delle Bambole di Roma. 

L’iniziativa vedrà la partecipazione del Presidente Nazionale ANDI Carlo Ghirlanda, del regista teatrale Renato Giordano e degli studenti RUFA, la prestigiosa Rome University of Fine Arts. Madrina dell’evento Claudia Gerini, una delle attrici più amate  dal pubblico e che ha ricevuto dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella, l’Alta onorificenza di Ufficiale della Repubblica italiana per i meriti nel lavoro e per il suo impegno nel sociale.

Proprio a fianco dell’ingresso del Teatro, noto come il Teatro di Pirandello, dal 2017, ha trovato collocazione il Muro delle Bambole romano, ospitato sulla parete dell’edificio ATER di Roma. Nella giornata precedente l’evento, nuove bambole verranno aggiunte a quelle già presenti dagli studenti di Arti visive, con la supervisione del docente RUFA Emiliano Coletta.  Elemento caratterizzante sarà dunque l’arte, nelle sue varie forme. Nel corso della mattinata è anche prevista l’esecuzione di una performance, dal titolo “Scusa/Grazie” che vedrà un’azione curata dagli studenti di Arti visive RUFA Silvia Bottero e Amedeo Longo.

Nel foyer del Teatro, dal 18 al 25 novembre avranno luogo le mostre “Toys”, composta da tre dipinti realizzati della studentessa RUFA Antonella Romano e “Donne”, gli scatti fotografici della raccolta di Barbara Fiorenzola. L’intera manifestazione conferma l’impronta a sostegno di chi cerca di uscire dalla spirale della violenza subita. L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico sul tema del dolore e della cura, della compartecipazione e della condivisione reciproca.

La partecipazione all’evento e alle mostre è ad ingresso libero. Maggiori informazioni QUI

Ufficio Stampa Fondazione ANDI Onlus:
Elisa Braccia +39 346 3951050

Paolo Angelini +39 349 2394438



RUFA External Relations & Press Office
Ernesto Pastore

+39 3893425668



domenica 17 novembre 2019

Alle origini dell'arte contemporanea: bluff o rivoluzione?

Alle ore 16:00 di quest'oggi presso l' Aula Consiliare del Comune di Basiglio, Johan & Levi con UNITRE e Biblioteca "Il Mulino di Vione" terranno un incontro culturale dal tema ' Alle origini dell'arte contemporanea: bluff o rivoluzione?' con Luigi Bonfante e Mauro Zanchi.

Spunto per l'incontro il volume di Luigi Bonfante Catastrofi d'arte, un saggio che ripercorre le profezie più clamorose del Novecento attraverso le vicende di opere e artisti che hanno inaugurato un nuovo paradigma.


Aula Consiliare
Piazza Leonardo da Vinci 1 | Basiglio