Blog di servizio gratuito per la comunicazione in Arte

domenica 30 agosto 2026

Labyrinth in Blue

In Labyrinth in Blue Leonardo Basile costruisce lo spazio pittorico attraverso una fitta sovrapposizione di segni, campiture e strutture geometriche, trasformando la superficie della faesite in una sorta di territorio stratificato. Il blu, dominante assoluto, non è uniforme: varia continuamente d’intensità e si apre a velature, abrasioni, tracce materiche e improvvise emersioni del fondo.

La composizione sembra organizzarsi secondo una successione di rettangoli e linee che si incastrano, si interrompono e si sovrappongono, suggerendo l’idea del labirinto senza però descriverlo in maniera figurativa. È proprio questa ambiguità a dare forza al dipinto: l’occhio cerca un percorso, ma viene continuamente ricondotto dentro la trama dell’immagine.

Tecnicamente, l’opera rivela un procedimento fatto di accumulo e sottrazione: la materia viene depositata, velata, graffiata e in parte rimossa, lasciando affiorare bianchi e tonalità più profonde. Ne deriva una superficie vibrante, quasi consumata dal tempo, nella quale la geometria perde la sua rigidità per diventare gesto.

Un lavoro del 1993 in cui Basile affronta dunque il rapporto tra ordine e disordine, struttura e materia, affidando al blu il compito di tenere insieme una realtà pittorica inquieta e profondamente immersiva. (liberamente copiato dalla fonte http://www.leonardobasile.it/works-with-review/labyrinth-in-blue.html )

L'opera pittorica Labyrinth in Blue



giovedì 13 agosto 2026

Sul futuro del corpo

Dal 5 settembre al 4 ottobre 2026, la Galleria Civica Cavour a Padova ospita la mostra “Sul futuro del corpo”, curata da Barbara Codogno. L’esposizione riunisce oltre 50 dipinti e sculture di grande rilevanza e molti di grandi dimensioni di 17 tra i più autorevoli protagonisti della nuova figurazione internazionale che interrogano il corpo tra identità, memoria, controllo e trasformazione.

Julio Larra, “The Exiled", 2018, olio su tela,
cm 182,9x152,4.
Collezione Fondazione Alberto Peruzzo


Tra i sostenitori della mostra, la Fondazione Alberto Peruzzo, anch’essa realtà padovana, partecipa attivamente con un prestito di due dipinti dell’artista cubano Julio Larraz: “A Video Show in the War Room” e “The Exiled” – esposti al pubblico per la prima volta dopo la loro recente acquisizione.

In riferimento a Larraz, la curatrice Barbara Codogno spiega: “Nelle opere di Julio Larraz la dimensione personale dei protagonisti si intreccia con la storia, la geopolitica e l'economia. Le figure che abitano i suoi dipinti sembrano muoversi in interni silenziosi e rarefatti dove mappe, arredi e oggetti assumono un valore simbolico pari a quello dei personaggi. Larraz suggerisce che ogni riflessione sull'identità individuale resta inseparabile dai sistemi economici e geopolitici che determinano mobilità, appartenenza e accesso alle risorse.

Gli altri artisti in mostra sono: Radu Belcin, Enrica Berselli, Luca Bidoli, Greta Bisandola, Angelo Brugnera, Chiara Calore, Fabbio Copercini, Chandra Fanti, Angelo Giordano, Alfio Giurato, Maurizio L'Altrella, Nunzio Paci, Flavia Pitiș, Stefano Reolon, Nicola Samorì, Markus Schinwald.

Le loro opere illustrano come il corpo sia tornato al centro della ricerca artistica non come semplice soggetto iconografico ma come luogo critico attraverso cui leggere le trasformazioni culturali e sociali del presente.

La pittura e la scultura diventano così strumenti di resistenza – spiega Codogno – la materia, il gesto, il tempo dell'esecuzione e persino l'errore restituiscono al corpo la sua irriducibile presenza. Le opere condividono la stessa condizione della carne: la sua fragilità, la sua impermanenza, la sua capacità di trasformarsi. Pur nella diversità dei linguaggi, gli artisti condividono una medesima consapevolezza: il corpo è il luogo in cui si manifestano le grandi tensioni del nostro tempo. Identità, controllo, memoria, desiderio, appartenenza, tecnologia, sacro diventano dimensioni inseparabili di una riflessione che attraversa l'intero percorso espositivo”.

“Sul futuro del corpo” nasce, quindi, da una riflessione sul destino dell’umano nell'epoca della sua progressiva smaterializzazione. Lontana dalle retoriche della tecnologia e dalle narrazioni post-umane, la mostra assume il corpo come archivio vivente, spazio simbolico e politico, luogo in cui continuano a inscriversi memoria, desiderio, trasformazione e rapporti di potere.

La mostra è realizzata in collaborazione con il Comune di Padova – Assessorato alla Cultura e con la partecipazione di Fondazione Alberto Peruzzo e Fondazione Coppola.


 

INFORMAZIONI UTILI

TITOLO: “Sul futuro del corpo”

DOVE: Galleria Civica Cavour – Piazza Camillo Benso Conte di Cavour, 35122, Padova

QUAnDO: dal 5 settembre al 4 ottobre 2026

VERNISSAGE: venerdì 4 settembre ore 18.00

INGRESSO: GRATUITO

SOCIAL MEDIA:


INSTAGRAM: https://www.instagram.com/sulfuturodelcorpo/

FACEBOOK: https://www.facebook.com/profile.php?id=61591629372316

Organizzazione della mostra: Barbara Codogno, Monica Andreosi e Bruna Laura Filippini.


L’esposizione è stata realizzata con il sostegno di:

Greenplast srl; SportFelix e Poliambulatorio Valentini, Cleup, Le Colture e Duomo Copy.

Catalogo: CLEUP – Cooperativa Libraria Editrice Università di Padova.

venerdì 3 luglio 2026

Il peso dell'empatia

L'empatia, da qualità essenziale delle relazioni umane, sembra oggi trasformarsi sempre più in una condizione difficile da sostenere. La capacità di immedesimarsi nella sofferenza degli altri – che si tratti di una persona fragile, di un animale ferito o di tragedie lontane – può generare un senso di impotenza e frustrazione, soprattutto quando non trova sbocchi concreti.

Allo stesso tempo, il contesto contemporaneo sembra favorire un progressivo indebolimento di questa sensibilità. Da un lato, il linguaggio politico e pubblico ha spesso sostituito la solidarietà con la retorica della forza, della competizione e della contrapposizione, facendo apparire l'empatia come un segno di debolezza anziché una risorsa collettiva. Dall'altro, la continua esposizione, attraverso i social media, a immagini di guerra, violenza e sofferenza produce un inevitabile processo di assuefazione: per difendersi dall'eccesso di dolore, le persone finiscono per desensibilizzarsi.

A questo si aggiungono altri fattori tipici della società contemporanea: l'individualismo alimentato dalla competizione, la progressiva sostituzione dei legami reali con quelli virtuali, lo stress quotidiano e un modello economico che privilegia il successo individuale rispetto alla cooperazione. Il risultato è una società sempre più diffidente, incline a vedere nell'altro un rivale o un nemico anziché una persona con cui condividere esperienze, responsabilità e destino.



martedì 30 giugno 2026

Gabriella Fastosi. Omaggio a Mark Rothko

Omaggio a Mark Rothko” è il titolo della mostra personale della pittrice Gabriella Fastosi che si inaugura Sabato 4 luglio alle ore 18.00 con presentazione del Prof. Gianluigi Guarneri, alla presenza dell’ Artista, alla Galleria Arianna Sartori a Mantova in via Cappello 17.

La personale rimarrà aperta al pubblico fino al 16 luglio 2026 dal Lunedì al Sabato con orario 10.00-12.30 e 16.00-19.30, chiuso la Domenica.


“Le tele di grandi dimensioni creano un’intima correlazione con le opere del Maestro idealizzando i concetti espressivi delle tematiche raffigurate tramite un raffinato rapporto tra Io e Universo. Fantasmagoriche campiture di colore, dalla rara essenzialità, evocano visioni straordinarie e suggestive grazie a stesure multiple che la stessa Fastosi ripropone con sapiente utilizzo delle tonalità ad olio. 

L’arte di Rothko vive nella sfera intima dell’anima, nei suoi accadimenti, nelle sue sensazioni, rifiutando la mera definizione di serenità. I colori lucidi e infuocati si amalgamano silenti sulle tele cercando un’ascesi, una tensione esecutiva sospesa tra il Classicismo del Mito (Villa dei Misteri a Pompei) e una declinazione Rinascimentale dello Spazio architettonico (Beato Angelico, Convento di San Marco e il Vestibolo della Biblioteca Laurenziana di Michelangelo). 

Il tempo come sospeso entra in relazione con l’anima, si dissolve tra irrevocabili effetti di luce colore creando inediti bagliori iridescenti. Un senso di trascendenza si dirama dalle tele di Gabriella Fastosi tramite questi omaggi colti e sensibili nei quali l’artista ha cercato le profondità dell’essere sospeso tra realtà e divino. 

Esperienze spirituali, meditazioni, ricordi affiorano da ulteriori tele dell’artista di notevole suggestione. Albe, tramonti, colori, sinfonie e vibrazioni musicali dedicate a Beethoven diventano emozioni, sofferenze, estasi del vissuto che virano verso un silenzio mistico del sublime dove un “Sogno” si trasfigura in una cascata di lacrime tra un bosco di abeti, cinque case al chiaro di luna simbolo di una lontana e vagheggiata armonia familiare. Cerchi concentrici si diramano nello spazio generati da onde fluttuanti di un idilliaco paesaggio sonoro e raccontano il delicato percorso artistico della Fastosi dedicato alla bellezza e all’interiorità”.

Gianluigi Guarneri, giugno 2026


Riflessioni sulla mostra di Mark Rothko

Ho deciso di rendere omaggio al grande Rothko, sentendo in una trasmissione a Lui dedicata su Rai 5, tre anni fa, raccontare dal figlio Cristopher del padre pittore che doveva eseguire diversi quadri per il “Four Seasons” albergo ristorante famoso di New York.

Prima di consegnarli però, Rothko andò, a pranzo per vedere l’ambiente dove dovevano essere esposti i quadri, ma, una volta capito che sarebbe stato più un effetto mondano che vero apprezzamento della Sua arte, decise di non consegnarli anche se erano già stati eseguiti.

Rese al proprietario l’acconto ricevuto (tra l’altro ne aveva molto bisogno) e i quadri, una volta imballati, rimasero tanto tempo in un deposito.

Dopo diversi anni le opere (molto ampie e a tinte scure) furono richieste dal TATE Museum di Londra. Io sono stata fortunata, li ho visti esposti in un salone molto ampio e spazioso, controllati da luci particolari onde evitare che i colori ne “soffrano”, capaci di suscitare forti emozioni a chi li vede e apprezza. Mark Rothko era persona molto modesta e schiva, ma il suo animo e il suo genio GRANDI; ha amato tanto l’Italia, specialmente Firenze e qui, nel 1950 dopo avere visitato il Museo San Marco con le opere del Beato Angelico, poi il vestibolo della Biblioteca Laurenziana ideato da Michelangelo, decise di cambiare modo di dipingere, non più opere figurative ma colori, spazi, e “architetture mentali” in cui lo spettatore poteva e può immergersi. In questo periodo Palazzo Museo Strozzi e altro a Firenze espongono le opere di Mark Rothko; ecco perché ho il piacere di esporre in contemporanea il mio “Omaggio a Rothko”.”


ARIANNA SARTORI 

ARTE & OBJECT DESIGN

MANTOVA - Via Cappello 17 - Tel. 0376.324260 - info@ariannasartori.eu


Gabriella Fastosi

Omaggio a Mark Rothko


Luogo:  Galleria "Arianna Sartori"

Indirizzo:  Mantova - Via Cappello, 17

Artista: Gabriella Fastosi

Titolo della mostra: “Omaggio a Mark Rothko”

Inaugurazione:  Sabato 4 luglio ore 18.00

Presentazione: Prof. Gianluigi Guarneri

Date:  dal 4 luglio al 16 luglio 2026

Orario di apertura: dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30, chiuso Domenica

Informazioni:  Tel. 0376.324260 – info@ariannasartori.eu

martedì 16 giugno 2026

L'Ultima Cena di Sigrid Plattner al Vaticano

Un'importante opera d'arte contemporanea entra nel patrimonio della Santa Sede. L'artista altoatesina Sigrid Plattner ha infatti donato al Vaticano la sua monumentale interpretazione de "L'Ultima Cena", un mosaico di circa tre metri per un metro e mezzo che negli ultimi mesi aveva già attirato l'attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori. La notizia ha suscitato interesse negli ambienti culturali e artistici vicini al Vaticano, confermando il crescente apprezzamento per il percorso creativo dell'artista di Bolzano, nota per uno stile personale capace di coniugare ricerca contemporanea e forte sensibilità umana.

L'opera era stata tra le protagoniste della Biennale di Milano International Art Meeting, manifestazione che ha ospitato artisti provenienti da numerosi Paesi. In quell'occasione il grande mosaico era stato collocato all'ingresso dell'esposizione, accanto al Duomo di Milano, accogliendo i visitatori con una rappresentazione intensa e suggestiva del celebre episodio evangelico. La composizione si distingue per la ricchezza dei particolari, la forza cromatica e una lettura moderna del tema sacro, capace di preservarne il profondo significato spirituale.

Da anni impegnata anche in iniziative sociali e culturali, Plattner ha spesso dedicato la propria produzione artistica a temi legati alla solidarietà, alla dignità umana e alla speranza. Con la donazione alla Santa Sede, l'artista ha voluto affidare a questa opera un messaggio di dialogo, pace e condivisione, valori che da sempre caratterizzano il suo percorso creativo. Un gesto che testimonia come l'arte possa ancora rappresentare uno strumento di incontro tra culture, sensibilità e tradizioni diverse.

domenica 7 giugno 2026

Continuo infinito presente. Attualità della scultura

Venerdì 12 giugno 2026 alle ore 18, la Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna presenta la conferenza Continuo infinito presente. Attualità della scultura, che vedrà le artiste Alice Cattaneo ed Elisabetta Di Maggio in dialogo con lo storico dell'arte e docente universitario Francesco Tedeschi.

Molteplice senza disordine, veduta della mostra, Fondazione Sabe, Ravenns, 2026. Foto di Daniele Casadio

La scultura assume oggi forme del tutto estranee quelle tradizionali: sperimenta la leggerezza, testa l’instabilità, esplora la dimensione orizzontale. A partire dalle relazioni scaturite dalla mostra in corso, Molteplice senza disordine, Francesco Tedeschi dialoga con Alice Cattaneo e Elisabetta Di Maggio su questi aspetti, ricordando anche il compianto Remo Salvadori. Il titolo dell’incontro, Continuo infinito presente, è infatti un omaggio al grande artista recentemente scomparso, il richiamo a uno dei suoi lavori più celebri, in cui la forma del cerchio evoca l’infinito, il moto perpetuo e la stasi permanente, rendendo tangibile l’istantaneità del tempo presente.

Tra i maggiori artisti italiani della sua generazione, Remo Salvadori (1947-2026) ha sviluppato a partire dagli anni Settanta un linguaggio personale che si esprime attraverso scultura, installazione e interventi site-specific. Fondata sull’interazione tra l’osservatore ed elementi quali l’acqua, il colore e i metalli, l’opera di Salvadori si propone con una rinnovata formulazione, che si definisce attraverso mutazioni alchemiche e flussi di conoscenza, ed è in grado di offrire una nuova consapevolezza di sé e del mondo. Nel corso della carriera ha partecipato più volte a documenta Kassel e alla Biennale di Venezia, esponendo in istituzioni internazionali quali l’AGO, Art Gallery of Ontario, lo Stedeljik Museum, Amsterdam, Centre National d’Art Contemporain de Grenoble, Kunstmuseum Winterthur, il Mori Art Museum, Tokyo, l’IVAM - Institut Valencià d'Art Modern, Tophane-i-Amire, Istanbul e Stiftung Insel Hombroich, Neuss, oltre che in numerosi musei italiani. Nel 2025 ha tenuto una mostra personale al Palazzo Reale di Milano.

L’evento, patrocinato dal Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura, dal Dipartimento di Beni Culturali, Campus di Ravenna, e realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Ravenna, sarà anche l’occasione per presentare la speciale pubblicazione a corredo della mostra Molteplice senza disordine (visitabile fino al 28 giugno), edita da Danilo Montanari e dedicata alla memoria dell’artista.


L’incontro sarà trasmesso anche in streaming tramite il canale YouTube della Fondazione.


Venerdì 12 giugno 2026, ore 18

Continuo infinito presente. Attualità della scultura

Alice Cattaneo e Elisabetta Di Maggio in dialogo con Francesco Tedeschi


Fondazione Sabe per l’arte

Via Giovanni Pascoli 31, Ravenna

venerdì 22 maggio 2026

Nunzio Di Fabio - ANIMA MATERIA

La Galleria Orizzonti Arte Contemporanea di Ostuni inaugura sabato 30 maggio alle ore 18.30 la mostra personale dell’artista abruzzese Nunzio Di Fabio, dal titolo Anima Materia, a cura di Germana D’Aloisio.


Anima Materia è un progetto espositivo che indaga il punto di incontro tra dimensione spirituale e fisica, proponendo una visione della materia come organismo vivo, attraversato da energia e coscienza.

Fulcro della mostra è la ricerca inerente al Dinamismo Armonico, una pratica pittorica in cui l’energia del gesto e la forza del colore si armonizzano attraverso una costruzione materica basata su stratificazioni e attenti equilibri.

Il percorso di Nunzio Di Fabio, scrive la curatrice, nasce da ambiti non convenzionali: testi esoterici, geometria sonora, proporzioni pitagoriche e studio delle energie naturali, da cui deriva l’idea di una comune matrice tra suono e colore. Dai mandala degli anni Novanta, costruiti su forme simmetriche in cui il colore è una conseguenza di un calcolo armonico, la ricerca evolve nella pittura a olio, dove la struttura si apre al gesto. Si definisce così il Dinamismo Armonico: un equilibrio in tensione tra istinto e costruzione, in cui ritmo, colore e stratificazione agiscono come elementi di una composizione. L’opera si sottrae a una lettura immediata per aprirsi a un’esperienza graduale: da lontano si offre come visione unitaria, quasi paesaggistica; da vicino rivela una struttura complessa fatta di spessori, sovrapposizioni e connessioni tra i campi cromatici. In questo passaggio percettivo, ciò che appare istintivo si trasforma in costruzione consapevole, depositata nel tempo.

Il colore in Di Fabio non è decorazione, ma frequenza: una vibrazione capace di generare relazioni e tensioni. Gli accostamenti cromatici, saturi ma calibrati, costruiscono un equilibrio dinamico in cui il movimento non si oppone all’armonia, ma la rende possibile e l’armonia non è quiete, ma equilibrio di materia in movimento.

Anima Materia si configura dunque come una esperienza percettiva, di visione e tempo.  Un invito a rallentare, a superare la lettura immediata, orientando l’osservatore verso un ascolto visivo più profondo. È proprio nel punto in cui la pittura smette di raffigurare e inizia a riecheggiare che si colloca il cuore della ricerca di Nunzio Di Fabio, una pittura che non rappresenta, ma risuona.


Nunzio Di Fabio - ANIMA MATERIA

dinamismo armonico tra colore, frequenza e gesto

a cura di Germana D'Aloisio


Inaugurazione sabato 30 maggio ore 18,30

fino al 25 giugno 2026



GALLERIA ORIZZONTI ARTE CONTEMPORANEA

Piazzetta Cattedrale (centro storico)

72017 - Ostuni (Br)


  

amalia di lanno

cultural manager

communication - management - promotion

www.amaliadilanno.com - info@amaliadilanno.com

venerdì 1 maggio 2026

“L’Italiana dal nastro blu

 Arte: Mahadeva svela una nuova serie di dipinti ispirati all’Italia

Non voglio imitare la vita o la natura, cerco umilmente di lavorare come lei.



Il pittore francese Mahadeva ha presentato una nuova serie di opere ispirata all’Italia, affermando una ricerca in cui si incontrano eredità del Rinascimento, modernità pittorica e ricerca interiore.

In questa nuova serie si trova un’espressione particolare ne “L’Italiana dal nastro blu”, ritratto in cui la figura femminile diventa al tempo stesso presenza, architettura e apparizione interiore.

Costruita per piani, linee oblique e giochi d’ombra e di luce, l’opera evoca una bellezza ideale. Attraverso questa figura, Mahadeva sembra interrogare l’eredità italiana della bellezza, tra memoria classica, sensibilità moderna e intensità silenziosa.

In questa nuova serie l’Italia si rivela con particolare forza attraverso un grande paesaggio a olio ispirato alla Toscana, di 150 × 70 cm. Colline, architetture e slanci vegetali emergono in una luce in continua trasformazione che porta in sé un’energia profonda, quella che ha nutrito lo sguardo dei grandi maestri del Rinascimento, da Leonardo da Vinci ai pittori italiani che hanno saputo cogliere il respiro del mondo. La natura vi respira, circola, si dispiega, e la pittura ne prolunga il movimento vivente.

Già esposto a Pont-à-Mousson e all’Hôtel Matignon, in particolare con l’opera La nascita del puledro, Mahadevaattira anche l’attenzione del mondo letterario: Frédérick Tristan firma un testo di prefazione per un’operadedicata ai suoi primi lavori, intorno al 1991.

Questo sguardo accompagna il crescente interesse per il suo lavoro da parte di amatori e collezionisti. Attraverso questa serie ispirata alla Toscana, Mahadeva afferma un’opera al tempo stesso intellettuale, spirituale e profondamente incarnata, inscritta nella continuità di un “Rinascimento moderno”.


Chi è Mahadeva

Nato a Giverny e formatosi all’École des Beaux-Arts di Parigi, Patrick Dumont, detto Mahadeva, sviluppaun’opera singolare al crocevia di diversi universi. Pittore, scrittore e artista erudito, inserisce la sua pratica in una tradizione in cui creazione, pensiero e conoscenza avanzano con un unico slancio. La sua attività di paesaggista nutre profondamente il suo rapporto con la natura, la struttura e il ritmo delle forme, mentre la sua conoscenza delle arti giapponesi apporta al suo lavoro un’esigenza di equilibrio e precisione.

La sua opera si costruisce in un dialogo vivo tra la figura umana, il paesaggio e le grandi tradizioni pittoriche. I corpi vi diventano architetture sensibili, sostenute da unatensione che unisce rigore e libertà.

Nelle sue composizioni, le forme si frammentano, i piani si dispiegano e il colore mette la tela in movimento. Le linee circolano, le masse vibrano, la luce attraversa la pittura, si diffonde e si trasforma. Ogni sua opera si organizza così come un flusso, una respirazione continua che trascina lo sguardo e lo inscrive in un’esperienza viva.organizza così come un flusso, una respirazione continua che trascina lo sguardo e lo inscrive in un’esperienza viva.

sabato 25 aprile 2026

STRUTTURA N.1. Dalla traccia al reperto materico


Lo spazio MADE4ART è lieto di presentare presso la propria sede in Via Ciovasso 17 nel cuore di Brera, il quartiere dell’arte nel centro di Milano, la mostra “Filippo Circelli: STRUTTURA N.1. Dalla traccia al reperto materico” a cura di Valentina Abbate e realizzata in collaborazione con PitturiAmo.

In esposizione un nucleo di opere pittoriche e scultoree realizzate dal giovane artista bresciano a partire dal 2024. La scelta dei lavori rappresenta il percorso artistico-filosofico di Filippo Circelli dalle prime fasi fino ad arrivare all’Io di oggi.

Essi sono la testimonianza concreta e oggettiva dello sviluppo del suo pensiero e della sua crescita artistica, ma non solo. Se dapprima la ricerca è nata per gioco, con il passare del tempo è diventata un meticoloso investigare circa l’universo, il mondo, l’uomo: il suo primo saggio, intitolato “La Firma come Opera d’Arte”, dunque, serve per indagare, analizzare e far comprendere tale percorso al più vasto numero di persone possibile.

Filippo Circelli, nato a Brescia nell’agosto 2006, è un esponente di rilievo dell’arte visiva concettuale. Formatosi al Liceo Foppa in “Architettura e Ambiente”, ha sviluppato una maturità tecnica alimentata sia dall’esperienza nel lavoro manuale familiare sia da una spiccata passione per la filosofia moderna. Definito un “rivoluzionario” della percezione, Circelli supera la tradizionale bidimensionalità della tela per approdare a una creazione pittorico-plastica tridimensionale, dove la materia e il colore diventano strumenti di indagine introspettiva e spaziale.

Il suo percorso artistico è strettamente connesso alla riflessione teorica, come testimoniano le sue opere letterarie, tra cui “Sofferenza” e “La triade: io giudice, io giuria, io esecutore di me stesso. Io, Filippo Circelli!”. La sua carriera, seppur giovane, vanta già prestigiosi traguardi internazionali: dal Premio Artista d’Europa 2025 a Venezia al riconoscimento come “Artista del Regno Unito” a Londra, fino a esposizioni a Firenze, Milano (Brera), Cannes, Barcellona e il traguardo del MoMA di New York.

La sua estetica fonde vigore cromatico e precisione tecnica, invitando lo spettatore a esplorare una “spazialità rovesciata”. Per la critica, Circelli è un comunicatore complesso che non si limita a ritrarre il mondo, ma lo analizza e trasforma in un palcoscenico per l’essenza universale, consolidando la sua posizione di autore eclettico capace di unire arte, sport e pensiero critico in un unico linguaggio vitale.

L’inaugurazione della mostra si terrà giovedì 7 maggio 2026 dalle ore 17 alle 19; apertura al pubblico dal 5 al 18 maggio su appuntamento consigliato negli orari di apertura della sede, il lunedì dalle ore 15 alle 18, dal martedì al venerdì dalle 10 alle 18, il sabato dalle 15 alle 18.

Filippo Circelli: STRUTTURA N.1. Dalla traccia al reperto materico
a cura di Valentina Abbate

5 - 18 maggio 2026
Inaugurazione giovedì 7 maggio ore 17 - 19
Orari di apertura: lunedì ore 15 - 18, martedì - venerdì ore 10 - 18, sabato ore 15 - 18
Ingresso gratuito, consigliato appuntamento: info@made4art.it
Si invita a verificare sempre sul sito Internet e i social network di MADE4ART eventuali aggiornamenti sugli orari e le modalità di accesso allo spazio

Catalogo della Collana MADE4ART disponibile in sede in versione cartacea o scaricabile gratuitamente da www.made4art.it nella versione digitale

MADE4ART
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura
Via Ciovasso 17, Brera District, 20121 Milano, Italia
Fermate metropolitana Lanza, Cairoli, Montenapoleone

sabato 18 aprile 2026

Presentazione del catalogo della mostra Impulsivi riflessivi


Dopo la proroga della mostra "Impulsivi riflessivi - Acquisti, donazioni, assonanze da Luigi Varoli al contemporaneo" fino a domenica 26 aprile è in arrivo anche la pubblicazione dedicata

Giovedì 23 aprile alle 18.30 a Cotignola nel giardino di casa Varoli, in corso Sforza 24, ci sarà la presentazione del catalogo della mostra Impulsivi riflessivi - Acquisti, donazioni, assonanze da Luigi Varoli al contemporaneo.

Impulsivi riflessivi è un progetto espositivo che non attinge solo dai disegni e dalle pennellate dell'artista cotignolese per eccellenza, ma anche da scritti di amici, storici e artisti contemporanei che lo hanno conosciuto o anche solo respirato durante una loro sosta, lunga o breve che sia stata, in quel di Cotignola.

Artisti contemporanei quali Michele Buda, Daniele Casadio, Massimiliano Fabbri, Guido Guidi, Franco Pozzi, Massimo Pulini si avvicinano alle opere del maestro e fanno sentire la loro voce creando un legame tra gli esiti del passato e la ricerca di un presente che si insinua per erbari e ritratti di personaggi noti e ignoti, generando assonanze, grafismi, stesure, inquadrature, errori su pellicola.

Alla presentazione del catalogo interverranno gli artisti contemporanei coinvolti e inoltre sono previsti approfondimenti sui testi del catalogo e su alcuni quadri della collezione; intervengono, tra gli altri, Massimiliano Fabbri, Martina Fabbri Nuccitelli, Alessandro Giovanardi, Marilena Benini.

La mostra, a ingresso libero, rimarrà allestita fino al 26 aprile e sarà visitabile il venerdì dalle 16.30 alle 18.30; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.30; la sera della presentazione del catalogo l'esposizione sarà visitabile fino alle 20.30.



IMPULSIVI RIFLESSIVI

Ingresso libero. Per ulteriori informazioni: 0545 908810

museovaroli@comune.cotignola.ra.it.

www.museovaroli.it 

museovaroli@comune.cotignola.ra.it

0545 908810 - 3204364316