giovedì 17 agosto 2017

Segretissimo Jacono


Inaugura domani 18 agosto la mostra Segretissimo Jacono curata dalla Fondazione Rosellini per la letteratura popolare in occasione del festival del giallo VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO

Saranno esposte circa quaranta illustrazioni e le corrispondenti copertine nate dall’ingegno e dalla mano di Carlo Jacono e realizzate per Segretissimo, collana di romanzi dedicati allo spionaggio e al thriller edita dalla Arnoldo Mondadori Editore.

Carlo Jacono (1929 – 2000) è stato uno degli illustratori più importanti del panorama dell’editoria italiana a partire dagli anni ’50, plasmando l’immaginario popolare dell’Italia del dopo guerra con le sue opere e la sua creatività. In cinquanta anni di attività ha realizzato 6540 tavole, dipinto 300 quadri, le sue opere sono state esposte in numerosissime mostre d’arte ottenendo riconoscimenti e premi e ha collaborato con le più importanti case editrici italiane ed europee.
 
Nel 1950 Alberto Tedeschi, primo direttore del Giallo Mondadori, affida a Carlo Jacono la realizzazione delle copertine della collana a cui l’illustratore lavora fino al 1986 producendo più di 3000 immagini, sue sono anche le prime 100 copertine del settimanale di fantascienza Urania. È nel 1961 che inizia la sua collaborazione con il settimanale di spionaggio Segretissimo per cui realizza le copertine di tutta la seconda serie.
 
La mostra Segretissimo Jacono rappresenta quindi un prezioso tassello nell’ambito di VENTIMILARIGHESOTTOIMARI inGIALLO - manifestazione organizzata dal Comune di Senigallia in collaborazione con la Fondazione Rosellini per la letteratura popolare e la libreria Iobook di Senigallia - perché Carlo Jacono è stato un prodigioso creatore di immagini, oscillanti tra realtà e fantasia, un artista padrone della forma che è riuscito a suggestionare il pubblico, soprattutto quello dei “giallisti”.
 
L’esposizione vuole far emergere l’originalità e la bravura dell’”artista” Jacono, conosciuto anche con lo pseudonimo di Uomo del cerchio, per la grafica di impaginazione di molte sue copertine che combinavano in un perfetto equilibrio preparazione, esperienza e fantasia, condite da doti istintive.
 
I libri sono fatti di parole e Jacono è riuscito a trasformare quelle parole in immagini, coinvolgendo il lettore nella trama del racconto ancora prima di aver letto il romanzo e dando un volto a tanti personaggi. In quegli anni l’autore scriveva ancora a macchina e l’illustratore non aveva Photoshop, ma Carlo Jacono riusciva a comunicare la visione di un mondo che in TV si vedeva solo in bianco e nero e che invece attraverso le sue opere appariva vivido e potente. Con una padronanza del colore da vero pittore riusciva a creare un capolavoro alla settimana, tanto che l’iconografia di Jacono diventa l’elemento distintivo dei Gialli Mondadori, facendo di lui l'illustratore simbolo della giallistica italiana che con le sue copertine ha segnato un’epoca.

venerdì 11 agosto 2017

La caduta di Casa Usher

10  tavole in bicromia, Le ombre inquiete del grande illustratore russo ALEXANDRE ALEXEIEFF per un classico di E.A.Poe.

La caduta di Casa Usher è uno dei testi di E.A.Poe che più ha ispirato una folta schiera di illustratori e non solo. Tra tutti spicca, per libera potenza visionaria unita a raffinata e insuperata tecnica, Alexandre Alexeieff (Kazan 1901 - Parigi 1982), uno dei maestri di primo piano del moderno cinema d'animazione. Suo è tra l'altro il capolavoro "Le nuit sur Mont Chauve".

Sono qui riprodotte le dieci tavole in acquatinta da lui realizzate per il Poe delle Edizioni Orion (Parigi, 1929) nella traduzione di Charles Baudelaire.











martedì 8 agosto 2017

Novità EUREKA Edizioni: Tagli e credenze di Cristiano Caggiula

L’Associazione Culturale EUREKA di Corato (Bari) propone la undicesima pubblicazione nella collana “CentodAutore”, curata da Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi: la nuova raccolta poetica di Cristiano Caggiula“Tagli e credenze”, con la formula rappresentativa ed esclusiva: 100 esemplari in piccolo formato, numerati, firmati e personalizzati da interventi diretti degli autori con un loro segno distintivo di originalità che rende il libro un connubio unico di poesia e di arte.

Dalla nota introduttiva di Francesco Aprile: “Si tratta dunque di una poesia che, essendo corpo-attraversato, è portatrice di indirizzi, di tracce, di indizi che si ricollegano, non nell’ordine di lettura, ancora, ma per salti, per tagli in una struttura reticolare che fa del testo un parlato a più voci. Proprio in questo suo essere reticolare l’opera permette a queste voci di sconfinare, di commistionarsi, di attraversarsi confondendo i piani di lettura.”

*
Prova a tagliuzzare le ginocchia
e baciare le gambe che non hai più
lotta con i vermi e avvinghiati ai sassi
mangia il fango e dormi nella caverna.
Tu sei l’incontrovertibile,
vieni qui,
ho voglia di ascoltare le tue storie
di riempire le giornate dei fili d’erba,
delle foglie e della polvere.
Tu che sei il senso che striscia
per segnare la strada
tu che avanzi
con la torcia dell’eremita
dimmi dove andare
tu che non sai dove andare
seguirti è la cosa migliore.

*
Cristiano Caggiula (1990), poeta, poeta verbo-visivo, autore di opere asemantiche, aderisce nel 2011 al gruppo di ricerca artistica Contrabbando Poetico all’interno del quale contribuisce alla nascita di Unconventional Press (2012, con Francesc Aprile) e successivamente della rivista di critica e linguaggi sperimentali «Utsanga.it» (www.utsanga.it) (2014, con F. Aprile). Nel 2013 ha aderito al movimento letterario New Page-Narrativa in store fondato nel 2009 da Francesco Saverio Dòdaro. È presente nei volumi Alpha Bet a Test. The eye am eye asemic anthology (Eye Am Eye Edition, 2015).Nell’ambito della poesia verbo-visiva, scritture asemantiche, sue pubblicazioni si trovano presso l’ArtPool Art Research Center (Budapest). È presente in diverse mostre, in Italia e all’estero. Ultime pubblicazioni hekátē atto II (Unconventional Press, 2015), Snapshots Narrations (a cura di F. Aprile-C. Caggiula, Unconventional Press, 2014).
*
Cristiano Caggiula
Tagli e credenze

100 esemplari numerati con interventi manuali dell’autore

CentodAutore
a cura di
Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi

EUREKA Edizioni
Associazione Culturale EUREKA
Via T. Tasso, 30 – 70033 Corato (BA)
rossanabucci@libero.it
oronzoliuzzi@hotmail.com
tel. 080.8984258
cell. 349.8684908 – 320.4229046

Corato, giugno 2017   


CentodAutore
a cura di
Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi

VOLUMI PUBBLICATI

  1. Alfonso Lentini, Illegali vene (2014)
  2. Eugenio Lucrezi, Nimbus (2015)
  3. Rossana Bucci – Oronzo Liuzzi, DNA (2015)
  4. Antonino Contiliano – OnDevaStar (2015)
  5. Giorgio Moio – Sui crespi marosi (2016)
  6. Francesco Aprile – Entropia del fuoco (2016)
  7. Carla Bertola – Ritrovamenti (2016)
  8. Antonio Spagnuolo – SOSPENSIONI (2016)
  9. Alberto Vitacchio – IL TORPORE DEI GRADINI (2017)
  10. Michele De Luca – Parvenze (2017)
  11. Cristiano Caggiula – Tagli e credenze (2017) 

domenica 6 agosto 2017

Werner Bischof. Fotografie 1934-1954

Circa 250 immagini di Werner Bischof (1916-1954) saranno al centro di una grande mostra allestita dal 22 settembre al 25 febbraio a Venezia, negli spazi della Casa dei Tre Oci

Dall'India al Giappone, dalla Corea all'Indocina, da Panama al Cile e al Perù, i suoi reportage in paesi lontani, e all'epoca spesso inaccessibili, hanno raccontato quelli che negli anni '50 erano ancora considerati i confini del mondo. Ma non mancherà l'Italia con una selezione di 20 opere inedite. 

Intitolata 'Werner Bischof. Fotografie 1934-1954', l'importante rassegna è stata organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie in collaborazione con la Werner Bischof Estate e Magnum Photos, di cui il famoso fotografo svizzero fu tra i fondatori. 

Il percorso espositivo trasporterà quindi il visitatore nell'età dell'oro del fotogiornalismo e si potranno ammirare circa 250 scatti, in larga parte vintage, tratti dai suoi più importanti reportage, compiuti negli angoli più remoti del mondo. Mentre sarà la serie dedicata ai paesaggi e città italiani, a far cogliere l'originalità dello scatto e l'occhio 'neorealista' di Werner Bischof, mai incline, nonostante i soggetti, alle tentazioni dell'esotismo. 

Per lui, il principio fondante del proprio lavoro era soprattutto di mostrare senza falsificazioni la realtà, nella convinzione che al fotografo spettasse una profonda responsabilità sociale. 

Eppure, fin da giovanissimo Bischof si era fatto un nome nel campo della moda, della pubblicità e della fotografia naturalistica. L'esperienza della guerra e la visione dell'Europa distrutta nel 1945, lo spinsero però ad abbandonare la fotografia patinata scegliendo invece di testimoniare con la sua arte la sofferenza umana. Nel 1949 entrava a far parte della neocostituita Agenzia Magnum, cominciando con importanti reportage nel Medio (carestia nel Bihar) ed Estremo Oriente, continente africano. 

Un periodo molto intenso, ma troppo breve, perchè nel 1954 trovava la morte in un incidente automobilistico attraversando le Ande peruviane. L'allestimento alla Casa dei Tre Oci sarà dunque un itinerario che, partendo dall'Europa devastata dalla seconda guerra mondiale, giungerà in India, dove ci si troverà di fronte a un paese attanagliato dalla povertà e dalla miseria, ma in cui si iniziano a intravvedere gli sviluppi industriali che la porteranno a essere uno delle nazioni leader del nuovo millennio. Ecco quindi il confronto spietato tra gli elementi della cultura tradizionale giapponese e il dramma della guerra di Corea, che introdurrà all'analisi del continente americano. 

Il viaggio di Bischof, infatti, proseguirà nelle città statunitensi, di cui coglierà lo sviluppo metropolitano, anche con una serie di fotografie a colori, e si chiuderà idealmente tra i villaggi del Perù. Dove, prima di trovarvi la morte, Bischof realizzò forse il suo scatto più famoso: 'On the road to Cuzco'.


sabato 5 agosto 2017

Ceramiche e ceramisti liguri nel mondo

Dal Medioevo al Novecento ceramiche o ceramisti liguri sono stati presenti, in vari momenti, oltre che in numerose regioni italiane, in almeno 32 Paesi dell'Europa, dell'Africa settentrionale, dell'Asia minore, dell'Estremo Oriente, dell'America del Nord e di quella del Sud. 

Aspetti di questo secolare respiro internazionale della ceramica ligure, con particolare riguardo a quella di Genova (capitale d'uno Stato sino all'avvento di Napoleone, e perciò, con tutto il suo territorio ed i suoi uomini, referente finanziario, commerciale e culturale per gli altri Paesi), Albisola e Savona e dei loro rispettivi ceramisti, vengono illustrati Mercoledì 9 agosto, alle 21, a Pozzo Garitta, in Albissola Marina, dagli studiosi Davide Bedendo, Federico Marzinot, Paolo Ramagli, proponendo il tema “Ceramiche e ceramisti liguri nel mondo”. Sono proposti immagini, documenti ed oggetti ceramici. L'incontro fa parte dell'edizione di quest'anno dei “Mercoledì di Pozzo Garitta”, organizzati dal “Circolo degli Artisti” di Albisola e di Savona.

Alla fine del XII secolo ceramiche di Savona si diffondono, per la loro novità, in buona parte del Mediterraneo occidentale: dalla vicina Provenza (da allora luogo di secolare interscambio ceramico con la Liguria) sino al Marocco ed alle isole Baleari. Dal Cinquecento in avanti riprende l'esportazione in Europa della ceramica di Savona e di Albisola (anche imitata in Spagna nel secolo successivo) ed inizia l'emigrazione dei ceramisti verso la Spagna, la Francia e poi anche nel Messico. 

E' la saga, sino a tutto il Seicento, dei Pesaro, dei Ferro, degli Spotorno e degli albisolesi Conradi, Forzano, Gervasio,  Grosso, Isola, Moraglia, Piccone, Salomone, Sambarino, Trulla, in nome del loro saper “foggiare e decorare così bene come si suole fare ad Albisola”. Dal primo quarto del Settecento a quello dell'Ottocento, Albisola esporta nelle altre regioni italiane, in Europa e nelle Americhe, la ceramica decorata a “taches noires” (macchie nere), fatta di oggetti per la casa e per gli altri usi quotidiani, prodotto nuovo, di serie e di basso prezzo, acquistato perciò anche dalle classi popolari, fabbricato in oltre venti milioni di pezzi all'anno. L'Ottocento é il secolo in cui Savona dialoga con i mercati dell'Europa, delle Americhe, dell'Africa settentrionale e dell'Asia minore. 

Nel Novecento Albisola, che andava anche riproponendo gli stili classici del passato, si rivolgerà, a sua volta, ai mercati dell'Europa del Nord,  delle Americhe,  persino a quello dell'India e poi, come faranno i Mazzotti, anche al Giappone, negli anni Settanta del secolo scorso.


Albissola Marina, 4.8.2017

venerdì 4 agosto 2017

Migrazioni Land Art

La Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee ha varato nel 2013 un programma di patrocinio, denominato Matronato, volto al riconoscimento e alla promozione di progetti (senza scopo di lucro e aventi sede in una delle seguenti regioni italiane: Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) che, per il loro valore e qualità culturale, stimolino la coesione sociale, la ricerca scientifica e umanistica, il dialogo fra diverse discipline, il supporto alla produzione e alla mediazione artistica quali fonte e stimolo di progresso collettivo.

MeMory-di-Daniela-Gorla.Courtesy-dellartista

Il Matronato è stato concesso alla mostra Migrazioni di Daniela Gorla e Maya Pacifico a cura di Daniela Ricci nell'ambito della seconda edizione della rassegna Land Art che sarà inaugurata sabato 5 agosto alle ore 18.00 al MoMu-Molino Museo a Montenero Valcocchiara (Isernia). Il progetto, realizzato con il patrocinio della Regione Molise, offre l’opportunità di esplorare nuove relazioni tra ambiente e comunità rafforzando i legami che il territorio instaura con i suoi abitanti attraverso un’azione artistica in situ.

Daniela Gorla e Maya Pacifico, dopo un periodo di residenza nel MoMu- Molino Museo, un antico mulino restaurato e funzionante a a Montenero Valcocchiara, hanno realizzato con materiali naturali e biodegradabili opere einstallazioni tridimensionali situate nei giardini del mulino e nelle zone limitrofe: un percorso a cielo aperto che analizza le possibili declinazioni del rapporto arte/paesaggio attraverso opere collettive, individuali e performative. Nell'installazione a living book Maya Pacifico inserisce il ramo di un albero in un libro inchiodato alla terra,destinandolo alla trasformazione degli elementi che lo circondano: con il passare del tempo le componenti del libro come oggetto si deterioreranno a contatto con gli agenti atmosferici creando una nuova scultura modellata solo dalla forza della natura. Nell'installazione MeMORY - Oggetti migranti Daniela Gorla prevede una contaminazione tra i confini, una migrazione di un oggetto rurale, collocato all'interno del Molino, verso l'esterno, avvolgendolo in forme di reti a spirale, arcaiche come antichi simboli d'infinito posti in dialogo con i fiori, l'erba e gli alberi integrati nella natura: una liberazione dall'alienazione di luoghi reclusi, un ponte simbolico di forme tra la Terra e il Cielo.

Il progetto di Gorla e Pacifico – spiega la curatrice Daniela Ricci - intende evidenziare la relazione che intercorre tra l’io e il tu, tra il noi e gli altri, la natura e il cosmo infinito. Uscendo dal dominio dell’individualità narcisistica, le due artiste interagiranno all'unisono, senza schemi prestabiliti, mettendo in campo le abilità pregresse, i frutti delle proprie ricerche artistiche, le poetiche e le scelte esistenziali. Si muoveranno intorno a intime corrispondenze, profonde convinzioni nate dall'idea di un’arte che arrivi ai sensi e quindi alle emozioni, che sussurri e non urli ai desideri inespressi, alla psiche e ai sogni, all'indicibile e all'invisibile, a quelle aree di essenza spesso sepolte. Un’arte lontana dalle grevi rappresentazioni dei mali contemporanei, che vuole porsi nello slancio utopistico di trascendenza, respirare aria in altri modi, mondi e possibilità di esistere”.
La mostra sarà visitabile fino al 31 agosto 2017 nei consueti giorni e orari di apertura del MoMu-Molino Museo: dal lunedì al sabato dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 16.00 alle 19.00.

Daniela Gorla (Cremona, 1960). Selezionata nel 1990 alla Biennale d'Arte Contemporanea, nuove generazioni-Regione Lombardia, tra gli anni '90 e 2000 si è occupata di arte come formazione e pratica sociale. Dal 2012 si occupa di Land Arte arte digitale e dall'anno successivo le sue ricerche approfondiscono il rapporto tra l’arte e la natura attraverso installazioni ambientali di grandi dimensioni, come grandi teli posati nell'ambiente che mettono in relazione ciò che resta della biodiversità autoctona e la storia delle migrazioni testimoniante da sassi di fiume, rocce, frammenti di vegetali ritrovati nel mare. Collabora con Naturarte di Lodi, con il Movimento Arte da mangiare, mangiare Artepresso la Fondazione Umanitaria di Milano e con Land Art Campi Flegrei di Napoli. Vive e lavora a Cremona.

Maya Pacifico (Torino, 1962). Ha esposto in importanti spazi pubblici e istituzioni museali, sia in Italia che all'estero, fra cui Expo 2015 a Milano, London Biennale, PAN e e Castel dell’Ovo di Napoli, Museo Vittoria Colonna di Pescara, Palazzo Medici Riccardi a Firenze, Biblioteca Angelica di Roma, Castello Aragonese di Ischia, e alla Biennale di Pechino.


Matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee di Napoli alla mostra Migrazioni di Daniela Gorla e Maya Pacifico a cura di Daniela Ricci nell’ambito della rassegna Land Art (seconda edizione)

inaugurazione: sabato 5 agosto 2017 ore 18.00, MoMu-Molino Museo, via Santa Teresa, Montenero Valcocchiara (Isernia) fino al 31 agosto 2017

Per maggiori informazioni tel: +39 347 0824165 e-mail: d_ricci@info@molinomuseo.it sito web: www.molinomuseo.it

Ufficio stampa per la mostra: Annalisa Tirrito +39 335 5289607 tirrito.annalisa@gmail.com
Ufficio stampa per il Matronato: Luisa Maradei +39 333 5903471 Donatella Striano +39 3388312768 ufficiostampa@madrenapoli.it

martedì 1 agosto 2017

Tesori dei Moghul e dei maharaja: la Collezione Al Thani

Per la prima volta in Italia arriva a Venezia, dal 9 settembre 2017 al 3 gennaio 2018 la celebre e prestigiosa Collezione Al Thani: oltre 270 oggetti in mostra a Palazzo Ducale ci raccontano cinquecento anni di storia dell’arte orafa legata, per origine o ispirazione, al subcontinente indiano . 


Curata da Amin Jaffer, conservatore capo della collezione Al Thani e da Gian Carlo Calza, insigne studioso di arte dell’Estremo Oriente, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, la mostra Tesori dei Moghul e dei maharaja: la Collezione Al Thani  ci condurrà alla conoscenza di leggendari gioielli indiani e diamanti carichi di storia, espressione di un gusto artistico raffinato e di un perfetto dominio della tecnica che non hanno mai smesso di colpire e affascinare lo spirito occidentale.


lunedì 31 luglio 2017

The living cell

"The living cell": la nuova produzione pittorica di Federica Rossi in mostra, dal 5 agosto al 24 settembre 2017, nella Manica Lunga del Museo della Città "Luigi Tonini" di Rimini. 
Curata da Francesca Baboni e Stefano Taddei, la personale sarà inaugurata sabato 5 agosto alle ore 18.00. L'esposizione è promossa dal Comune di Rimini con il patrocinio della Biennale del Disegno, in collaborazione con la Galleria Annovi di Sassuolo (MO).
 
Dedicata alla cellula, nel suo divenire vita pulsante in viaggio verso l'eternità, la serie "The living cell", da cui trae il titolo la mostra stessa, raccoglie una quarantina di opere inedite su tela e su carta che, rispetto alle precedenti ricerche, si differenziano per la significativa sottrazione di materia e per una scelta concettuale tesa a sviscerare pregnanti tematiche sul femminile e sulla maternità.
L'indagine di Federica Rossi - scrive Massimo Pulini, Assessore alle Arti del Comune di Rimini - «tenta di esasperare quel crinale che sta tra la determinazione dell'artista e la constatazione del combinato di elementi e fattori coinvolti. Federica conduce la barca dell'opera fino al centro del lago per poi lasciarsi guidare dalla corrente. Il risultato di quel viaggio, la traccia lasciata dal pigmento sulla superficie dopo che il lago si è prosciugato, evoca sia il minuscolo che l'immenso».
Come spiega Francesca Baboni, «Giocando su cromatismi che rispecchiano le tinte naturali della terra, sublimati dall'impasto di colori miscelati e inchiostri, e dall'atto creatore che assume forma e consistenza diversificate a seconda che l'autrice operi sulla carta o sulla tela, Federica Rossi ci trasporta all'interno del suo universo fluido e luminoso, in cui le cellule si muovono e si avvicendano pulsanti di vitalità come se fluttuassero nel liquido amniotico, lasciando le tracce del loro viaggio infinito e quindi ancora più sorprendente». 
«Nelle sue opere - conclude Stefano Taddei - è la cellula la protagonista. Non solo però. Tale centralità non blocca il magma creativo proposto dall'autrice, che si dipana in numerosi rivoli e pare amplificarsi ulteriormente, non limitandosi assolutamente e meramente nello spazio dell'elaborazione. La profondità coloristica delle composizioni lascia trasparire vari fenomeni cellulari che prendono vita, manifestandosi in tutta la loro estrinseca potenzialità vigorosa ed energica. Grazie all'indagine creativa di Federica Rossi la vita ci scorre davanti, la possiamo cogliere o solo osservare. Tutto ciò ci rimanda al nostro fluire al mondo, una potenza in atto che nessuno può evitare e cancellare».
L'esposizione sarà visitabile fino al 24 settembre 2017, nel mese di agosto da martedì a sabato ore 10.00-19.00, mercoledì ulteriore apertura serale ore 21.00-23.00, domenica e festivi ore 10.00-13.00 e 16.00-19.00, chiuso il lunedì; nel mese di settembre da martedì a sabato ore 9.30-13.00 e 16.00-19.00, domenica e festivi ore 10.00-19.00, chiuso il lunedì. Ingresso libero. Catalogo in mostra con prefazione di Massimo Pulini e testi critici di Francesca Baboni e Stefano Taddei. 

Per informazioni: 
tel. +39 0541 793851/704414/704416

domenica 30 luglio 2017

Le fil rouge 2017

Si terrà a Specchia (LE) - dal 30 luglio al 12 agosto 2017 - la Terza edizione della mostra d'arte contemporanea 'Le fil rouge' a cura di Viviana Cazzato .  

In locandina 30 nomi di artisti...rigorosamente italiani : Ajnos, Edoardo Boccanfuso, Matteo Bosi, Brizzo, anna rita cacciatore, Erica Campanella, Myriam Cappelletti, Antonella Caraceni, Massimo Casalini, Viviana Cazzato, Antonio De Blase, Claudia Del Giudice, Tonia Erbino, Evas, Eleonora Helbones, Giovanna Lacedra, Debora Malis, Dario Marconi, Calogero Marrali, Nilde Mastrosimone, Giancarlo Montuschi, Ilaria Pergolesi, Oscar Piovosi, Germana Ponti, Shanti Ranchetti, Marco Randazzo, Concetta Russo, Antonella Soria, Claudia Venuto, Micaela Zuliani

Il vernissage si terrà alle ore 20.30 con perfomance di Giovanna Lacedra.


Le fil rouge 2017
Palazzo Risolo
Specchia (LE) - dal 30 luglio al 12 agosto 2017
Piazza Del Popolo (73040)

giovedì 27 luglio 2017

Anch’io ho preso un granchio!

Cracking Art sbarca per la prima volta all’Isola d’Elba con un’invasione di granchi rosa al Cavo per sostenere il progetto di riapertura del cinema di Cavo

Anch’io ho preso un granchio!” è un’iniziativa popolare nata dalla passione di villeggianti e residenti, insieme al collettivo artistico Cracking Art, per far rinascere il cinema all’aperto del Cavo.

La passione per il cinema e l’amore per il Cavo hanno prodotto sulle spiagge e nelle strade del piccolo paese sulla punta est dell’Isola d’Elba una pacifica e allegra invasione di granchi fucsia realizzati dal collettivo artistico Cracking Art per il progetto “Anch’io ho preso un granchio!”.

Per la prima volta i coloratissimi animali di Cracking Art sono sbarcati sull’Isola d’Elba con una missione importante: raccogliere fondi per sostenere l’iniziativa di riapertura dell’ex cinema all’aperto di Cavo, che non è riuscito a sopravvivere alla rivoluzione digitale ed è chiuso e abbandonato da anni. E così, in perfetta sintonia con l’obiettivo della rigenerazione urbana, i granchi di Cracking Art saranno donati a chi darà un contributo minimo di 20 euro per la causa del nuovo cinema di Cavo.

Cracking Art
Il movimento Cracking Art nasce nel 1993: l’intenzione è quella di cambiare radicalmente la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale che, unito all’utilizzo rivoluzionario dei materiali plastici, mette in evidenza il rapporto sempre più stretto tra vita naturale e realtà artificiale. http://www.crackingart.com

Dalle ultime installazioni internazionali in Cina e a Dubai, da quelle a Milano sui Navigli e al Castello Sforzesco, alle calli di Venezia, alla Reggia di Caserta, per citare solo alcuni luoghi, Cracking Art arriva così anche per la prima volta all’Isola d’Elba e, in particolare, proprio al Cavo.
L’animale scelto da Cracking Art per il Cavo è il granchio rosa, sia perché il granchio si presta molto bene ad essere diffuso sulle spiagge, nel mare, sui muri, sui balconi, in cima agli alberi delle barche e in tanti altri luoghi dove può essere facilmente visibile e collocabile; sia perché il colore rosa/fucsia spicca in modo squillante sui colori della meravigliosa natura del Cavo.

Il progetto
Ad occuparsi della raccolta dei fondi e della promozione delle iniziative è un apposito Comitato, costituito per l’occasione e formato sia da villeggianti sia da cavesi, registrato e senza scopo di lucro, con l’obiettivo sociale di riaprire il cinema. La partecipazione è aperta a tutti.
Sono stati aperti una pagina FB dedicata all’iniziativa (@cinemacavo - Cracking Cinema Cavo) sulla quale chiunque può chiedere informazioni mandando un messaggio o scrivendo un post, e un account Instagram (cracking_cinemacavo), sul quale seguire la progressiva invasione di granchi in paese e oltre.

L’iniziativa, naturalmente, ha anche il fine di attirare sponsor e investitori per raccogliere fondi più velocemente e consentire l’apertura del cinema già nella prossima estate. L’intenzione è quella di ampliarne le potenzialità di aggregazioneal di là delle proiezioni cinematografiche e della stagione estiva, creando uno spazio multifunzionale idoneo a ospitare anche presentazioni, incontri e piccoli spettacoli.
Allo stato attuale infatti l’ex cinema versa in condizioni di totale abbandono, pur trovandosi nel centro del paese proprio di fianco al campo sportivo e alla Chiesa. È necessario un intervento significativo di rifacimento, sia strutturale, sia per quanto riguarda schermo, proiettore e sedie. Una prima stima di budget, già piuttosto dettagliata, ha portato a ipotizzare oltre 50.000 euro di costi da sostenere.

I granchi rosa sono disponibili al Cavo nei seguenti negozi/esercizi: Hotel Maristella (reception), Anniluce, Giornalaio, Emporio Profumo di Mare, Ferramenta/Nautica, Supermarket Conad (Alimentari E.F.M. srl), Ristorante Bellariva, Biglietteria Moby/Toremar
Foto allegate Davide Scappini


Per informazioni:
nuovocinemacavo@gmail.com
Instagram: cracking_cinemacavo
Facebook: Cracking Cinema Cavo

mercoledì 26 luglio 2017

PALAZZO MORA, HAPPENING DI KETRA A VENEZIA


Domenica pomeriggio evento artistico (solo su prenotazione) con l’artista di Bassano del Grappa nel Palazzo storico veneziano che ospita Jeff Koons, Araki e Yoko Ono. Organizza una associazione trevigiana
Domenica 30 luglio alle ore 18 l’artista bassanese Elena Pizzato, in arte Ketra, espone una selezione delle sue opere più rappresentative al Palazzo Mora di Venezia. L’evento è a cura dell’Associazione culturale di Treviso “Artway” diretta dall’event manager Massimo Zanta e Ketra è la prima artista a dare il via alla serie di incontri che vedono come protagonisti selezionati artisti veneti, accomunati dal vivace senso dell’ironia, nella storica sede che accoglie le mostre organizzate dalla GAA Foundation.
Per l’occasione l’artista, presentata dal critico veneziano Boris Brollo, espone le sue tipiche estroflessioni in pvc che simulano i corsetti, le bamboline gothic chic di ceramica  e “Keza”, il progetto stilistico di t-shirt d’autore in serie limitata nato in collaborazione con il giornalista Alessandro Zangrando.
Sarà un happening al quale si potrà partecipare su prenotazione, la mail di riferimento è ketra.style@gmail.com”, dicono gli organizzatori. “La pregevole location accoglierà le opere della giovane artista bassanese che si contraddistingue per uno stile originale e ricercato, puntellato da lacci, borchie e ironia”.
La GAA Foundation, che organizza la mostra a Palazzo Mora, è stata fondata a New York nel 2002 con sede in Olanda nella città di  Leiden, mentre opera stabilmente in Italia, a Venezia;  ad oggi sono ventisei le mostre curate con artisti da tutto il mondo e sei simposi tra Giappone e in diversi paesi d’Europa. In concomitanza con la Biennale d’arte di Venezia, da maggio fino al 26 novembre è in corso la grande mostra "PERSONAL STRUCTURES - open borders" che si sviluppa in tre sedi: Palazzo Mora, Palazzo Bembo e Giardini Marinaressa con artisti del calibro di Jeff Koons, Nobuyoshi Araki, Hermann Nitsch, Yoko Ono.
Elena Pizzato, firma Ketra, è nata a Bassano del Grappa (VI) nel 1979. Diplomata all’Accademia di Belle Arti di Venezia con lode, inizia la sua ricerca dal corpo, sperimentando molteplici materiali dal silicone alla gomma, dal latex al pvc. Dopo una residenza artistica in Olanda, lavora in Italia come visual artist dove gestisce la galleria d'arte "Area K", nel Trevigiano. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero, tra cui al Museo d’Arte Moderna e Contemporanea MAM (MN), alla Fortezza Vecchia (LI), a Casa del Mantegna (MN) e alla 15. Biennale di Architettura di Venezia con la mostra collaterale “Without Land”. Nel 2014 vince il secondo premio in scultura al Premio internazionale RezarteTricolore, indetto dalla galleria RezArte (RE) ed è finalista al Premio internazionale Mantegna Cercasi (MN). Nel 2015 è finalista al Premio Combat, sez. scultura/installazione (LI) e al premio fotografico WeFetish (Roma).
Per info: Associazione Culturale Art Way, tel. +39 348 7003603,  info@artwaygallery.it, www.gaafoundation.org
Ufficio Stampa: Comunicazione Live 

martedì 25 luglio 2017

Vita tua, vita mea

CON-TEMPORARY Art Observatorium e Jizaino presentano VITA TUA, VITA MEA, una mostra collettiva su arte e interrelazioni.

VITA TUA, VITA MEA
5 - 25 agosto 2017
CON-TEMPORARY7
Calle de Mezo in Campo San Giacomo da l'Orio
Sestiere Santa Croce 1592
Venezia

Vernissage: sabato 5 agosto ore 18

Orario d’apertura: dal giovedì al lunedì 16.30 - 21.30

Ingresso gratuito

Saranno esposte opere di pittura, fotografia, videoarte, scultura e installazioni degli artisti: Janek Ambros, Manss Aval, Jack Belhumeur, Michelle Brand, Lana Bregar & Žana Mencej, Marine Gabrielle Brun-Franzetti, Cheyenne Canaud-Wallays, Natasza Cetner, Helle Rask Crawford, Cyborg Art Collective, Özlem Çıngırlar & Berk Duygun, Joan Diaz, Elle, Diego Fiori, Hase & Zinser, Jiranant Kanjanagawin, Rina Kim, Dania Latar, Mary M., Luigi Maggese, Mar.Gu, Benna Gaean Maris, Anne Martin, Abramo ‘Tepes’ Montini, Kathryn Olson, Marie-Rose Osta, Jongkwan Paik, Daria Pankeeva, Pi©asso, Katica Puga, Daria Rhyner, Merry Sun, Onur Atalay Şenol, Céline Trouillet, Christina Tsantekidou, Jean-Yves Tual, Julián Villegas.

VITA TUA, VITA MEA è un’antitesi al noto motto latino “mors tua, vita mea” (la morte tua è la vita mia), antesignano del modello opportunistico ed egocentrico su cui è stato costruito il mondo socioeconomico moderno, per proporre invece un modello di benessere personale come conseguenza del benessere della società, che è un tessuto di relazioni: se queste vengono sollecitate oltremisura, il tessuto si strappa, causando crisi epocali come quelle a cui stiamo assistendo.


http://ctao.eu/