giovedì 17 settembre 2020

Set amò if?

 Dopo il successo di pubblico e critica riscosso in Valcamonica e dintorni, arriva a Milano, alla Vi.P. Gallery in Alzaia Naviglio Grande,4 con il decimo allestimento la rassegna "SET AMÒ IF?" (Sei ancora vivo?) dopo essere stato allestito e presentato, dal 15 agosto ad oggi, alla Vi.P. Gallery Valcamonica, al Museo di Nadro di Ceto (BS), al Parco archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno e in altre sei locations non convenzionali (un arboreto alpino, un lido sul lago d’Iseo, pub, ristoranti, ecc.)



La rassegna vuole rappresentare, in maniera plastica e diffusa, un forte segnale di ripresa e rinascita dopo i mesi di chiusura e le difficoltà e i timori tuttora persistenti, valorizzando il grande potenziale e la “vitalità” di artisti bresciani e bergamaschi, tra autori affermati a livello internazionale e giovani promesse, in un contesto ricco di storia, cultura e bellezza paesaggistica come il territorio della Valcamonica, e consiste nell’esposizione di opere d’arte non solo nelle grandi sale della Vi.P. Gallery, del Museo di Nadro e dell’Anfiteatro di Cividate, ma anche e soprattutto in alcuni luoghi non convenzionali quali bar, spiagge, aree verdi attrezzate, e attività commerciali in genere, ovvero quei luoghi che fanno parte della quotidianità di ognuno, in vacanza e non.



Con l’obiettivo di creare un percorso inverso rispetto a quello abituale, che vede il pubblico recarsi in una galleria o in un museo per ammirare una mostra: qui invece è l’arte che va direttamente alla gente, inserendo le opere in un contesto tanto inusuale quanto comune e quotidiano.

Nella medesima ottica di coinvolgimento del territorio rientrano gli eventi come performance, spettacoli, concerti che non si svolgeranno solo in luoghi deputati ma anche in posti meno convenzionali, come ad esempio la messa in scena del Diario di un pazzo, una riscrittura del Diario di un pazzo di Nikolaj Gogol’, breve atto unico, ideale per un allestimento «itinerante», che avrà luogo nello scenario suggestivo dell'Arboreto Alpino in Val di Scalve, creando un coinvolgimento diretto del pubblico in un luogo “non deputato” ma dal grande potenziale evocativo anche in funzione di scenario teatrale.


Qui di seguito “cast” e presentazione della rassegna.

Set amò if? (Sei ancora vivo?)

Artisti di Brescia e Bergamo: segni e segnali di presenza

Rassegna d’arte, musica e spettacolo, diffusa e “a puntate”, dal 15 agosto al 27 settembre 2020, in Valcamonica e oltre.

Dal 15 agosto negli spazi della Vi.P. Gallery di Niardo, dell'Upupa di Breno, del Caffè del Corso di Cividate (e piazzetta antistante), del Lido Mad Hops di Marone e dell'Osteria Concarena di Cerveno.

Dal 23 agosto all’Arboreto Alpino Gleno a Vilminore di Scalve e alla Pizza dello Zio Sem a Darfo Boario Terme.

Dal 29 agosto al Museo di Nadro (Ceto).

Dal 18 settembre nel Parco del teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno (BS)

15 artisti in mostra nelle dieci locations con oltre 150 opere tra quadri, fotografie, sculture e installazioni: 

Arturo Belfiore Mondoni, Alessandra Cantamessa, Pier Giorgio Capitanio, Pierluigi Cattaneo, Giovanni Faini, Graziano Filippini, Max Gasparini, Gaetano Fiore, Lisa Gosio, Virgilio Patarini, Fabrizio Pedrali, Flavio Pellegrini, Daniele Piemontese, Edoardo Stramacchia, Marta Vezzoli.

Organizzazione Vi.P. Gallery Valcamonica-Associazione Culturale Zamenhof Art. Con la collaborazione della Associazione Culturale L’Ontano Verde, della Riserva naturale Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo, del Parco del Teatro e dell’Anfiteatro di Cividate Camuno.

Direzione artistica e organizzativa: Virgilio Patarini. Con l’amichevole collaborazione e la preziosa consulenza di Arturo Belfiore Mondoni, Giulia Mazzolani, Alessandro “Sandropiteco” Ducoli, Luca “Zeus” Morzenti, Giovanni Pessognelli, Marcello Piemontese, Gabriella Hidigan e Moira Trusatti.

Tra gli eventi in programma si segnalano quelli finali all’Anfiteatro di Cividate il 26 e 27 settembre, dalle h17, tra teatro e musica, con gli attori Domitilla Colombo, Alessandro Baito, Sergio Scorzillo e con i cantautori Alessandro Ducoli (in trio) e Enrico Cipollini. Ingresso libero.


Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle modalità di fruizione post-Covid 19


Zamenhof Art

email:  galleria.zamenhof@gmail.com

sito: www.zamenhofart.it   - cell. 3392939712  

  

Sedi espositive:

Vi.P. Gallery Valcamonica- Virgilio Patarini Arte Contemporanea 

Località Crist, via Nazionale, 35, 25050 Niardo (BS)


Vi.P. Gallery Milano

Milano, Alzaia Naviglio Grande, 4

domenica 13 settembre 2020

Le Coincidenze di Giuseppe Nicoletti

 Dal 13 settembre all'undici ottobre 2020 presso la Galleria dell'Eremo (Via Marconi, 3, Rua - TV) si terrà la mostra personale dell'artista Giuseppe Nicoletti dal titolo Coincidenze, a cura di Corrado Castellani.



"[...] L’universo pittorico di Nicoletti utilizza convenzioni visive familiari per rispondere a criteri non agevoli da decodificare. Il realismo, evocato dalla imponenza volumetrica degli elementi che si impongono sulle tele, è solo apparente. 

In realtà siamo proiettati in una dimensione governata da leggi sconosciute, che richiama le atmosfere della Metafisica e del Surrealismo. In principio era il muro. Elemento costruttivo, ma anche recinzione escludente,componente architettonica e ostacolo respingente. Ma il muro è crollato e i suoi blocchi costitutivi, di una ortogonalità assoluta, di una tridimensionalità massiccia, sono accatastati in ammassi irregolari e a volte instabili. Regnano l’inorganico, l’artificiale, l’innaturale. A riscattare dal rischio della desolazione, dalla memoria di un’eventuale catastrofe, spicca la vivacità innaturale dei colori che identificano ciascun parallelepipedo, e la benedizione della luce, che ne esalta le dimensioni. Colpisce la contraddizione tra la perfetta ortogonalità degli elementi, con le facce squadrate e gli spigoli taglienti, e la loro disposizione casuale, imprevedibile, caotica. Misteriose e provocanti al tempo stesso, le visioni di Nicoletti inquietano e consolano. Certo ci interpellano con la loro ambiguità, impossibile da racchiudere in formule univoche. Ma proprio questa ambiguità appare costitutiva dell’intenzione comunicativa dell’artista e costituisce una ragione non secondaria della sua efficacia.

Giuseppe Nicoletti nasce nel 1948 a Treviso, dove tuttora vive e lavora. Il suo rapporto con il disegno e la pittura inizia fin dalla giovinezza con le lezioni di Renato Nesi. Nei primi anni '70 abbandona la tecnica a olio per sperimentare una dimensione pittorica personale che lo porta a privilegiare le soluzioni geometriche. In seguito intraprende un percorso di analisi minimale, che si manifesta con studi seriali più volte esposti nelle collettive veneziane della Fondazione Bevilacqua La Masa. Successivamente si concentra su una visione metafisica che gli ispira prospettive mentalmente e figurativamente inedite, quasi in bilico tra teatro e mito. Il nuovo secolo porta idee rivelatrici di geometrie con rapporti spaziali depurati dalle precedenti implicazioni sociali, basate su supporti sagomati che attivano espressivamente lo spazio. Ha esposto regolarmente inoltre cinquanta mostre personali.[...]" - Corrado Castellani



Giuseppe Nicoletti – Coincidenze

Dal 13 settembre all'undici ottobre 2020

GALLERIA DELL’EREMO

Rua, Via Marconi, 3, (TV)

Orario di apertura

dal lunedì al venerdì 9.00-13.00; martedì e giovedì anche 14.00-18.30 orari su appuntamento: sabato 9.00-12.00 e 15.00-18.30, domenica 10.00-12.00 e 15.00-18.30, tel. 340 4879560


giovedì 10 settembre 2020

Matsukaze. Rito teatrale notturno

Sabato 12 e domenica 13 settembre 2020 , a San Quirico di Castiglion Fibocchi (AR), la compagnia Broken Jump , in collaborazione con l’associazione L'Ottava Torre , presenta “Matsukaze. Rito teatrale notturno ” . In entrambi i giorni l’evento si svolgerà in due turni, alle ore 19 e alle ore 22, dove sono i resti dell’antica pieve di San Quirico in Alfiano.


Matsukaze” nasce dall’idea che rifugiandoci nell’altro possiamo ritrovare noi stessi. Ispirandosi al teatro Nō giapponese, Broken Jump propone una storia d’amore, tradimento e riconciliazione con il passato. Prendendo spunto dai grandi temi della cultura nipponica, la compagnia teatrale cercherà di ritrovare, nei boschi di San Quirico, quell’aspetto rituale del teatro dal quale spesso ci troviamo slegati.

"Quest’anno non volevamo disturbare la comunità di Meliciano, portando pubblico come è avvenuto negli anni passati con il teatro itinerante di “Promenade” – racconta la compagnia. –  Ci siamo messi così a cercare luoghi isolati nella natura, finché non abbiamo trovato, anche grazie all'associazione L'Ottava Torre di Castiglion Fibocchi, un posto perfetto e abbandonato come la vecchia pieve di San Quirico in Alfiano e l’ambiente circostante”.

La storia messa in scena narra di Narumi, una donna di una regione straniera che si innamora e diventa un tutt'uno con Akashi, un uomo mite e pieno di speranze. Nonostante le regole che vietano l'unione tra persone di differenti territori, la coppia dà al mondo un figlio, Matzuo, segno della loro ribellione alle regole. Per celebrare l’amore costruiscono il santuario di Matsukaze, "L'altare tra gli alberi", ma l'isolamento e il difficile vivere quotidiano portano Akashi a tradire Narumi con un’altra donna, Rokujo, bellissima d'aspetto ma legata solo ai beni materiali. Scoperto il tradimento, Narumi si uccide e la sua anima vaga di notte nel santuario e negli incubi della mente di Akashi, con i confusi ricordi della sua passata vita, finché un monaco pellegrino diventerà testimone di tutta la vicenda legata da un filo perso nel tempo.

"Anche un piccolo pubblico può diventare una comunità solo per una notte – concludono quelli di Broken Jump. – Per un breve istante persone sconosciute si uniranno in un atto collettivo: il teatro. Questo è stato il nostro pensiero per il 2020, purtroppo vissuto come un anno estremo di cambiamenti sociali e civili. Invece di parlare di pandemia, isolamento, controlli e virus, abbiamo scelto una semplice e pura storia d'amore. Ci auguriamo che la gente apprezzi l’idea e partecipi numerosa agli spettacoli”.

A causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, è obbligatoria la prenotazione al numero 3277819888.  

domenica 6 settembre 2020

Alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, Oscar Iarussi presenta il suo 'Amarcord Fellini. L'alfabeto di Federico'.

Lunedì 7 settembre alle ore 12 in diretta streaming ( https://italianpavilion.it/conferenza_07-09-1200/ ) nell'ambito degli incontri organizzati dall' Italian Pavilion alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia, Oscar Iarussi presenta il suo 'Amarcord Fellini. L'alfabeto di Federico', conversando con Nicola Lagioia.


In questo 'alfabeto dei sogni' ,  Oscar Iarussi fa confluire anche racconti o testimonianze sul regista riminese e il suo mondo che, nel corso degli anni ha ricevuto da maestri e amici (Ettore Scola, Suso Cecchi d'Amico, Sergio Rubini, Gianni Amelio, Marco Leto, Furio Scarpelli, Giovanni Grazzini, Piero Virgintino, Tilde Corsi, Irene Bignardi, Mario Guaraldi, Paolo Fabbri, Roberto Escobar, Domenico Procacci, Maria Pia Fusco, Felice Laudadio, Caterina d'Amico, Pupi Avati, Maurizio Riccardi, Eugenio Cappuccio, Enzo Verrengia, Fabrizio Corallo, Chiara Supplizi, Nicola Scardicchio... e tantissimi altri),  partendo dalla A di “Amarcord” per giungere alla Z di “Zampanò”, passando per la E di “Ekberg” e la G di “Giulietta”, la P di “Paparazzo” e la R di “Rex”, la V  dei “Vitelloni”...  lasciamoci allora guidare alla scoperta della poetica felliniana e della straordinaria vita dell’artista, affollata di incontri e ricca di onori, eppure segnata dalla solitudine di una perenne ricerca. Nello specchio dell’infanzia e nei labirinti del desiderio, non meno che nella realtà quotidiana di un’Italia in radicale trasformazione, egli fu tra i pochi a saper cogliere il Paese in divenire, regalandoci un immaginario che ormai è diventato struttura del profondo. Il visionario è l’unico vero realista.


Oscar Iarussi, saggista, critico cinematografico e letterario, è giornalista della «Gazzetta del Mezzogiorno». Fa parte del Comitato esperti della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Già presidente della Apulia Film Commission, ha ideato le rassegne «Frontiere. La prima volta» (catalogo Laterza, 2011) e «Tu non conosci il Sud». Tra i suoi libri: «L’infanzia e il sogno. Il cinema di Fellini» (Ente dello Spettacolo, 2009) e «Visioni americane. Il cinema “on the road” da John Ford a Spike Lee» (Adda, 2012). Con il Mulino ha pubblicato «C’era una volta il futuro. L’Italia della Dolce Vita» (2011) e «Andare per i luoghi del cinema» (2017).


Qui link al programma per poter seguire la diretta: https://italianpavilion.it/conferenza_07-09-1200/ 


"Amarcord Fellini. L'alfabeto di Federico"

Scritto da Oscar Iarussi,  edito dal Mulino.

mercoledì 2 settembre 2020

Chiara Ferragni a Palazzo Barberini e scoppia il solito caos

È la Galleria Nazionale d’Arte Antica Palazzo Barberini Corsini in Roma a dare notizia ufficiale della visita della popolare imprenditrice, avvenuta ieri, sui propri canali Instagram e Facebook. 

Si legge “Si scateneranno polemiche? Lei è Chiara Ferragni e ha scelto di visitare Palazzo Barberini per scoprire uno dei più importanti musei romani. E voi quando verrete a scoprire le nostre meraviglie?”. 

Le foto della nota influencer, immortalata accanto alla Giuditta e Oloferne di Caravaggio e all’ Amor Sacro e Amor Profano di Giovanni Baglione, sono state postate anche sul suo canale Instagram che conta ben venti milioni di follower. Numerosi e immediati i commenti degli utenti tra cui: «Marchetta pubblicitaria» ; «Ringrazio gli Uffizi, i Musei Vaticani e le gallerie Barberini Corsini per avermi fatto conoscere Chiara Ferragni, non avevo idea di chi fosse»; « Triste pensare che le persone debbano essere stimolate in questo modo» laddove altri al contrario hanno replicato positivamente «La sua visita porterà sicuramente nuovi visitatori alle Gallerie. Mi pare un fatto molto positivo»; «Ritengo bellissimo vedere la Ferragni provare interesse per uno dei Musei più belli di Roma». 

Già il “caso mediatico” era nato a Luglio con un selfie che ritraeva l’influencer agli Uffizi di Firenze accanto alla Venere di Botticelli e se allora il Direttore del Museo Eike Schmidt aveva manifestato tutta la sua verve “giovanilista” dichiarando una «visione democratica» dell’arte dall’altro lato c’era chi, tra gli studiosi, non ne aveva condiviso la scelta come Tommaso Montanari il quale criticandone “l’operazione” sosteneva come la Primavera di Botticelli fosse diventata una “testimonial alla Ferragni” e non l'inverso. 

Sarcastico e pungente stavolta è stato l’intervento di Daniele Radini Tedeschi, uno tra gli autorevoli  studiosi del Caravaggio, che dal suo canale instagram, seguito da oltre trentaseimila follower ha vivacemente commentato l’accaduto ponendo l’attenzione sulla necessità di una emancipazione dei Musei, specie se pubblici e statali, da mode, social, scelte di marketing o testimonial e scatenando così una querelle di interazioni negative degli utenti verso il Museo. E siamo solo all’inizio. 

lunedì 31 agosto 2020

Anime Manga. Storie di maghette, calciatori e robottoni a Palazzo Santa Margherita.

Fondazione Modena Arti Visive è lieta di presentare la mostra Anime Manga. Storie di maghette, calciatori e robottoni, che apre al pubblico sabato 12 settembre a Palazzo Santa Margherita
L’esposizione, a cura di Francesca Fontana ed Enrico Valbonesi, è realizzata a partire dai materiali conservati all’interno della Collezione Museo della Figurina, donata nel 1992 da Giuseppe Panini al Comune di Modena e oggi gestita da Fondazione Modena Arti Visive.

Come indica il titolo, la mostra si focalizza sul legame tra manga e anime, mettendo in evidenza come nella maggior parte dei casi i cartoni animati giapponesi siano derivati da prodotti editoriali, sebbene non manchino esempi del percorso inverso, per cui celebri anime hanno ispirato la creazione dei corrispettivi manga. 

Il percorso espositivo illustra la nascita e le modalità di diffusione tipiche di queste forme di intrattenimento, insegna a decodificarne il linguaggio peculiare e i segni grafici, spiega i generi principali in cui vengono suddivisi i manga, da quelli per l'infanzia - i cosiddetti kodomo - agli spokon a tema sportivo, passando attraverso i cartoni animati del World Masterpiece Theater tratti da opere letterarie occidentali. Alcune sezioni sono dedicate al genere femminile shōjo, di cui fanno parte le celeberrime maghette e le storie sentimentali, e shōnen, storie avventurose per il pubblico maschile, con un focus sui mitici robottoni come Mazinga e Danguard.

Proprio gli anime risultano i protagonisti assoluti dell'editoria delle figurine dagli anni Ottanta in poi. Kiss me Licia, L'incantevole Creamy, Occhi di gatto, Holly e Benji, per fare solo qualche esempio, sono stati compagni dei pomeriggi di bambini e adolescenti che negli album di figurine e nelle card hanno trovato l'opportunità di giocare con i loro personaggi preferiti, intrattenendosi secondo modi e tempi diversi rispetto a quelli televisivi.
Oggetto di censura che spesso li ha snaturati, questi cartoni animati sono stati criticati aspramente da pedagoghi, genitori e opinionisti. Oggi invece, anche in ambito accademico, sono fioriti studi che riconoscono agli anime un posto importante nel cinema di animazione internazionale, il merito di avere reinventato generi come la fantascienza, il feuilleton, la sit-com e di aver saputo sviluppare un linguaggio nuovo all'interno dei limiti di un budget ridotto. 

Anime Manga. Storie di maghette, calciatori e robottoni è un viaggio dalla fine degli anni Settanta ai giorni nostri, una mostra dal forte impatto emozionale, che suscita i ricordi d'infanzia accompagnando il visitatore all'interno di quella stagione di 'anime boom' che tanto profondamente ha segnato l'immaginario collettivo. 

Anime Manga. 
Storie di maghette, calciatori e robottoni

A cura di 
Francesca Fontana ed Enrico Valbonesi

Sede
Fondazione Modena Arti Visive | Collezione Museo della Figurina
Palazzo Santa Margherita | Corso Canalgrande 103, Modena

Date
12 settembre 2020 – 10 gennaio 2021

Orari 
Mercoledì, giovedì e venerdì: 11-13 / 16-19; sabato, domenica e festivi: 11-19 
25 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021: 16-19
Durante festivalfilosofia
18-19 settembre: 9-23; 20 settembre: 9-21

Ingresso
Intero € 6,00 | Ridotto € 4,00
Ingresso libero: mercoledì | prima domenica del mese | festivalfilosofia (18-20 settembre 2020)
Acquista online su Vivaticket

Informazioni
Tel. +39 059 2032919 (in orario di mostra) | www.fmav.org

Ufficio stampa FONDAZIONE MODENA ARTI VISIVE
Irene Guzman | T. +39 349 1250956 | i.guzman@fmav.org

giovedì 27 agosto 2020

UNO di Valerio Giacone alla galleria d'arte FABER

Sabato 19 settembre la galleria d'arte FABER ospiterà la mostra UNO di Valerio Giacone. Giacone indaga il valore e la sacralità dell'uomo, rendendolo icona di se stesso in quanto portatore del divino.

Il ritrovato approccio pittorico da parte dell'artista e la sua propensione per l'indagine interiore sono l'essenza di questo profondo e multiforme slancio poetico.
L'esposizione è concepita come un viaggio visionario nell'io; l'alternarsi di tecniche e di diversi linguaggi scandisce il ritmo allestitivo di un percorso espositivo pensato come un corpo unico, in cui risultano, tuttavia, ben distinti i singoli momenti.
In questo racconto emozionale di memorie del vivere si raccolgono ed esplodono le varie fasi di sperimentazione attraversate dall'artista nel corso degli ultimi anni di ricerca: dall'amore per il segno agli studi sul cromatismo, dal gusto per la trasformazione della materia fino all'attuale inclinazione verso l'installazione.

L'incipit della mostra si ritrova nella vasta raccolta di opere pubblicate nel libro Non ho mai smesso di sognare il mare, edito da Andante; immagini e pensieri elaborati da Valerio durante il recente periodo di confinamento globale.

La mostra UNO è la fase conclusiva di un progetto molto articolato da parte di Valerio Giacone, sviluppatosi nel corso delle esperienze residenziali vissute presso l'eremo di Santa Maria delle Grazie, sul monte Soratte, nell'ambito della rassegna Tracce e presso il Museo della Mole Vanvitelliana di Ancona.

UNO di Valerio Giacone
a cura di Cristian Porretta
dal 19 settembre al 15 novembre 2020 martedì-sabato 11:00-19:00 domenica su appuntamento
galleria d'arte FABER
via dei Banchi Vecchi 31, 00186 Roma | tel 06 68808624 galleriadartefaber.com | info@galleriadartefaber.com

sabato 22 agosto 2020

BAU. Contenitore di cultura contemporanea 2004-2020: Presentazione del catalogo.

Nell’ambito di " BAU. Contenitore di cultura contemporanea 2004-2020", il CAMeC Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia presenta, venerdì 28 agosto alle 21.00, il catalogo della mostra accompagnato dalla performance del Trio 15 3.



Il volume curato dalla redazione BAU - composta attualmente da Antonino Bove, Luca Brocchini, Giuseppe Calandriello, Gabriele Menconi, Guido Peruz e Tommaso Vassalle - ed edito da Pezzini editore, raccoglie i testi della curatrice della mostra Mara Borzone, delle conservatrici del Centro Eleonora Acerbi e Cinzia Compalati e un’antologia critica degli autori che hanno scritto di BAU in questi sedici anni di attività. Le 272 pagine del catalogo sono state curate per la grafica e l’immagine da Gabriele Menconi. Oltre agli autori già menzionati, alla presentazione interverrà anche Vittore Baroni, membro storico della redazione BAU.

A seguire una performance musicale del Trio 15 3: Andrea Borghi (elettronica), David Lucchesi (chitarra, oggetti) e Edoardo Ricci (sax, trombone, oggetti). Il gruppo sviluppa una ricerca incentrata sull’improvvisazione mutuando i suoni dall'esperienza dell'ascolto quotidiano, strutturandoli all’interno di una trama costituita da studi sui microtoni, interazioni dinamiche e un lavoro di ibridazione tra strumenti acustici ed elettronici.

L’Associazione Culturale "BAU" nasce nel 2004 a Viareggio ad opera di un gruppo di autori con esperienze decennali quali operatori nell’ambito della ricerca artistica e attenti ai multiformi aspetti della cultura del nostro tempo. In ambito locale e mediante collaborazioni nazionali e internazionali, il progetto si è rapidamente segnalato come vivace punto d’incontro per attivare dialoghi, confronti e scambi ad ampio raggio tra le più varie discipline espressive. "BAU" assembla ogni anno l’omonimo "Contenitore di Cultura Contemporanea", un cofanetto in tiratura limitata che racchiude opere originali di numerosi autori. La pubblicazione raccoglie l’eredità delle riviste d’artista e "ad assemblaggio" degli anni Settanta-Ottanta (tra cui "Aspen" di Phyllis Johnson, "Geiger" di Adriano Spatola, "Tèchne" di Eugenio Miccini, "Assembling" di Richard Kostelanetz, le riviste ad assemblaggio di Fluxus - "Fluxs Yearbooks" e "Fluxus Kits" - e della mail art "Commonpress", "Le Point d’Ironie", "Karimbada", "Arte Postale" ecc.), aggiungendo una originale dimensione di lavoro di gruppo e di condivisione progettuale e di idee, che si esplica anche nell’organizzazione di mostre, convegni ed eventi. In sedici anni di attività, dal numero 0 al numero 16 della rivista-laboratorio, la ‘rete’ di "BAU" ha coinvolto oltre mille autori da trentacinque nazioni. Il cofanetto "BAU" è presente in importanti musei, archivi, fondazioni e collezioni, come il Centre Pompidou di Parigi, il MaRT di Rovereto, la Tate Modern Library di Londra, il Museo del Novecento e la Triennale di Milano, il Museo di Arte Moderna di Miami, la Beinecke Rare Book & Manuscript Library della Yale University del New Haven in Connecticut ed altre importanti sedi. Dal 2014, un Comitato scientifico in progress, composto da qualificati operatori, si affianca al lavoro della Redazione nel ricercare nuovi contatti da coinvolgere nella rivista e nell’identificare situazioni ed eventi capaci di amplificare il raggio d’azione del progetto. Fanno parte del Comitato: Paolo Bolpagni, Viana Conti, Paolo Credi, Valerio Dehò, Andrea Del Guercio, Paolo Della Grazia, Duccio Dogheria, Caterina Gualco, Alessandro Ludovico, Enrico Mattei, Carlo Palli, Guido Peruz, Antonello Pesenti, Patrizio Peterlini, Marco Pierini, Sandro Ricaldone, Giandomenico Semeraro, Marvin A. Sackner, Maurizio Vanni, Alessandro Vezzosi.

Per partecipare all’evento è necessario prenotare telefonando al numero +39 0187 727530 o scrivendo a  camec@comune.sp.it indicando nome, cognome e numero di cellulare. Ingresso gratuito all’evento e alle mostre in corso (max. 25 partecipanti).


Segnalato da : CSArt di Chiara Serri

lunedì 17 agosto 2020

Franca Pisani con la mostra 'Nel Sogno. Omaggio a Matilde Serao' a Castel dell’Ovo

Aprirà al pubblico il 6 settembre 2020 nelle sale espositive del Castel dell’Ovo la prima personale a Napoli dell’artista toscana Franca Pisani dal titolo Nel Sogno. Omaggio a Matilde Serao, a cura di Marina Guida e con il sostegno di Marzia Spatafora.

Pensato appositamente per questa occasione, il progetto installativo è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli nell’ambito della manifestazione “Estate a Napoli 2020” e si compone di una ventina di opere di grande e medio formato.

A distanza di pochi mesi dall’antologica di inizio anno nel Carcere Borbonico di Avellino, Franca Pisani torna di nuovo a esporre le sue opere in Campania con una mostra che ancora una volta attinge idealmente all’universo femminile. «Arte è sostantivo femminile» - ripete spesso l’artista - e infatti dopo i ritratti di “donnArchitettura” del 2014 e i dipinti di “Desdemona” del 2015 incentrati sul tema della violenza contro le donne, Franca Pisani questa volta rivolge una dedica speciale a Matilde Serao (Patrasso 1856 - Napoli 1927), scrittrice prolifica e giornalista, condirettrice de il Mattino (insieme al marito Eduardo Scarfoglio) e in seguito fondatrice (prima donna al mondo) di un giornale, il Giorno, sempre a Napoli.

Ma più che alla Serao giornalista, nella mostra Franca Pisani fa riferimento alla Serao scrittrice: «Le mie opere sono dedicate alla scrittura e al mondo immaginario di Matilde Serao, raccolgono le novelle, i romanzi, i personaggi le date, un racconto visivo di un epoca e di Napoli».

Franca Pisani è un’artista di caratura internazionale: inizia la sua parabola artistica negli anni ’70 e in seguito, tra l’altro, espone a Parigi, New York e Chicago, Berlino, Montecarlo, Nizza, Madrid, Vienna, per ben tre volte alla Biennale d’arte di Venezia (2009, 2011 e 2017) e nel 2014 alle Reali Poste degli Uffizi, a Firenze.

La mostra - che propone grandi “teleri” in lino cotto, opere pittoriche di minore formato e una scultura - testimonia un nuovo capitolo dell’approfondito lavoro di studio di Franca Pisani sui materiali e sulla memoria di alcuni elementi primordiali della storia dell’umanità, che da sempre costituisce uno dei temi portati del lavoro dell’artista.

Una dedica speciale
La mostra, che mutua il titolo Nel Sogno dall’omonimo romanzo di Matilde Serao pubblicato nel 1897, è dedicata alla scrittrice e giornalista, e non a caso le opere pittoriche rappresentano paesaggi astratti, nature morte, suggestioni poetiche di Matilde Serao che ha consegnato alla città di Napoli delle pagine memorabili nelle quali descriveva il «Ventre di Napoli».

Così l’artista  rielabora le visioni poetiche che furono della scrittrice e le dedica questo progetto espositivo composto da opere che riprendono titoli degli scritti di Matilde Serao: Pagina azzurra, Evviva la vita, Nel sogno, Parla una donna, Un taccuino inedito, Voci delle cose, Opale.

Seguendo il famoso detto ut pictura poesis, ossia la poesia che è pittura parlante e la pittura che è poesia muta, come asserì poi anche Leonardo, Franca Pisani persegue ed intercetta la poetica della Serao intessuta di silenzio, della persistenza della memoria, delle cose quotidiane, dei luoghi dell’infanzia e del bisogno d’amore, li traspone nei dipinti ed imbastisce un racconto di sé e delle visioni della scrittrice napoletana, non come semplice autobiografia bensì come ricerca interiore ed espansione del proprio vissuto agli altri che vi si ritrovano poiché riaffiorano verità universali. Gli allestimenti progettati, e pensati ad hoc per questa occasione espositiva creeranno un’ambientazione perfetta per esaltare la sobrietà e la potenza del segno dell'arte della pittrice toscana in omaggio alla grande scrittrice napoletana.


Ente promotore: Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli
Titolo: Nel Sogno. Omaggio a Matilde Serao
Autrice: Franca Pisani
Curatela: Marina Guida       
Sede: Castel dell’Ovo, Napoli        
Date: da 06.09.2020 fino a 20.09.2020
Ingresso libero
Inaugurazione 06.09.2020 ore 10
Orari: da LU a SA ore 9-18.30; DO e festivi ore 9-13
Per informazioni: 081 7956180 
casteldellovo@comune.napoli.it

Ufficio media
Marco Ferri
Tel. 335 7259518
Email: press@marcoferri.info



venerdì 14 agosto 2020

Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia

La Biennale di Venezia, nella ricorrenza dei 125 anni dalla sua fondazione, presenta la mostra Le muse inquiete. La Biennale di Venezia di fronte alla storia, che si terrà al Padiglione Centrale dei Giardini della Biennale da sabato 29 agosto fino a martedì 8 dicembre 2020, realizzata dall’Archivio storico della Biennale di Venezia – ASAC.

La mostra è per la prima volta curata da tutti i direttori dei sei settori artistici: Cecilia Alemani (Arte), Alberto Barbera (Cinema), Marie Chouinard (Danza), Ivan Fedele (Musica), Antonio Latella (Teatro), Hashim Sarkis (Architettura), che hanno lavorato insieme per ripercorrere, attraverso le fonti uniche dell’Archivio della Biennale e di altri archivi nazionali e internazionali, quei momenti in cui la Biennale e la storia del Novecento si sono intrecciate a Venezia.


La mostra sarà aperta dal 29 agosto al 5 ottobre dalle 11 alle 19;
dal 6 ottobre all’8 dicembre dalle 10 alle 18;
chiuso il lunedì (escluso 31 agosto, 7 settembre, 2 novembre, 7 dicembre).
Biglietti: Intero € 12 / Ridotto studenti € 8 / Biglietto gruppo adulti € 10 (min. 10 persone)
Vendita dei biglietti di mostra esclusivamente online.



sabato 8 agosto 2020

Rachel Lee Hovnanian - Dinner for two (So far so close)

 E’ stata inaugurata venerdì 7 agosto nella splendida cornice della Chiesa medievale di San Cristoforo nel centro storico di Lucca (Via Fillungo), la mostra dell'artista Rachel Lee Hovnanian dal titolo “Dinner for two”, sottotitolo “So far so close” e che rimarrà aperta fino al 6 settembre. Un evento espositivo, curato da Annalisa Bugliani e Alessandro Romanini, costituito da un’articolata installazione multimediale dell’artista americana, creata per stimolare riflessioni sullo “zeitgeist” e sullo stato delle relazioni umane e soprattutto celebra il potere dell’arte di ridestare le coscienze e di fungere da stimolo e guida nei momenti bui della civiltà. 


Basata su un approccio intensamente umanistico, concepita con un’acuta e inquietante preveggenza nel 2012, l’installazione “Dinner for Two”, che da il titolo alla mostra, viene esposta in diversi format per accordarsi ai vari luoghi secondo dinamiche site specific, come avvenuto di recente in occasione della mostra al Southampton Art Center di New York nel 2020. In questo caso ospitata nella navata centrale della chiesa del IX secolo, mostra allo spettatore le conseguenze dell’alienazione prodotta dai dispositivi tecnologici e dei social media incrementata in questa congiuntura storica, dal distanziamento sociale.

Una tavola sontuosamente imbandita, simbolo archetipico del convivio e fulcro delle interazioni umane, ospita due commensali sotto forma di una presenza video digitale, che,  nonostante la condivisione rituale del pasto, sono immersi in un silenzioso isolamento interrotto solo dai suoni di notifica degli smartphones. Distanziata ma contigua, una bambina,  anch’essa in forma digitale – idealmente membro dello stesso nucleo famigliare – segue pedissequamente le stesse procedure di chi pensa a se stesso. A completare l’installazione, elementi plastici realizzati in marmo che sottolinea allo stesso tempo il nobile portato storico insito nel materiale e la dimensione “culturale”, “fake” e antifunzionale e quindi narcisistica.

Sin dalle origini della sua carriera artistica  – spiegano i due curatori Annalisa Bugliani e Alessandro Romanini - , l’opera di Rachel Hovnanian si è concentrata in maniera militante sulle derive provocate dai mezzi tecnologici di comunicazione, sulle fragilità strutturali della società minata da uno sfrenato edonismo e dal diffuso narcisismo caratteristico della nostra civiltà mediatica; fenomeni deflagrati in maniera macroscopica con la recente pandemia e il distanziamento”.

L'allestimento illustra queste dinamiche e fa riflettere sui fenomeni amplificati dallo sviluppo tecnologico dei mass media e dei social network, ma già evidenziati in testi profetici come la “Folla Solitaria” del 1950 di David Riesman e analizzati in saggi come quello epocale del 1967 di Mc Luhan “Il medium è il messaggio” o quello dell’anno successivo di Guy Debord “La società dello spettacolo”,  in cui si evidenzia  la capacità dei media tecnologici di esercitare sulle persone una lusinga molto potente che ci ipnotizza in un “narcisistico torpore”. “L’artista americana, stimola nei visitatori un atteggiamento attivo liberato dalla contemplazione passiva caratteristica dei mass media, riportando in primo piano, ancora una volta – concludono i due curatori -,  il potere dell’arte e della cultura nella crescita delle persone”.


La mostra di Rachel Lee Hovnanian “Dinner for two” è aperta  nella Chiesa di San Cristoforo, Via Fillungo 10 a Lucca, dal 7 agosto al 6 settembre dal martedì alla domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 18 alle 23. L'ingresso è libero nel rispetto delle norme sanitarie anti Covid.

Info: bubugliani@gmail.com, tel: 3453245328.


Ufficio stampa, Fabrizio Lucarini tel. 3407612178, e-mail: press@ilogo.it

sito web: www.ilogo.it

martedì 4 agosto 2020

Un puro Nulla alla Galleria SACCA _ Contenitore di sicilianità

Si inaugura martedì 11 agosto alle ore 20:30, alla Galleria SACCA _ Contenitore di sicilianità di Giovanni ScuccesPozzallo, la mostra “Un puro Nulla” a cura di Emanuela Alfano, con opere di Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo e Federico Severino.
SACCA, con questo progetto, dà l’avvio a quel dialogo importante e necessario con artisti e/o varie personalità, senza porre alcun vincolo di collaborazione o limite geografico, in accordo con la propria mission e con la convinzione che scambio è comunque reciproco arricchimento e va al di là di qualsiasi preconcetto e categorizzazione eccessivamente limitanti. Così Pinelli e Severino, artisti promossi da SACCA, dialogano in questa occasione con Rinzivillo (siciliano, vive fra l’altro proprio a Pozzallo) e Colella (abruzzese).
Un puro Nulla è un progetto incentrato sul tema dell'astrazione dell'immagine e del sostanziale, qualcosa che riporta alle fondamenta, al nucleo centrale della sostanza, tutto sembra fermo eppure sotterraneamente scorre e si evolve. Non è più l'immagine figurativa a dominare e a raccontare, quanto l'astrazione, la sintesi che, attraverso il colore, le campiture estese o la negazione del colore stesso, affonda le radici dell’opera in un un’altra realtà. Al margine della forma quattro artisti, scelti per il rigore formale, la sintesi segnica e pittorica, dialogano sull’essenzialità del vuoto, in quel luogo dove in realtà tutto diviene l’essenza dell’essere stesso “il puro Nulla”. Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo, Federico Severino ci conducono ad una riflessione sintetica tramite opere dal linguaggio unico, contrapposte e allo stesso tempo complementari, che tramite l’astrazione, la composizione e la scomposizione delle forme affondano le radici nella conoscenza dello spirito e della coscienza, in quel puro Nulla dove tutto ha origine e dove tutto ritorna.
La mostra potrà essere visitata fino al 26 settembre dal martedì al sabato. Nel periodo estivo la galleria è aperta dalle ore 18 alle 21 (il mercoledì fino alle ore 23). Da settembre in poi gli orari potrebbero variare, si consiglia pertanto di consultare il sito web o i canali social.
Durante la serata inaugurale verranno proposti in degustazione una selezione di vini della Cantina Frasca, una delle aziende che trovate stabilmente nella sezione “excellence” di SACCA.

Informazioni
SACCA gallery – Contenitore di sicilianità – Via Mazzini, 56 – Pozzallo (RG)
Un puro Nulla - Valentina Colella, Ettore Pinelli, Francesco Rinzivillo, Federico Severino
Inaugurazione: 11 agosto 2020 ore 20.30
Periodo:11 agosto - 26 settembre 2020
A cura di Emanuela Alfano
Apertura al pubblico: dal mar al sab ore 18-21; mer fino alle ore 23. Da settembre in poi gli orari potrebbero variare. Consultare preventivamente il sito web.
Evento Facebook  Clicca e facci sapere se sarai dei nostri ;)

Contatti
web www.sacca.online
social (Facebook, Instagram, LinkedIn) sacca.online
e-mail info@sacca.online
phone +39 338 1841981 (Giovanni Scucces)

venerdì 31 luglio 2020

Mondolfo, Galleria senza soffitto.

SYNESTHESIA FESTIVAL giunto quest’anno alla sua terza edizione, si presenta in una forma rinnovata, ma altrettanto affascinante e coinvolgente. Il festival con la direzione artistica di Filippo Sorcinelli e a cura dell’Associazione PAM - Pro Arte Mondolfo, è un evento multisensoriale unico nel suo genere che vuole evocare e stimolare tutti i sensi dell’uomo.  
Nelle passate edizioni sono stati proposti differenti tipi di eventi - performance, concerti, degustazioni, mostre, incontri, dibattiti - quest’anno per adeguarsi alle norme di sicurezza imposte dal COVID 19 SYNESTHESIA FESTIVAL ha deciso di puntare tutto sulle arti visive, trasformando la città di Mondolfo in un vero e proprio museo diffuso e a cielo aperto. 
Paesaggio di Mondolfo, Mario Giacomelli 

Con il progetto MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO il centro storico di Mondolfo a partire dal 7 agosto sarà aperto sette giorni su sette e 24 ore al giorno, proponendo un percorso delle memorie storiche e sociali della città attraverso impressioni fotografiche permanenti affidate al genio di Mario Giacomelli e interventi di street art. 


MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO è un progetto di arte urbana permanente che si svilupperà e arricchirà nel corso degli anni in tutto il territorio di Mondolfo, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, valorizzando sia le strutture culturali già esistenti, come i musei comunali, la Biblioteca, il centro d’informazione di Villa Valentina, ma soprattutto spazi ed edifici pubblici, strade, muri, marciapiedi e stazioni, allestendo anche dei luoghi espressamente dedicati. 
Una selezione di scatti del maestro della fotografia internazionale Mario Giacomelli, di cui PAM - Pro Arte Mondolfo ha ottenuto i diritti, stampati in grandi dimensioni “ri-consacreranno” alcuni luoghi della città di Mondolfo, diventando delle vere e proprie installazioni site specific e permanenti. 


Non solo, oltre al percorso emozionale con le fotografie di Mario Giacomelli, MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO ha dato vita a un circuito tematico con opere di Street Art, espressioni artistiche che prendono forma proprio negli spazi pubblici, coinvolgendo nomi di punta del panorama italiano e internazionale, come Lore Prod e Andrea Sata.


MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO vuole essere uno spazio espositivo outdoor in costante evoluzione che possa offrire non solo agli amanti dell’arte contemporanea, ma anche ai cittadini, turisti e soprattutto ai giovani la possibilità di avvicinarsi all’arte in una modalità di fruizione sicuramente insolita, ma che nel pieno spirito del SYNESTHESIA FESTIVAL scatena i sensi e le emozioni attraversando le vie e le piazze di Mondolfo e incontrando una “sorpresa artistica” dietro l’altra. 
Questo progetto rappresenta quindi un forte volano turistico per il Comune di Mondolfo e un unicum nel panorama artistico nazionale e internazionale, facendolo dialogare la storia culturale e sociale della città con diverse forme di arte contemporanea.


SYNESTHESIA FESTIVAL vuole dimostrare come l’arte da sempre si è misurata con le emozioni che fanno parte della nostra esistenza e che, attraverso i cinque sensi, aprono le porte alla liberà.


SYNESTHESIA FESTIVAL 2020

presenta a Mondolfo (PU)



il progetto di arte urbana permanente

MONDOLFO GALLERIA SENZA SOFFITTO

Dal 7 agosto 2020

Percorso delle memorie storiche e sociali della città attraverso le foto di Mario Giacomelli e un circuito tematico di street art



Inaugurazione venerdì 7 agosto ore 18,30

c/o Giardini di Largo Neviera

lunedì 27 luglio 2020

Fuorisalone Design City Edition 2020

Fuorisalone, in continuità con la prima edizione Digital lanciata a giugno, rinnova e rilancia il progetto con Fuorisalone Design City Edition, una seconda edizione in cui il territorio di Milano ritorna protagonista dell’evento, dal 28 settembre al 10 ottobre.


Fuorisalone Design City Edition è il punto di arrivo di un percorso di comunicazione, unico nel suo genere, che ha avuto inizio il 15 giugno con il lancio di Fuorisalone Digital e il rilascio di Fuorisalone Meets e Fuorisalone TV, e di due nuovi canali Fuorisalone China e Fuorisalone Japan.

Ai contenuti presenti su Fuorisalone.it e Fuorisalone.tv, si integreranno nuove proposte: da eventi sul territorio a talk dedicati al mondo del design e della cultura del progetto, workshop e tavole rotonde, per offrire nuove opportunità di promozione a brand, prodotti e designer, il tutto nella cornice dell’iniziativa Milano Design City proposta dal Comune di Milano.

giovedì 23 luglio 2020

Giuseppe Veneziano VS Raffaello Sanzio

L’Associazione culturale Verticale D’Arte e il Professor Stefano Papetti, in collaborazione con il Comune di San Benedetto Del Tronto e da un’idea di Sandro Mariani, presentano il progetto espositivo Giuseppe Veneziano VS Raffaello Sanzio, un omaggio che l’artista Giuseppe Veneziano vuole fare a Raffaello, pittore simbolo del Rinascimento italiano nato a Urbino, nei cinquecento anni dalla sua morte.

La Madonna di Krypton VS Madonna D'Alba
La mappatura artistica - urbana sarà quindi caratterizzata da soggetti mutuati dal repertorio raffaellesco fusi insieme da Veneziano a personaggi pop dell’immaginario collettivo, con un risultato stimolante, divertente e a tratti dissacrante e dal formato maxi. Infatti le opere riprodotte dell’artista andranno ad occupare i grandi tabelloni pubblicitari disseminati in zone visibili e nodali della città.

Tra i soggetti reinterpretati dall’artista siciliano spuntano La Madonna di Instagram, ispirata alla Madonna Colonna, nella quale campeggia Chiara Ferragni, simbolo della fama contemporanea fatta di selfie e like, oppure la Madonna di Gabbana, dove una giovane signora Ciccone si trova a badare agli stilisti per cui è stata testimonial negli anni. Restando nell’ambito musicale non possono mancare i celebri Blues Brothers immortalati In missione per conto di Dio che fanno da contraltare al re del rock Elvis Presley nella Madonna dell’Elvis.

L’obiettivo del progetto è quello di impiegare gli strumenti della comunicazione di massa e della pubblicità a favore della divulgazione dell’arte, creando dei nuovi percorsi urbani in cui un ampio pubblico ha la possibilità di avvicinarsi ai linguaggi del contemporaneo senza necessariamente dover entrare in un museo. Un modo per favorire la divulgazione dell’arte attraverso un format inusuale, ma certamente più immediato e in questo momento sicuro per tutti.

L’idea di un percorso di questo tipo consente di poter fruire i linguaggi dell’arte contemporanea attraverso una modalità totalmente nuova e nel rispetto delle disposizioni del distanziamento sociale imposte in questo periodo” - affermano Elisa Mori e Giorgia Berardinelli dell’Associazione culturale Verticale D’Arte - “andando a incuriosire e coinvolgere anche un nuovo pubblico – sia esso cittadino o turistico come ci auspichiamo che accada - nel pieno spirito delle operazioni culturali che Verticale D’Arte porta avanti sin dalla sua costituzione”.

La mostra Giuseppe Veneziano VS Raffaello Sanzio sarà anche l’occasione per riscoprire zone inconsuete di San Benedetto del Tronto e riappropriarsi in modo diverso di spazi urbani che la pandemia e la reclusione di questi mesi stanno restituendo alla collettività e alla percezione del singolo con modalità inedite e nuove.

I visitatori si possono muovere infatti con mezzi propri o a piedi, alla ricerca delle opere disseminate nel circuito urbano del comune, con l’ausilio di una brochure e di strumenti digitali e interattivi che permetteranno di individuare la precisa collocazione delle stesse e di avere accesso a contenuti agili e accattivanti con informazioni sulle opere esposte e sull’artista.

“Per la prima volta nella città di San Benedetto del Tronto sarà possibile fruire dell’arte in una modalità insolita: ossia ammirandola attraverso la cartellonistica stradale.” - afferma l’assessore alla cultura del Comune di San Benedetto del Tronto Annalisa Ruggieri - “Nonostante il periodo che stiamo vivendo, l’arte ci viene sempre in aiuto e ci insegna che ci possono essere modalità sempre nuove e innovative per fruirne. Questa mostra poi vuole essere un tributo a tutta la Regione Marche, attraverso la celebre figura di un suo illustre concittadino, Raffaello Sanzio, di cui l’artista contemporaneo Giuseppe Veneziano ci offre la sua personale interpretazione”.

L’esposizione sarà ulteriormente arricchita dalla presenza della tela con La Madonna della Sanificazione (2020) di Giuseppe Veneziano, ispirata alla Madonna del Granduca di Raffaello conservata a Palazzo Pitti a Firenze, che verrà esposta dal 24 luglio al 30 agosto 2020 presso la sede dell’Archivio storico comunale nel Palazzo Bice Piacentini nel Vecchio Incasato di San Benedetto del Tronto.

L’opera, recentemente realizzata, oltre a essere ispirata al grande pittore urbinate, è certamente testimonianza e documento degli accadimenti legati alla pandemia e, come spesso accade, l’arte contemporanea si rivela il linguaggio ideale attraverso il quale commentare e far riflettere lo spettatore moderno sulle vicende che caratterizzano l’attualità. 

lunedì 20 luglio 2020

Tempo materico di Agostino Tulumello alla MA-EC Gallery

MA-EC Gallery presenta fino all’8 agosto 2020 la mostra virtuale Tempo materico, personale di Agostino Tulumello visibile solo online su www.wepresentart.com, la nuova piattaforma dedicata all’arte. In esposizione dieci lavori dell’artista, realizzati in questo ultimo anno.

Scrive di lui il critico Giovanni Cardone Le nuove opere di Agostino Tulumello raccontano quanto labile sia il confine che separa il Soggetto dall’Oggetto, l’Uomo dal Mondo che lo circonda. E quanto difficile, e doloroso, e per nulla certo, sia il processo di auto-definizione.
Le opere dell’artista non ci mostrano l’esito di questo titanico scontro, quanto piuttosto una fase, nel vivo del combattimento. Così colori e materiali che scompongono e ricompongono il piano narrativo appaiono come una vera e propria raffigurazione delle linee di forza e dei campi di energia che si sprigionano nel corso di questi eventi di autentica ontogenesi dell’Io. La nascita di un Soggetto: sia esso un pensiero, un individuo, un personaggio o una creatura degli abissi della psiche. In altre parole si potrebbe descrivere tale processo creativo come un conflitto tra la Coscienza e l’Inconscio: come l’impellente (ma impossibile) tentativo della parte solare dell’Io di rendere conto delle sue parti più oscure e irriducibili. Le nuove opere di Tulumello, che si presentano quindi al nostro sguardo come un vero e proprio ciclo tematico, anche stilisticamente coerente. O che si squadernano ai nostri occhi come una serie di capitoli di un unico ampio e articolato racconto. Ogni opera una pagina, uno spunto narrativo. Oppure la stessa storia narrata da un diverso punto di vista.



Agostino Tulumello, nato a Montedoro nel 1959, ha vissuto a Liege, attualmente vive e lavora a Montedoro. Ha frequentato l’Istituto Statale d’arte “F. Juvara” di san Cataldo e l’Accademia Reale delle Belle Arti di Liege in Belgio. Dal 1985, anno delle sue prime esposizioni in Belgio, può vantare oltre 200 mostre sia personali sia collettive in Italia e all’estero, in gallerie e in sedi museali.

Il concetto del Tempo ha interessato gran parte della sua ricerca artistica. Definisce se stesso con i versi Prigioniero/della griglia/ del tempo, schiavo /del dio/Kronos /legato/tra cielo e terra. 
Tempo chiuso, tempo ciclico degli astri tradotto dai nostri orologi, circolo vizioso degli eterni ritorni senza uscita. Le superfici dipinte dei suoi quadri posseggono una profondità che risucchia lo sguardo: sono rappresentazioni dell’oggetto tempo, oggetto in apparenza regolare ma in profondità caotico come un minerale.




Milan Art & Events Center
Via Santa Maria Valle 2, Milano Italy 20123
Tel: +39 02 39831335
www.ma-ec.it