sabato 29 aprile 2017

Violenti confini

La mostra intende indagare il tema del confine e la sua rappresentazione in diversi ambiti, da quello geografico a quello sociale, da quello politico a quello biografico. Interpretando il concetto di territorio e di limite, la mostra guarda con attenzione anche all'attualità, dalle questioni di ridefinizione di vecchie e nuove frontiere, ai fenomeni dei flussi migratori.


Violenti confini
PINACOTECA COMUNALE - PALAZZO VITELLI
Città Di Castello (PG) - dal 29 aprile al 9 luglio 2017
Via Della Cannoniera 22 (06012)
+39 0758554202 , +39 0758554639 (fax), +39 0758526683
pinacoteca@cdcnet.net
www.cdcnet.net

venerdì 28 aprile 2017

GLI ARGONAUTI DEL PACIFICO - Incontro con Marco Biscione

In occasione della mostra Cose d’altri mondi. Raccolte di viaggiatori tra Otto e Novecento – in corso in Sala Atelier fino all’11 settembre 2017 - Palazzo Madama propone cinque incontri con sei personalità del mondo universitario e giornalistico.

Il ciclo di conferenze - realizzato in collaborazione con il Sistema Museale Ateneo di Torino e con il Consolato del Messico a Milano – offre l’approfondimento delle molte tematiche affrontate dalla mostra che, con oltre 130 oggetti esposti tra armi, strumenti musicali, oggetti sacri e ornamenti, consente di intraprendere un viaggio attraverso quattro continenti: Africa, Asia, Oceania e America.

Ingresso libero agli incontri fino a esaurimento posti disponibili
Prenotazione consigliata: t. 011 4436999 – email didattica@fondazionetorinomusei.it

PRIMO APPUNTAMENTO (Giovedì 11 maggio 2017, ore 17.30) : GLI ARGONAUTI DEL PACIFICO - Incontro con Marco Biscione
Direttore del MAO Museo d’Arte Orientale di Torino

Il popolamento dell’Oceano Pacifico è stata una delle avventure più straordinarie e poco conosciute nella storia dell’umanità. Nel giro di pochi secoli gli antenati degli attuali Polinesiani, dando prova di straordinario coraggio, grande perizia marinara e conoscenza di una sofisticata tecnica di orientamento popolarono anche le isole più remote del grande Oceano. Una raffinata e complessa cultura si è sviluppata su un’area enorme, condividendo lingua, sistemi politici, religiosi e le forme di espressione artistica. I primi navigatori europei che nel XVIII secolo toccarono quelle remote terre le descrissero come le isole del Paradiso.

Marco Biscione - Antropologo di formazione (Università di Roma, London School of Economics) ha lavorato circa venti anni come curatore al Museo Nazionale Preistorico Etnografico di Roma e successivamente come esperto nazionale nel settore cultura prima alla Commissione Europea a Bruxelles (DG Istruzione e Cultura) e poi al Consiglio d’Europa a Strasburgo (Direzione Cultura e Patrimonio Culturale). Al rientro in Italia è stato per oltre quattro anni direttore dei Civici Musei di Udine. Attualmente è Direttore del Museo d’Arte Orientale di Torino

giovedì 27 aprile 2017

Orme: tracce di un passaggio, special art project fotografico

In occasione di Photofestival 2017, lo spazio M4A-MADE4ART di Milano presenta Orme: tracce di un passaggio, special art project fotografico con opere degli artisti Maddalena Barletta, Adriana Collovati, Susanne Paetsch e Paolo Tortorella

Le tracce lasciate dall’uomo nello scorrere del tempo, i segni del suo passaggio nell’ambiente naturale e nel contesto circostante, il gesto dell’artista e il suo pensiero. L’essere umano con il suo vivere lascia tracce di sé che si sedimentano e si mischiano con quelle dei suoi simili, di chi lo ha preceduto e di chi ne prenderà il posto, stratificazioni di un vissuto individuale e collettivo. 

Le rappresentazioni scultoree tra passato e presente di Maddalena Barletta nella sua composizione …del Sacro e dell’Umano, le realizzazioni astratte in digitale di Adriana Collovati, i poetici scatti delle serie Frozen e Cactus di Susanne Paetsch, accompagnati da cornici di legno di recupero, gli sterminati spazi australiani ritratti da Paolo Tortorella: i quattro artisti selezionati per la mostra Orme dai curatori di M4A-MADE4ART Elena Amodeo e Vittorio Schieroni affrontano il progetto sulla base della propria sensibilità e delle loro specificità artistiche e tecniche. Quattro punti di vista fotografici differenti sullo stesso tema accostati in un allestimento che trae il proprio punto di forza dall’eterogeneità dell’insieme e dal dialogo tra differenti linguaggi espressivi. 

Orme, terzo special art project di M4A-MADE4ART dedicato alla fotografia dopo i precedenti Human Traces (maggio 2016) e Point of View. Tracce dell’essere tra natura e architettura (settembre 2016), con data di inaugurazione giovedì 4 maggio 2017, rimarrà aperto al pubblico fino al 15 dello stesso mese; un evento Photofestival. 

  
Orme. Tracce di un passaggio 
Maddalena Barletta, Adriana Collovati, Susanne Paetsch, Paolo Tortorella 
M4A-MADE4ART special art project 
4 - 15 maggio 2017 
Inaugurazione giovedì 4 maggio, ore 18.30 
Lunedì ore 15 - 19, martedì - venerdì ore 10 - 13 / 15 - 19 

M4A-MADE4ART 
Spazio, comunicazione e servizi per l’arte e la cultura 
di Vittorio Schieroni ed Elena Amodeo 
Via Voghera 14, 20144 Milano 
www.made4art.it, info@made4art.it, t. +39.02.39813872 

Un evento Photofestival


mercoledì 26 aprile 2017

Disorientamenti alla sala Piccola Fenice in Trieste

Si inaugura venerdì 28 aprile alle ore 19.00 presso la sala Piccola Fenice in Trieste la mostra collettiva degli artisti: Gavino Piana, Alessandra Rossi, Darja Stefancic, Paola Tassetti, Loredana Verni, Claudia Raza.

La mostra presenta sei declinazioni differenti sul tema del paesaggio. Gli artisti triestini Alessandra Rossi, Loredana Verni e Claudia Raza presentano opere di natura espressionista. L'artista sardo Gavino Piana presenta un confronto fra paesaggi interni ed esterni composto da opere su tela; l'artista slovena Darja Stefancic propone un ciclo di paesaggi surreali dai forti contenuti coloristici ed infine l'artista marchigiana Paola Tassetti presenta una serie di tavole in digital art incentrate sul paesaggio anatomico.

La mostra sarà visitabile fino a sabato 20 maggio.



Disorientamenti

Sala Piccola Fenice

Via San Francesco, 5 - Trieste

Dal 28 aprile al 20 maggio 2017

Inaugurazione: venerdì 28 aprile alle ore 19.00

Orari:

mar- merc -Ven 16.00-20.00

Sabato 10.30-12.30; 16.00-20.00

Domenica 10.30/12.30

Lunedì e giovedì: chiuso

Info:

347.6091354

eneallen@libero.it


lunedì 24 aprile 2017

L'amante alchimista è da oggi in libreria

LE DONNE DEL RINASCIMENTO E IL POTERE: DAI MEDICI AGLI SFORZA, DAGLI ESTE AI GONZAGA, UN MAGISTRALE AFFRESCO DEL QUATTROCENTO, SCANDITO DALLE PASSIONI E DALLE CONTRADDIZIONI DELLE SUE INDIMENTICABILI PROTAGONISTE

Alla vigilia del sacco di Roma, Isabella d’Este apre le porte del suo palazzo ad aristocratici e notabili per dare loro riparo, ma consegna alle truppe pontificie una delle sue ospiti: la magista Margherida de’ Tolomei, sacrificata in cambio della berretta cardinalizia per il figlio minore. Papa Clemente VII ha posto quell’unica condizione, e Isabella non ha avuto scampo, anche se Margherida è stata per lei in passato più che un’amica. Così la donna, avanti negli anni, viene condotta in ceppi a Castel Sant’Angelo e rinchiusa in una cella angusta con due giovani, sospettate di stregoneria, in attesa di conferire con il Papa in persona. Mentre le truppe imperiali e i Lanzichenecchi, seguaci di Lutero, mettono a ferro e fuoco la città, Margherida ripercorre con nuovo sguardo la sua esistenza. Figlia del dotto Cornelio, profonda conoscitrice del potere delle erbe, degli influssi astrali e dell’animo umano, dedita all’arte alchemica, ha sempre cercato il segreto della conoscenza e dell’infinito; forse è questo che il papa, nipote di Lorenzo il Magnifico, vuole ottenere da lei? Ricordi, domande, dubbi, inquietudini si affollano nella sua mente: l’amicizia con Caterina Sforza e con le donne più affascinanti e potenti del suo tempo, l’iniziazione all’alchimia, le corti italiane raffinate e corrotte, il sangue delle congiure, la violenza della ragion di stato, il tormentato amore per il giovane conte Pico della Mirandola, il piacere dei sensi, le aspirazioni dell’intelletto, il dolore che piega il corpo. Una vita piena, la sua; una vita che ora deve difendere con tutta se stessa senza svelarne i segreti.

ISABELLA DELLA SPINA è il nom de plume di due autrici: Sonia Raule e Daniela Ceselli.

Sonia Raule, una passione per tutti i linguaggi contemporanei, autrice e conduttrice televisiva, è stata anche impegnata nella produzione di film d’autore. Nel 2011 ha scritto con il regista armeno Vasken Barberian Come sabbia nel vento (Sperling & Kupfer). Sposata, ha due figli.

Daniela Ceselli, studiosa di cinema, insegna Teorie e tecniche della sceneggiatura presso l’università La Sapienza di Roma. Ha scritto saggi sul cinema inglese e la scrittura cinematografica. Ha pubblicato il libro La sceneggiatura. Un testo dall’esistenza incerta. Dal 2011 collabora con il settimanale Left. È nata e vive a Roma.


L’AMANTE ALCHIMISTA
di Isabella della Spina

Pagg. 420 Euro: 18,50
Uscita: 24 aprile 2017

giovedì 20 aprile 2017

David Casini - Madonna Casini

Progetto Città Ideale presenta Madonna Casini, mostra di David Casini a cura di Andrea Lacarpia, parte del ciclo di esposizioni con cui Edicola Radetzky viene attivata come spazio espositivo per l'arte contemporanea.

Il processo di astrazione che unisce l’organico al trascendente è l’elemento centrale della ricerca di David Casini, in un continuo cristallizzarsi delle forme naturali in geometrie insieme algide e seducenti.

Metabolizzando e riconfigurando alcune forme tradizionali, in particolare l’abilità artigianale e la rappresentazione dello spazio nel Rinascimento, Casini ne amplifica la portata concettuale, mostrando la rarefazione della materia in una dimensione mentale che della realtà tratteggia gli elementi essenziali.

La natura e la storia dell’arte vengono assorbite e ricreate per delineare fragili microcosmi, in cui il passato e il futuro convergono in uno spazio tempo sospeso.

Nelle ultime opere, le immagini di alcuni dipinti rinascimentali sono trasformate da Casini in composizioni astratte, in un processo di riappropriazione della storia dell’arte e della tradizione italiana come materiale vivo, parte di un immaginario collettivo in costante divenire.

Per Edicola Radetzky, David Casini progetta una scultura che nasce dalla stilizzazione e scomposizione dell’immagine della Madonna Casini, detta anche Madonna del solletico, piccolo dipinto realizzato da Masaccio nel 1426, commissionato dal cardinale Antonio Casini e conservato agli Uffizi di Firenze.

Incuriosito dall’omonimia che lo lega all’opera di Masaccio e dalla particolare gestualità della mano della Vergine che solletica il mento del Bambino, Casini seleziona e sintetizza alcuni frammenti tratti dal dipinto, ricomponendoli in un’esile struttura di metallo che gira su se stessa con un ritmo molto lento. L’immagine bidimensionale è tradotta plasticamente in una complessa composizione di quinte e oggetti di diversi materiali, disposti in delicati equilibri di pesi. Tra i diversi elementi astratti compare il dettaglio figurativo di una mano, frammento che umanizza l’intera composizione riconducendola all’immagine di partenza e producendo nell’osservatore un sentimento di empatia. 

L’Edicola Radetzky viene quindi interpretata da Casini come attualizzazione del classico tempietto votivo, in cui il sacro è reso nella sua impalpabile levità. L’opera di Casini invita ad un rallentamento dei ritmi, ad una lenta osservazione della preziosità dei particolari che contrasta con l’aggressività dei messaggi pubblicitari che connotano il paesaggio urbano.


David Casini - Madonna Casini
EDICOLA RADETZKY
Milano - dal 20 aprile al 12 maggio 2017
Viale Gorizia (20144)
edicolaradetzky@gmail.com
www.edicolaradetzky.it



mercoledì 19 aprile 2017

Polo Museale della Calabria : Festività 25 aprile 2017


POLO MUSEALE DELLA CALABRIA
Festività 25 aprile 2017 
 Apertura musei, monumenti e aree archeologiche

Il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, comunica che in occasione della festività del 25 aprile 2017 rimarranno aperti al pubblico i luoghi della cultura statali di propria competenza di seguito elencati.

Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)

La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)

Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)

Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” – (Vibo Valentia)

Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)

Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide – Cassano all’Ionio (Cosenza)

Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Locri  - Locri (Reggio Calabria)

Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium –  Roccelletta di Borgia (Catanzaro)

Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)

Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)

Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)

Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)


POLO MUSEALE DELLA CALABRIA
Festività 25 aprile 2017
Apertura musei, monumenti e aree archeologiche

Polo Museale della Calabria
Direttore: Angela Acordon
Ufficio stampa: Silvio Rubens Vivone (responsabile)
Tel.:  0984 795639 fax  0984 71246
pm-cal.ufficiostampa@beniculturali.it

Direttori musei afferenti al Polo Museale della Calabria:
Rossella Agostino
Adele Bonofiglio
Vincenzo Ammendolia
Gregorio Aversa



martedì 18 aprile 2017

E.F.C.A. Estacion flotante de Contemplacion Activa /Stazione galleggiante di contemplazione attiva

Francisco Fernandez Taka, artista nato a Città del Messico nel 1956, ha realizzato numerose mostre in Messico ma anche negli U.S.A., in Europa a Parigi, Londra, in Spagna, Svezia, Norvegia, Cile, Colombia…

A Muggia porta una mostra dal titolo complicato e molto significativo - E.F.C.A. Estacion flotante de Contemplacion Activa /Stazione galleggiante di contemplazione attiva - che racchiude tutto il senso della sua attuale ricerca.

 Parte da un particolare dispositivo, da lui creato, che consiste in una strutture galleggiante dotata di più piani, una sorta di torre leggera sopra un natante appoggiato su cilindri vuoti, da cui, salendo, l’artista osserva ciò che lo circonda, l’acqua soprattutto, traducendo le visioni che gli sorgono, in pittura e disegni. La curiosa imbarcazione è luogo di osservazione, di contemplazione – ispirandosi al pensiero taoista relazionato aI Ching - di studio ed analisi dunque e nel contempo atelier di lavoro. La “contemplazione” diviene attiva e produce una serie di immagini il cui tema è il “paesaggio“ in senso lato. Questo tema fa parte della tradizione pittorica messicana e da sempre ha comportato attenta osservazione, un rapporto empatico con l’ambiente preso in esame, ma Taka vi aggiunge altre componenti, come quella sociale, il rapporto dell’uomo con l’habitat e ciò che vi ha impresso nell’arco del tempo e l’aspetto ecologico, la trasformazione del paesaggio stesso nel suo ciclo naturale e sotto la spinta, spesso deleteria, dell’uomo. L’artista intende inoltre sollecitare nell’osservatore una consapevolezza di queste problematiche che caratterizzano e sommuovono il nostro tempo.

Francisco Fernandez Taka intende infatti il paesaggio come un ricettacolo documentativo del trascorrere del tempo, sia da un punto di vista ecologico che umano, ritenendolo un protagonista attivo della storia.

Taka fa dunque proprio il paesaggio contemplandolo in una full-immersion cielo/mare/vegetazione avendo scelto come sito privilegiato di contemplazione l’habitat delle mangrovie, caratteristico dei climi tropicali. Un mondo unico e fascinoso dove barriere di piante nascono dall’incrocio di acque marine e di acque dolci sollevandosi sul groviglio intricato di miriadi di radici.

E divengono pitture di diversi formati, anche molto estesi, e disegni, visualizzazione di quanto le acque, e tutto il circondario, disvelano all’artista.
Una fantasmagoria multiforme e magica paragonabile all’introspezione dell’inconscio. Sulla visione si sovrappongono segni, simboli, retaggi di altre esperienze e conoscenze, intensificando il messaggio visivo che ne scaturisce.

Si intravedono i filamenti assiepati delle mangrovie, espanse in dilatazioni ambientali e atmosferiche. O grafie simboliche galleggianti su profondità abissali in un connubio di visioni naturalistiche alternate a letture astratte e rarefatte, o a racconti dove vita e morte coesistono


lunedì 17 aprile 2017

Sandro Cristallini

A Savignano guardiamo "Sandro Cristallini" - Martedì 18 aprile ore 21:00

Sandro Cristallini dice di sé:

"Posso dire che da sempre guardo il mondo che mi circonda con l’obbiettivo della mia macchina fotografica.

Questa mia passione nata quasi per caso tanto tempo fa, ora è diventata un tutt’uno con me, mi permette di ricercare nella natura, nelle persone, particolari, colori, punti di vista in continua evoluzione personale.

La macchina fotografica fa da tramite tra me e il mondo esterno.

Amo fotografare la mia città in tutti i suoi aspetti e momenti, il mare è per me una fonte inesauribile di spunti.

Il mio interesse nei riguardi dell’ arte, in tutti i suoi aspetti, mi porta a seguire mostre, eventi e spettacoli , di cui è ricco il nostro territorio e con il mio obbiettivo cerco di cogliere in quelle occasioni tutti gli aspetti dell’animo umano, creando quindi un archivio destinato alla memoria.

Ho partecipato a molti concorsi fotografici nazionali e internazionali, e allestito mostre con i miei lavori."

Scopri di più...
Martedì 18 Aprile, dalle ore 21
Secondo piano del civico 51 di Corso Vendemini
Savignano s/R.
Entrata libera.



Associazione Cultura e Immagine - Circolo Fotografico - c/o Palazzo Vendemini C.so Vendemini 67 - 47039 Savignano sul Rubicone (FC)  -  info@culturaeimmagine.it 




sabato 15 aprile 2017

Arte italiana dal Futurismo alla Pop art

«L’America è lontana, dall’altra parte della Luna, a vederla mette quasi paura», cantava Lucio Dalla in tempi non lontani. Forse non faceva paura, ma sicuramente era altro da noi, altro dall’Europa della prima metà del Novecento, fino agli anni Sessanta, quando nel mondo ha avuto inizio l’internazionalizzazione, avvicinandoci tutti. 

L’America, grande quanto poteva esserlo nell’immaginario degli artisti, New York, la vera metropoli al centro dei loro pensieri; il riverbero che la cultura americana ebbe su quella italiana e molto altro sono l’oggetto della mostra "New York New York. La Riscoperta dell’AmericaArte italiana dal Futurismo alla Pop art", curata da Francesco Tedeschi e allestita dal 13 aprile al 17 settembre in due sedi: le Gallerie d’Italia e il Museo del Novecento. «Sono circa 150 opere organizzate in maniera da mantenere l’autonomia del racconto e degli spazi espositivi, illustra Tedeschi, ma la mostra è unica e i due racconti sono complementari. Al Museo del Novecento, anche per ragioni ovvie di collocazione delle opere, si trova la sezione dedicata a come gli artisti percepivano l’America e New York. 

In particolare attraverso i viaggi, come ad esempio quelli compiuti da Fortunato Depero tra il 1928 e il 1930, da Giorgio de Chirico tra il 1936 e il 1938 e da Corrado Cagli sempre nel 1938, che là rimase dieci anni a causa delle leggi razziali. Ma vi troviamo anche una serie di opere legate a New York per ragioni diverse, fossero il titolo o semplicemente la fantasia degli artisti». Ritroviamo così Lucio Fontana, Vinicio Paladini, Alberto Savinio, Pietro Consagra, Afro, Toti Scialoja, Tancredi, Giulio Turcato, Costantino Nivola, Gastone Novelli, Fausto Pirandello, Arnaldo Pomodoro, Sergio Lombardo, Titina Maselli, Mimmo Rotella, Tano Festa, Emilio Isgrò e così via fino al John Kennedy di Paolo Baratella del 1965. 

Una sezione è dedicata ai materiali, ai menabò che diedero origine al grande libro di Ugo Mulas New York. The Art Scene del 1967 in cui il fotografo ritraeva molti artisti nei loro studi americani, da Andy Warhol a Marcel Duchamp. Ma anche l’America guardava all’Italia: il 1949 è l’anno della mostra «Twentieth-century Italian art» al MoMA di New York, che sdoganava l’arte italiana, ormai priva dei pregiudizi legati al fascismo, e la poneva come alternativa alla centralità di Parigi. 

«La Metafisica e la Scuola Romana, il secondo dopoguerra, il Fronte Nuovo delle Arti hanno nutrito l’arte americana di quegli anni e molti artisti ebbero là grande fortuna, continua Tedeschi. Li troviamo alle Gallerie d’Italia, dove alcune opere sono passate da collezioni americane, come il Guttuso che apparteneva a Burt Lancaster o l’Afro “Cronaca Nera” di Vincent Price; le opere provenienti dal Kemper Art Museum di St. Louis, incluso il ferro di Burri del 1959, appartenevano a Joseph Pulitzer, nipote del fondatore del premio giornalistico, il “Rosso nero” e il “Sabbia” di Burri, esposti nella mostra del 1953 a Chicago, sono tornati per vie diverse in Italia».

Ecco allora Umberto Boccioni, Giacomo Balla, Carlo Carrà, Giorgio Morandi, Massimo Campigli, Marino Marini e Virgilio Guidi, per poi proseguire con Carla Accardi, Afro, Enrico Baj, Gianfranco Baruchello, Alberto Burri, Giuseppe Capogrossi, Alik Cavaliere, Ettore Colla, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Renato Guttuso, Lucio Fontana, Pino Pascali, Achille Perilli, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Rotella, Giuseppe Santomaso, Mario Schifano, Toti Scialoja, Francesco Somaini ed Emilio Vedova: la lista è nutrita perché l’idea di questa mostra nasce dall’attenzione con la quale gli studiosi stanno affrontando l’identità italiana che si pone in modo internazionale nella sua complessità.  


MILANO. Gallerie d’Italia, piazza della Scala 6, mar-dom 9,30-19,30,
www.gallerieditalia.com e Museo del Novecento, via Marconi 1, lun
14,30-19,30, mar-mer/ven/dom 9,30-19,30, gio/sab 9,30-22,30,
tel. 02/88444061, www.museodelnovecento.org «New York New
York. La Riscoperta dell’America. Arte italiana dal Futurismo alla Pop
art» dal 13 aprile al 17 settembre 


A cura di Michela Moro
Tratto da : 
VEDERE A MILANO
N. 4, APRILE|MAGGIO 2017
SUPPLEMENTO DI «IL GIORNALE DELL’ARTE» N. 374 APRILE 2017
SOCIETÀ EDITRICE ALLEMANDI




venerdì 14 aprile 2017

Le parole nella rete: i giovani scrittori e il web

La Fondazione Adolfo PiniCircolo dei Lettori, giovedì 20 aprile alle ore 19.30,  in occasione  della manifestazione Fuori Tempo di Libri, presenta l’incontro dal titolo Le parole nella rete: i giovani scrittori e il web.

Dopo il dilagare delle scritture digitali come sono cambiate le pagine degli scrittori di nuova generazione?La conversazione è condotta da Giuseppe Antonelli professore di linguistica, autore di Un italiano vero e della trasmissione su Radio 3 La lingua batte. Partecipano Violetta Bellocchio, scrittrice, traduttrice, ideatrice del blogAbbiamo le prove, contenitore di storie non-fiction al femminile; Vincenzo Latronico scrittore e traduttore che ha esordito giovanissimo. Daniele Rielli, scrittore, giornalista, versatile autore per il teatro e la televisione.

Le parole nel web dilagano perché la rete è di tutti. Nel pieno di questa rivoluzione è interessante dibattere sui cambiamenti che hanno segnato le pagine degli scrittori: dalla forma allo stile, dal ritmo al lessico. Quanto la scrittura dei blog ha inciso sulle loro storie? L’approccio è diventato più semplice, colloquiale, o sperimentale? Queste alcune delle domande per provare a comprendere, insieme ai nostri ospiti, un cambiamento dall’impatto forte quanto quello dell’invenzione della stampa di Gutenberg.




Ufficio stampa Fondazione Adolfo Pini
ddl studio T +39 02 89052365

Alessandra de Antonellis
E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net T 339 3637.388

Laura Cometa
E-mail: laura.cometa@ddlstudio.net  T 327 177844



giovedì 13 aprile 2017

It was 50 years ago today. Un omaggio della pop art italiana ai Beatles

La mostra "It was 50 years ago today. Un omaggio della pop art italiana ai Beatles", ospitata dal 1° aprile al 7 maggio 2017 nel Palazzo della Fraternita dei Laici di Arezzo, rimarrà aperta anche nei giorni di Pasqua e Pasquetta con orario continuato 10,30-18.

A quasi due settimane dalla sua inaugurazione, in tanti hanno già visitato la tripla personale di pittura di Carlo Montana, Giancarlo Montuschi e Giuliano Trombini a cura di Marco Botti, che celebra il più importante e influente gruppo della storia del rock a 50 anni dall'uscita di "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", l'album che ha segnato una svolta epocale nella musica e nella cultura giovanile del Novecento.

“It’s getting better all the time” canterebbero i Fab Four. Ed è proprio così, perché persone di tutte le età e nazionalità stanno andando ad approfondire con sempre maggiore curiosità i linguaggi dei tre apprezzati artisti italiani.

Gli smalti su tavola dell’incontenibile pittore e performer milanese Carlo Montana, le esplosioni di colore del caleidoscopico autore faentino Giancarlo Montuschi, i delicati e intensi oli su tela dell’elegante artista ferrarese Giuliano Trombini, si susseguono senza soluzione di continuità nelle sale dedicate alle mostre temporanee dello storico palazzo di Piazza Grande, mentre in sottofondo scorrono le note del disco che sdoganò e consacrò il rock come vera e propria forma d'arte.

"It was 50 years ago today" è un viaggio artistico-musicale sostenuto dai Beatlesiani d’Italia Associati, patrocinato da Fraternita dei Laici e Provincia di Arezzo, e reso possibile grazie al contributo di Monnalisa spa, Fondazione Monnalisa onlus, Laura Falcinelli Jewels, Rock Heat Club e Vieri Norina Dischi.

Segnalato da : Marco Botti 
cell. 347/54.89.038
marco.botti9@gmail.com
marco.botti@pec.giornalistitoscana.it