domenica 5 luglio 2020

Le Dolomiti di Olivo Barbieri

Dal 5 luglio al 10 settembre escursionisti, visitatori e appassionati di montagna potranno ammirare la mostra Le Dolomiti di Olivo Barbieri nelle sale del Lagazuoi EXPO Dolomiti (Cortina d'Ampezzo), circondati dal fascino delle montagne che l’occhio dell’artista vincitore della prima edizione del Lagazuoi Photo Award, capace di catturare le Dolomiti in modo innovativo e originale.




mercoledì 1 luglio 2020

Photographie di Marco Bennici al Centro d'arte Raffaello

Viste le normative di sicurezza sanitarie vigenti che vietano ogni sorta di assembramento ed evento il Centro d'arte Raffaello, diretto da Sabrina Di Gesaro, grazie all'ausilio della dimensione digitale e web vuole offrire al pubblico la possibilità di godere dell'arte ospitando la sua seconda mostra virtuale dedicata al fotografo palermitano Marco Bennici dal titolo “Photographie” a cura del critico d'arte Giuseppe Carli, visitabile sulla nuova piattaforma raffaellogalleria.com.

In questa esposizione  – commenta il critico e curatore Giuseppe Carli - ritroviamo tre serie dell'artista Marco Bennici concesse in esclusiva per il Centro d'arte Raffaello: Derrière la Fenêtre, From The World, Liquid-A.
Derrière la Fenêtre é una serie di scatti realizzati in una camera di hotel che si affaccia sulla stazione centrale di Milano, svolta in tre anni differenti, con soggetti differenti. La finestra diventa una barriera invisibile verso l'esterno, dove si può guardare senza essere visti e sentirsi al sicuro; mentre, la stazione ferroviaria, luogo di grande energia, è rievocato dalle stesse modelle. La serie From The World rappresenta il viaggio: un puzzle di dettagli, colori, e soprattutto di contrasti che partono da un'attenta analisi tra le geometrie create dall'uomo con le forme organiche della natura. Milano, Parigi, Tokyo, Osaka, sino alle stazioni olandesi. Entrambe le serie sono stampate su carta fotografica Fine Art, oltre ad essere preziosa, permette di essere esposta anche senza una protezione in vetro. Infine ma non meno importante la serie Liquid-A stampata direttamente su alluminio dibond con una tiratura di 20 esemplari ove il gesto fluido di colore sul corpo diviene mezzo di comunicazione, un atto di denuncia, o semplicemente, un morbido segno che asseconda le curve sinuose del corpo femminile. I soggetti negli scatti non hanno capelli e i loro occhi appaiono da uno sfondo nero. Per tal motivo per dare valore e potenza a queste immagini, l'artista ha scelto di stampare direttamente su un supporto in alluminio, garantendo l'esaltazione del nero e del colore in ogni opera, con un supporto retrostante in forex per l'ancoraggio del pannello.

La mostra è presente sul nostro sito raffaellogalleria.com e riceviamo in via Notarbartolo 9/e, 
da lunedì a sabato, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:30 alle 19:30. Festivi, domenica e lunedì mattina chiusi.

sabato 27 giugno 2020

A Massa Marittima l’estate nel segno di Ambrogio Lorenzetti

A Massa Marittima (Gr) un’estate all’insegna della grande arte di Ambrogio Lorenzetti, uno dei protagonisti della pittura italiana del Trecento. Ogni giovedì e venerdì di luglio e agostoalle ore 10 e 15, (con una anteprima mercoledì 1 luglio alle ore 10), ritrovo davanti alla Cattedrale di San Cerbone in Piazza Garibaldi, saranno organizzati dalla Coop. Sociale Zoe in collaborazione con l’Amministrazione Comunale quattro visite guidate settimanali dove i visitatori saranno accompagnati alla scoperta della opere del maestro senese ancora presenti nei musei e nei monumenti di Massa Marittima, gioiello d'arte medievale che tra 1200 e 1300, grazie alle sue miniere, raggiunse l'importanza dei grandi centri della Toscana attraendo artisti di fama internazionale. 

Tra questi Ambrogio Lorenzetti che arrivò a Massa Marittima intorno al 1330 quando la città passò sotto l’influenza senese e qui realizzò una serie di opere di cui ne sono rimaste tre. La più famosa è La Maestà, uno dei massimi capolavori dell’artista dipinto intorno al 1335 per gli eremiti agostiniani della chiesa San Pietro all’Orto che raffigura le tre virtù teologali sedute sui gradini che conducono al trono della Madonna con gli angeli musicanti, santi e profeti. L’opera si trova nel Museo di San Pietro all’Orto, Corso Diaz 36, che raccoglie anche opere di Giovanni e Andrea Pisano, Sano di Pietro e Stefano di Giovanni detto il Sassetta. 

Un altro dipinto attribuito al maestro senese è visibile nella Cattedrale di San Cerbone (XIII secolo); si tratta dell’Annunciazione di cui è conservata la parte in cui è raffigurata la Madonna. Al Museo degli Organi di Santa Cecilia adiacente al Museo di San Pietro all’Orto si può invece ammirare l’affresco San Cristoforo con Gesù Bambino sulle spalle.Oltre alla Cattedrale e nei due musei, è prevista una visita alla Fonte dell'Abbondanza con i suoi spettacolari affreschi: simbolo di arte popolare e profana, realizzati nella metà del XIII secolo. 

La durata delle visite è stimata in circa 3 ore. 

Per rispettare i protocolli di sicurezza sanitaria anti Covid-19 la partecipazione è limitata ad un massimo di 10 persone per visita, obbligatorio l’uso della mascherina. Il costo del biglietto che comprende visita ai musei e visita guidata, è di 18 euro intero e 16 ridotto. 

Info e prenotazioni: tel. 0566906525, 
e-mail: museimassam@coopzoe.it 
sito web: www.museidimaremma.it

Ufficio stampa Comune di Massa Marittima, Fabrizio Lucarini tel. 3407612178

Presenze Contemporanee - Restart Italy 2020

Quest'oggi 27 giugno 2020, alle 18:30, si inaugurerà la mostra “Presenze Contemporanee - Restart Italy 2020”, presso il Museo PAM, inserito nel palazzo ducale della Città di Parete (Caserta). 

“Restart Italy” perché l'esposizione rappresenta anche la ripartenza ideale e ben augurante per l'arte del Bel Paese, attraverso la proposta di nuovi nomi e dei rinnovati allestimenti del museo, caratterizzati per la prima volta dal design con la direzione di Roberto Monte, componente del comitato scientifico del PAM. 

L'arte contemporanea, invece, è stata curata da Paolo Feroce, responsabile della collezione museale e ideatore della rassegna. In questa edizione ci sarà il contributo critico di Emiliano D'Angelo (con il quale Feroce ha già collaborato per avviare eventi presso la Reggia di Caserta, Villa Fiorentino a Sorrento ed altre note sedi), che ha scritto dei testi identificativi dell'intera collezione, ovviamente presenti anche in catalogo. 

L'evento, nella sua seconda edizione (l’anteprima si tenne in Lombardia nel 2016), presenterà opere di pittura, scultura, fotografia e installazioni, dipanandosi dal figurativo allo spazialismo. 

Per la sezione arte, compresa la sezione Open_lab, esporranno artisti dello spessore di Raffaele Canoro, Costantino Di Renzo, Francesco Zefferino, Luisa Russo, Sabrina Milazzo, Paolo Tagliaferro, Cristina Iotti, Paolo Repetto, Tina Sgrò, Antonio Diana, Sebastian De Gobbis, Gennaro Santaniello, Dora Romano, Enzo Rossi, Nina Esposito e Carlo D’Angiolella

Per la prima fase della sezione design saranno visibili le “creazioni – installazioni” di Antilla Gallery, Gaetano Avitabile, Loredana Salzano, Gaetano Di Gregorio, in_quadro - ri_guardo, Roberto Monte, Gumdesign, Matteo Di Ciommo e Spazio Paestum
Naturalmente saranno esposte anche alcune opere, inserite in percorsi logici e tematici, della collezione permanente, formata da Maestri quali Franco Costalonga, Jorrit Tornquist, Ariel Soulé, Yumiko Kimura, Saturno Buttò, Simon Benetton, Tommaso Cascella, Jun Sato, Enrico Manera, Claudi Magrassi, Marco Napoletano, Vincenzo Mascia, Lia Bachis, Franco Cortese, Alessandro Parisi ed altri grossi nomi. 

L'arte contemporanea sarà allestita in piena continuità di soluzione con il design, in modo tale da garantire la migliore lettura didattica della mostra e motivare suggestioni nel visitatore, dato l'alto valore estetico dell'intero progetto espositivo. Il catalogo, gli allestimenti e la logistica saranno curati dallo staff del museo, che gestirà anche il flusso dei visitatori adattandosi anche alle nuove norme che disciplinano la riapertura dei Luoghi istituzionali dell'arte nazionale.

giovedì 25 giugno 2020

Daniel Buren. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati.

Dopo i mesi di sospensione delle attività dovuti al lockdown, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo annuncia l’apertura della mostra Daniel Buren. Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati, che si terrà giovedì 9 luglio 2020 presso lo storico Palazzo della Ragione, sede estiva della Galleria per il terzo anno consecutivo.

La presentazione di un nuovo, importante progetto espositivo di respiro internazionale all'interno di un luogo simbolo della città italiana maggiormente colpita dalla recente pandemia assume oggi una forte valenza simbolica, come segno di rinascita, oltre a portare con sé un connaturato valore artistico e di ricerca.

Esponente di spicco dell’Institutional Critique – la tendenza all'interrogazione critica delle istituzioni artistiche emersa intorno alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso – Daniel Buren ha utilizzato per la prima volta nel 1965, come supporto per la propria pittura ridotta al grado 0, una tenda da sole, il cui motivo a bande verticali bianche e colorate di 8.7 cm è divenuto, da quel momento in avanti, un dispositivo visivo utilizzato dall'artista in tutti i propri lavori, dalle mostre alle commissioni pubbliche.
Illuminare lo spazio, lavori in situ e situati nasce dall'incontro tra questi fondamentali orientamenti della ricerca dell’artista e l’interesse più recente per la luce, e in particolare per le qualità e il potenziale estetico e costruttivo della fibra ottica.

Nel suggestivo contesto della Sala delle Capriate, gioiello medievale riedificato nel XVI secolo, i tessuti luminosi di Buren – presentati per la prima volta in un museo italiano – ridefiniscono gli ambienti storicamente destinati all'amministrazione e all'esercizio della giustizia cittadina, gettando “nuova luce” sulle antiche forme del Palazzo e sugli affreschi in esso conservati, staccati dalle facciate delle case e dalle chiese dell’antico borgo urbano e qui collocati negli anni Ottanta del Novecento.

Dall’incontro tra un gruppo di interventi “in situ”, immaginati appositamente per lo spazio della sala, e una serie di lavori “situati”, adattati cioè agli spazi del grande salone ma idealmente trasferibili in altri contesti, nasce il progetto di Buren per la città Bergamo, che per la prima volta apre le porte al pensiero e alla creatività del celebre artista francese affidandogli la rilettura di uno dei suoi luoghi storici più rappresentativi.





lunedì 22 giugno 2020

Le Aste Online a Tempo della Blindarte

Sono in corso sul sito www.blindarte.com le Aste Online a Tempo della Blindarte, dove le opere e gli oggetti sono presentati online con una esaustiva descrizione, immagini dettagliate e con l’indicazione della stima e scadenza del lotto: ciascun lotto in asta ha una propria scadenza differita dagli altri e nuovi lotti sono caricati online quasi tutti i giorni in diversi CATALOGHI, ciascuno relativo ad una specifica tipologia:

– Arte moderna e contemporanea
– Arte + Contemporanea
– Dipinti antichi
– Disegni e dipinti XIX-XX secolo
– Antiquariato, design e oggetti d’arte
– Tappeti contemporanei
– Opere grafiche e multipli d’artista
– Gioielli

L’asta di ogni lotto è a tempo: la possibilità di effettuare offerte di acquisto del lotto terminerà nel momento in cui arriverà la deadline, la data di scadenza. Ciascun lotto ha una sua propria scadenza differita dagli altri lotti.

Per poter eseguire offerte è necessario registrarsi sul sito www.blindarte.com. Basterà andare sulla TOOLBAR del sito e cliccare su LOG IN. Se non si è già utenti, si dovrà cliccare su CREARE NUOVO ACCOUNT seguendo la procedura guidata fino alla richiesta del codice di attivazione. Il personale della BLINDARTE è sempre disponibile ad assistere gli utenti in tutte le fasi di registrazione. Una volta validata la registrazione e ricevuto il codice di attivazione, l’utente potrà in tutta autonomia effettuare offerte, rilanciare su offerte di altri utenti e partecipare in ogni momento alle attività presenti sul sito.

Il sistema prevede per gli utenti anche un servizio di allert nel caso in cui la propria offerta venga superata, così l’utente interessato potrà essere informato del superamento della propria offerta e rilanciare in tempo prima della scadenza del lotto.

Sarà sempre possibile ricevere assistenza virtuale o telefonica in tutte le fasi, anche dopo l’aggiudicazione per il trasporto, completando tutta la procedura di acquisto limitando al minimo il contatto fisico.

Ma i benefici non sono solo per gli acquirenti, infatti chi desidera vendere un’opera d’arte può farlo con questo sistema nel tempo desiderato: dal primo contatto all’effettiva vendita possono anche bastare pochissimi giorni, anche con assistenza virtuale, e senza attendere i normali tempi (a volte lunghi) delle aste tradizionali. Questo aspetto è molto apprezzato dai venditori che riescono a ricevere le risorse delle proprie vendite in tempi brevi.

Le aste online della Blindarte inoltre sono anche accompagnate dalla possibilità di vedere le opere dal vivo, o nella sede di Napoli o in quella di Milano, previo appuntamento.

Tra le opere incluse nel catalogo di Arte Moderna e Contemporanea vanno senza dubbio segnalate: Un importante dipinto di Sandro Chia del 199 dal titolo I viandanti, stimato 11.000/14.000 euro; una tecnica mista su carta cm 70×93 del 1953 di Tancredi Parmeggiani stimata 12.000/16.000 euro, un raro dipinto anni ’40 di Emilio Scanavino, stimato 3.500/4.500 euro, un bellissimo Autoritatto in positivo del 1978 di Carlo Alfano, stimato 4.000/6.000 euro. un bellissimo dipinto di Errò dal titolo Vacances en Suisse del 1962, pubblicato sul catalogo ragionato dell’artista, cm 92×59,50 e stimato 8.000/12.000 euro; una serie di opere acquistate in una famosa galleria Belga, tra cui una scultura di Stephan Balkenhol, Turm del 2007, pioppo e vernice, stimata 8.000/12.000 euro.

Tra le opere incluse nel catalogo di Arte + Contemporanea, una nuova sessione destinata alle opere di artisti affermati ed emergenti italiani ed internazionali realizzate per lo più dopo il 2000, vanno approfondite 2 sculture in bronzo di Ronald Ventura, stella dell’arte contemporanea asiatica: Crocodile, affascinante scultura da terra del 2018, stimata 18.000/24.000 euro e un bronzo della serie Zookeeper, anche questo del 2018. stimato 8.000/12.000 euro, oltre ad opere di Vittorio Brodmann, Uwe Henneken, Spartacus Chetwynd, MIchael Aerts ed una sezione di opere proveniente da una importante collezione di artisti cinesi contemporanei come Xiao Ping, Zhu Hai, Shi Xinning, Huang Yan, Jiang Zhi (queste ultime sono fotografie e pertanto incluse nel relativo catalogo) ed altri. Oltre ad un bellissimo e  grande dipinto di Andrea di Marco dal titolo Viaggio inutile, stimato 2.200/2.600 euro.

Nel catalogo di Fotografia invece vanno citati nomi come: Emmanuelle Antille, Bernhard Prinz, Sergey Bratkov, Anneè Olofsson, Joel Peter Witkin, due fotografie di Matteo Basilé e un bel dittico di Dino Pedriali.

Anche interessantissimo il catalogo di Tappeti e Arazzi Contemporanei, con lavori di: Tony Cragg, Ilya Kabakov, Stephan Balkenhol, Jan Fabre, Gunther Forg, Robert Indiana e molti altri.

Nel catalogo dei Dipinti Antichi in asta online da segnalare l’imponente dipinto di Domenico Brandi, Rebecca ed Eleazaro al pozzo, con figure attribuite a Paolo De Matteis (Stima € 18.000/25.000) da una prestigiosa collezione privata, e il bel paesaggio di Rosa da Tivoli, Armenti al pascolo con pastori (Stima € 6.000/8.000).

Nel catalogo online di Disegni e Dipinti del XIX secolo è proposta una ricca selezione di opere tra le quali spiccano la suggestiva veduta di Campi Flegrei di Ignoto paesaggista straniero attivo a Napoli nella prima metà del XIX secolo (Stima € 6.000/8.000), e una serie di opere dei più famosi pittori napoletani (e non solo) dell’Ottocento provenienti da un’importante collezione romana, come la splendida Marina di Attilio Pratella (Stima € 4.000/5.000).


Per informazioni:
info@blindarte.com
www.blindarte.com

via Caio Duilio 4d-10
80125 – NAPOLI
ph. +39 081 2395261
fax +39 081 5935042

BLINDARTE MILANO
Via Palermo 11
20121 – Milano
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ph. +39 081 2395261

venerdì 19 giugno 2020

Leonardo da Vinci. Il Genio e le Invenzioni – Le Grandi Macchine interattive

Venerdì 19 giugno finalmente la Mostra “Leonardo da Vinci. Il Genio e le Invenzioni – Le Grandi Macchine interattive”, allestita a Roma presso il Palazzo della Cancelleria, e diretta da Augusto Biagi, riapre le porte.

Dopo le lunghe settimane di lockdown per l’emergenza sanitaria, la Mostra riapre al pubblico garantendo la massima sicurezza grazie all’attuazione di tutte le norme del protocollo previsto e i dispositivi di sicurezza.

La struttura, infatti, si è adeguata alle nuove disposizioni per garantire al pubblico di godersi in sicurezza la mostra sul grande genio e artista che ogni anno attira milioni di turisti da tutto il mondo.

martedì 16 giugno 2020

Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga a RespirArt

In Val di Fiemme, fra le Dolomiti del Trentino, la 12a Manifestazione internazionale d’arte ambientale del parco RespirArt ospita due nuove installazioni: la “Reggia barbarica” di Patrizia Giambi e “Punto e virgole” di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga.



Fra i 21 musei a cielo aperto presenti in Italia, il più alto è certamente il parco d’arte RespirArt, curato da Beatrice Calamari e Marco Nones. Si trova a Pampeago in Val di Fiemme, a quota 2.200 metri, e si raggiunge a piedi o con la seggiovia Agnello (aperta dal 27 giugno 2020).

Qui, dal 2011, gli artisti si alternano ogni estate, per dialogare con le guglie dolomitiche del Latemar. Fra le 27 opere presenti lungo il giro ad anello di 3 km, si ammira anche “Il giardino di Danae” che il grande artista giapponese Hidetoshi Nagasawa ha creato nel 2013.

Dal 18 al 25 luglio 2020, la Manifestazione internazionale d’arte ambientale RespirArt ospiterà Patrizia Giambi, artista di fama internazionale che vive e lavora in Romagna, e i land artist Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, fondatori dell’Humus Park di Pordenone.

Patrizia Giambi, che ha creato progetti artistici ed editoriali con Maurizio Cattelan e ha vissuto e lavorato a Los Angeles, per il parco realizzerà l’installazione “Reggia barbarica” con legni di scarto e feltro lavorato a mano. La piccola costruzione, povera in apparenza, al suo interno avvolgerà i visitatori in un fertile abbraccio, grazie alla presenza di figure gravide che affiorano dalle pareti di feltro.

L’installazione di Gabriele Meneguzzi e Vincenzo Sponga, intitolata “Punto e virgole”, sarà creata con ferro, rami e zolle di muschio. La curiosa “punteggiatura”, disposta sul prato, favorirà la “lettura” di una natura fino a oggi incompresa.

Le opere saranno inaugurate dalla giornalista Maria Concetta Mattei durante il RespirArt Day, sabato 25 luglio.

martedì 9 giugno 2020

Andrea Chisesi - Pietre della Memoria. Omaggio al Parente

Si inaugura domenica 12 luglio, alle 18.30 alla Versiliana di Marina di Pietrasanta (LU) “Pietre della Memoria. Omaggio al Parente”, la mostra dell’artista Andrea Chisesi che proseguirà fino al 23 agosto 2020, con ingresso libero.

Curata da Marcella Damigella e inserita nel programma del 41° Festival della Versiliana, l’esposizione temporanea è dedicata a Michelangelo, e in particolare al profondo legame che Gabriele d’Annunzio nutriva per il genio di Caprese a tal punto da considerarlo «il Parente».



In tal senso la Versiliana appare come il luogo perfetto per l’esposizione di Chisesi poiché, se da un lato la cava delle Cervaiole del vicino Monte Altissimo offrì al Buonarroti la materia prima «di grana unita, omogenea, cristallina» per alcuni suoi capolavori, dall’altro proprio sotto gli alti pini della storica villa versiliese, nell’estate 1902 d’Annunzio compose la celebre lirica La pioggia nel pineto, inserita nell’“Alcyone”, il progetto poetico del Vate.

In tutto saranno visibili 41 dipinti inediti su tela e 70 opere su carta di Chisesi che, in un percorso tra mito e bellezza, occuperanno le ampie sale della Villa la Versiliana, più una dove saranno proiettati senza soluzione di continuità sei filmati dedicati all’opera dell’artista romano di nascita e poi milanese d’adozione, ma che ormai risiede stabilmente a Siracusa.

Ma non basta: tra le 41 opere su tela ce n’è una, dal titolo Il Vate (e la cui immagine sarà proiettata su una delle mura esterne della Versiliana), che rappresenta l’esclusiva anteprima di “Tempora Vatis”, la nuova mostra che prossimamente l’artista dedicherà a Gabriele d’Annunzio e che si terrà al Vittoriale di Gardone Riviera, sul Lago di Garda, su invito del Presidente Giordano Bruno Guerri.

Il Sindaco di Pietrasanta, Alberto Stefano Giovannetti, dice che «è solo riconnettendoci al nostro passato, alla storia dei luoghi che oggi viviamo con consapevole pienezza, che possiamo apprezzare con maturità il presente. È un dialogo che la nostra amministrazione, attraverso la sua azione quotidiana, cerca di esaltare e promuovere con ogni mezzo. La memoria è la più potente fonte di richiamo che tutti noi abbiamo a disposizione. Abbiamo di fronte a noi un’estate con tante incognite che un’amministrazione responsabile deve bilanciare con certezze. La Fondazione Versiliana con la sua programmazione, e così la mostra di Chisesi, insieme ai tanti eventi che continueranno a caratterizzare la nostra proposta culturale ed artistica, credo siano una risposta solida e doverosa ai turisti e visitatori che sceglieranno la nostra terra e la nostra Toscana in questi mesi. Il contenitore del Festival La Versiliana, in questo contesto, è un hub di grandissima rilevanza per tutta la Versilia».

Aggiunge il Senatore Massimo Mallegni (assessore alla cultura e al turismo del Comune di Pietrasanta) che «la mostra di Andrea Chisesi sono convinto piacerà molto al pubblico per la freschezza della tecnica collegata alla sua ossessiva ricerca artistica. La Villa Versiliana è il luogo naturale per la sua pittura che si ispira liberamente a Gabriele d’Annunzio che tutti noi ricolleghiamo a questo spazio pieno di memoria e significato. È un percorso affascinante che arricchisce e potenzia l’offerta culturale della nostra città».

Il Presidente del Festival della Versiliana, Alfredo Benedetti, ha fortemente voluto questa mostra proprio nella stagione in cui la Versiliana dedica il suo Festival a Gabriele d'Annunzio: «Andrea Chisesi è un artista di grande valore che mi ha colpito sin dal primo istante e le opere esposte in questa mostra rappresentano un connubio tra arte, territorio, poesia nel quale il nostro Festival si riconosce appieno. Gabriele d'Annunzio sarà il fil rouge che quest'anno percorrerà molti dei nostri eventi tra cui la posa di un busto in bronzo proprio di fronte alla Villa che ospitò i soggiorni del Vate e un ciclo di incontri curati da Giordano Bruno Guerri, massimo esperto della figura e dell'opera dannunziana».

Da parte sua la curatrice della mostra, Marcella Damigella, spiega che «la poetica di Chisesi si basa sull’estensione delle connessioni temporali e del ricordo. Questa rete di relazioni lega la sensazione di un continuo presente, come il concetto di relatività elaborato da Einstein, che ritroviamo nelle tele dell’artista; in tal senso le preparazioni pittoriche possono aspettare anche 10 anni prima di trovare l’immagine giusta e per questo dipinge contemporaneamente anche più tele, aggiungendo parti o negandone altre in cerca di un equilibrio in perenne divenire».

Giordano Bruno Guerri, Presidente del Vittoriale degli Italiani, afferma che «l'interesse crescente che Gabriele d'Annunzio suscita anche in artisti giovani e di grande talento - Andrea Chisesi ha entrambe le caratteristiche - è la prova che il Vate parla ancora all'intelligenza del mondo, suscita emozioni, risveglia passioni. Con il lavoro di Chisesi, inoltre, si rafforza il legame virtuoso e naturale fra Vittoriale degli Italiani e Versiliana, a vantaggio soprattutto del pubblico».

La mostra di Andrea Chisesi alla Versiliana è arricchita dal catalogo edito da Materiarte, che reca scritti di Giovannetti, Benedetti, Mallegni, Guerri, di Giuseppe Marseglia e della stessa curatrice.



Dalla natura al deterioramento
La mostra “Pietre della Memoria. Omaggio al Parente” segna l’esordio in Toscana di Andrea Chisesi e i suoi monocromi, spinti dalla chiara rievocazione dannunziana, risultano ispirati alla natura e ai suoi elementi, primo tra questi l’acqua e la luce. Nelle 13 sale della Villa si disloca così un percorso temporale che - come scriveva d’Annunzio - rappresenta l’iconografia della «misteriosa facoltà di penetrare in ogni oggetto e di trasmutarsi in esso», quindi la «fusione» vitalistica, in un percorso conoscitivo tra la Versilia e la Grecia antica ed il tempo mitico che permane nel tempo.

Il legame di Andrea Chisesi con la natura - che trasforma senza annientare ciò che di bello l’uomo ha realizzato - è il deterioramento, la bellezza della morte che non è una fine, ma una rinascita, un nuovo stadio delle cose.

Riferendosi all’arte, d’Annunzio scriveva che «la grandezza di un’opera non si misura al numero dei suffragi che l’accolgono ma sì bene all’impulso ch’ella determina in rari spiriti chiusi, all’ansia subitanea ch’ella solleva in un uomo d’azione o d’accidia o di mercatura, alla perplessità straziante ch’ella agita in una sorte già resoluta».

Dimostrando di aver interiorizzato la “lezione” del Vate, per Andrea Chisesi la bellezza non è un decumano di canoni dal quale l’arte stessa, prodotto di una personalissima rivisitazione, può̀ palesarsi, bensì la voluttà̀ del rigore che con il passare del tempo si piega alla modernità.



La mostra
La collezione delle “fusioni”, termine con cui l’artista chiama la sua tecnica, dettata dall’innesto di pittura e fotografia, vanta tra i soggetti la più alta espressione della scultura dall’arte classica a Michelangelo: il Fauno Barberini, il Laocoonte, il Torso del Belvedere, il Mosè, il David e la Nike di Samotracia; questi sono solo alcuni dei soggetti trasposti nel XXI  secolo, portatori di valori estetici, quelli che ognuno di noi conserva come certezza di un contenitore di storia e cultura, uno scrigno indissolubile nel tempo.

Le “colature” sulla tela di Chisesi rivelano l’identità dell’immagine, poiché la sua tecnica sperimentata 25 anni fa permette al colore bianco di accogliere l’immagine, creando un sodalizio tra luce ed ombra, in un frammentato ricordo della sua volumetria; l’immagine appare quasi impalpabile, una rievocazione di tempi perduti, di nuovi miti sacri, cosicché «le pietre della memoria» rimangono sospese come desideri mai sopiti.

L’acqua danza con la gravità, asseconda il colore bianco in un verticismo infinito, le linee scorrono sulla tela creando una fitta ritmica sul fondo scuro, Chisesi analizza la capacità dell’acqua di trasformare la pietra, di ritornare a lei come elisir di vita che mai si sottrae al suo dovere.

Nella lavorazione del marmo l’acqua è un elemento imprescindibile, come nella pittura dell’artista, tanto che d’Annunzio definisce l’acqua «sovrana», cioè vita stessa, che sfugge per sempre. L’acqua di fonte, l’acqua che bagna le tamerici, diventa quindi un tutt’uno con la natura stessa: le gocce lasciano il rigore e di trasformano in foglie, fiori o arabeschi che lui chiama  Matrem, le  preparazioni di Chisesi rivestono di dogmi le immagini donandogli una nuova visione, ricca di natura che con i suoi fiori - i “matrem” nome di un particolare fiore che cresce spontaneamente, - si fonde con la solidità della pietra.

I monoliti sono dipinti con organismi di luce,  concorrono all’affermazione che nella natura si racchiude la vera bellezza.


Andrea Chisesi
Pietre della Memoria “Omaggio al Parente”

A cura di Marcella Damigella
12.07.2020 | 23.08.2020
Inaugurazione domenica 12.07.2020, ore 18,30
Villa la Versiliana, viale Enrico Morin 16, Marina di Pietrasanta (LU)
Aperta tutti i giorni dalle 17,00 alle 23,00
Ingresso libero

Catalogo con testi di Alberto Stefano Giovannetti, Alfredo Benedetti, Massimo Mallegni, Giordano Bruno Guerri, Marcella Damigella, Giuseppe Marseglia

Produzione: Materiarte
www.versilianafestival.it
www.andreachisesi.com
Email info@andreachisesi.com

martedì 2 giugno 2020

Urbino saluta l’artista Mario Logli

Si svolgeranno oggi (2 Giugno 2020) i funerali di Mario Logli, Urbino, artista di fama internazionale, pittore onirico, che si esprimeva attraverso toni surreali e fantastici, capaci di raccontare la bellezza secondo grandi visioni. La cerimonia funebre verrà celebrata dal Vescovo, S.E. Mons. Giovanni Tani, presso la chiesa di San istituzionale il Sindaco di Urbino, Maurizio Gambini e il Rettore dell’Università, Vilberto Stocchi.



  Tra i temi che lo hanno reso noto, i quadri dove dipingeva isole volanti su cui poggiava la sua amata Urbino. Classe 1933 ha frequentato l’Istituto delle Belle Arti della città montefeltresca dove ha appreso le tecniche grafiche e di incisione, si è formato poi alla Scuola del Libro nella sezione di Litografia diretta da Carlo Ceci. Nel 1955 si stabilisce a Milano per lavorare come illustratore di testi classici per la Garzanti. Nel capoluogo meneghino ha proseguito la sua carriera diventando collaboratore di Ezio Frigerio per il Piccolo Teatro per disegni di costumi e scenografie. Dal 1964 al 2002 è stato responsabile del settore illustrativo dell’Istituto Geografico De Agostini. Negli anni Settanta una giuria europea lo ha scelto tra i cinque migliori artisti italiani del momento. Vincitore del “Premio Lombardia” e il premio “Arte Fantastica” di Stoccarda, è stato invitato al “Festival dei Due Mondi” di Spoleto. Per lui anche il conferimento della cittadinanza onoraria di Urbino.

  Da "No Man Land" (1970) a "Gli Invasori" (1975), dalle "Isole Volanti" (1980) a "Dopo i Trionfi" (1982), dal "Teatro delle Memorie" (1984) a "Archeologia del Futuro" (1987), dalle "Nature Silenti" (1992) e più recentemente a "Architetture dell'Anima" (1996), “Tra memoria e mito” (2017), al Palazzo Ducale di Urbino.

 L’artista ha affrontato in un gioco incessante di contraddizioni il legame ironico, drammatico, bizzarro quanto poetico, gli inquinamenti della natura e le alienazioni dell'uomo etero-diretto per rilanciare l’idea che i valori di una società moderna e democratica possono essere portati avanti solo da coloro a cui è possibile esprimersi liberamente attraverso la propria personalità e creatività.

  La sua opera diventa sempre un’occasione unica di confronto e riflessione, di dialettica tra opposti dove la fantasia e la realtà si intrecciano in un racconto che lo ha reso un artista surrealista di rara umanità.

Ha esposto in tutto il mondo.




Ufficio Stampa
press@adelebandera.com

sabato 30 maggio 2020

Body to Art - Monica Argentino

Domenica 31 maggio Monica Argentino presenterà il progetto performativo “Body to Art”, accompagnato dalla visione del cortometraggio "Involucro". 

L'evento avrebbe dovuto rientrare nella tappa romana di RiartEco, attualmente sospesa per l'emergenza sanitaria. Un evento di prestigio che la galleria ospita sulla propria pagina, in quanto il cortometraggio ha riscosso numerosi premi e riconoscimenti: Vincitore del Premio della Critica alla Biennale Internazionale d'Arte di Bari area Metropolitana - Bibart Biennale 2018-2019; Vincitore per Rome Art Week 2019 settimana dell'Arte Contemporanea di Roma del MNF Miami New Media Festival. Presentato al DORCAM- Doral Contemporary Art Museum di Miami ( Florida), all'International Roma Film Corto Festival -Indipendent Cinema and Artistic Contaminations. Ospitato al MACRO Asilo, Museo di Arte Contemporanea di Roma, con un progetto site specific insieme ad "Archetipo Umano" (Performance art Human painting, videomapping, live soundtrack). 

Quanto colpisce nel lavoro di Monica è la particolarità site-specific delle performance, studiate singolarmente in relazione allo spazio nel quale vengono ad ambientarsi, completamente scandite a tempo di musica in sintonia con le immagini visive, che dialogano tra loro, susseguendosi su di un corpo nudo che diviene una vera e propria opera d'arte in movimento. Gesti, suoni, colori si fondono per dare vita ad uno scenario emozionante tra immagini ed immaginario, come suggerisce l'artista, interamente dal vivo sotto gli occhi del pubblico. (...)


mercoledì 27 maggio 2020

La Quercia di Dante e Visioni dell’Inferno proposte in un affascinante virtual tour.


Comunicato Stampa

Ancora pochissimi giorni e le porte di Palazzo Roncale riapriranno i battenti per chi è in attesa di visitare la mostra dedicata a “La Quercia di Dante” e l’omaggio al Divin Poeta proposto dalla mostra “Visioni dell’Inferno. Dorè, Rauschenberg, Brand”.
Ma già da oggi, per prepararsi alla visita o per chi non potrà ammirarla che da remoto, nel sito di Palazzo Roverella (www.palazzoroverella.com) è a disposizione il virtual tour della doppia rassegna.

Quattro le sezioni, una per ciascuna area di mostra, che si possono aprire visualizzando la panoramica delle sale e nel dettaglio i singoli gruppi di opere o i reperti in mostra.
Le immagini ravvicinate compaiono affiancate da un testo sintetico e descrittivo del contesto.

In più, il visitatore ha a disposizione brevi video nei quali Alessia Vedova, co-curatrice della mostra, illustra i tre artisti coinvolti (Gustave Dorè, Robert Rauschenberg e Brigitte Brand) o altri aspetti peculiari dell’esposizione.

Il virtual tour è una iniziativa della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, istituzione che ha promosso la mostra allestita al Roverella.

“La Quercia di Dante” ha sollevato un interesse molto ampio, persino inatteso. Interesse tuttavia “frustrato” dalla quasi immediata chiusura dell’esposizione a causa del Coronavirus.

Tra pochi giorni le sale di Palazzo Roncale potranno tornare ad accogliere i visitatori e già è stato deciso che la mostra sarà prorogata sino a metà luglio. Non solo: sarà nuovamente visitabile a partire dal 19 settembre, in concomitanza con l’apertura nell’attiguo Palazzo Roverella della grande monografica su Chagall, sino al 17 gennaio 2021. Entrando così nell’Anno che l’Italia e il mondo dedicano al ricordo di Dante.

venerdì 22 maggio 2020

Caravaggio in Bergamo

The Metropolitan Museum of Art di New York ha concesso il prestito de I musici di Caravaggio al museo bergamasco fino a fine estate, si realizza così un grande gesto di generosità internazionale e, insieme, la possibilità per Accademia Carrara di riaprire le porte (da venerdì 22 maggio 2020), accogliendo il pubblico con una sorpresa


Caravaggio in Bergamo è il titolo scelto per questa straordinaria opportunità offerta al pubblico, per sottolineare sia l’appartenenza dell’Accademia Carrara alla città sia il desiderio di ripartenza comune alla cittadinanza e al suo territorio. L’opera di Caravaggio è esposta all’interno del percorso museale, nello storico palazzo sede dell’Accademia Carrara, e inserita grazie a un allestimento studiato ad hoc, nella sala dedicata alla pittura del Seicento, a fianco alle opere di cultura caravaggesca. Il rientro negli USA del capolavoro di Michelangelo Merisi, in prestito a Bergamo per la mostra dedicata a Simone Peterzano, era previsto subito dopo la conclusione del 17 maggio. Come noto l’esposizione non ha potuto però essere vista, causa emergenza sanitaria, se non nei primi 20 giorni di apertura, per questo e per il rapporto di stima e vicinanza che da sempre lega le due istituzioni, la direzione del MET ha permesso il permanere del capolavoro in Italia e «non vediamo l'ora di continuare il nostro lavoro insieme», secondo le parole di Keith Christiansen.

Accademia Carrara riapre in sicurezza e mette a disposizione del pubblico, come primo museo in Italia, il dispositivo Fidelitas Distance che, insieme agli altri presidii, permetterà un’esperienza museale attenta e piacevole. Nella grande sala di accoglienza sono stati predisposti i sistemi di verifica dei dispositivi, grazie a un moderno sistema di rilevazione automatica della temperatura con termoscanner e ad altri prodotti necessari, come la soluzione idroalcolica disinfettante per le mani (di cui il visitatore potrà usufruire lungo tutto il percorso di visita), la fornitura di mascherina e guanti per chi ne fosse sprovvisto e nuovi monitor con tutte le informazioni utili. All’interno lo staff ha lavorato a un ripensamento del percorso espositivo, anche grazie a una nuova segnaletica a terra, per permettere maggiore fluidità di passaggi, ma il più importante e nuovo presidio è affidato a un dispositivo per la gestione delle distanze sociali, costituito da braccialetti, simile a uno smartwatch, da indossare al polso.


Per agevolare l'ingresso in museo, necessariamente contingentato, Accademia Carrara offre la possibilità di prenotare la propria visita online tramite prevendita da www.ticketlandia.it o telefonando al numero telefonico 328 1721727, servizi entrambi attivi dal 20 maggio. Infine, il museo introduce il pagamento attraverso la modalità satispay, per disincentivare l'uso del contante.

sabato 16 maggio 2020

DiacroMia alla Galleria Immaginaria

Lunedì 18 Maggio 2020, Galleria Immaginaria, inaugura DiacroMia, una mostra collettiva dedicata a una serie di artisti che hanno collaborato e continuano a collaborare con questa realtà.

Dopo il lungo periodo di quarantena che ha costretto questo spazio alla chiusura forzata, la riapertura sarà dedicata a un intenso viaggio costellato dalle principali produzioni degli artisti che nel corso degli anni hanno dato vita ad un’arte evoluta e in continuo cambiamento.

“DiacroMia” trae origine dal termine diacronia utilizzato da de Saussure, in contrapposizione a sincronia, per indicare il complesso mutamento degli elementi fonetici e lessicali di una lingua attraverso il tempo.  Giocando sul concetto di tempo (Chronos), e colore (Chromìa), si vuole rivelare in questo modo, la dinamica evoluzione nel tempo e nello spazio, di differenti linguaggi artistici, evidenziandone le interazioni non solo con il mondo che li circonda, ma anche mettendo in luce i rapporti che possono scaturire fra ognuno di essi.


DiacroMia
Collettiva di artisti della galleria
18 maggio – 31 luglio 2020


Galleria Immaginaria
Via Guelfa 22/a rosso, 50129 Firenze
Tel. +39 055 2654093
www.galleriaimmaginaria.com

mercoledì 13 maggio 2020

13 Maggio 2020: Arte Oggi da Incircolarte

Le Vele di Francesco Madero
L' Error project di Mathia Pagani

Galleria l’Affiche inaugura il progetto di mostra-website di Mathia Pagani, un concept ideato e interamente realizzato dall’artista a metà tra sperimentazione digitale ed esposizione tradizionale, all’insegna di un possibile nuovo sistema di fruizione dell’arte. https://musicaeparole-leonardo.blogspot.com/2020/05/l-error-project-di-mathia-pagani.html

Tutte le iniziative culturali e didattiche dell'Accademia di Belle Arti di Macerata
Dalla fase uno alla due, dal lockdown di marzo a oggi, l’Accademia di Belle Arti di Macerata, come tutte le istituzioni AFAM, Università e scuole di ogni ordine e grado, ha fronteggiato l’emergenza COVID-19 riorganizzando tempestivamente e con ottimi risultati, oltre ai propri corsi con la DAD, anche l’intera programmazione culturale. https://centrodarteleonardodavinci.blogspot.com/2020/05/tutte-le-iniziative-culturali-e.html

VISTO DA QUI : SERGIO VEGA
La programmazione dell’intero 2020 della Galleria Umberto Di Marino è stata temporaneamente interrotta per fare spazio al progetto ‘Visto da qui‘. https://incircolarte.wordpress.com/2020/05/13/visto-da-qui-sergio-vega/

Arrivo metto i PIL e comincio a dipingere
La quarta mostra alla Apocryphal Gallery e' quella di Marco Colazzo, dal titolo album Testo: Pensiero in versi poetici di Marco Colazzo "Arrivo metto i PIL e comincio a dipingere". https://arte-in-mostra.blogspot.com/2020/05/arrivo-metto-i-pil-e-comincio-dipingere.html

Ischia Street Art presenta 'Street Art File Print'.
Nella mattinata dell’11 maggio, grazie all’intervento urbano di Salvatore Iacono, gallerista/attivista e fondatore di Ischia Street Art, discussa anti-galleria underground sita nel cuore dell’isola, Street Art File Print esce dalle pareti della gallery per invadere il centro abitato. https://cerchioquadrato.blogspot.com/2020/05/ischia-street-art-presenta-street-art.html




sabato 9 maggio 2020

Ribelli di Ca' Pesaro

Sono raggruppati sotto la definizione di Ribelli di Ca' Pesaro, ma non sono mai stati un gruppo di artisti in senso solito. Non avevano un fine programmatico comune, e neppure un comune manifesto, o un comune sentire artistico. Erano accomunati dalla giovinezza dalla loro arte, che a Venezia si esprimeva tra l'accogliente Ca' Pesaro e l'antagonista Esposizione Internazionale d'Arte, da sempre detta La Biennale. 



Nel Palazzo Pesaro, secondo le volontà testamentarie della duchessa Felicita Bevilacqua, vedova del generale garibaldino Giuseppe La Masa, che aveva donato il palazzo alla città nel 1898, ci sono studi per giovani artisti e spazi espositivi e l'Esposizione Permanente di Arti ed Industrie veneziane, nome delle mostre organizzate dal 1908. Anno di insediamento dell'appena ventenne Nino Barbantini nel ruolo di segretario dell'Opera Bevilacqua La Masa, con il presidente Conte Filippo Nani Mocenigo e un Consiglio di vigilanza. Nominato dal Comune, che nel 1902 aveva inoltre deciso il trasferimento nel Palazzo di Ca' Pesaro,  sotto la direzione dello stesso Barbantini, della Galleria d'Arte Moderna istituita per acquisire le più notevoli opere delle Biennali d'Arte, di cui indiscusso capo all'alba del Novecento è il senatore veneziano Antonio Fradeletto.



Questa generazione di artisti di Ca' Pesaro si confronta nel passaggio al nuovo secolo con le avanguardie europee, l'espressionismo, il cubismo, il futurismo, alcuni di loro viaggiano, a Parigi, a Monaco. Il loro tratto comune è il rinnovamento della pittura locale, i luoghi e paesaggi prediletti sono le decentrate Burano e Mazzorbo, ma il loro linguaggio pittorico non è uniforme e sono tendenzialmente poco definibili. Sono autori anche molto diversi fra loro che si sono trovati a un certo punto della loro carriera a esporre a Ca' Pesaro tra il 1908 e il 1919, una fronda antiaccademica che cercava il proprio ruolo nel nascente sistema moderno dell'arte, che gravitava attorno al propulsore Barbantini e si confrontava coi diversi poli espositivi veneziani e con il mercato dell'arte.



La prima Esposizione Permanente di Arti ed Industrie veneziane è del 1908. Ci sono alcuni riconosciuti maestri veneziani, che l'anno prima hanno esposto in Biennale, ad accompagnare la prima mostra dei giovani, che hanno in media 25 anni, tra i quali Gino Rossi e lo scultore Arturo Martini e un giovanissimo Guido Cadorin, che l'anno prima appena sedicenne aveva partecipato alla Biennale. Dove negli anni alcuni artisti di Ca' Pesaro, con l'importante filtro dell'Accademia, esposero frequentemente, altri meno, o tardivamente. A Ca' Pesaro le esposizioni collettive, di decine di autori, sono sempre accompagnate da personali, con Umberto Boccioni, Felice Casorati, Tullio Garbari, Umberto Moggioli,  Arturo Martini, Gino Rossi, Teodoro Wolf Ferrari, si va costruendo un'identità capesarina.



Il 18 maggio apre l'Esposizione del 1913, che per alcune opere soprattutto di Arturo Martini e Gino Rossi e Ubaldo Oppi, viene accusata di essere scandalosamente futurista con conseguente decadimento del decoro veneziano, con stroncature sul giornale nazionalista La Difesa e interrogazioni in consiglio comunale, insomma diventa il casus belli in uno scontro istituzionale di spazi espositivi pubblici. L'anno seguente l' Esposizione a Ca' Pesaro non viene autorizzata dal sindaco Grimani, che è anche presidente di Biennale, dove non vengono accettate le opere di Rossi e Martini. Gli artisti reagiscono con la Mostra dei rifiutati che apre il 20 giugno 1914, otto giorni prima dell'attentato a Sarajevo, in una sala al piano terra dell'Hotel Excelsior al Lido di Venezia. Poi viene la Guerra, anche gli artisti di Ca' Pesaro vanno al fronte. Torneranno nel 1919, con alcuni di loro nella Giuria di accettazione e un'importante personale di Pio Semeghini. Nel 1920 i capesarini abbandonano Palazzo Pesaro per protesta contro l'esclusione dall'esposizione, perché non veneziano, di Felice Casorati (che aveva scelto di non esporre alla Biennale). Nel 1925 Nino Barbantini diventa direttore dei Musei Civici veneziani.



Nelle collezioni della Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro c'è anche il racconto di questa straordinaria stagione, quando nella rappresentazione di Venezia i volti dei pescatori hanno preso il posto di gondole e marine, i colori sono stati stravolti e soggetti noti e riconoscibili sono stati finalmente rappresentati con modi figurativi contemporanei. Nel cambiare della città, hanno cambiato la sua rappresentazione. Quella di Ca' Pesaro è stata la prima generazione di artisti del Novecento, che pur senza essere una vera avanguardia ha segnato le origini dell'arte moderna a Venezia.




La Fondazione Musei Civici di Venezia aderisce alla campagna nazionale e diffusa #IoRestoaCasa. Se non potete venire nei musei, sono i musei a venire da voi. Ogni due giorni con una newsletter potete ricevere una storia, un'opera, un gioco, non per consolazione ma perché l'arte è vita e la vita è, anche, arte.

Le informazioni riportate in questo post e altre notizie, assieme a storie e opere le trovate anche nei social dei Musei. Qui di seguito la lista degli 11 musei con il link a Facebook (ma sono anche su Twitter e Instagram):