Per l’autunno inverno del 2026, La Crescentina - Laboratorio per l’Arte che sorge nelle campagne del Monferrato in provincia di Alessandria, presenta la mostra Hermann Nitsch: Azione e Pensiero dedicata a uno dei padri fondatori dell’Azionismo Viennese, che ha trasformato l’arte in un’esperienza viscerale e totalizzante, superando il concetto tradizionale di rappresentazione per approdare a un rito di liberazione collettiva. L’esposizione che apre al pubblico il 27 settembre 2026 fino al 10 gennaio 2027, è curata da Marzia Capannolo, con il contributo critico di Lóránd Hegyi e realizzata in collaborazione con la Galleria Umberto Benappi di Torino.
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Hermann Nitsch ha posto al centro della sua ricerca il Teatro delle Orge e dei Misteri, un'opera d'arte totale in cui il pubblico cessa di essere spettatore e diventa partecipante attivo di una liturgia laica. Attraverso l'uso simbolico e materico del sangue, della carne e del colore, l’artista fonde la memoria dei miti dionisiaci, il sacrificio cristiano e la catarsi psicanalitica in una celebrazione primordiale della vita e della morte. I suoi celebri Schüttbilder – i dipinti realizzati versando e spalmando il pigmento rosso sulla tela, da superfici cromatiche divengono relitti tangibili di un'azione sacrale. Questa estetica dell'eccesso e del sacro si traduce in un assalto sensoriale e sinestetico, dove l'atto della pittura dialoga con la musica, il cibo e il corpo, risvegliando l'uomo moderno dal torpore borghese. Più che una provocazione, l'opera di Nitsch si configura come una profonda, viscerale riconnessione con la linfa vitale e spirituale della terra.
Il percorso espositivo riunisce circa venti opere tra grandi tele, opere su carta e una tunica rituale del 1973 (Chorhemd aus der 41. Aktion, Prinzendorf), arricchite da un nucleo di fotografie storiche scattate da Fabrizio Garghetti durante le celebri azioni performative dell’artista come testimonianza visiva della genesi del rito. L'esposizione si focalizza sulla dimensione prettamente pittorica e cromatica del maestro austriaco. La tunica, testimonianza diretta e reliquia dell'azione sacrale, funge da cerniera concettuale: su di essa la traccia ematica si fa sostanza visiva primordiale, segnando la genesi del linguaggio visivo di Nitsch. A questa si affiancano due imponenti teleri in mostra, la Pittura dell'Orgien Mysterien Theater del 1984 e lo Schüttbild del 1997 (entrambi di tre metri di larghezza), nei quali l'urgenza performativa cede il passo all'architettura del colore e alla monumentalità della stesura gestuale. Emblematica della maturità pittorica dell'artista è poi la tela Senza titolo del 2002, in cui l'impasto denso di verde scuro e rosso ematico, lavorato a piene mani direttamente sulla superficie, testimonia la trasmutazione del gesto ritmico in una profonda, quasi scultorea, meditazione pittorica.
Un ruolo centrale è affidato anche ai lavori su carta, nei quali il gesto di versare e spalmare il pigmento acquista una straordinaria immediatezza espressiva. Tra le carte più rappresentative spicca Senza titolo del 2007 (acrilico su carta intelata, cm 100 x 212), monumentale orizzonte cromatico in cui blu, verdi, gialli e rossi si fondono in una turbolenza cosmica e primordiale; a questo fa da contrappunto lo Schüttbild auf Papier del 2002 (olio su carta, cm 100 x 122), dove l'impatto frontale della colata di rosso squillante dialoga con la trasparenza del fondo, rivelando una sensibilità raffinata nell'articolazione tra densità materica, luce e stesura pittorica.
La mostra Hermann Nitsch: Azione e Pensiero suggerisce inoltre un dialogo tra l'eredità dell’artista e la potenza tellurica delle pieghe argillose del Monferrato. L’esposizione evidenzia infatti una sovrapposizione cromatica e spirituale tra il rosso liturgico dell'Azionismo Viennese con le tonalità brune, le marne calcaree e i sedimenti ferrosi delle colline che circondano La Crescentina, un territorio che è un punto di passaggio figlio di una metamorfosi millenaria dovuta a una complessa stratificazione di argille, limo e calcari che conferisce al terreno e alle rocce sedimentarie del luogo il caratteristico e suggestivo colore grigio-azzurro. Nitsch, che in queste terre ha frequentato e riconosciuto gli echi della sua ricerca primordiale, viene celebrato attraverso il concetto di materia vitale, trovando ne La Crescentina l'altare laico per la sua arte.
In questo contesto, il celebre Teatro delle Orge e dei Misteri abbandona la sua dimensione puramente performativa per farsi paesaggio. Se per l'artista il corpo umano è il luogo d'elezione del rito, per il Monferrato il "corpo" è la terra stessa, ciclicamente ferita e rigenerata dal lavoro dell'uomo. Le tele e le carte esposte diventano così mappe di un’esperienza sensoriale totale, capaci di unire il sacro del gesto estetico al profano della cultura contadina. In questa sinergia tra luogo e opera, la "terrosità" di Nitsch si rivela non come assenza di spirito, ma come sua massima espressione: una celebrazione dionisiaca della vita che sorge dal fango e dal sangue per farsi bellezza eterna.
Con questa ultima mostra, La Crescentina invita lo spettatore a riscoprire una comune, profonda e feconda appartenenza alla materia, laddove l’arte, in riferimento alla natura, ne diventa la sua voce più profonda e radicale.
La Crescentina – Laboratorio per l’Arte
La Crescentina è l’Associazione culturale nata nel 2021 grazie all’iniziativa dei collezionisti Fiorella Miraglio e Alessandro Monteforte, con l'obiettivo di sostenere l’Arte e la cultura attraverso la produzione di mostre, in collaborazione con enti privati, fondazioni, archivi e istituzioni, di pubblicazioni, e di eventi culturali tutti gratuiti e aperti al pubblico. La storia de La Crescentina inizia però da più lontano: dai rapporti che Alessandro Monteforte ha intrattenuto tra gli anni Sessanta e l’inizio degli anni Duemila con i protagonisti dell’arte contemporanea e che, dagli anni ’80, ha accolto in questo grande fabbricato agricolo acquistato e da lui stesso recuperato. Un vero e proprio cenacolo diventato oggi La Crescentina, dove si può ammirare anche la Collezione Monteforte-Miraglio, curata da Marzia Capannolo e composta da circa duecento opere tra dipinti, sculture, fotografie, oggetti e arredi di design.
HERMANN NITSCH: AZIONE E PENSIERO
A cura di Marzia Capannolo
Con il contributo critico di Lóránd Hegyi
In collaborazione con la Galleria Umberto Benappi - Torino
27 settembre 2026 - 10 gennaio 2027
La Crescentina – Laboratorio per l’Arte
Fubine Monferrato (AL)
Inaugurazione 27 settembre 2026 ore 16
Maria Chiara Salvanelli | Press Office & Communication
Maria Chiara Salvanelli | mariachiara@salvanelli.it - Cell + 39 3334580190
Anna Chiara d'Aloja | annachiara@salvanelli.it - Cell +39 329 3961225
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