martedì 17 ottobre 2017

Escher, sempre e ovunque Oltre il possibile.

Fino al 28 gennaio 2018, BLU | Palazzo d’arte e cultura ospita la mostra “Escher. Oltre il possibile”, realizzata da MondoMostre e Fondazione Palazzo Blu, con il contributo della Fondazione Pisa e la collaborazione del Gemeentemuseum Den Haag, Arthemisia e M.C. Escher Foundation, a cura del professor Stefano Zuffi, storico dell’arte e grande conoscitore di M.C. Escher.

La mostra presenta una completa rassegna di tutti gli ipnotici, sorprendenti e spiazzanti capolavori del grande olandese, con il contributo di alcune curiose soluzioni espositive progettate dall’architetto Cesare Mari e grazie all’uso delle tecnologie e della multimedialità, una delle caratteristiche delle esposizioni organizzate a Palazzo Blu. Insieme al fascino coinvolgente del mondo di Escher, la mostra è l’occasione per ripercorrere le tappe della creatività dell’artista, soffermandosi in modo particolare sui lunghi e decisivi soggiorni in Italia, tra scenari naturali e memorie artistiche che segnarono in modo profondo il suo stile.

Il giovane Escher studia a Delft e ad Haarlem, storiche città d’arte dell’Olanda: il suo maestro è un incisore ebreo sefardita, Samuel Jessurun de Mesquita, che incontrerà un triste destino ad Auschwitz. Su suo consiglio, Escher comincia ad apprezzare l’arte matematica-razionale della tradizione ebraica e islamica, confrontandola con i movimenti dell’avanguardia europea. Nel corso degli anni Venti e Trenta intraprende numerosi viaggi in Italia, in particolare visita diverse città della Toscana. Organizzare una mostra di Escher a Pisa, la cui Università è da secoli un punto di riferimento internazionale nelle ricerche matematiche e scientifiche, è dunque anche un’occasione per interrogarsi sulle possibili fonti d’ispirazione della sua creatività.

Pur rimanendo a lungo un attento interprete del paesaggio, Escher esplora sempre più a fondo gli orizzonti dell’illusione visiva, attraverso composizioni di carattere geometrico o con la creazione di architetture “impossibili”.

Insieme a una selezione straordinaria di oltre cento opere di Escher, i visitatori trovano alcune testimonianze dei secoli precedenti, in larga parte provenienti da Pisa stessa: frammenti marmorei con decorazioni in stile cosmatesco, tarsie lignee con la rappresentazione di solidi geometrici, le incisioni di G.B. Piranesi con architetture fantastiche e prospettive suggestive.

La mostra si articola in nove sezioni: Volti, Animali, Oggetti e riflessi, Geometrie e ritmi, Paesaggi, L’artista, Architetture fantastiche, Nature, Autoritratti.

lunedì 16 ottobre 2017

Ultimi giorni per visitare l’esposizione Tra Guercino e De Nittis.

Ultimi giorni per visitare l’esposizione Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano a Casa De Rodis a Domossola, dal 2014 sede espositiva della Collezione Poscio. Non solo una mostra, ma un progetto di ampio respiro finalizzato a contribuire al restauro del patrimonio artistico marchigiano, seriamente compromesso dagli eventi sismici che hanno colpito la regione dall’agosto 2016.

L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, racconta la storia di due collezionisti, Antonio Ceci (1852-1920) e Alessandro Poscio (1928-2013): chirurgo marchigiano di adozione pisana il primo, imprenditore piemontese con la passione per la pittura il secondo. Per la prima volta un nucleo di opere delle loro collezioni vengono messe a confronto, evidenziando accostamenti e suggestioni inaspettati ma profondamente in sintonia. Seppur lontani geograficamente, Antonio e Alessandro si rivelano due uomini dinamici che vivono il loro tempo sognando a occhi aperti davanti all’incanto dell’arte tra disegni e dipinti.
 
In mostra sono svelati i segreti e le passioni di entrambi i collezionisti che riflettono comuni interessi artistici: dai ritratti ai paesaggi, da vedute che inquadrano la natura a stretto contatto con l’uomo, a sguardi che comunicano i misteri e i fascini di storie lontane, quanto vicine. Da Ascoli Piceno arrivano a Domodossola, tra gli altri, un gruppo prezioso di disegni di artisti quali Pietro da Cortona, Guercino, Luca Giordano e Domenico Morelli, ma anche tele affascinanti quali i suggestivi paesaggi ad olio di Alessandro Magnasco e Francesco Zuccarelli, la sublime Passeggiata amorosa di Pelizza da Volpedo, l’incantevole Pax di Luigi Nono. Della collezione Poscio invece si possono ammirare il luminoso Sole d’ottobre di Carlo Fornara, Veduta delle Alpi Lepontine di Giovanni Battista Ciolina, la realistica quanto magica Stradina a Settignano di Telemaco Signorini, due romantici e intensi paesaggi di Antonio Fontanesi e una fitta Querceta di Giovanni Fattori.
 
Tra Guercino e De Nittis. Due collezioni si incontrano è anche l’occasione per studiare opere ancora inedite e mai presentate al grande pubblico, come nel caso del San Gerolamo, attribuito al pittore caravaggesco Lionello Spada o alla deliziosa Vergine in preghiera, un piccolo rametto che appartiene al giovane Sassoferrato.
 
Il catalogo, edito da Cattaneo Editore, presenta contributi di importanti studiosi, come Annie-Paule Quinsac, Carlo Sisi, Fernando Mazzocca, Cinzia Virno, Maria Silvia Proni, Dario Gnemmi e i curatori della mostra e sarà oggetto di una raccolta fondi che contribuirà al restauro di un capolavoro dell’arte marchigiana compromesso dal sisma, ovvero la Madonna in trono fra i santi Sebastiano e Caterina d’Alessandria, una tavola del pittore austriaco Pietro Alamanno, attivo ad Ascoli Piceno nella seconda metà del XV secolo. La pala d’altare proviene dalla distrutta chiesa di San Silvestro ai Sassi, una suggestiva località montana del comune di Ascoli Piceno.

L'espressione ‘appassionata incompetenza’, apparentemente contraddittoria, orgogliosamente modesta, commercialmente inefficace nell'attestare una mancanza di sapere, è il cuore della collezione iniziata da mio marito e da me profondamente condivisa.” – racconta Paola Poscio – “Passione che coinvolge e sorprende anima e cuore...incompetente perché la scelta delle opere avviene fuori da ogni schema accademico, quasi per un'istintiva folgorazione, per la forza e l'intensità dell'emozione che suscita. È una raccolta di opere che - nel corso di oltre 50 anni - attraversa con disinvoltura epoche, linguaggi, stili diversi, ognuna episodio di un’avventura fatta di incontri, occasioni fortunate, rivelazioni e innamoramenti, diventando una sorta di diario”.
 
La mostra è anche una bella occasione per scoprire Casa De Rodis, luogo in cui una parte della collezione Poscio è esposta. Palazzetto di origine medioevale in Piazza Mercato, un tempo dimora della famiglia De Rodis, di antica nobiltà antigoriana. L’antica dimora è stata oggetto di un’attenta ristrutturazione che da una parte ha recuperato tutti gli elementi storico-architettonici e dall’altra ha saputo reinterpretare in chiave moderna le caratteristiche dell’edificio e la sua storia.
 
Dal centro storico di Domodossola inoltre è possibile avventurarsi alla scoperta della cosiddetta Valle dei Pittori, la Val Vigezzo, conosciuta per la storica presenza di paesaggisti e ritrattisti, alcuni dei quali esposti in mostra, come Lorenzo Peretti Junior, Carlo Fornara e Giovanni Battista Ciolina. La valle si snoda da Domodossola fino al confine svizzero, verso Locarno, attraverso un suggestivo tragitto percorribile anche con il trenino panoramico della “Vigezzina”.

domenica 15 ottobre 2017

Albino Accoroni espone alla Galleria Immagini Spazio Arte

Presso la Galleria Immagini Spazio Arte (in Via Eugenio Beltrami 9b, Cremona) fino al 28 ottobre 2017 è in esposizione la mostra personale di Albino Accoroni.

Nato ad Ancona, dove vive ed opera, Albino Accoroni sin da ragazzo si dedica alla pittura per diletto. Consegue il diploma di maestro d’arte presso l’Istituto Statale d’Arte “Edgardo Mannucci” di Ancona e per i due anni successivi frequenta la sezione pittura dell’Accademia di Belle Arti Urbino.

Nel 1965 espone per la prima volta al concorso nazionale “Riviera del Cònero”, da allora partecipa attivamente alla vita culturale ed artistica, presente a numerosissimi concorsi di pittura e grafica a livello nazionale ed internazionale, mostre collettive dove ha conseguito diversi riconoscimenti e premi dalla critica qualificata e consensi di pubblico. Numerose le sue mostre personali.

Della sua attività si sono interessati osservatori d’arte, la stampa specializzata, quotidiani e la RAI-TV.

Della sua arte hanno scritto importanti critici, scrittori e poeti, tra cui: Cesare Baldoni, Giuseppe Bartolucci, G. Maria Farroni, Paolo Giugliarelli, Aldo Severini, Francesco Scarabicchi.


Albino Accoroni
GALLERIA IMMAGINI SPAZIO ARTE
Cremona - dal 15 al 28 ottobre 2017
Via Eugenio Beltrami 9b (26100)
+39 0372422409 , +39 0372422409 (fax)
info@arteimmagini.it
www.arteimmagini.it



venerdì 13 ottobre 2017

A Ars Aevi – Museo di arte contemporanea di Sarajevo il Premio Speciale “Lorenzo il Magnifico”

Ieri pomeriggio è stato conferito a Ars Aevi – Museo di arte contemporanea di Sarajevo il Premio Speciale “Lorenzo il Magnifico”, nella persona di Enver Hadžiomerspahić, fondatore e direttore del Progetto. Questo il testo della curatrice di Florence Biennale, Melanie Zefferino, redatto per l’occasione.

Enver Hadžiomerspahić, fondatore e direttore del Progetto Ars Aevi, nasce a Banja Luka, Bosnia Erzegovina, nel 1946. Dal 1947 vive a Sarajevo. Tra il 1987 e il 1989 è direttore organizzativo della Biennale «Documenti Jugoslavi» di Sarajevo. Nel 2003 è commissario del Padiglione di Bosnia Erzegovina alla 50esima edizione della Biennale di Venezia. Nel 2008 è stato insignito del titolo di Grande Ufficiale dell'Ordine della Stella della Solidarietà italiana. Nel 2011 è stato nominato Chevalier d'Ordre des Arts et des Lettres de la Republique Française.

L’idea del Progetto Ars Aevi è nata a Sarajevo nella primavera del 1992, e dall’anno seguente Hadžiomerspahić si è dedicato alla costituzione di una collezione d’arte contemporanea per Sarajevo.

L’architetto Renzo Piano ha i suoi progetti architettonici per il futuro Museo di Sarajevo. Nel 2016 l’Unione Europea ha compiuto uno studio di fattibilità per la costruzione del Museo Ars Aevi a Sarajevo. Frattanto, il Consiglio Comunale della città di Sarajevo ha approvato l’iniziativa di candidare il Progetto Ars Aevi al Premio Nobel per la pace nell’anno 2018.

Recentemente il Consiglio comunale di Sarajevo ha preso la decisione di trasformare la Fondazione Ars Aevi in un Ente pubblico della città denominato “Museo di Arte Contemporanea Ars Aevi” di Sarajevo.

Molte sono le persone che hanno svolto un ruolo significativo nei vent’anni del processo di costituzione della Collezione Ars Aevi, inclusi Claudio Martini, Massimo Cacciari, Marco Baccin e altri soggetti illustri. Molti di loro sono direttori artistici di musei europei che si sono impegnati nel coinvolgere artisti e possibili benefattori nella formazione della Collezione di Ars Aevi, costituita dai contributi qui menzionati.

La Florence Biennale conferisce il Premio Speciale “Lorenzo il Magnifico” al costituendo Museo d’Arte Contemporanea di Sarajevo quale progetto ispirato a principi di pace per un futuro all’insegna della creatività nella vita di una città che ha subito devastazioni. Ritira il Premio Enver Hadžiomerspahić, fondatore e direttore del Progetto Ars Aevi.


Florence Biennale
Via delle Porte Nuove, 10 Firenze - 50144, Italia Tel +39 055 3249173 info@florencebiennale.org www.florencebiennale.org

giovedì 12 ottobre 2017

Oriente incontra Occidente: La Via della Seta Marittima dal XIII al XVII secolo

Dal 29 settembre 2017 al 28 gennaio 2018, nelle sale Quattrocentesche di Palazzo Venezia, la mostra "Oriente incontra Occidente: La Via della Seta Marittima dal XIII al XVII secolo" presenterà oltre 100 oggetti del periodo compreso tra la dinastia Song (960 - 1279) fino alla tarda epoca Ming (1368 - 1644)

Nelle quattro sezioni tematiche: la Via della Seta, la Via delle Spezie e delle Porcellane, la Via delle Religioni e la Via delle Culture, saranno esposti preziosi manufatti antichi, tra porcellane, gioielli, sete, spezie, pitture, oggetti di uso comune in pietra intagliata, metallo o legno, testimonianza della vitalità delle attività commerciali e degli scambi culturali e tecnologici. 

Tra i pezzi più significativi si segnalano la Caraffa in argento con manico a forma di dragone (XIX sec.) recante scene tratte dall'Opera tradizionale cinese; la Statua in porcellana di Guanyin Bodhisattva (dinastia Ming, 1368 - 1644 d.C.) proveniente dalla fornace di Dehua - un sito dedicato principalmente alla produzione rivolta all'estero - che mostra particolari affinità con l'iconografia mariana del Cristianesimo; la ceramica bianca e blu con la crocifissione di Cristo (dinastia Qing, 1662 - 1722); e ancora il lingotto intagliato prodotto dalla fusione di oro occidentale; o la corona in oro con pietre preziose incastonate ritrovata nella tomba del principe Liangzhuang (dinastia Ming, 1368 - 1644 d.C.) insieme ad altri gioielli prodotti in Occidente. Alcuni degli oggetti in mostra provengono da antichi relitti, come quello rinvenuto nel sito del naufragio del Nanhai I in epoca Song (960 - 1279 d.C.), e quelli del Wanli e Nan'ao della dinastia Ming (1368 - 1644 d.C.).

La mostra, curata da Wei Jun, Direttore del Museo Provinciale del Guangdong, è promossa dal Museo del Guangdong e dal Museo Nazionale del Palazzo di Venezia di Roma, con la collaborazione dell'Istituto di Archeologia e Beni Culturali del Guangdong. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'Amministrazione Statale per il patrimonio Culturale della Repubblica Popolare Cinese e il Ministero dei Beni e delle attività Culturali e del Turismo della Repubblica Italiana (MiBACT) e si colloca nell'ambito del Memorandum d'Intesa sul Partenariato per la Promozione del Patrimonio Culturale siglato il 7 ottobre 2010 dai Ministri della Cultura della Cina e dell' Italia. 

L'accordo prevede lo scambio di spazi museali permanenti dedicati alle rispettive culture, al fine di promuovere una maggiore e profonda conoscenza e comprensione tra i due popoli. Il primo significativo modello italiano di musealizzazione fuori dai confini nazionali, è realizzato nel luogo espositivo concesso alla ex Direzione Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale, oggi Direzione generale Musei, dalla State Administration of Cultural Heritage della Repubblica Popolare Cinese all'interno del Museo Nazionale della Cina, su Piazza Tiananmen, a Pechino, dove il nostro Paese ha presentato le mostre: "Rinascimento a Firenze. Capolavori e protagonisti" nel 2012, "Roma. Seicento verso il Barocco" nel 2014, "Gloria di Luce e colore. Quattro secoli di pittura a Venezia" nel 2016; "Serie Fuori Serie", sulla storia del design italiano nel 2017.

L'accordo di reciprocità per la realizzazione delle mostre sulla cultura cinese in Italia prevede la concessione dello spazio delle Sale Quattrocentesche all'interno del Museo Nazionale del Palazzo di Venezia. La mostra di quest'anno è la quinta delle cinque esposizioni previste dall'accordo, dopo "La Cina Arcaica" nel 2013, "Le leggendarie tombe di Mawangdui" nel 2014, "I tesori della Cina imperiale" nel 2015 e "Capolavori dell'antica porcellana cinese dal Museo di Shanghai X-XIX secolo d.C." nel 2016.

L'importanza del valore culturale degli scambi compiuti lungo la Via della Seta ricopre un ruolo centrale anche nella Cina odierna. Pochi mesi fa, il presidente cinese Xi Jinping ha infatti annunciato, alla presenza di diversi leader mondiali - tra cui il Capo di governo italiano - la volontà di portare avanti due iniziative di cooperazione internazionale a più livelli dedicate alle direttrici terrestri della "zona economica della Via della Seta" e la "Via della Seta Marittima del XXI secolo", progetti anche unitamente denominati "una cintura, una via" (in inglese One Belt, One Road). In questo scenario l'Italia partecipa da protagonista, sostenendo attivamente la valorizzazione della cultura cinese attraverso diverse forme di cooperazione culturale.

mercoledì 11 ottobre 2017

Rivoluzioni - Ribellioni, cambiamenti, utopie

Il tema di Fotografia Europea 2018 è "Rivoluzioni - Ribellioni, cambiamenti, utopie". La tredicesima edizione del festival, che si terrà a Reggio Emilia la prossima primavera, sarà curata dal Comitato Scientifico della Fondazione Palazzo Magnani, composto da Marzia Faietti, Marco Belpoliti, Vanni Codeluppi, Walter Guadagnini, Gerhard Wolf, sotto la Direzione Artistica di Walter Guadagnini.



Come rappresentare fotograficamente la rivoluzione oggi, insieme e al di là del tradizionale reportage? Che significato può avere oggi il termine rivoluzione? Chi è il rivoluzionario, oggi? A tutte queste possibili interpretazioni e suggestioni è dedicata la nuova edizione di Fotografia Europea. Un'edizione - ha scritto Walter Guadagnini - che può dunque porsi sotto l’egida della "rivoluzione dello sguardo e della visione", una delle conseguenze che proprio la nascita della fotografia ha determinato.

«L`impegno è quello di presentare un Festival sempre più attrattivo e di respiro internazionale, ripetendo e se possibile ampliando gli ottimi successi delle passate edizioni» ha detto il Sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi.

Il Presidente della Fondazione Palazzo Magnani, Davide Zanichelli, preannuncia un`edizione con molte novità: «La proposta espositiva e di approfondimento culturale sarà strutturata su molteplici livelli di lettura, multidisciplinari e inclusivi delle molte tipologie di pubblico».

Scopri di più sul concept di Fotografia Europea 2018

TOHorror Film Fest

Dal 17 al 21 ottobre 2017, a Torino, arriva il TOHorror Film Fest, con un’edizione dedicata alla superstizione.

Anche quest’anno il Festival si dividerà tra due sale torinesi vicine: il Cinema Greenwich di Via Po 30 per il Concorso Lungometraggi, Web Serie e gli Eventi Cinema, e il Cineclub Blah Blah di Via Po 21 per la selezione fuori concorso, il Concorso Lungometraggi, Cortometraggi, Animazioni e gli Incontri.

Di seguito alcuni numeri del Festival:

5 concorsi Lungometraggi, cortometraggi, animazioni, web serie, sceneggiature
9 premi Miglior lungometraggio, miglior cortometraggio, migliore animazione, migliore web serie, migliore sceneggiatura originale, premio Anna Mondelli per miglior opera prima, premio Antonio Margheriti per miglior inventiva artigianale, premio migliori effetti speciali e premio del pubblico
9 lungometraggi in concorso da Italia, Regno Unito, USA e Islanda
26 cortometraggi da Spagna, Germania, Regno Unito, Turchia, USA, Ungheria, Australia, Svizzera, Russia
8 animazioni da Svizzera, Iran, Spagna, Germania, Francia
6 webserie da Canada, Francia, Svizzera, Italia
19 sceneggiature 


Giunto alla diciassettesima edizione, il TOHorror Film Fest, festival di cinema e cultura del fantastico, è ormai vicino il traguardo della maggiore età.
Arriva così anche il momento per i bilanci e fare il punto sullo stato e l’identità della manifestazione, che ogni ottobre promuove il cinema indipendente di genere italiano e internazionale. Quali sono le direzioni scelte, quali le tendenze intercettate e qual è complessivamente lo stato dell’evento lo spiegano Massimiliano Supporta (direttore artistico) e Alessia Gasparella (vice-direttrice).


Partiamo dalla forma del festival. Da sempre la proposta culturale e cinematografica di Torino è abbondante e variegata. Come si inserisce la manifestazione all’interno del panorama degli eventi cinematografici del territorio?

(ms) Da molti anni il TOHorror Film Fest si è ritagliato uno spazio nel panorama del cinema cittadino e nell'immaginario Fantastico nazionale. É meta ambita tanto per giovani videomakers quanto per consumati scrittori, tutti con uno sguardo attento verso la dimensione che va oltre lo specchio. L'attenzione che riserviamo alle produzioni indipendenti, e alla libertà di pensiero che spesso contengono, è il canone intorno a cui costruiamo la nostra manifestazione, alla XVII edizione quest'anno. E lo facciamo con l'intenzione di scrutare con occhio disincantato ogni forma di traduzione al fantastico di quello che ci circonda, che non si esaurisce solamente nel film horror ma arriva alla fiaba animata, con un programma molto sfaccettato e dedicato a tutti i tipi di pubblico.

Maggiore età significa patente di guida. Viaggi o trasferte in arrivo?

(ms) Il TOHff comincia da qualche anno ad essere attenzionato dalle autorità che in Europa e nel mondo si occupano assiduamente di fantastico. Siamo stati invitati come ospiti in festival prestigiosi come Sitges, e restiamo in contatto virtuoso con altri. Siamo certamente un punto di riferimento del panorama italiano, ma anche un interlocutore credibile nel dialogo con l'estero. Da qualche anno abbiamo intrapreso un percorso di collaborazione con alcune manifestazioni cinematografiche del territorio, festival cinematografici indipendenti come SeeyouSound, Dong Film Fest e Piemonte Movie o realtà del territorio come il Mu.Fant, museo del fantastico e della fantascienza di Torino.

Passiamo adesso ai contenuti. Negli ultimi anni si è registrato un costante incremento delle opere ricevute. Quali linguaggi testimoniano le opere TOHorror?

(ag) Da qualche anno stiamo utilizzando, per le iscrizioni delle opere in concorso, le piattaforme online, come ad esempio FilmFreeWay, e questo permette al festival di avere una visibilità internazionale sempre più ampia. Ne sono dimostrazione le numerosissime iscrizioni provenienti da ogni parte del mondo. Questo tipo di piattaforme sono molto utili soprattutto per le produzioni indipendenti che non possono contare su grandi distributori internazionali e da sempre il TOHorror Film Fest ha un occhio di riguardo proprio per i progetti che hanno difficoltà a farsi conoscere e ad inserirsi sul mercato italiano e mondiale. Da quest’anno, abbiamo anche deciso di ampliare la nostra competizione con due nuove categorie: web serie e animazioni. Diverse opere di animazione avevano già trovato il loro spazio nel nostro programma e riscontrato un grande successo di pubblico e di critica durante le precedenti edizioni. L'anno scorso infatti il lungometraggio spagnolo “Psiconautas: los ninos olvidados” di Alberto Vasquez si è portato a casa sia il premio della giuria che quello del pubblico. Durante la XV edizione, invece, è stato il film italiano “Fantasticherie di un passeggiatore solitario” di Paolo Gaudio, realizzato con tecnica mista tra cui la stop-motion, a vincere il premio della giuria come miglior film.

A proposito, una panoramica dei Paesi di provenienza delle opere?

(ag) Praticamente da ogni paese. Quest'anno abbiamo ricevuto opere da 44 paesi diversi tra cui Iran, Israele, Corea del Sud, Perù, Turkmenistan, Bulgaria... rimangono in vantaggio come ogni anno gli spagnoli e i francesi che a quanto pare sono grandi amanti del genere fantastico!

Sulla base della provenienza variegata delle opere ricevute, quali sono le tendenze internazionali della produzione di genere?

(ag) Il genere fantastico non pone limiti all'immaginazione e gode di una quantità incredibile di possibili declinazioni. Per queste ragioni molti autori provenienti da ogni angolo della Terra si cimentano sempre più in questo tipo di cinema. Molti rimangono legati a tipologie care al cinema horror tradizionale (mostri, slasher film, home invasion…) ma, ampliando lo sguardo al genere fantastico senza restrizioni, si può vedere che si sta uscendo sempre più dai sentieri battuti per sperimentare ed esplorare nuovi universi, per parlare attraverso storie fuori dal comune di temi legati alla nostra quotidianità: traumi infantili, passaggio all'età adulta, elaborazione di un lutto...

E quali sono invece le specificità italiane?

(ms) Il cinema di genere italiano vive un momento assai complicato. Di fianco ad opere pregiabili e ad autori che non hanno altro bisogno che i mezzi per esprimersi, c'è una mancanza di fiducia da parte dei produttori indipendenti, e aggiungerei del pubblico italiano, nei confronti di idee partorite in Italia, in assoluta sudditanza al pensiero anglofono. Eppure di storie fantastiche in Italia ce ne sarebbero da raccontare...

Il Fest si svolgerà dal 17 al 21 ottobre prossimi, tra il Cineclub Blah Blah e il Cinema Greenwich in via Po. Perché seguire il TOHorror Film Fest?

(ms) Perché la dimensione del festival è unica. Perché al TOHff tra una proiezione e l'altra al TOHff autori, registi, sognatori e pubblico si mischiano e si raccontano. Perché alcuni progetti sono nati proprio al festival. Perché si può vivere l'esperienza di una visione esclusiva, di cinema indipendente, e collettiva. Perché il cinema va visto tutti insieme, e insieme bisogna sognare, qualche giorno l'anno. E ci accompagneranno in questa esperienza collettiva nomi del della letteratura e dei fumetti (De Filippi, Di Marino, Luceri, Camagni,), anteprime internazionali e nazionali (Evil Within, The Anthitesis), e la madrina del noir italiano Crisula Stafida. E sopratutto perché il TOHff si nutre dei suoi seguaci, perché senza la loro presenza, senza chi crede che ci sia qualcosa oltre lo specchio, noi non esisteremmo.


Associazione DEINOS - Cultura e Cinema
Via Servais 126/i, 10146 - Torino
www.tohorrorfilmfest.it 
contact: +39.3408507814 - mail: info@tohorrorfilmfest.it





martedì 10 ottobre 2017

Progetto Scaccomatto: #game one, human evolution.

L’11 ottobre dalle ore 16.00 alle 20.00 verrà presentato al pubblico il Progetto Scaccomatto:  #game one -human evolution-

La simbologia degli scacchi diventa riflessione metaforica sulla evoluzione spirituale dell’uomo. 
Le facciate d’angolo di un edificio del centro storico di Roma, sito in Via della Maschera d’Oro, 9 accoglieranno un’azione artistica che interessa alcune delle finestre poste al livello stradale. 

Se la vita può essere associata all’idea di gioco su una scacchiera, i pezzi che lo abitano
(elaborazione concettuale di re, regine, torri, alfieri, cavalli e pedoni) ne costituiscono l’eterogeneità delle tipologie umane. 

immaterialartist interverrà nello spazio definito da 6 finestre, interpretando liberamente la possibile metamorfosi dell’uomo che da pedone può raggiungere la sua completa evoluzione diventando Re.

L’edificio del 1500, come un organismo vitale, lascia intravedere in facciata tracce di immagini affrescate (figure alate e mitologiche) che ne raccontano la storia. Queste, entrano in relazione con il nuovo l’intervento artistico, alludendo ad un invisibile “oltre”. Il rapporto spaziotemporale di tale relazione supera il confine di gioco. 

I visitatori saranno invitati ad ascoltare e/o leggere i micro-racconti, redatti da Voivoid che raccontano i 6 pezzi della scacchiera. Occasione questa, d’immaginare ciò che avviene dietro le 6 finestre all’interno delle case. 

I visitatori, anche virtuali, nel corso della settimana, potranno scrivere a loro volta storie ad immaterialartist@gmail.com. 
Tutto ciò che verrà prodotto in condivisione, diverrà parte integrante dell’azione artistica condivisa e pubblicata sulla scheda di progetto scaccomatto.

Responsabile progetto: Donatella Pinocci.

lunedì 9 ottobre 2017

Pompei@Madre. Materia Archeologica

Sabato 18 novembre, dalle ore 12.00 alle ore 22.00, il MADRE inaugura il progetto espositivo Pompei@Madre. Materia Archeologica – a cura di Massimo Osanna, direttore generale del Parco Archeologico di Pompei, e Andrea Viliani, direttore generale del MADRE, con il coordinamento curatoriale per la sezione moderna di Luigi Gallo. 

La mostra si basa su un rigoroso programma di ricerca risultante dall’inedita collaborazione istituzionale fra il Parco Archeologico di Pompei, uno dei più importanti siti archeologici al mondo, e il MADRE, museo campano d’arte contemporanea. A partire dal confronto fra le rispettive metodologie di ricerca, ambiti disciplinari, collezioni, Pompei@Madre. 

Materia Archeologica esplora le possibili, molteplici relazioni fra patrimonio archeologico e ricerca artistica e propone un dialogo fra più di 400 straordinari ma poco conosciuti e raramente esposti materiali archeologici di provenienza pompeiana e più di 90 opere d’arte moderna e contemporanea. Il progetto si propone inoltre come il possibile catalizzatore di un ipotetico sistema culturale, disciplinare e istituzionale integrato che delinea percorsi in cui – fra epoche, materie, contenuti, metodi, discipline e istituzioni differenti – sia possibile visitare e approfondire gli oltre trenta secoli di contemporaneità della Campania Felix e della cultura mediterranea.

La mostra è articolata nei due capitoli Pompei@Madre. Materia Archeologica (terzo piano; 19.10.17-30.04.18) e Pompei@Madre. Materia Archeologica: Le Collezioni (atrio d'ingresso e primo piano; 19.11.17-24.09.18).


Pompei@Madre
Materia Archeologica
&
Materia Archeologica: Le Collezioni

19.11.17 — 30.04.18 / 24.09.18
opening: sabato 18 novembre, ore 12.00
atrio d'ingresso, primo piano, terzo piano

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI  –  081 197 37 254  /  www.madrenapoli.it


domenica 8 ottobre 2017

Divina creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento

Sessanta opere, tra cui sculture, dipinti, oggetti d'arte, abiti d'epoca illustreranno il nascente rapporto tra la donna e la moda nella seconda metà dell''800 in una grande mostra allestita dal 15 ottobre al 28 gennaio, negli spazi della Pinacoteca cantonale Giovanni Zust di Rancate (Canton Ticino). 

Intitolata 'Divina creatura. La donna e la moda nelle arti del secondo Ottocento', l'importante rassegna è stata curata da Mariangela Agliati Ruggia, Sergio Rebora, Marialuisa Rizzini (con il coordinamento di Alessandra Brambilla), che insieme hanno messo a punto un'accurata selezione di opere provenienti da collezioni pubbliche e private , nondimeno valorizzando alcuni nuclei significativi, conservati nella Pinacoteca.

Di particolare interesse gli splendidi ritratti delle 'belle signore' dell'alta società e alcuni ventagli d'autore, firmati da grandi maestri quali Segantini, Previati, Zandomeneghi, De Nittis.
 

sabato 7 ottobre 2017

Hans Ulrich Obrist in conversazione con Anna Boghiguian

Hans Ulrich Obrist in conversazione con / in conversation with Anna Boghiguian 
sabato 14 ottobre 2017, ore 16 / Saturday, October 14, 2017, 4 pm
12° Giornata del Contemporaneo AMACI 
Sala Conferenze / Conference Hall

La conversazione è un'imperdibile occasione per approfondire la visione radicale dell'artista attraverso il metodo dialogico che caratterizza l'intera attività di Hans Ulrich Obrist / The conversation is an unmissable occasion to deepen the radical vision of the artist through the dialogic method which is peculiar of Hans Ulrich Obrist's curatorial work.

Ingresso libero fino a esaurimento posti a eccezione dei posti prenotati / Free entry until all available seats are taken

Prenotazione anticipata del posto / Advanced reservation € 6.50 – r.aghemo@castellodirivoli.org
Per i posti prenotati via email, il biglietto potrà essere acquistato e ritirato al museo prima di accedere alla sala conferenze a partire dalle ore 14 del giorno stesso. / For those who reserved seats by email, the ticket must be purchased at the museum ticket office prior to the conference.

In occasione della conversazione, la navetta gratuita effettuerà una fermata speciale alle ore 14.25 in via Accademia Albertina prima di via Po, di fronte all'Accademia Albertina di Belle Arti. / On the occasion of this conversation, the free shuttle will exceptionally stop at 2.25 pm in via Accademia Albertina before via Po, in front of the Accademia Albertina di Belle Arti.

venerdì 6 ottobre 2017

Drawing the Guggenheim

In occasione del 20° anniversario del Guggenheim Museum Bilbao, Domenica 15 ottobre dalle 10 alle 18, i musei Guggenheim di Venezia, New York e Bilbao presentano Drawing the Guggenheim, una sessione collettiva di disegno dal vero aperta a tutti i visitatori dai 0 ai 99 anni, con o senza esperienza. 

Tutti i visitatori riceveranno carta e matita e saranno invitati a disegnare un angolo del museo e a postare poi il proprio disegno con l’hashtag #DrawingtheGuggenheim. 

L’evento sarà live sui canali social di tutti i Guggenheim. Stay tuned!