Nomi nell'Arte

Gastone Biggi è nato a Roma nel 1925.
Diplomatosi al Liceo artistico di Roma, Biggi ha insegnato materie artistiche nello stesso Liceo fino al 1984. Inizia la sua attività di pittore nel 1947 e da allora ha tenuto mostre personali nelle maggiori città italiane. Ha tenuto, inoltre, mostre personali anche nei Paesi Bassi e in Svezia ed è stato invitato alle più importanti Biennali e Quadriennali, oltre che alle grandi esposizioni dell'arte italiana a Montréal, Mosca, Nuova Delhi, Stoccolma, New York, Boston, Niigata in Giappone, Londra, Madrid, Banja Luka, Ciudad Bolívar, in Venezuela. Biggi ha inoltre ottenuto diversi Premi Nazionali e Internazionali e le sue opere sono esposte nelle maggiori Gallerie d'Arte Moderna del mondo. 

Alla pittura ha sempre affiancato l'attività di scrittore d'arte e musicologo. Nel 1962 esce "Nascita di un punto" contenente 23 continui segnici ma soprattutto la teorizzazione di quella che sarà, nelle molteplici sfaccettature, la sua grande ricerca pittorica: è un momento fondamentale per Biggi in quanto da questo momento si concentrerà su un preciso e ragionato lavoro. È nel 1962 che si concretizzerà con la formazione di Gruppo 1: Biggi, Frascà, Santoro e Uncini con il grande appoggio di Giulio Carlo Argan che ne sarà militante promotore. Ha collaborato dal 1970 al 1980 con il quotidiano L'Umanità, curando la rubrica Azzerando, successivamente con la rivista d'arte Art Leader con la rubrica "Dibattiti" e con la rivista Terzocchio con la rubrica "Parole d'artista". Nel 1975 ha tenuto tre mostre antologiche a Torino, Roma e Milano, e nel 1988, una mostra antologica a palazzo Ruspoli di Nemi, Biggi: Percorso d'artista 1958-1988. 

Nel 1992 pubblica “BISNY. Da Bisanzio a New York (riflessioni critiche di un artista sull'arte antica, moderna e contemporanea)” per le Edizioni Bora di Bologna. Con lo stesso editore pubblica nel 1994 “Io, gli anni Sessanta e il Gruppo Uno”, una personale testimonianza degli anni '60. 
Nel 1999 pubblica un'ampia monografia dal titolo “Autoritratto 1947-1999” a cura di Marco Tonelli, a cui seguono “Oltre l'orizzonte” (2001), “Le cosmocromie” a cura di Elena Pontiggia. 

Nel 2004 Carlo Arturo Quintavalle riprende il lavoro di Biggi ed inaugura una grande mostra antologica di opere grafiche e di pittura che rimangono la testimonianza più vera di una genesi concettuale ed il suo sviluppo attraverso anni di lavoro all'ombra di una storia, mai dimentica, rende omaggio al suo caparbio e prezioso lavoro. Sarà celebrato presso il salone delle Scuderie del palazzo della Pilotta di Parma, che verranno presentate nell'importante libro “Gastone Biggi”, Skira editore. Nello stesso anno espone con una mostra antologica alla Galleria Art Time a Brescia, che pubblica per l'occasione il libro “Testimoni a favore”.
 
Nel 2005 con l'Editore Maretti pubblica il volume “Incursioni d'artista”, esponendo le sue opere a Monte Carlo (Monaco) e alla GAM di Faenza, in collaborazione con la Galleria Art Time di Brescia, e pubblica il Manifesto del Realismo astratto, concetto già anticipato nel 1949, presente in diverse serie, ed esposto con il ciclo "Eventi". 

Nel 2006 è protagonista del cortometraggio di Giorgio Kiaris dal titolo Art in Progress, che riprende Gastone Biggi mentre dipinge un'opera del ciclo “Guerra e Pace”, ispirata al gioco del calcio. Il cortometraggio è stato selezionato per il Festival internazionale del cinema d'arte di Bergamo di quell'anno. Sempre nello stesso anno, a cura di Claudio Cerritelli si tiene la mostra New York - New York 1990-2006, presso la Fondazione Valerio Riva a Venezia.

Nel 2008 inaugura una mostra antologica in occasione dei suoi 60 anni di pittura, “Biggi 1948-2008”, alla Casa del Pane di Milano. Nello stesso anno pubblica il libro d'artista “Minimilano”, un taccuino di poesie e guaches su Milano e il romanzo “Anelio”, entrambi con la Silvia Editrice. 
Nel 2009, partecipa alla 53ª Biennale di Venezia e pubblica il libro “Tutta un'altra storia...”, edito da Studi Uniti, una rivisitazione ironica della storia dalle origini ai nostri giorni. 

Nel 2010 espone con la mostra, Gastone Biggi “Attraversamenti”, nelle sale di Palazzo Sant'Elia a Palermo: nello stesso anno, con lo stesso editore pubblica il libro “Anni '50, la svolta”. 
Nel 2011 il successo a livello internazionale: espone con la mostra antologica "Biggi" in Cina presso la sede dell'Urban Planning Exhibition Center di Shanghai. L'esposizione è organizzata dall'Istituto Italiano di Cultura di Shanghai. 

Nel 2013, il Museo d'Arte Contemporanea di Spoleto gli dedica una importante retrospettiva, dal titolo “Antologica”, che ripercorre il percorso artistico dagli anni '60, sino all'ultimo ciclo di opere dedicate a New York. 

Nel dicembre del 2013 ha luogo una mostra antologica alla Withebox Art Center, New York, curata da Gianluca Ranzi. 

Si spegne a Langhirano il 29 settembre 2014 all'età di 89 anni. 


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Dal 1980 la sua ricerca è intesa soprattutto come sguardo innovativo e relazionale nei confronti della tradizione artistica novecentesca. La sua esperienza espressiva, quale rigoroso percorso di contaminazione e proiezione, è un itinerario ricco di approdi e di linguaggi esplorati: la pittura, la scultura, i libri d’artista, le installazioni, le opere ambientali, le performance relazionali. E’ docente di Discipline grafiche e pittoriche presso il Liceo artistico di Frosinone. Si è formata all’Istituto Statale d’Arte di Roma al corso di ceramica sotto la guida del prof. Nino Caruso e diplomata all’Accademia di Belle Arti di Frosinone nel 1982 al corso di pittura con il massimo dei voti e lode, tesi discussa con il prof. A.B. del Guercio.
Successivamente, nel 2008, ha conseguito il Diploma di Laurea in Arti Visive e Discipline dello Spettacolo specializzazione in pittura, con il massimo dei voti e lode. 
Nell’anno accademico 2017/18 presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone ha conseguito l’idoneità all’insegnamento accademico in Didattica dei Linguaggi artistici e l’idoneità all’insegnamento di Tecniche del mosaico.
Quotazione delle sue opere redatta da Arte Mondadori, anno 2019.

Di seguito alcune esposizioni recenti:
E’ presente nell’Archivio Digitale Galleria d'Arte Moderna di Roma con l’opera IL RUMORE DEL RESPIRO. Mostra virtuale collettiva campandemicart – Museo CAM Casoria – Contemporary art, 2020. Mostra personale TRA SEGNO E MATERIA - PAN Palazzo delle Arti - Napoli, 2020. Ideatrice (insieme al critico d’Arte Rocco Zani) del progetto: ad - ARTE IN DIMORA - DISCOVERY OF URBAN SITES, 2019. Autrice (insieme al critico d’Arte Rocco Zani) della 1^ mostra virtuale LE OCCASIONI DEL SILENZIO, interamente ospitata sulla pagina Facebook ad Arte in Dimora Discovery of Urban Sites. Installazione polimaterica EXCERPTA -  FROSINONE - PALAZZO della PROVINCIA IACOBUCCI, donazione 2019. Selezionata per la 46^ edizione PREMIO SULMONA 2019 (invito e testo critico in catalogo a cura del prof. Duccio Trombadori). MACRO ASILO ROMA, presentazione del MANIFESTO DELL’ARTE PUBBLICA RELAZIONALE, con l’Associazione di Arte Pubblica Relazionale zerotremilacento Frosinone, (di cui è socia dal 2007). MACRO ASILO ROMA, partecipazione alla GIORNATA MONDIALE DEL READY MADE, PUBLIC HOSTED BY MACRO - con l’opera Tessiture e architetture - Radiatore, 2019. Collettiva itinerante Mare Nostrum - CASTEL DELL’OVO - NAPOLI, AURUM PESCARA, BIT - 4 AURUM PESCARA, BIT - 40° edizione Fiera Milano City 0° edizione Fiera Milano City. MACRO ASILO Roma, con l’Associazione di Arte Pubblica Relazionale zerotremilacento Frosinone, ha partecipato al Rebirth Forum Roma a cura di CITTADELLARTE - FONDAZIONE PISTOLETTO. Mostra personale itinerante Mediterrando -  AVELLINO, MUSEO IRPINO -  EX CARCERE BORBONICO. Mostra collettiva, PORTICI (NA) REGGIA BORBONICA. Mostra collettiva Il tondo nell’arte contemporanea - CIRCOLO CULTURALE La Staffa, BOLOGNA.   Mostra personale ROMA, SALETTA SANTA RITA a cura del DIPARTIMENTO DELLE ATTIVITÀ CULTURALI DI ROMA CAPITALE in collaborazione con PROGETTO ZÉTEMA. Mostra personale SABAUDIA, MUSEO EMILIO GRECO a cura dell’Assessorato alla cultura del Comune. Mostra personale SALERNO, PALAZZO GENOVESE a cura dell’Assessorato Servizio Turismo e Spettacolo del Comune. Mostra collettiva LOS ANGELES, ISTITUTO ITALIANO DI CULTURA. Mostra personale ROMA, MUSEO VENANZO CROCETTI. Mostra personale NAPOLI, MUSEO MINIMO. Ha preso parte a rassegne e collettive in FRANCIA, CALIFORNIA, ITALIA. Ha tenuto altre mostre personali a ROMA, LATINA, PIACENZA, FERRARA, NAPOLI, SALERNO, FROSINONE. Dal 2012 ha realizzato diversi Libri d’artista. Ha inoltre curato l’allestimento di diversi eventi espositivi e Illustrato numerose copertine di libri. Numerose sono le opere pubbliche realizzate. Dal 2013 è impegnata nel progetto “MAIL ART” che coinvolge gallerie d’arte, associazioni ed enti pubblici internazionali nei cinque continenti.  


Bibliografia: 
Di Lei hanno parlato Rai 3, Canale 5,  numerosi critici tra cui Marcello Carlino, Duccio Trombadori, Rocco Zani, Antonella Nigro, Arpinè Sevagian, ed hanno scritto quotidiani, stampa specializzata e una nutrita SITOGRAFIA reperibile dal sito web:marangelacalabrese.blogspot.com

Contatti:
Studio: Via Delle Cinque Strade 22 Alatri (FR) -  Cell. 3403433233
mariangelacalabrese.blogspot.com -  www.gigarte.com/mariangelacalabrese -  mar.cal@yahoo.com          


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Fernando De Filippi
La formazione di Fernando De Filippi (Lecce, 1940) è stata di tipo accademico. Dopo aver frequentato la sezione di “Pittura decorativa” nell’Istituto d’Arte della sua città –un tipo di scuola che permetteva di entrare immediatamente in contatto con gli strumenti della pittura e di fare esperienza sul campo, riprendendo in qualche modo il concetto della bottega rinascimentale- nel 1956 ottiene il titolo di “Maestro d’Arte”, corrispondente all’attuale maturità artistica. (Questo tipo di scuola sarà soppresso dopo il 1962). Contemporaneamente all’Istituto d’Arte frequenta il Liceo Musicale, scegliendo come strumento il corno. Nell’estate del 1959, con il ricavato delle vendite della sua prima mostra personale a Lecce, parte per Milano in lambretta. Da qui, dopo alcuni mesi, si trasferisce a Parigi dove incontra Jean Fautrier e entra a contatto con la poetica e le tecniche dell’informale che allora rappresentava il momento estremo dell’avanguardia internazionale.

Dopo un anno vissuto da bohémien a Parigi, torna a Milano e si iscrive al corso di Scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, concludendo gli studi nel1964. L’Accademia di Brera è a quel tempo, come ora, un vero e proprio laboratorio internazionale, una palestra in cui confluiscono numerosi studenti stranieri, portatori ciascuno di una propria cultura specifica. La collocazione dell’Accademia in una zona a quel tempo frequentata da artisti e intellettuali, consente a De Filippi di completare la sua formazione confrontando il suo lavoro con quello di altri artisti e stringendo rapporti con scrittori, poeti, drammaturghi, musicisti. Nel 1966 ottiene la docenza di Ornato Disegnato al Liceo Artistico di Brera che dirige dal 1971 al 1973; nel 1973 assume la cattedra di Tecniche Grafiche speciali presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1978 vince la cattedra di Scenografia all’Accademia di BB.AA.di Bari, quindi torna ad insegnare all’Accademia di Brera a Milano, dove nel 1991 viene nominato direttore, carica che ricopre ininterrottamente sino al 2009. Dal 2009 al 2011 dirige l’Accademia di BB.AA di Verona. Dall'ottobre del 2016 all'ottobre del 2019 è presidente dell'Accademia di Belle Arti di Lecce.

Nel 1959 De Filippi inizia la sua lunga attività espositiva con una personale nella galleria “Il Sedile” di Lecce. Seguono oltre un centinaio di personali in Italia e all’estero: New York, San Francisco, Varsavia, Belgrado, Parigi, Bruxelles, Ginevra, Lisbona, Vancouver, Malta, Buenos Aires, Cina. Ha partecipato a cinque edizioni della Biennale di Venezia con sale personali nel 1970/72/76 e con due “progetti speciali” nel 1978 e nel 1980. È stato tra i protagonisti della IX, X, XI XII Quadriennale di Roma e della Triennale di Milano nel 1981.Ha inoltre partecipato, selezionando tra le numerosissime mostre, a: “Arte in Italia dal 1960/1975”, Galleria d’Arte moderna, Torino; “Arte Italiana”, Haward Gallery, Londra; “Le linee della ricerca artistica in Italia”, Palazzo delle Esposizioni, Roma; “Aspetti della Pittura italiana dal dopoguerra ai nostri giorni”, Museo d’Arte moderna, San Paolo e Rio; “Pittura a Milano dal 1945 al 1990”. Nel 1998 tiene un’importante personale a Palazzo Reale a Milano.
Nel 2015 Il Corriere della Sera gli dedica una Cover della "Lettura".
Negli anni 80 ha realizzato la decorazione di fondo dell'allora Banca del Salento in Piazza Mazzini, oggi Monte dei Paschi.
Nel 1991, il Ristorante Bagutta gli dedica una lista.
Nel 2004 ha eseguito decorazioni per la nave Costa Magica della Costa Crociere;
Nel 2005 nella sede del Castello Sforzesco di Milano gli viene assegnato il Premio Internazionale Principe di Venezia.
Nel 2007 realizza 9 grandi dipinti per le Scale della nave Costa Serena
Nel 2010 gli viene assegnato Il Premio delle Arti – Premio della Cultura- Circolo della Stampa -
Milano.
Nel 2015 l'Associazione Architetti Artisti Italia, all'interno delle Manifestazioni per Expo Milano, gli assegna il Premio per le Arti Visive.
Nel 2018 la città di Novara gli assegna il Premio alla carriera artistica.

Opere pubbliche realizzate
1991: Martano ( Le) - Giardini Pubblici - Fontana Scultorea
1995: Lecce - Nuova Casa Circondariale - Fontana Monumentale nel Piazzale Principale
1995: Lecce - Nuova Casa Circondariale - Decorazione Atrio
1996: Sanremo - Nuova Casa Circondariale - Cappella Via Crucis, formata da 14 sculture in marmo di Carrara
1997: Udine - Teatro Nuovo - Decorazione Sala Vip
1997 : Bari - Piazza del Mediterraneo - Fontana Monumentale
1998 : Amelia (Terni) - Piazzale Caserma dei Carabinieri - Scultura Commemorativa
1998: Cagliari - Capitaneria di Porto - Decorazione pittorica
1998: Comparto Tre Fontane Nord – Decorazioni Pittoriche
1999: Roma - Sede Inpdap - Decorazione Pittorica
2001: Palermo - Palazzo di Giustizia - Scultura monumentale esterna


Dal 02/09/2020 - al 02/10/2020
Museo Provinciale Sigismondo Castromediano
Viale Gallipoli 28 - Lecce

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Franca Pisani
Franca Pisani nasce a Grosseto nel 1956 da una famiglia di artiste: la nonna Margherita era disegnatrice di ricami per la regina Elena nella tenuta di San Rossore, in Toscana, mentre la mamma Lia è tuttora pittrice.

A nove anni frequenta lo studio dello scultore e pittore Alessio Sozzi. Dopo la maturità artistica si trasferisce a Bologna per approfondire gli studi d’arte alla facoltà di lettere D.A.M.S., diretta da Umberto Eco. Conosce e frequenta Ketty La Rocca, artista inserita nel panorama delle avanguardie artistiche internazionali, che la mette in contatto con Eugenio Miccini, fondatore del Movimento “Poesia Visiva”. Questi porta nei musei e nelle università di tutto il mondo la creazione di Franca Pisani del 1976 Album Operozio.

Nel 1977 è invitata all’inaugurazione del Centre Pompidou di Parigi dal direttore Pontus Hulten, all’interno del programma su larga scala di scambio artistico culturale, come esporre negli spazi del museo il Salotto di Geltrude Stein, film, poster, performance e Poesia Visiva cioè Album Operozio.

Da quel momento prenderà il via un lungo percorso di esposizioni, tuttora in continua evoluzione, sulla spinta dell’urgenza di sperimentare il suo coerente indirizzo concettuale.

Franca Pisani così espone nella Biblioteca Hertziana di Monaco di Baviera (1977), all’Università di Chicago (1999), a New York (2000), a Nizza (2003), alla Galleria Maretti Arte di Montecarlo, a Nimes (2005), nel Museo Marino Marini (2008), al Museo Reina Sofia di Madrid (2009), due volte alla Biennale di Venezia (2009 e 2011), nel Museo Hamburger Bahnhof di Berlino (2013), nella mostra “Dietrofront” alle Reali Poste degli Uffizi (2014), nella mostra “Archeofuturo” nel Museo d'Arte Contemporanea di Palazzo Collicola a Spoleto (2014), partecipa a “Settantotto Ritratti” in pergamena per il libro donnArchitettura (2014), dona il proprio Autoritratto alla Galleria degli Uffizi che entra a far parte della relativa, unica collezione (2015), partecipa all’Expo Milano nel padiglione della Toscana e nel padiglione del Principato di Monaco (2015), espone alla mostra “Desdemona” nel Palazzo di Giustizia di Firenze (2015).

Nel 2016 espone nello spazio culturale Marzia Spatafora di Brescia con la mostra “P.I.S.A.N.I.” e, nello stesso anno, decide di trasferirsi e di lavorare a Pietrasanta, in Versilia.

Nel 2017 espone alla Mostra dell’Istituto Italiano di Cultura a Vienna, alla personale nella Palazzina storica di Peschiera del Garda e partecipa per la terza volta alla Biennale d’arte di Venezia nella mostra “Viva Arte Viva” nel Padiglione della Repubblica di Siria, nella mostra-omaggio a Palmira; quindi alla fine di settembre inaugura la sua prima personale al MACRO Testaccio di Roma, dal titolo “Codice archeologico - Il recupero della bellezza”.

Nel gennaio del 2018, in occasione della “Giornata della memoria”, Franca Pisani dona all’Università di Padova un dittico dipinto su tela di Lione in cui inserisce un messaggio in più lingue (ebraico, italiano e inglese) - la frase Shoah, memoria collettiva - per ribadire la forza del ricordo; nel maggio dello stesso anno il dittico è collocato nell’Auditorium dell’Orto botanico della città veneta, il più antico d’Italia.

Nel 2019, da aprile a ottobre nell’ambito della mostra “Succisa virescit”, è autrice di due istallazioni collocate all’interno dell’area museale dell’Abbazia di Montecassino (FR), in occasione del 75° anniversario del bombardamento che la distrusse pressoché totalmente.

Nel mese di gennaio del 2020 è protagonista di “Una vita”, mostra antologica allestita nel Complesso Monumentale del Carcere Borbonico di Avellino, con opere in seta di Lione dedicate a Sandro Botticelli.



Nel Sogno. Omaggio a Matilde Serao

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Rachel Lee Hovnanian    


Nata nel West Virginia e cresciuta a Houston, in Texas, Rachel Lee Hovnanian è un'artista di New York la cui pratica multidisciplinare esplora le complessità del femminismo moderno, gli ideali di perfezione e gli effetti dei media sulla coscienza collettiva. Hovnanian ha conseguito il suo Bachelor of Fine Art presso l'Università del Texas ad Austin. Da allora ha esposto in mostre personali e collettive negli Stati Uniti, in Asia, Europa e Medio Oriente. Le sue due ultime mostre sono state “Open Secrets”, esposta in Italia nel Palazzo Mediceo di Seravezza (luglio - ottobre 2019) e “Vision”, una collettiva al Southampton Art Center di New York (2020). I suoi lavori sono poi presenti nelle collezioni di privati, aziende e musei. www.rachelleehovnanian.com 


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Giancarlo Moscara

Maestro per più generazioni di giovani, dal 1959 al 1982 M. insegna Progettazione e Decorazione Pittorica presso l’Istituto d’Arte di Lecce. Tutt’uno con la sua curiosità e natura di ‘intellettuale’ e con esiti apprezzati in ambito nazionale, la sua poliedrica personalità di artista si è applicata nei campi della pittura, della grafica, dell’illustra zione e delle nuove tecniche digitali, manifestando una straordinaria attitudine di sperimentatore e di osservatore/interprete dei grandi temi dell’arte e della cultura contemporanea. I temi di ricerca, sempre orientati sulla natura e comportamenti delle forme e dei linguaggi dell’arte,  spaziano dalla filosofia alla scienza, dalla psicologia sino ai grandi temi sociali. Critici e storici che si sono occupati della sua produzione vi hanno distinto periodi e fasi di ricerca, tenuti in considerazione anche dai collezionisti. Opere di grandi dimensioni insieme a pastelli e disegni degli anni ’60 testimoniano di un intenso periodo di ‘formazione’ in cui M. giovanissimo, elabora già un suo personale linguaggio pittorico, guardando ai maestri del ‘900 (Licini, Ensor, Klee e Picasso) e rielaborando sperimentazioni e provocazioni assimilate dalle avanguardie. Anche la periferia in cui vive gli offrirà stimoli interessanti, con le sue grandi figure di intellettuali: così M, già allievo di V. Bodini, potrà nutrirsi di ‘utopie’ nello spirito di Adriano Olivetti, di cui si fa portavoce in quegli anni l’urbanista Marcello Fabbri. Nella produzione di questi anni è la ricerca della sintesi tra l’anima barocca, calda ed appassionata, della sua terra e lo spirito lucido, critico e sperimentore dei movimenti artistici contemporanei. Il ’68 e gli anni ’70 segnano la fase più attivamente ‘impegnata’ sui grandi temi sociali e politici propri di quel periodo storico; lo strumento espressivo prescelto è ora il disegno (matita, china, pennarello); la critica più attenta parla di ‘disegno politico’ e annovera Moscara tra i massimi rappresentanti in Italia di questa ‘scuola’ (un vero e proprio capitolo dell’arte italiana) accanto ad Altan, Tullio Pericoli e Alfredo Chiappori.  Nascono in questi anni, con Marcello Fabbri, i “Giornali murali” dellARCI  (oggi rari e pregiatissimi fogli da collezione); poi arriva l’importante mostra di disegni  a Milano (con catalogo a cura di C. Gozzoli, A. Negro e Marisa Dalia Emiliani). Verranno poi, negli anni ‘80, la collaborazione, con la rivista  Rinascita (testata culturale del PCI, luogo di dibattito per tutta la sinistra italiana), la collaborazione con la casa editrice De Donato, la pubblicazione - per i tipi della Dedalo- di “Segni Di/segni”, con un testo di Beppe Vacca. In questi anni ’80 e per tutti gli anni ‘90 diviene di respiro nazionale anche la sua arte dell’acquerello, divulgata attraverso un’intensa attività di illustratore di riviste e pubblicazioni legate ad eventi e ad aziende come IRI, Olivetti, AgipPetroli, Edindustria, Vorverk-Folletto, Sarin e nunerosi altri soggetti anche istituzionali. Su questi materiali si è creato negli anni un collezionismo a parte (ved. ad es gli acquerelli dei calendari AgipPetroli e i manifesti realizzati per il Parlamento Europeo). M. si muove ora tra Roma e Milano. La critica (Maurizio Vitta in varie pubblicazioni –ved. Bibl) sottolinea il valore della sua grafica. inseparabile dalla sua ricerca pittorica e artistica. Sono  questi anche gli anni dei primi “intrecci”: acquerelli, anche di grandi dimensioni, realizzati su carte strappate e poi intrecciate a mano. Una fase felicissima di esplosione della pittura, applicata anche alle grandi tele nelle tecniche dell’olio e dell’acrilico e apprezzata dai collezionisti: soprattutto dopo la grande antologica di Cavallino (ex Convento dei Domenicani -1988) presentata in catalogo da Flavio Caroli, che nella pittura di M. riconosce certe affinità con l'ironia sintetizzata di Tadini. Resta importante, nella storia del collezionismo, anche la lunga collaborazione con la storica Galleria Arte Studio di Lecce, con la presenza di M. in eventi fieristici nazionali e in collettive  che lo vedono esporre accanto a nomi importanti del panorama artistico, come Tadini, Nespolo, Joe Tilson. Seguirà, ancora a Lecce, la collaborazione con la Galleria Il Grifone Blu. Nel 2001 M. è invitato a disegnare “Le ragioni del fare”: disegni creati con tecnica digitale, poi divenuti  8 grandi pannelli nell’allestimento  del Salone della Tecnologia Italiana a Tokio. Quando si entra negli anni Duemila una rinnovata energia sembra animare la produzione di M. che si muove tra una serie di ‘carte dipinte impastate a mano’, l’esplorazione delle nuove opportunità che alla pittura tradizionale offrono le tecnologie digitali, l’originalissima ricerca che lo porta ora alla produzione dei “rifili”.  A documentare in una visione di insieme la sua opera fino alle più recenti produzioni,  verrà nel 2009,la mostra “Anabasi” (antologica con catalogo a cura del Museo Provinciale di Lecce, nell’ambito del progetto regionale “Puglia Circuito del Contemporaneo”). È morto nel 2019.



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Paola Romano
Pittrice, scultrice e designer, nasce il 17 settembre del 1951 a Monterotondo (Roma). Si forma nell’ambiente artistico della capitale, dove vive e lavora fino al 2011. Nel 2012 apre uno showroom nel borgo antico della sua città natale. Dopo una formazione alla Rome University of Fine Arts e continui processi di studio inizia, nel 2000, un percorso più attivo nella produzione di opere d’arte fortemente materiche. I suoi lavori si troveranno, sin dagli esordi, in collezioni d’arte di prestigio, sia pubbliche che private. Tra quelli più celebri spiccano le serie “Lune”, “Planimetrie”, “Plastiche”, “Zoom”, quella realizzata in affresco, le sculture in bronzo e la serie “Monocromi”. 

Tra le più importanti esposizioni ricordiamo quelle presso il Museo degli Strumenti Musicali di Roma, le Sale Urbaniane di Città del Vaticano, a Castel dell’Ovo a Napoli, a Palazzo Ziino a Palermo, al Galata Museo del Mare di Genova, nel Complesso monumentale di Sant’Andrea al Quirinale a Roma, al Museo del Vittoriano a Roma, al Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra (Venezia), alla 53esima Biennale d’Arte di Venezia, all’Istituto Portoghese di Sant’Antonio a Roma, alla Rocca Janula di Cassino. Ad Hong Kong, ha esposto al Cultural Center del Teatro dell’Opera nell’ambito di una manifestazione organizzata per valorizzare il talento italiano. Nel 2015 il Comune di Monterotondo le commissiona due importanti opere monumentali, una per la sede del Teatro Comunale “Francesco Ramarini” e una per il complesso della Torre Civica.

Le opere della Romano sono presenti in esposizioni permanenti presso la Fondazione Magna Carta in Roma e le Sale Urbaniane in Città del Vaticano, solo per citarne alcune. Tra i riconoscimenti ottenuti: nel 2007 il “Premio Internazionale Arcaista”, “Approdi d’Autore” e il “Premio Roma” del 2009.


PAOLA ROMANO. LO SPECCHIO DELL’OLTRE
a cura di Roberto Capitanio e Maurizio Vanni
Lu.C.C.A. Lounge&Underground 

dal 29 luglio al 27 settembre 2020

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Iginio Balderi
Iginio Balderi, nato nel 1934 a Pietrasanta, scomparso a Milano nel 2005, è stato un artista che merita una riscoperta e una rilettura attenta. Diplomato nel 1959 all'Accademia di Brera con il grande maestro Marino Marini, nel corso degli anni Sessanta percorre la ricerca formale relativa all'archetipo della colonna, che culmina, nel 1969,con l'opera "Eos". Sempre in quell’anno si ricorda una straordinaria mostra di Balderi a Monticchiello nel senese con le sue opere esposte in varie parti dell’antico borgo. Nel 1970 inizia una nuova opera inerente alla forma ovoidale che prosegue per tutta la prima metà dello stesso decennio. Nel 1974 verifica questa ricerca con la mostra "Sette variazioni sul tema" allo Stedelijk Museum di Amsterdam, poi trasferita in varie gallerie pubbliche, tra cui il Museo d'Ixelles a Bruxelles e il Museo Lehmbruck di Duisburg. La fase più recente della ricerca dell'autore si e' orientata, a partire dal 1976, verso un nuovo segno iconico: la spirale, realizzata soprattutto in marmo o pietra. Tale esperienza viene proposta in varie mostre personali: tra queste emergono quelle tenute nella Galleria "Schoeller" di Dusseldorf, "Dabbeni" di Lugano, alla Galleria d'Arte Moderna di Forte dei Marmi e alla Galleria Stendhal di Milano. Nel 1989 espone in corso Vittorio Emanuele nel "Percorso della Scultura" a Milano. Una delle sue grandi esposizioni e' stata quella a Palazzo Sertoli a Sondrio nel 1992. Le sue opere sono conservate in numerose collezioni pubbliche fra cui il Museo d'Arte Moderna di Dallas; il Museum van Elsene a Bruxelles; il Wilhelm Lehmbruck Museum di Duisburg; il Giardino d'ingresso del Museo Kranenburgh di Bergen. Ha sempre mantenuto costanti rapporti con la Versilia dove ha realizzato opere presso i laboratori di Diego Balderi, Bertozzi, Frediani e Viti, le Fonderie Mariani e Tesconi a Pietrasanta e il laboratorio Cav. Giovanni Beretta a Carrara.


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Franco Guerzoni
Franco Guerzoni è nato nel 1948 a Modena, dove vive e lavora. Nel 1970 intraprende diverse, non tradizionali e spesso effimere pratiche di produzione artistica, molto sperimentali e vicine alla fotografia; il contesto è di forte influenza concettuale e intenso scambio con altri giovani artisti, Franco Vaccari, Claudio Parmiggiani, Giuliano Della Casa, Carlo Cremaschi, Luigi Ghirri. Nel 1973 tiene la prima personale alla Galleria G7 di Bologna, Archeologia. In questi anni l’artista presta grande attenzione al mondo archeologico e alla memoria, elaborando anche libri-opera che affrontano i temi del viaggio, dell’immagine e della sua ambiguità. Viaggia in Turchia, Iran, Afghanistan, India e Nepal; passaggi testimoniati da mostre come Blow-Up (1976), Foto-grafia, a cura di Arturo Carlo Quintavalle nel ’77, e Il tesoro di Begram (1978) da Trisorio di Napoli. Nei primi anni Ottanta si avvicina alla pittura intesa come materializzazione e non rappresentazione della parete o “resto” dove si compie la sua personale operazione archeologica: nascono grandi carte gessose, esposte in Carte di viaggio, alla Villa Romana di Firenze, Cosa fanno oggi i concettuali?, alla Rotonda della Besana, e Scavi superficiali alla Galleria Civica di Modena. Alla fine del decennio Guerzoni intraprende grandi cicli di opere quali Decorazioni e rovine, presentato alla Biennale di Venezia del 1990, e Restauri provvisori, alla Galleria Comunale d’Arte Moderna di Bologna. Un’ampia retrospettiva viene allestita nel 1996 alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento, mentre è del ’99 la personale Orienti, a Palazzo Massari di Ferrara. Nel 2002 tiene una personale all’Ettersburg Schloss di Weimar, nel 2004 a Palazzo Forti di Verona e nel 2006 alla GAM di Torino. Nel 2011 il suo lavoro è incluso nel Padiglione Italia della LIV Biennale di Venezia mentre nel 2013 Palazzo Pitti organizza l’antologica La parete dimenticata. Fra le personali più recenti si annoverano soltanto Nessun luogo, da nessuna parte. Viaggi randagi con Luigi Ghirri, alla Triennale di Milano, Archeologie senza restauro al MAMbo di Bologna.