sabato 4 giugno 2016

Ippolito Caffi, 1809 – 1866, Tra Venezia e l’Oriente

Ippolito Caffi (1809 – 1866), straordinario pittore vedutista e patriota, 150 anni fa moriva a seguito dell’affondamento della nave Re d’Italia sulla quale si era imbarcato per testimoniare con i suoi disegni le vicende belliche relative alla terza guerra d’indipendenza.

In occasione di tale ricorrenza, Venezia rende omaggio all’artista bellunese di nascita e veneziano d’elezione con la mostra Ippolito Caffi, 1809 – 1866, Tra Venezia e l’Oriente”, a cura di Annalisa Scarpa e promossa dalla Fondazione MUVE insieme a Civita Tre Venezie e a Villaggio Globale International, allestita nelle sale del Museo Correr e aperta al pubblico dal 28 maggio al 20 novembre 2016.

In esposizione l’imponente fondo di dipinti di Ippolito Caffi appartenente alla Fondazione Musei Civici di Venezia. Un tesoro di oltre 150 opere che la vedova di Caffi, Virginia Missana, ha donato alla città nel 1889 insieme ad altrettanti disegni sciolti e a ventitré album.
I dipinti di Ippolito Caffi – abitualmente conservati nei depositi di Ca’ Pesaro e di cui si realizza ora il primo catalogo ragionato edito da Marsilio – danno testimonianza di tutte le città e le regioni visitate dall’artista. Fossero i luoghi del suo viaggiare una scelta, come il Vicino Oriente ma anche Roma e Napoli, o fossero mete obbligate dalla propria militanza patriottica, egli ce ne ha lasciato un’immagine artisticamente viva. Ne emergono istantanee di monumenti, di architetture, di spazi urbani e di vita sociale che colgono e trasmettono il volto di gran parte dell’Ottocento. E ne emerge, soprattutto, la modernità della pittura di Caffi rispetto ai canoni del suo tempo