domenica 31 marzo 2019

I Lumi di Chanukkah – Una collezione tra storia, arte e design

Fino al 1 maggio 2019, la Fondazione Sassi di Matera presenta la mostra " I Lumi di Chanukkah – Una collezione tra storia, arte e design". L’esposizione, a ingresso libero, è visitabile dal martedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19. 

La sala mostre della Fondazione Sassi, in via San Giovanni Vecchio, ospita 31 opere d’arte, delle circa 250 chanukkiot della collezione. Il percorso espositivo presenta i nomi più importanti dell'arte contemporanea internazionale: Amendola, Arman, Assmann, Barni, Bobba, Bonaldi, Canova, Carroll,Colin, Fallini, Fioroni, Francia, Fusari, Gerstein, Hassoun, Isgrò, Levy, Lodola, Luzzati, Mondino, Osgnach, Palterer, Pili, Pomodoro, Porta, Ravà, Recalcati, Ronda, Topor, Wolf e Xerra

« La mostra è un progetto innovativo in grado di generare dialogo fra artisti, luoghi, religioni e sensibilità diverse attraverso la produzione materiale di un'opera d'arte dedicata alla luce, destinata ad una collezione che trae origine, sia concettuale che rituale, dalla storia per reinterpretarla in ottica contemporanea - spiega la curatrice della mostra Daria Carmi - Una chanukkia può variare tantissimo nella forma colori e dimensioni, ma ha sempre 8 lumi più uno: lo shamash, che viene utilizzato per accendere tutti gli altri. A Matera presentiamo una selezione di opere che hanno per tema i fondamenti della vita : le mani, il pane, l'acqua, il fuoco e la scrittura». 

Molti pezzi sono stati già al centro di importanti eventi culturali europei in contesti di grande visibilità: nel 2010 in mostra al Musée d'Art et d'Histoire du Judaïsme, nel 2011 al museo Museu d'Història dels Jueus di Girona, nel 2012 al Jewish Historical Museum Amsterdam, al Palazzo Ducale di Mantova, alla Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Transnazionale Sacra delle Religioni e dell’Umanità di Palermo e nell'atrio della Triennale di Milano. 



Organizzata e promossa dalla Fondazione Sassi, la mostra Lumi di Chanukkah - una collezione tra arte, storia e design ha il patrocinio di : Fondazione Matera-Basilicata 2019, Regione Piemonte, Provincia di Matera, Provincia di Alessandria, Comune di Matera, Città di Casale Monferrato, Monferrato un mondo di eccellenza. Partner dell’iniziativa sono: Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato UNESCO, ATL alexala- agenzia turistica locale della provincia di Alessandria, Fondazione CRT, Sistema Monferrato. La mostra è realizzata con il fondo etico di: Bcc Basilicata Credito Cooperativo di Laurenzana e comuni lucani e con il sostegno di: Bawer S.p.A, Italcementi S.p.A e Tecnoparco Valbasento S.p.A. 




venerdì 29 marzo 2019

Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia

FM Centro per l'Arte Contemporanea presenta la mostra Il Soggetto Imprevisto. 1978 Arte e Femminismo in Italia , la prima esaustiva indagine dedicata ai rapporti tra arti visive e movimento femminista in Italia. 

Curata da Marco Scotini e Raffaella Perna, la mostra ricostruisce in modo puntuale un panorama artistico rimasto spesso in ombra nella recente storia dell'arte e quasi assente nel mercato, individuando nel 1978 l'anno catalizzatore di tutte le energie in campo, con opere di oltre 100 artiste italiane e internazionali attive in quegli anni in Italia. 

La mostra è realizzata in collaborazione con MART Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e Frittelli Arte Contemporanea e inaugura durante la Milano Art Week, in concomitanza con miart, fiera internazionale d'arte moderna e contemporanea di Milano. Media partner: FLASH ART.

La mostra è realizzata con il contributo di Dior.

Nel 1978 alla Biennale di Venezia si tiene la mostra di sole donne Materializzazione del linguaggio, a cura di Mirella Bentivoglio; in occasione della quale circa ottanta artiste fanno il loro ingresso alla Biennale rivendicando a gran voce spazio e visibilità in un luogo tradizionalmente difficile da conquistare per le donne. Nell'ambito della stessa edizione della Biennale una mostra antologica rende omaggio a Ketty La Rocca, protagonista della neoavanguardia italiana, venuta a mancare nel 1976 ad appena trentotto anni, oggi presente nelle collezioni del MoMA e del Centre Pompidou. Parallelamente, ai Magazzini del Sale la Biennale dà inoltre spazio al gruppo femminista "Immagine" di Varese e al gruppo "Donne/Immagine/Creatività" di Napoli.


Aperture straordinarie durante miart:

venerdì 5 aprile, sabato 6 aprile: dalle 11.00 alle 22.00
domenica 7 aprile: dalle 11.00 alle 19.00
Orari della mostra dal 9 aprile al 26 maggio 2019:
dal martedì al venerdì 17.00-21.00
sabato e domenica 11.00-18.00

Visite guidate e in altri giorni/orari gratuite e su prenotazione - con possibilità di visitare i Laboratori di restauro di Open Care.

www.fmcca.it





lunedì 25 marzo 2019

Area di sosta a GreenheArt, l’Emotional Space dei Giardini Marino Favilla

Domenica 31 marzo 2019 alle ore 17 a GreenheArt, l’Emotional Space dei Giardini Marino Favilla sarà inaugurata la mostra di dipinti e sculture dal titolo “Area di sosta”, prodotta da Mviva e curata da Maurizio Vanni, con opere di Julia Landrichter, Massimo Podestà e Mauro Vaccai

In una società sempre più veloce e vorace, dove tutto viene consumato al ritmo di secondi, dove per sopravvivere bisogna correre più degli altri e dove tutto è misurato su freddi numeri, ci sono artisti che si fermano invece a contemplare. È così che Landrichter, Podestà e Vaccai decidono di prendersi tutto il tempo necessario, creandosi una loro personale “area di sosta”, per riflettere sulla natura, sull’universo e sullo spirito. “Potremmo definire il loro lavoro – sottolinea Maurizio Vanni – come quello di sismografi culturali del qui e ora che sintetizzano questioni e valori che riguardano la società contemporanea”. 

La pittrice austriaca Julia Landrichter lo fa usando come strumento di comunicazione gli animali, le forze della natura e le piante. Cervi, trote, maiali, uccelli sono posti in contesti metareali e atemporali e sembrano guardarci senza capire il perché del nostro affanno. Indagare la natura significa prendere coscienza che l’uomo prima di salvare se stesso deve difendere l’habitat in cui vive. Le sue visioni più astratte richiamano invece quei momenti di confusione interiore che ci lasciano in una situazione di straniamento. 

Massimo Podestà ci propone le sue riflessioni “cosmiche”. Il pittore ligure, fiorentino d’adozione, si concentra sull’universo esplorandolo attraverso i suoi personaggi-archetipo. Fluttuazioni, immersioni e ribaltamenti prospettici sono il tratto caratteristico delle sue opere. Due sono i filoni di pensiero che sviluppa in questa mostra: da un lato le sue modelle e i suoi personaggi cosmici inseriti in scenari galattici dove c’è un forte uso del colore, dall’altro le sue visioni più oniriche e intimiste venate di poesia e cromie tenui. Dal macrocosmo al microcosmo, dal generale al particolare.

Lo scultore pistoiese Mauro Vaccai mira dritto all’essenza della vita. La sua ricerca stilistica rispecchia un cammino interiore, un’investigazione dello spirito per cercare riparo dalla frenesia della vita contemporanea. Le sue opere in marmo di Carrara e in onice indagano la parte più profonda dell’anima, quella pura e incontaminata dalle sovrastrutture sociali, per tornare al vero senso dell’esistenza. Solo riappropriandoci della parte più profonda e spirituale potremmo orientarci nel caos di un mondo sempre più convulso.

L’esposizione resterà visibile al pubblico con ingresso libero durante gli orari di apertura di GreenheArt fino al 31 luglio 2019.


Per info
GreenheArt by Giardini Marino Favilla
Via di Picciorana, 262/A – 55100 Picciorana (LU)
Cell. +39 392 2661159 
www.greenheartfavilla.it - info@greenheartfavilla.it  


Ufficio stampa
MVIVA - Michela Cicchinè tel. +39 339.2006519 
www.mviva.eu – info@mviva.eu 





venerdì 22 marzo 2019

Claudia Lodolo

Domenica 24 marzo 2019 alle ore 19 inaugura presso Dtudio Lab 138 Via Del Mare 138 a Castel Gandolfo (RM) la mostra personale dell’artista Claudia Lodolo, a cura di Laura Giovanna Bevionea, che potrà essere visitata fino al 7 aprile 2019.

Nei paesaggi sintetizzati e privi di tridimensionalità, disseminati di pecorelle e automobiline, con leggerezza non superficiale, Claudia Lodolo intavola la sua riflessione sulla corrosione che l'uomo meccanizzato sta infliggendo al territorio, fagocitando il terreno su cui si è costruita la storia della nostra civiltà. 

Le tribù motorizzate che prosperano in Macchine pecore e fumo si espandono, senza tener conto del bene comune e, avendo come unico fine il profitto a breve termine, causano danni irreversibili all'ambiente. 

Le mansueti pecorelle, oppresse dalle macchine, vengono sacrificate dagli Space invaders sull'altare del progresso a tutti i costi. 

I lavori esposti in questa mostra, metafora della distruzione di quel ritmo ancestrale che rispettava i tempi e gli spazi della natura, mettono in discussione il consumismo tradizionale, che sta causando la crisi ecologica, non solo, i temi trattati con apparente semplicità parlano anche di rapporti complicati, di individualismo e omologante alienazione, regolati da un sistema di rapporti interpersonali tipici delle zone densamente urbanizzate. In lavori come Ferry boat o Giochi di Società è evidente la rappresentazione del diaframma che le persone mettono tra se e il mondo, le lamiere delle piccole automobiline proteggono ma, contemporaneamente, isolano i loro ospiti.

Certamente nei lavori esposti in questa mostra è ben evidente che la comunicazione visuale a cui attinge Claudia derivi dalla sua esperienza con la Lodolo film e dalla conoscenza approfondita del lavoro di Pino Pascali. Ma la sperimentazione della materia pittorica, i rapporti cromatici e lo studio dell'inquadratura, interpretati in modo personale e autentico dimostrano che la poesia di quest'artista, dotata di grande sensibilità, ha raggiunto una autonoma maturità stilistica. 




mercoledì 20 marzo 2019

Incontro con Franco Guerzoni. I viaggi randagi con Luigi Ghirri

Sabato 23 marzo, alle ore 11, nella Sala delle Colonne dello CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, situato nell'Abbazia di Valserena, l’artista modenese Franco Guerzoni terrà una conversazione sulla sua opera, in particolare mettendo a fuoco gli anni ci collaborazione con Luigi Ghirri.

A cavallo tra Anni Sessanta e Settanta, Franco Guerzoni (Modena, 1948) e Luigi Ghirri (Scandiano, 1943 - Roncocesi, 1992) hanno vissuto un’intensa amicizia, che diventò da subito anche una collaborazione. I contorni di questa collaborazione sono iscritti in un territorio preciso: c’è la Modena di quegli anni, la città che va espandendosi, le periferia e le nuove villette a schiera, e c’è soprattutto la campagna tra Modena e Mantova, una porzione di bassa padana, il paesaggio dietro casa che i due amici andavano quotidianamente perlustrando a bordo di una Cinquecento.

Ghirri fotografava, per lo più immagini di case abbandonate, rovine, muri, impalcature, fienili; fotografie che dovevano servire a Guerzoni come punto di partenza per i suoi lavori di quegli anni, quelli che confluirono in serie come Affreschi e Dentro l’immagine. Oppure di scatti che sono documenti di opere che non esistono più, di azioni estemporanee, di esperimenti più o meno concordati.

È l’inizio, sotto il segno dell’amicizia, di una vicenda che si dispiegherà negli anni successivi nella ricerca dentro e fuori dalla pittura dell’ opera di Guerzoni, tra gli artisti più interessanti del paese, e di quella di Luigi Ghirri, forse il maggiore fotografo del nostro secondo Novecento, determinante per le successive generazioni di autori della fotografia.



La conversazione, a ingresso gratuito, è realizzata nell’ambito delle lezioni di Paolo Barbaro per Spazi Fotografici a Sarzana, presso Talent Garden Sarzana.

Seguirà la visita guidata alla mostra dedicata a Leonardo Ricci, sempre nella Sala delle Colonne, e a 1968. Un Anno all’interno della chiesa abbaziale.

L’ingresso alla visita guidata sarà ridotto a 5 Euro per i frequentanti Spazi Fotografici e gli iscritti Ordine Architetti Parma.



Cos’è lo CSAC

Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma iniziò a raccogliere grazie ad Arturo Carlo Quintavalle il suo primo nucleo di opere nel 1968, in occasione dell’esposizione dedicata a Concetto Pozzati organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma. Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena, conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi).

Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MAXXI di Roma, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, il Design Museum di Londra, il Folkwang Museum di Essen e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.


Spazi Fotografici è una scuola-laboratorio di fotografia nata dall’idea del fotografo Davide Marcesini e da Orianna Fregosi responsabile eventi di Talent Garden Sarzana, con la collaborazione di Doc Creativity. L’idea del progetto è quella di raccontare, proteggere e valorizzare, attraverso la fotografia, il contesto umano, sociale e ambientale in cui viviamo. Il progetto comprende inoltre workshop, incontri e seminari di approfondimento con autori ed esperti (Contrasti Fotografici), laboratori didattici per bambini (Spazi Fotografici Kids) per avvicinare i più piccoli al linguaggio fotografico, produzione di progetti e campagne fotografiche sul territorio, attività d’archivio, catalogazione e studio critico.

www.spazifotografici.it/

www.facebook.com/spazifotografici 
www.instagram.com/spazifotografici


CSAC Università di Parma
Abbazia Valserena
Strada Viazza Paradigna 1
43100 Parma

Servizi Museali:

Giulia Belli, Elisa Bini, Giuseppe Ferrari, Margherita Monica, Francesca Parenti, Nemours Prophet
info@csacparma.it     
tel.0521 033652

giuseppe.verterame@unipr.it Immagine: Franco Guerzoni, Luigi Ghirri, 1970

domenica 17 marzo 2019

Le Incisioni di Manet Sala del Francia del Ca’ la Ghironda - ModernArtMuseum

Dal 17 marzo al 28 aprile 2019, nella Sala del Francia del Ca’ la Ghironda - ModernArtMuseum sarà presente la mostra “Manet - Incisioni”.

L’evento è patrocinato dalla Regione Emilia Romagna, dalla Città Metropolitana di Bologna, dal Comune di Zola Predosa (BO), dal Master Giurista e Consulente della Sicurezza Alimentare – Alma Mater Studiorum, dalla Bologna Food School, dall’IsArt – Centro Studi per l’Arte – Liceo Artistico Arcangeli, dalla Fondazione di Ca’ la Ghironda, Confesercenti Bologna, dalla Regione Autonoma della Sardegna, dal Comune di Villacidro (SU), dal Centro Culturale di Alta Formazione di Villacidro (SU), dal Museo MAGMMA di Villacidro (SU), dalla Scuola per le Arti Applicate di Villacidro (SU), dalla città di Urbino e dall’Accademia Raffaello di Urbino. 

La mostra curata da Vittorio Spampinato (Direttore del Ca’ la Ghironda - ModernArtMuseum) e Walter Marchionni (Direttore del Museo MAGMMA) è costituita da 30 incisioni realizzate da Édouard Manet (1832-1883) provenienti dalla Collezione Ceribelli di Bergamo. 

Le incisioni, precedentemente ospitate alla Casa Natale di Raffaello di Urbino (in un progetto espositivo patrocinato dall’Accademia di Belle Arti di Urbino e dalla Galleria Ceribelli di Bergamo, che ha avuto come curatori Arialdo Ceribelli e Chiara Gatti, con catalogo edito da Lubrina Editore con testo critico e schede tecniche di Chiara Gatti, Bergamo, 2016), al termine della loro permanenza verranno esposte presso il Museo MAGMMA di Villacidro, (SU) dal 4 maggio al 10 giugno 2019. 

Con questo secondo appuntamento, - a seguito anche della realizzazione della mostra Rembrandt – Incisioni a Ca’ la ghironda (febbraio- aprile 2018), che ha riscosso grande successo di critica e pubblico, - il MAGMMA di Villacidro e il Modern Art Museum di Ca’ la Ghironda – Città Metropolitana di Bologna, confermano la volontà di proseguire nel percorso già intrapreso e cioè nella presentazione di artisti di spessore internazionale che abbiano realizzato nell’incisione un loro percorso artistico significativo e storico di eccellenza. 

La consolidata collaborazione artistica e progettuale tra le due Istituzioni museali impegnate nella ricerca e nella diffusione dell’arte e della cultura e nel connubio fra l’Arte e la Natura, trova la sua massima espressione nella presentazione al pubblico delle incisioni di Manet, che testimoniano una ricerca rivoluzionaria nei soggetti e nelle vibrazioni atmosferiche presenti nelle calcografie. 

Eccoci pertanto a Édouard Manet, vissuto in pieno ‘800, in un’epoca che ha visto la rivoluzione dell’immagine e dell’arte pittorica. Ricordiamo solo l’avvento della macchina fotografica, formalmente ufficializzata nella metà di quello stesso secolo ma che nasce da evoluzioni tecnologiche che la portano a quella data ufficiale attribuibile all’opera del Talbot dopo varie sperimentazioni e applicazioni condotte in differenti ambiti e curate da diversi personaggi nell’arco comunque di oltre trent’anni. Ma certamente, al di là dell’invenzione citata e del riferimento storico si fa presto a capire che Manet si muove in un’epoca di grandi rivoluzioni sociali (i moti del ’48), oltre che di innovazioni tecniche, artistiche e pertanto culturali. 
Ricordiamo l’epoca Impressionista, a cui Manet risulta sempre volontariamente poco incline ma a cui inevitabilmente si riconduce per il suo modo, in parte, di fare pittura, e per la sua grandezza nella ricerca “tonale” delle cromie e delle profondità per le quali la grande critica ha voluto comunque riconosce che dopo Manet la pittura non sarebbe mai stata più la stessa. 

L’esposizione presenta 30 incisioni realizzate da Manet tra il 1860 e il 1882 utilizzando le tecniche dell’acquaforte, dell’acquatinta e della puntasecca. Acquistate nel 1905 da Alfred Strölin per essere tirate in 100 esemplari, le 30 lastre rappresentano una raccolta esaustiva della produzione dell’Artista. Furono, infatti, selezionate come le opere più indicative della sua ricerca sul mezzo per dar vita ad una delle tre maggiori edizioni postume dedicate all’esperienza grafica del Maestro. Nel caso di Manet, infatti, le pubblicazioni postume risultano indispensabili per lo studio della sua ricerca grafica, non essendo mai state realizzate da lui o dagli stampatori con cui all’epoca lavorava vere e proprie edizioni panoramiche della sua produzione. 

La mostra sarà il focus per la realizzazione di laboratori didattici (*) aperti alle scuole e alle famiglie dove verrà utilizzato il torchio proveniente dal laboratorio di Piero Turchetti – artista pittore/incisore. Durante i laboratori i partecipanti scopriranno tutti gli aspetti dell’incisione e del percorso artistico e storico che ha caratterizzato l’artista. 
Ai laboratori didattici parteciperanno inoltre artisti incisori, appartenenti ad ALI (Associazione Liberi Incisori), che proporranno delle performance sull’incisione calcografica e xilografica. 
Verrà inoltre allestita, nello Spazio-Atelier di Ca’ la Ghironda, la mostra “Autorappresentazioni” curata da ALI (Associazione Liberi Incisori). Saranno esposte circa 50 opere che documentano i linguaggi e le varie tecniche delle stampe originali contemporanee. 
Durante il periodo di permanenza della mostra saranno in esposizione nella Sala delle Colonne un’installazione e opere calcografiche realizzate dagli studenti dell’IsArt che, proprio quest’anno, hanno approfondito attraverso numerose visite a Ca’ la Ghironda, guidati dal Direttore Vittorio Spampinato, il tema “Arte e Natura” come spunto e ispirazione artistica. 
La mostra “Manet – Incisioni” si inserisce inoltre in un percorso espositivo legato ad imminenti artisti incisori che verranno proposti presso Ca’ la Ghironda fino al 2020. 

In occasione della mostra verrà realizzato un catalogo a cura di Confine Editore. 

(*) SPECIFICAZIONE SULL’ATTIVITÀ DIDATTICA PROGETTATA IN OCCASIONE DELLA MOSTRA: 

La Sezione Didattica di Ca’ la Ghironda – ModernArtMuseum per l’occasione della mostra Manet – Incisioni ha realizzato un impianto comunicativo ed esperienziale rivolto ad un pubblico intergenerazionale comprendente le scuole di ogni ordine e grado, le famiglie e i gruppi di amanti dell’arte, ed in particolare del linguaggio incisorio. 

I laboratori didattici e dimostrativi vengono realizzati con performance sull’incisione originale calcografica e xilografica. 

A premessa della mostra, per i visitatori più piccoli dai 3 ai 10 anni (scuole e famiglie), la sezione didattica ha ideato un coinvolgente percorso di visita animato. 

Per i livelli superiori (ragazzi, studenti e adulti), in alternativa alla visita animata, è stato messo a punto un modulo di orientamento storico ed artistico, in grado di fare vivere la mostra con consapevolezza e meraviglia, in un focus didattico che approfondisce contesto storico, vita e opere del Maestro. 

I visitatori sono accolti da BERTHE MORISOT, amica e contemporanea del MAESTRO MANET. La prima donna impressionista nella storia dell'arte racconta la vita, le opere, lo stile e la tecnica del Maestro. In un susseguirsi di aneddoti divertenti e di curiosità, Berthe Morisot introduce i bambini alla tecnica incisoria, anticipando il laboratorio che, di lì a poco, i bambini andranno a vivere. 

Il pubblico, così, è pronto per realizzare con coinvolgimento e consapevolezza uno fra i due laboratori proposti: 

L'ATELIER DEI MAESTRI INCISORI 
Sperimentare la tecnica dell'incisione con bulino a puntasecca su lastra di zinco. 
Assistere all'inchiostratura e alla stampa con l'uso del torchio del proprio operato. 
L'insolita, quanto oramai rara esperienza artistica è sapientemente assistita e illustrata dagli artisti incisori di ALI (Associazione Liberi Incisori). 

L'ATELIER DELLA PITTURA EN PLEIN AIR 
Adatto a tutti è particolarmente consigliato ai bambini dell’infanzia, per l’affascinante processo empirico del fare, intrinseco di esperienza e di analisi critica. In esso è possibile sperimentare la pittura “en plein air” a stretto contatto con gli elementi naturali.

mercoledì 13 marzo 2019

Flashback sull' arte antica e moderna

Sono aperti i termini per la presentazione delle domande di partecipazione alla settima edizione di Flashback, la manifestazione dedicata all'arte antica e moderna che ha luogo a Torino dal 31 ottobre al 3 novembre 2019 e che vanta un pubblico colto, eterogeneo e trasversale di collezionisti, critici e storici dell'arte.



Il format della manifestazione, che porta avanti il concetto di contemporaneità di tutta l'Arte agendo attraverso immagine e contenuti innovativi, è arrivato a rappresentare un originale modello, dalla riconoscibilità internazionale, al quale attingere per ridisegnare il proprio approccio alla storia dell'arte ma anche alla storia di oggi.

Questo sincretismo è ciò che ha favorito la crescita esponenziale di flashback negli anni ed è ciò che contraddistingue un progetto che, nato all'insegna di una sfida culturale, si rinnova annualmente e annualmente si ispira alla vita connettendo in profondità zone temporali diverse: l'antico, il moderno e il contemporaneo nel suo farsi.

Scadono il 31 maggio i termini per la presentazione delle domande di partecipazione a flashback 2019.



Per ulteriori informazioni contattare Giada Pucci: exhibitors@flashback.to.it

lunedì 11 marzo 2019

Planimetrie dipinte a china e acquerello.

È online " Planimetrie.net",  il portale web specializzato nei servizi di progettazione di interni e in design marketing.

Il portale è tra i primi in Italia a proporre la progettazione di interni on-line e corsi di formazione professionale a distanza,ed è specializzato nella realizzazione di planimetrie dipinte a china e acquerello, per agenti immobiliari, costruttori, strutture ricettive e studi di architettura.

A differenza delle normali planimetriecatastali, le planimetrie realizzate Planimetrie.net sono dipinte a mano ed esaltano quindi le caratteristiche della location, reale, in costruzione o in progetto, grazie alla resa estetica e cromatica superiore della china e dell’acquerello.

Il servizio è disponibile in tutto il territorio nazionale, grazie anche alla presenza sulle reti nazionali Mediaset, opera in Germania già dal 2016, e nasce dalla volontà dei due soci, Emilia Debora Marano e Gianmarco Toscano.

Dagli appartamenti ai casolari, dai negozi ai centri sportivi, ogni soggetto assume un diverso appeal perché ritratto con un approccio intimo, “a caldo”, proprio come un vero dipinto.

E non solo: le planimetrie realizzate da Planimetrie.net vengono dipinte a mano una a una secondo le esigenze del committente. Questo significa che ogni planimetria è unica, originale, arricchita con effetti su misura in base alle richieste del cliente, anche con inserimento di loghi, grafiche e simboli fedeli alla brand identity dell’agenzia immobiliare, dell’impresa edile e così via.

Ogni spazio viene analizzato, studiato e progettato nel dettaglio da professionisti ed esperti nel settore per offrire ambienti esteticamente sorprendenti e sempre funzionali, dove sentirsi, finalmente, a casa, e riflettere la propria identità.

Per maggiori informazioni sul portale si rimanda al sito internet www.planimetrie.net e alla Pagina Facebook www.facebook.com/planimetrie.net.

https://www.youtube.com/watch?v=JKw4B3e2_cw

venerdì 8 marzo 2019

Sabato al museo: Ingresso gratuito allo CSAC di Parma

Sabato 9 marzo dalle ore 10 alle 19, in contemporanea con la Settimana dei Musei 2019, allo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma il biglietto di ingresso agli spazi espositivi sarà gratuito per tutti i visitatori.

Saranno visitabili gli spazi della chiesa abbaziale, che ospitano la mostra 1968. Un Anno, e della Sala delle Colonne, dove è allestita l’esposizione Leonardo Ricci architetto. I linguaggi della rappresentazione.

1968. Un Anno è un grande racconto che si concentra, attraverso un taglio rigorosamente sincronico, su un anno chiave della storia del Novecento, restituito attraverso un’indagine all’interno dell’archivio dello CSAC, il cui primo nucleo nasce proprio nel 1968 e che oggi, a cinquant’anni di distanza, vanta una raccolta di oltre 12 milioni di materiali originali nell’ambito della comunicazione visiva e della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo.

Attraverso idee, utopie, opere, progetti e oggetti datati o correlati all'anno 1968, individuati all’interno dei diversi fondi conservati allo CSAC, questa mostra vuole far emergere le trasformazioni nel sistema della comunicazione, i mutamenti socio-antropologici (i nuovi miti e i nuovi riti), e una nuova riflessione sul corpo e sull’ambiente, che esplosero in quell’anno. Ambiti e linguaggi differenti sono così affiancati per affrontare le contaminazioni e la coesistenza di diversificate culture.

Con la mostra 1968. Un Anno – a cinquant’anni esatti dall’esposizione dedicata a Concetto Pozzati, organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma, che darà inizio al primo nucleo di opere della futura Sezione Arte dello CSAC – non si vuole suggerire uno sguardo univoco, ma una serie di contraddizioni, confronti e nuove prospettive. Si intende proporre una riflessione sul tempo e sul concetto di sincronia che un grande archivio costituito da tracce di processi di ideazione, progettazione e realizzazione, è in grado di mettere in discussione.

L’ossatura della mostra all’interno del suggestivo spazio della Chiesa abbaziale di Valserena è costituita da una lunga timeline, composta da oggetti, immagini e cronache, affiancata da una sequenza di approfondimenti dedicati alla trasformazione del sistema delle immagini e delle differenti scale del progetto degli spazi e del territorio.

Leonardo Ricci, architetto, pittore, scenografo, urbanista, docente, è stato un esponente della ‘scuola fiorentina’ guidata da Giovanni Michelucci. Il suo fare progettuale è legato ad una concezione ‘esistenziale’ dell’architettura, conferendo allo spazio - dinamico, continuo, asimmetrico - il primato assoluto. Lo spazio viene difatti modellato dagli ‘atti di vita’ di chi lo abita e solo in ultimo si concretizza in forma: da qui il rifiuto dell’architetto di forme prestabilite e dettate da un particolare ‘stile’. Lo CSAC conserva l’archivio di Leonardo Ricci, costituito da 923 materiali progettuali - 173 schizzi, 609 lucidi, 27 radex, 4 radex con interventi, 98 copie, 12 copie con interventi - e la mostra vuole essere un’occasione per indagare i differenti linguaggi di rappresentazione utilizzati dall’architetto e le invarianti progettuali, attraversando le principali fasi della sua ricerca in un arco temporale compreso tra la fine degli anni Quaranta e gli inizi degli anni Settanta del Novecento, passando dalle influenze organicistiche di matrice wrightiana negli anni Cinquanta a quelle di natura espressionista degli anni Sessanta. Attraverso una selezione di 9 progetti realizzati e non realizzati si intende mettere in evidenza le principali caratteristiche legate al metodo progettuale, all’attenzione per alcuni temi di ricerca quali ad esempio l’aggregazione volumetrica, lo spazio centrifugo e fluido, la continuità spaziale, le traslazioni e connessioni.
Il percorso espositivo della mostra Leonardo Ricci architetto. I linguaggi della rappresentazione si sviluppa nella Sala delle Colonne della abbazia di Valserena in cui si potranno scoprire 5 progetti disposti all’interno dei classificatori e segnalati a parete da tavole individuate come rappresentative del metodo progettuale oppure della specificità del singolo progetto: il Centro Ecumenico Agape, Prali Pinerolo (1946-47), il Villaggio Monte degli Ulivi, Riesi (1962-68), il Concorso per la Fortezza da Basso, Firenze (1967), il Progetto per Palazzo per uffici, Milano (1960-70) e il Progetto per Casa Di Sopra (1972). I casi sono stati scelti all’interno delle categorie attorno alle quali si sviluppa la mostra fiorentina nel 2019, con un focus sui linguaggi della rappresentazione (Case, Edifici pubblici, Comunità, Sistemi costruttivi, Urbanistica e Macrostrutture).

Lo CSAC - Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma iniziò a raccogliere, grazie ad Arturo Carlo Quintavalle, il suo primo nucleo di opere nel 1968, in occasione dell’esposizione dedicata a Concetto Pozzati organizzata dall’Istituto di Storia dell’Arte dell’Università di Parma. Situato oggi nell’Abbazia cistercense di Valserena, conserva materiali originali della comunicazione visiva, della ricerca artistica e progettuale italiana a partire dai primi decenni del XX secolo. Un patrimonio di oltre 12 milioni di pezzi suddivisi in cinque sezioni: Arte (oltre 1.700 dipinti, 300 sculture, 17.000 disegni), Fotografia (con oltre 300 fondi e più di 9 milioni di immagini), Media (7.000 bozzetti di manifesti, 2.000 manifesti cinematografici, 11.000 disegni di satira e fumetto e 3.000 disegni per illustrazione), Progetto (1.500.000 disegni, 800 maquettes, 2000 oggetti e circa 70.000 pezzi tra figurini, disegni, schizzi, abiti e riviste di Moda) e Spettacolo (100 film originali, 4.000 video-tape e numerosi apparecchi cinematografici antichi). Lo CSAC oggi è uno spazio multifunzionale, dove si integrano un Archivio, un Museo e un Centro di Ricerca e Didattica. Una formula unica in Italia, che mantiene e potenzia le attività sino ad ora condotte di consulenza e collaborazione all’istruzione universitaria con seminari, workshop e tirocini, di organizzazione di mostre e pubblicazione dei rispettivi cataloghi (oltre 120 dal 1969 ad oggi), e di prestito e supporto ad esposizioni in altri musei tra cui la Triennale di Milano, il MAXXI di Roma, il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi, il Tokyo Design Center, il Design Museum di Londra, il Folkwang Museum di Essen e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia di Madrid.

Per informazioni al pubblico
+39 0521 607791
servizimuseali@csacparma.it
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Ufficio stampa
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+39 349 1250956

martedì 5 marzo 2019

L’ORA DANNATA di Carlos Amorales

In occasione di Miart 2019, dal 2 aprile all’8 luglio 2019 la Fondazione Adolfo Pini presenta la mostra L’ORA DANNATA di Carlos Amorales, a cura di Gabi Scardi.

Carlos Amorales si interessa al linguaggio, alle immagini e alle loro varianti e, più in generale, ai sistemi della comunicazione, al loro costante rinnovamento, alle loro potenzialità e alle loro insidie; ai meccanismi che consentono ad alcune narrazioni di emergere, a scapito di altre; e, per estensione, alla questione delle rappresentazioni dominanti, della manipolazione della comunicazione e del pensiero stesso. Nella sua pratica confluiscono arte visiva, musica, animazione e poesia, tutte coniugate, con grande rigore formale, nel nome di una consapevolezza rispetto al presente e alle sue tensioni.

Per la Fondazione Adolfo Pini, Amorales ha concepito la mostra L’ORA DANNATA incentrata sull’installazione di dimensioni ambientali Black Cloud e su diversi elementi afferenti al progetto Life in the folds. La mostra comprende inoltre silhouettes e altre opere dell’artista, in un continuo slittamento tra immagini e segni.

Con Black Cloud, uno sciame di migliaia di farfalle nere invade gli ambienti della Fondazione già a partire dallo scalone d’ingresso. 15.000 farfalle popolano gli spazi nuovi e quelli già esistenti della Fondazione. Con Life in the folds l’artista mette invece in scena il tema della violenza dell’uomo sull’uomo. Una violenza che alberga nel profondo e che può esplodere in modo ingiustificato. Il progetto comprende, tra l’altro, un video di animazione in cui, mentre assistiamo a una drammatica vicenda, vediamo anche le mani del burattinaio che muove i fili dei protagonisti: metafora della mistificazione a cui, che ne siamo consapevoli o meno, la storia e le nostre azioni sono sottoposte. Da questo nucleo centrale deriva una serie di trasposizioni; tra le altre: un’installazione di grandi dimensioni e una serie di ocarine, ognuna delle quali ha la forma di un segno e il cui insieme compone un linguaggio in codice che può essere sia “letto” che “suonato”; proprio il loro suono fa, tra l’altro, da colonna sonora per il video. Alcune figure appaiono alle pareti della Fondazione come se le avessero attraversate; sono sagome umane e sembrano presentare alcuni fogli su cui sono rappresentati i momenti salienti della storia. In mostra anche i fogli dello story board in cui prendono forma per la prima volta i personaggi e le vicende raccontate nel video.

Con questa mostra Amorales fa riferimento al proprio paese, il Messico; ma nello stesso tempo ci parla di discrepanze e tensioni estremamente attuali in tutto il mondo, e della necessità di identificare l’origine dei nostri fantasmi, di riconoscerne la portata, la matrice, la valenza ideologica.

Dopo aver presentato i cinque progetti site-specific, The Missing Link di Michele Gabriele, Materia prima di Lucia Leuci, Memory as Resistance di Nasan Tur, Labyrinth di Jimmie Durham e SUMMERISNOTOVER di Šejla Kamerić, la Fondazione Adolfo Pini prosegue con questa nuova mostra il proprio percorso dedicato all’arte contemporanea, sotto la guida di Adrian Paci.


L’ORA DANNATA
Carlos Amorales

Opening aprile 2019
Dal 2 aprile all’8 luglio 2019 

Orari 10-13 | 15 -17



Apertura straordinaria Milano Art week
da lunedì a venerdì orario prolungato dalle 10 alle 13 – dalle 15 alle 19
Sabato 6 e domenica 7 dalle 11 alle 13 dalle 15 alle 18



Informazioni

Fondazione Adolfo Pini
Corso Garibaldi 2, Milano
Tel. 02 874502
www.fondazionepini.net



Ufficio stampa Fondazione Adolfo Pini
ddl studio T +39 02 8905.2365
Alessandra de Antonellis  
E-mail: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net T 3393637388
Laura Cometa 
E-mail: laura.cometa@ddlstudio.net  T 3271778443

domenica 3 marzo 2019

Fuori 8 alla Galleria Gallerati di Roma

Domenica 3 marzo 2019 alle ore 19.00 si inaugura alla Galleria Gallerati di Roma la mostra collettiva di fotografia Fuori 8, un progetto ideato da Carlo Gallerati, promosso dal gruppo di fotografi romani 06 e curato da Noemi Pittaluga. L’evento è inserito nel programma del Mese della Fotografia Roma (MFR). 

“Questa nuova e ottava edizione di Fuori, mostra collettiva organizzata dalla Galleria Gallerati di Roma, è un appuntamento voluto fortemente dal gallerista Carlo Gallerati per testimoniare, sia con l’esposizione sia mediante le pagine del catalogo, il fermento creativo di questo luogo. Uno spazio di ricerca e di scambio culturale ormai presente da dodici anni sulla scena italiana e internazionale, che propone artisti giovani e altri già affermati, il cui linguaggio spazia dalla fotografia al mixed media, con un’attenzione dedicata al video e alla performance. 

Fuori è inevitabilmente una tappa importante della programmazione della galleria, un evento che permette da un lato di documentare il lavoro svolto negli anni, restituendo visibilità – attraverso le immagini delle opere e delle installazioni – alle mostre personali degli artisti rappresentati, dall’altro di far conoscere autori che potrebbero esporre in futuro. 

Al gruppo 06, costituito da dieci fotografi romani affezionati alla galleria, si aggiungono altri dieci autori provenienti dall'Italia e dall’estero. Per questo ottavo appuntamento, la mostra esibisce in un unico colpo d’occhio le tematiche normalmente preferite dalla direzione artistica. Il paesaggio come proiezione di uno sguardo esistenziale (Fabrizio Ceccardi, Guido Laudani, Enrico Nicolò, Alberto Placidoli, Claudio Spoletini, Fabio Viscardi, Danilo Susi) e la riflessione sul corpo e sull’identità (Silvia Bordini, Ivana Galli, Sabrina Genovesi, Manuela Verdi) sono affiancati da considerazioni intimiste sull’animo umano e sulle sue manifestazioni (Thomas Behling, Daniele Contavalli, Giampiero Marcocci, Yasuko Oki). 

Aspetti sociologici, politici e religiosi sono indagati con sottile acutezza (Alessandro Cidda, Carlo Gallerati, Vincenzo Monticelli Cuggiò) anche attraverso fotografie di performance e azioni (Muzna Almusafer e Raiya Al Rawahi, Rita Mandolini). Punto di incontro geografico e intellettuale, Fuori è il simbolo tangibile dell’operare di Carlo Gallerati, dei suoi collaboratori e naturalmente degli artisti presentati di volta in volta nelle diverse occasioni.” (Noemi Pittaluga)


Fuori 8
A cura di Noemi Pittaluga
Galleria Gallerati (Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – Mob. +39.347.7900049)
Inaugurazione: domenica 3 marzo 2019, ore 19.00-22.00
Finissage e presentazione del catalogo: sabato 6 aprile 2019, ore 19.00-22.00
Orario: dal lunedì al venerdì: ore 17.00-19.00 / sabato, domenica e fuori orario: su appuntamento
Mezzi pubblici: bus: 61, 62, 93, 310; metro: linea B, fermata Bologna
(da Piazza Bologna: 400 m lungo Via Livorno o Via Michele di Lando)
Ufficio stampa: Galleria Gallerati (ufficiostampa@galleriagallerati.it)
Informazioni: info@galleriagallerati.it, www.galleriagallerati.it, www.mesefotografiaroma.com

Via Apuania, 55 – I-00162 Roma – Tel. +39.06.44258243 – info@galleriagallerati.it – www.galleriagallerati.it