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venerdì 13 settembre 2019

Lo Spazio come Condizione

A quarant’anni dalla morte la Città natale di Mario Deluigi rende omaggio al Maestro con una mostra di circa una quarantina dei suoi lavori tra i più importanti. 

Il Capostipite dello spazialismo veneziano (firmatario con Lucio Fontana, dei primi manifesti spazialisti degli anni ‘50) nonostante la critica più attenta gli abbia sempre riservato grandissimi meriti, solo in questi ultimi anni sta finalmente ottenendo i più ampi riconoscimenti dal collezionismo internazionale. Ora, trascorsi quasi trent’anni dalla grande mostra tenutasi a Ca’ Pesaro, pare doveroso tributare un riconoscimento al Maestro con una mostra che si concentri sui lavori più celebrati ed apprezzati: i “Grattages”. 

In questa serie di lavori, realizzati da Deluigi dall’inizio degli anni ‘50 fino al ‘78, si potrà apprezzare la descrizione spaziale dei temi del vuoto e della luce, realizzati con piccolissime incisioni, e definiti con una nuova grammatica del segno da lui concepita. In particolare la mostra intende analizzare e riconoscere le intuizioni del Maestro in materia di primato della “forma” sulla materia, nonché i possibili riferimenti anticipatori delle allora recentissime scoperte della fisica quantistica. 

Questa analisi interpretativa del lavoro del Maestro spazialista viene messa in risalto dal confronto/tributo con alcuni lavori, frutto di una oltre trentennale ricerca, che un altro artista veneziano, Fernando Garbellotto, presenta nella mostra: le Reti frattali.

La mostra è a cura della Città di Treviso e dei Musei Civici trevigiani, con l’organizzazione di Duilio Dal Fabbro. Presentazione e saggi critici in catalogo di Giovanni Bianchi e Dino Marangon.



Lo Spazio come Condizione
Mario Deluigi
Fernando Garbellotto
In collaborazione con Musei Civici Treviso e Città di Treviso
A cura di Duilio Dal Fabbro
Dal 24.08 al 30.09.2019
Museo Luigi Bailo / Casa Robegan / Treviso

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