domenica 4 settembre 2016

Festival internazionale della fotografia a Monopoli

Il mondo delle immagini sarà al centro del PhEST, il Festival internazionale della fotografia che dal 15 settembre al 30 ottobre ospiterà in terra pugliese 9 artisti di altissima caratura come Alex Majoli, Enri Canaj, Mattia Insolera, Michal Korta, Piero Martinello, Myriam Meloni, Anastasia Taylor-Lind, Marieke van der Velden,Driant Zeneli

Teatro del PhEST sarà il centro storico di Monopoli, la cittadina della provincia di Bari che per sei settimane sarà luogo di scambio culturale all'insegna non solo della fotografia ma anche del cinema, della musica, dell'arte e delle infinite contaminazioni dal Mediterraneo. La manifestazione sarà dislocata in varie sedi del borgo antico e nelle giornate inaugurali – dal 15 al 18 settembre – presenterà incontri con gli autori, letture portfolio, concerti e proiezioni all’aperto.

PhEST è realizzato con il sostegno della Regione Puglia e del Comune di Monopoli, con la direzione artistica diGiovanni Troilo, la curatela fotografica di Arianna Rinaldo e l’organizzazione di ONTHEMOVE, l’associazione culturale promotrice del festival Cortona On The Move, ormai arrivato alla sesta edizione.

PhEST nasce da una necessità, quella di provare a restituire una voce propria alle mille identità che compongono il mare in mezzo alle terre, quella di ridefinire un immaginario proprio e nuovo. La necessità non è quella di cucire la distanza che il Mediterraneo crea tra queste identità – perché questo mare semmai le identità le crea e le pone in relazione – ma di ricucire la frattura tra il reale e la sua rappresentazione fuori dal teatro delle verità, dalla scena della verità che spesso l’Occidente è in grado di imbastire.

La fotografia contemporanea è il mezzo ideale per iniziare questa ricostruzione per varie ragioni. Per l’enorme interesse che il pubblico continua a riservarle e per gli sconvolgimenti da cui essa stessa è investita. Mentre noi parliamo è già diventata altro, diventa continuamente altro. E a ridefinirla costantemente non sono solo i fotografi, l’accademia, gli editori. Sono soprattutto il mercato e la tecnologia e il pubblico stesso. 

PhEST vuole essere un piccolo nuovo spazio in cui questo dialogo possa trovare rifugio. Perché trovarsi a ridefinire i confini di questo universo in rapido movimento, dove l’avanguardia e la finzione si mescolano al reale, dove tutto si scompone per ricomporsi, può portare ad una comprensione più profonda.