domenica 6 agosto 2017

Werner Bischof. Fotografie 1934-1954

Circa 250 immagini di Werner Bischof (1916-1954) saranno al centro di una grande mostra allestita dal 22 settembre al 25 febbraio a Venezia, negli spazi della Casa dei Tre Oci

Dall'India al Giappone, dalla Corea all'Indocina, da Panama al Cile e al Perù, i suoi reportage in paesi lontani, e all'epoca spesso inaccessibili, hanno raccontato quelli che negli anni '50 erano ancora considerati i confini del mondo. Ma non mancherà l'Italia con una selezione di 20 opere inedite. 

Intitolata 'Werner Bischof. Fotografie 1934-1954', l'importante rassegna è stata organizzata da Fondazione di Venezia e Civita Tre Venezie in collaborazione con la Werner Bischof Estate e Magnum Photos, di cui il famoso fotografo svizzero fu tra i fondatori. 

Il percorso espositivo trasporterà quindi il visitatore nell'età dell'oro del fotogiornalismo e si potranno ammirare circa 250 scatti, in larga parte vintage, tratti dai suoi più importanti reportage, compiuti negli angoli più remoti del mondo. Mentre sarà la serie dedicata ai paesaggi e città italiani, a far cogliere l'originalità dello scatto e l'occhio 'neorealista' di Werner Bischof, mai incline, nonostante i soggetti, alle tentazioni dell'esotismo. 

Per lui, il principio fondante del proprio lavoro era soprattutto di mostrare senza falsificazioni la realtà, nella convinzione che al fotografo spettasse una profonda responsabilità sociale. 

Eppure, fin da giovanissimo Bischof si era fatto un nome nel campo della moda, della pubblicità e della fotografia naturalistica. L'esperienza della guerra e la visione dell'Europa distrutta nel 1945, lo spinsero però ad abbandonare la fotografia patinata scegliendo invece di testimoniare con la sua arte la sofferenza umana. Nel 1949 entrava a far parte della neocostituita Agenzia Magnum, cominciando con importanti reportage nel Medio (carestia nel Bihar) ed Estremo Oriente, continente africano. 

Un periodo molto intenso, ma troppo breve, perchè nel 1954 trovava la morte in un incidente automobilistico attraversando le Ande peruviane. L'allestimento alla Casa dei Tre Oci sarà dunque un itinerario che, partendo dall'Europa devastata dalla seconda guerra mondiale, giungerà in India, dove ci si troverà di fronte a un paese attanagliato dalla povertà e dalla miseria, ma in cui si iniziano a intravvedere gli sviluppi industriali che la porteranno a essere uno delle nazioni leader del nuovo millennio. Ecco quindi il confronto spietato tra gli elementi della cultura tradizionale giapponese e il dramma della guerra di Corea, che introdurrà all'analisi del continente americano. 

Il viaggio di Bischof, infatti, proseguirà nelle città statunitensi, di cui coglierà lo sviluppo metropolitano, anche con una serie di fotografie a colori, e si chiuderà idealmente tra i villaggi del Perù. Dove, prima di trovarvi la morte, Bischof realizzò forse il suo scatto più famoso: 'On the road to Cuzco'.