Blog di servizio gratuito per la comunicazione in Arte

venerdì 16 gennaio 2026

Anila Rubiku. I’m Still Standing

Per la prima volta l’arte contemporanea entra dentro la Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna trasformando il carcere in un luogo di dialogo e di partecipazione culturale. L’iniziativa, in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale della Dozza, inserisce il carcere nel percorso delle mostre che si svolgono in città durante ART CITY Bologna 2026 e Arte Fiera, offrendo alla cittadinanza un invito a entrare simbolicamente in uno spazio di soglia tra arte, vita e giustizia sociale. All’interno del carcere, dal 6 all’8 febbraio 2026, l’Associazione Acrobazie presenterà l’installazione L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m Still Standing dell’artista italo-albanese Anila Rubiku (Durazzo, 1970), a cura di Elisa Fulco.

Il programma di ART CITY Bologna in carcere – dichiara Rosa Alba Casella, Direttrice della Casa Circondariale “Rocco D’Amato” - è un altro tassello del processo di integrazione tra carcere e città, che da alcuni anni si sta portando avanti in collaborazione con gli enti del territorio, nella consapevolezza che il carcere non è uno spazio separato, ma parte viva della città stessa. In questo processo di integrazione può essere ponte tra il dentro e il fuori e, sollecitando un modo differente di vedere e capire le cose, essere anche una sfida alle convenzioni e ai pregiudizi per la costruzione di una società inclusiva e solidale. L’arte non come lusso per pochi, ma come specchio della condizione umana e come possibilità di trasformazione.”


Continua la curatrice, Elisa Fulco: “Il progetto, che vedrà protagonista l’artista Anila Rubiku, oltre ad aprire il carcere alla città, suggerisce l’importanza di adottare stabilmente nuovi modelli di pratica artistica all’interno delle strutture detentive, con l’obiettivo di favorire la co-progettazione, la rilettura in chiave innovativa del patrimonio culturale, e l’ideazione di nuovi servizi sociali in una logica intersettoriale. L’esperienza di progettazione portata avanti con il progetto Spazio Acrobazie a Palermo, sia all’interno delle strutture detentive che in collaborazione con l’Esecuzione penale esterna, dimostra che per produrre cambiamento e innovazione occorre far dialogare cultura, sanità, educazione, giustizia, mondo profit e no profit. Ugualmente utilizzare leve estetiche, narrative ed emotive aiuta a generare coinvolgimento, e partecipazione da parte di tutti gli stakeholder, e a costruire una comunicazione valoriale in grado di fornire una rappresentazione più umana di temi divisivi come la detenzione.

Anila Rubiku presenterà quattro interventi distribuiti negli spazi dedicati ai colloqui con i familiari e i legali delle persone detenute, il cui titolo I’m Still Standing, ispirato alla canzone di Elton John del 1983, è dedicato al tema della resilienza, della speranza e delle seconde possibilità.

Gli interventi sono costituiti da una serie di disegni di uccelli, come metafora del possibile riscatto del femminile (Hope is the things with feathers, 2022); da alcuni disegni di protesi dei veterani, che mostrano le soluzioni creative adottate per restare in piedi (I’m Still Standing, 2019); da alcune le porte ricamate ispirate alle porte segrete dei palazzi milanesi come emblema delle seconde possibilità (The Inner doors, 2025); dalla serie di ritratti astratti delle detenute albanesi composti da sbarre da forzare per uscire da un sistema di giustizia dal calco maschile che penalizza le donne (Defiants’s Portrait, 2014).

L’installazione L’Arte messa alla prova: Anila Rubiku. I’m Still Standing è la seconda tappa di un percorso nazionale, sperimentato a Palermo in occasione del progetto “Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica” (2022-2025), che mira a costruire una rete permanente tra arte, giustizia, cura e cittadinanza attiva all’interno delle strutture detentive.

Il primo appuntamento bolognese nasce per suggerire l’importanza di co-progettare interventi di welfare culturale con l’obiettivo di collegare il “dentro” e il “fuori”, favorendo la conoscenza delle collezioni museali e la collaborazione intersettoriale affinché l’arte diventi un motore di inclusione e rigenerazione sociale.


Si ringraziano

La galleria Ncontemporary, Milano – Venezia

Alessi SPA Società Benefit, Kartell SPA, Fondazione Ennio De Rigo ETS, la casa vinicola Conte Tasca d’Almerita società benefit.


INFO

L’arte messa alla prova: Anila Rubiku

I’m still standing


A cura di Elisa Fulco

Promosso da Associazione Acrobazie

In collaborazione con la Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna


Inaugurazione

6 febbraio ore 12 (SU INVITO)

Date

6-8 febbraio 2026

Ingresso

La mostra è aperta al pubblico con presentazione del documento di identità e autocertificazione obbligatoria all’ingresso


Orari

Venerdì 6 febbraio 15.00-19.00, sabato 7 e domenica 8 febbraio, 9.00-19.00


Sede

Casa Circondariale “Rocco D’Amato” di Bologna

Via del Gomito 2, 40127 Bologna

051 320512 | cc.bologna@giustizia.it


Contatti

Associazione Acrobazie

via dei Biscottari 17, 90134 Palermo

via Giuseppe Petroni 21, 40126 Bologna

info@acrobazie.org

https://acrobazie.org/

Ufficio stampa

Sara Zolla | T. 346 8457982 | press@sarazolla.com


Anila Rubiku (Durazzo, 1970) è un’artista italiana di origine albanese formatasi all’Accademia d’Arte di Tirana (1994) e all’Accademia di Belle Arti di Brera (2000). Attualmente lavora tra Milano, Toronto e Durazzo. Il suo lavoro, intimamente connesso con questioni politiche e sociali, utilizza vari media: installazione, scultura, ricamo, incisione, pittura. Nelle sue opere, l’artista affronta con taglio poetico e ironico temi legati alla disuguaglianza di genere e all’ingiustizia sociale (Vierzon Biennale, 2022, Biennale dell’Avana, 2019, 5ª Biennale di Salonicco, 2015), che toccano temi ambientali (Biennale di Kiev, 2012; On-Site Gallery, OCAD University, Toronto, Canada. 2025) e relazionali (56th October Salon, Belgrado, 2016), riflettendo sul significato dell’essere immigrati oggi (Biennale di Venezia, 2011, Hammer Museum residence, Los Angeles, 2013) e sul rapporto tra città e democrazia (Biennale di Architettura di Venezia, 2008, Assab One Milano, 2024).


Le sue opere sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private, tra cui: Frac Centre Val De Loire, The National Gallery of Art (Washington DC); Mint Museum (Charlotte NC, USA); Museo di Israele (Gerusalemme); National Museum of Women in the Arts (Washington DC); Deutsche Bank Collection (Londra, UK); Edition 5 Collection (Erstfeld, Svizzera). Nel 2014 è stata nominata dalla Human Rights Foundation per il suo impegno sociale ed è stata selezionata come uno dei migliori pensatori globali dalla rivista Foreign Policy.


https://anilarubiku.com/


 


 


ASSOCIAZIONE ACROBAZIE

Dal 2016 Associazione Acrobazie si occupa di innovazione sociale e di welfare culturale, adottando la cultura contemporanea come strategia di progettazione e di comunicazione per promuovere inclusione sociale, pari opportunità, sviluppo economico e responsabilità sociale d’impresa all’interno di istituzioni profit e no profit. Raccoglie l’esperienza dell’omonimo progetto artistico, curato da Elisa Fulco, svolto dal 2004 al 2011 all’interno dell’ospedale psichiatrico Fatebenefratelli di San Colombano al Lambro (MI), e incentrato sul rapporto tra arte contemporanea, sanità, impresa e sociale.

Nel 2019, in qualità di partner, ha avviato il progetto “L’Arte della Libertà”, a cura di Antonio Leone ed Elisa Fulco, rivolto alle persone detenute della Casa di reclusione Calogero di Bona - Ucciardone, Palermo e al gruppo misto di operatori (penitenziari, socio-sanitari, culturali).

Nel 2021, ha vinto la X edizione del Bando Italian Council con il progetto The Swing of Ingustice dell’artista Anila Rubiku, esposto nella Biennale di arte e architettura di Vierzon (settembre 2022), e dal 2022 al 2025, è stata capofila del progetto “Spazio Acrobazie. Laboratorio produttivo e di riqualificazione attraverso la mediazione artistica”, sostenuto da Fondazione CON IL SUD e da Fondazione Sicilia.

Attraverso laboratori di arte contemporanea, lezioni di arte e di diritto, visite guidate nei luoghi culturali, e interventi di valorizzazione degli spazi comuni, Spazio Acrobazie è frutto della condivisone di intenti con differenti partner che provengono rispettivamente dal mondo della detenzione, della sanità, della cultura e della giustizia. Un modello basato sulla creazione di una rete stabile, funzionale a generare un’offerta culturale in grado di tenere insieme integrazione sociale, opportunità formative e sostenibilità nel settore culturale, creando un ponte tra il dentro e il fuori. Flavio Favelli, Genuardi-Ruta, Stefania Galegati, Paolo Gonzato e Marzia Migliora sono tra gli artisti che hanno collaborato con il progetto.


www.acrobazie.org

sabato 3 gennaio 2026

Donald Fels – Idea in calce e carta

Prima mostra personale presso la AOCF58 – GALLERIA BRUNO LISI dell'artista visivo Donald Fels a Roma, dopo una mostra personale al MAMbo di Bologna nel 1986 e un'altra in programma all'American Academy nello stesso anno.

E’ l’antica tecnica dell’affresco applicata a supporti delle stesse dimensioni di una tela. Lacerti ragionati in cui la casualità, l’accadimento della storia interviene a definire la superficie pittorica su cui si combinano apposizioni e cadute, segni e graffi, in una stratificazione che è vitale


Fels ha trascorso gli anni successivi ricercando e creando arte in tutto il mondo, esplorando una moltitudine di materiali naturali. Americano, lui e la moglie architetto Patricia Tusa Fels vivono da decenni nel Pacifico nord-occidentale, ma l’artista ha anche vissuto, creato ed esposto le sue opere in Asia meridionale, sud-orientale e centrale, in Europa e in altre regioni degli Stati Uniti. Il suo lavoro è stato sostenuto da commissioni, musei, fondazioni, residenze e borse di studio, tra cui tre Fulbright per Italia, India e Uzbekistan. Le sue opere sono presenti in collezioni di tutto il mondo.

Fels ha conseguito una laurea triennale in Arte, Letteratura e Storia dell'Arte presso la Wesleyan University e una laurea magistrale presso la City University. Ha inoltre studiato presso l'Università di Washington, il San Francisco Art Institute e il Pratt Institute.

Ha esposto a Vancouver, Seattle, Tacoma, Portland, San Francisco, Los Angeles, Chicago, Boston, New York, Michigan, New Orleans, Parigi, Prato, Bologna, Trieste, Cisternino, Tashkent, Penang, Kochi, Delhi, Mumbai e Phnom Penh. Ha lavorato nel teatro, nel cinema, nella musica e nell'editoria. Nel 2024, Edizioni Esperidi ha pubblicato il bellissimo volume Unfolding, che ripercorre gli ultimi anni di lavoro di Fels in Puglia, dove l’artista lavora e trascorre con la famiglia la metà dell’anno.

Carmelo Cipriani, critico d’arte, scrive del lavoro di Fels: “La sua è l’antica tecnica dell’affresco applicata a supporti delle stesse dimensioni di una tela. Lacerti ragionati in cui la casualità, l’accadimento della storia - che in questo caso si identifica con il gesto dell’artista - interviene a definire la superficie pittorica su cui si combinano apposizioni e cadute, segni e graffi, in una stratificazione che è vitale ed esistenziale, oltre che cromatica.


Donald Fels – Idea in calce e carta

Dall'otto al 31 gennaio 2026


AOCF58 – GALLERIA BRUNO LISI

Roma, Via Flaminia, 58, (Roma)

Orario di apertura

dal martedì al venerdì ore 17,00 - 19.30 (per appuntamento, via SMS o whatsapp: 3339652149 - chiuso sabato e festivi)


Vernissage

8 Gennaio 2026, ore 18,00 – 20,30

martedì 16 dicembre 2025

There is so much we can learn from the sun

Fino al 6 aprile 2026 il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta There is so much we can learn from the sun, mostra personale di Marinella Senatore, artista italiana contemporanea oggi più riconosciuta a livello internazionale, capace di coinvolgere e muovere l’energia di migliaia di persone senza mai perdere quella dimensione poetica nella quale è possibile ritrovarsi come voci narranti.


Il progetto espositivo, curato da Elsa Barbieri, fa sfumare il confine tra arte e vita. «È successo anche a Cavalese, dove Marinella Senatore in ottobre ha incontrato un gruppo di abitanti, bambine, adulti, anziani, coltivando, tutti insieme, partecipazione, che è al contempo processo ed esito di un cambiamento. I due workshop, trascorsi confrontando e condividendo pensieri, idee, suggestioni, motti e ispirazioni sul senso di comunità, hanno posto l’enfasi sullo straordinario potere di emancipazione, individuale e collettiva, dell’arte. Le connessioni di questi due incontri confluiscono in un nuovo lavoro di Marinella Senatore, un collage in 9 elementi, che sarà posto al cuore di “There is so much we can learn from the sun” per raggiungere chiunque», dichiara Elsa Barbieri.

A partire dall’inedito collage, che dà il titolo alla mostra There is so much we can learn from the sun, realizzato in pieno spirito di comunità, empowerment ed emancipazione - «Come artista, il mio ruolo è quello di attivare un meccanismo l’opera - stessa - con l’intenzione di generare una forza trasformativa che nasce dall’incontro tra i suoi elementi costitutivi, raggiungendo infine lo spettatore», spiega Senatore -, le opere esposte trasformano la mostra in una straordinaria esperienza visiva, di immaginazione e di socializzazione di cui, protagonisti assoluti sono i corpi. Quello di Marinella Senatore, per esempio, nei suoi Autoritratto, uno su tela e uno scultoreo, e i nostri, come quelli delle otto milioni di persone che fino a oggi Senatore ha coinvolto nella sua pratica. Di fronte alle tele della serie Make it shine, alle sculture luminose in vetro (I Contain Multitudes), ai neon - Breathe, U Are Enough; Remember the First Time You Saw Your Name; We Rise by Lifting Others; Dance First Think Later - ai collage della serie The School of Narrative Dance - Storyline e, non da ultimo, alla luminaria Alliance des corps che si aprirà sullo sfondo di Cavalese circoscrivendo nello spazio un ambiente speciale, dove tutti possono celebrare l’incontro e lo scambio. Ognuno di noi, ogni spettatore, non è più soltanto involucro, bensì è atteggiamento, è sviluppo del nostro essere.

La potenza della mostra, che vuole coinvolgere e muovere l’energia delle persone, animerà il museo e non solo: There is so much we can learn from the sun si sposta infatti anche all’esterno del Palazzo, per trasformare Piazzetta Rizzoli 1 in un contenitore magico attraverso cinque grandi opere in tessuto (I Contain Multitudes) che rimandano alla tradizione dei gonfaloni, nonché ai grandi manifesti tessili dei movimenti operai e dei sindacati, e sventoleranno per l’intera durata della mostra su alti pali, realizzati da artigiani locali, con legno locale, per volere dell’artista e del museo di stringere un rapporto, ancora più profondo, con la realtà che ci circonda.

«Il lavoro che stiamo portando avanti mira a rendere il Museo d’Arte Contemporanea un luogo sempre più aperto, vissuto e capace di dialogare con la comunità. Non solo uno spazio espositivo, ma un presidio culturale che entra nella quotidianità di Cavalese e contribuisce a rafforzare la sensibilità artistica del territorio. In questo percorso di avvicinamento tra museo e cittadinanza si inserisce perfettamente l’esperienza dei workshop condotti da Marinella Senatore: un’occasione in cui persone di età e provenienze diverse hanno partecipato alla creazione dell’opera che sarà al centro della mostra, diventando parte attiva del processo artistico. È un esempio concreto di come il museo possa farsi luogo di incontro, collaborazione e crescita collettiva. Anche per questo, la nuova esposizione rappresenta un passaggio particolarmente significativo. Arriva in un momento in cui Cavalese si prepara all’appuntamento olimpico del 2026, nel quale la nostra comunità avrà un ruolo culturale di primo piano all’interno della Val di Fiemme. La mostra contribuisce quindi a consolidare l’identità del museo come realtà viva e capace di dialogare con un pubblico ampio e internazionale. Da parte mia un ringraziamento speciale va allo staff del Museo e al personale dell’amministrazione comunale, il cui impegno ha reso possibile uno degli appuntamenti più importanti nella storia del nostro museo», dichiara Fulvio Vanzo, Assessore alla Cultura del Comune di Cavalese.

«La mostra di Marinella Senatore rappresenta in modo esemplare lo spirito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026: un progetto che mette al centro le comunità, valorizza i territori e riconosce nella cultura una forma fondamentale di partecipazione. Il lavoro collettivo nato a Cavalese dimostra che l’arte può diventare un’esperienza condivisa, capace di unire generazioni diverse e di rafforzare il senso di appartenenza. È un contributo prezioso nel percorso che condurrà la Val di Fiemme a essere uno dei cuori culturali dei Giochi del 2026», dichiara Domenico De Maio, Education & Culture director di Milano Cortina 2026.

Con There is so much we can learn from the sun, il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese, sotto la direzione di Elsa Barbieri, si conferma ancora una volta istituzione volta all’incontro, al racconto di memorie collettive e individuali, e alla sperimentazione di una dimensione partecipativa che auspica a farci riconoscere un corpo unico. L’obiettivo è quello di rendere Cavalese - già cuore della Val di Fiemme, e ora designato centro culturale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 - un polo d’arte contemporanea di rilevanza internazionale. La mostra è realizzata dal Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese ed è promossa dal Comune di Cavalese con il sostegno di APT Fiemme Cembra, Cassa Rurale Val Di Fiemme ed Eventi Cavalesani. Si ringraziano Galleria Mazzoleni London - Torino - Milano e Magnifica Comunità di Fiemme per la collaborazione.

L'iniziativa fa parte del progetto culturale di sistema, Combinazioni_caratteri sportivi, ideato e promosso dall'Assessorato alla Cultura della Provincia autonoma di Trento e si inserisce nell'ambito dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026.


Marinella Senatore (Cava de’ Tirreni, 1977) è un’artista multidisciplinare formatasi nel campo della musica, delle belle arti e del cinema. La sua pratica è caratterizzata da una forte dimensione collettiva e partecipativa sia come metodologia che come contenuto; il suo lavoro combina la ricerca estetica con il potere trasformativo dell’impegno sociale. Attraverso l’uso di forme di linguaggio tradizionali e vernacolari – tra cui la cultura pop, la danza, la musica, gli eventi di massa – e l’attivismo, Senatore riflette sulla natura politica delle formazioni collettive e dei rituali e sulla loro possibilità di cambiamento sociale, creando momenti di incontro e condivisione. Nel 2012 Marinella Senatore ha creato la School of Narrative Dance (SOND), una scuola nomade, gratuita e non gerarchica che propone un sistema educativo alternativo basato sull’emancipazione, l’empowerment e l’autoeducazione: in dieci anni eventi della SOND hanno avuto luogo in oltre 23 Paesi, coinvolgendo circa 8 milioni di persone. Le opere di Marinella Senatore sono state commissionate ed esposte da istituzioni italiane e internazionali, tra cui: Museo Madre, Napoli; Palazzo Grassi, Venezia; Moderna Museet, Stoccolma; Museo Boijmans Van Beuningen; CCA, Tel Aviv; Centro de Arte Dos de Mayo, Madrid; Serpentine Gallery, Londra; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Petach Tikva Museum of Art; Museum of Contemporary Art of Chicago; Bozar, Bruxelles; Kunsthalle Sankt Gallen; Palais de Tokyo, Parigi; BAK Utrecht; Schirn Kunsthalle, Francoforte; High Line, NY; Centre Pompidou Paris; Kunsthaus Zürich; ICA, Richmond; Musée d’art contemporain de Montréal; Pearl Art Museum, Shanghai; Berlinische Galerie, Berlino; MAXXI, Roma; Museo del Novecento, Milano; Kästner Gesellschaft, Hannover; Museum der Moderne Salzburg; Museum VILLA STUCK, Monaco. Nel corso degli anni Senatore ha ricevuto commissioni da istituzioni quali: Centre Pompidou, Parigi; Kunsthalle, Mannheim; Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Torino; MAXXI, Roma; Biennale di Venezia, 2015; Faena Art Forum, Miami; Queens Museum, New York; Kunsthaus, Zurigo; Villa Medici, Roma; Manifesta12; Kunsthalle, Bregenz; Collezione Peggy Guggenheim, Venezia; Magazzino Italian Art, Cold Spring, NY; Serlachius Museums; Museo Pecci, Prato; Colomboscope, Sri Lanka; Festival of Regions e Steirischer Herbst, Austria; Palais de Tokyo, Parigi; Blitz, Malta; Museum der Moderne, Salisburgo; Museum Villa Stuck, Monaco. L’artista ha partecipato alle seguenti Biennali d’Arte Contemporanea: Biennale di Venezia; Biennale di San Paolo; Biennale di Lione; Biennale di Salonicco; Biennale di Liverpool; Biennale di Atene; Biennale dell’Avana; Biennale di Göteborg; Biennale di Cuenca; Biennale di Pune; Biennale dell’Alto Adige; Biennale di Bangkok; Manifesta12, Palermo.


Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese nasce nel 2001 all’interno dello storico Palazzo Rizzoli, antico complesso signorile situato nel centro storico di Cavalese, in Val di Fiemme, che nel corso degli anni ha vissuto significative trasformazioni, sia nell’aspetto che nella funzione, vantando oggi diverse unità che si differenziano per epoca di costruzione, stile ed elementi architettonici. Il primo nucleo della collezione d’arte moderna e contemporanea del Museo si forma a partire da una preziosa selezione di opere di Bruno Munari e di numerosi artisti storicizzati appartenuta al Dottor Giancarlo Baccoli, medico di origine bresciana residente nel comune fiemmese, che negli anni coltivò relazioni con artisti, collezionisti e critici protagonisti dell'arte italiana della seconda metà del Novecento. Negli anni il Museo ha organizzato mostre temporanee collettive e personali e momenti culturali pensati per promuovere il legame con il territorio alpino, in stretta connessione con le tradizioni locali e insieme con uno sguardo verso i nuovi linguaggi della scena artistica. Oggi il Museo d’Arte Contemporanea, arricchitosi di una sala dedicata al progetto “LA COLLEZIONE VIVE”, è un luogo dove la percezione dell'identità alpina nelle sue peculiarità e valori viene rafforzata attraverso il confronto con prospettive di ricerca e di fruizione sempre nuove, ma complementari, da cui trarre una maggiore consapevolezza culturale e sociale.


Marinella Senatore. There is so much we can learn from the sun

A cura di Elsa Barbieri

13 dicembre 2025 - 6 aprile 2026

Museo Arte Contemporanea Cavalese

Piazzetta Rizzoli, 1 – Cavalese (TN)


Orari

01/01 - 31/05 | mercoledì - domenica 15.00 - 19.00

01/06 - 30/09 | martedì - domenica 15.30-19.30

01/10 - 31/12 | martedì - domenica 15.00 - 19.00

Altri orari su appuntamento. Aperto al mattino per gruppi prenotati


Ingresso

Biglietto intero: 5€

Biglietto ridotto: 2,50 € (studenti 19 - 26 anni, over 65)

Biglietto omaggio: visitatori fino ai 18 anni, persone con disabilità, accompagnatori di persone con disabilità, possessori FIEMME CEMBRA Guest Card, giornalisti.

I biglietti d’ingresso sono acquistabili presso la biglietteria del Museo al momento della visita. Non è possibile prenotare il biglietto di ingresso via e-mail o telefonicamente e pagarlo al momento della visita in mostra.


Visite Guidate

È possibile prenotare un servizio di visita guidata alla mostra contattando anticipatamente l’ufficio all’indirizzo museo@comunecavalese.it. Il servizio di visita guidata ha un costo di € 50,00 a gruppo (max 20 persone), non comprensivo del biglietto d’ingresso.


Informazioni

0462 235416

www.museoartecontemporaneacavalese.tn.it | museo@comunecavalese.it

 

Ufficio stampa

ddl |arts|

Sito web: ddlarts.com | Email: ddlarts@ddlstudio.net | T +39 02 8905.2365

Alessandra de Antonellis | Email: alessandra.deantonellis@ddlstudio.net | T +39 339 3637.388

Ilaria Bolognesi | Email: ilaria.bolognesi@ddlstudio.net | T. +39 339 1287.840


ddl |arts|

Viale Premuda 14, 20129 Milano

ddlarts@ddlstudio.net | +39 02 8905.2365

www.ddlarts.com

giovedì 4 dicembre 2025

IL CASTELLO RITROVATO

IL CASTELLO RITROVATO

Palazzo Madama dall'età romana al Medioevo

19 dicembre 2025 – 23 marzo 2026

a cura di Palazzo Madama e Università degli Studi di Bergamo


VENERDÌ 19 DICEMBRE 2025

ORE 11:30

Corte Medievale

Palazzo Madama - Museo Civico d'Arte Antica

Piazza Castello, Torino



 


 


RSVP

Daniela Matteu | daniela.matteu@fondazionetorinomusei.it 

Chiara Vittone | chiara.vittone@fondazionetorinomusei.it

ddl |arts

Ilaria Bolognesi | ilaria.bolognesi@ddlstudio.net  

lunedì 1 dicembre 2025

Sibille. Voci oltre il tempo, oltre la pietra

Palazzo Farnese a Piacenza presenta dal 5 dicembre 2025 al 3 maggio 2026 la mostra "Sibille. Voci oltre il tempo, oltre la pietra", a cura di Antonio Iommelli, Direttore dei Musei civici di Palazzo Farnese. Un'affascinante e complessa esplorazione della figura profetica femminile delle Sibille, concepita per valorizzare il loro ruolo nella storia dell'arte e per sottolineare il loro legame indissolubile con il patrimonio artistico della città


In prestito dalla Galleria Borghese di Roma arriva l'opera La Sibilla cumana di Domenico Zampieri, detto il Domenichino, capolavoro del Seicento che incarna l'interpretazione classica e vibrante della profetessa, che sarà il cuore dell’allestimento e fulcro di un dialogo temporale “serrato” con la contemporaneità, grazie alla presenza di otto sculture sibilline dell'artista piacentino Christian Zucconi. Il progetto nasce dalla volontà di evidenziare l'importanza delle Sibille nel contesto piacentino, in particolare in riferimento al ciclo pittorico di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino. Tra il 1626 e il 1627, il Guercino lasciò infatti una testimonianza fondamentale nella Cattedrale di Piacenza, dove affrescò il ciclo dei Profeti inserendo coppie di Sibille nelle lunette del tamburo. Quest'atto, che completava l'opera iniziata da Pier Francesco Mazzucchelli, detto il Morazzone, testimoniava la rilevanza paritaria di queste figure profetiche nella cultura dell'epoca, rendendo Piacenza un luogo naturale per ospitare un'esposizione dedicata a questo tema. 

Le Sibille, infatti, compaiono anche in altri due luoghi simbolo della città: nella cupola cinquecentesca di Santa Maria di Campagna, affrescata da Giovanni Antonio de' Sacchis, detto il Pordenone, e nella basilica di San Francesco, dove Giova Battista Trotti, detto il Malosso, le inserì a coronamento della sua Incoronazione e Genealogia della Vergine Maria. La giustapposizione tra la pittura seicentesca e le opere scultoree moderne mira a creare un nesso temporale che rafforza il senso di continuità, la fisicità e l'attualità del mito sibillino, sia nella produzione artistica locale che in quella universale. Al centro dell’esposizione la Sibilla cumana del Domenichino del 1617, data attestata da una ricevuta di pagamento da parte di Scipione Borghese che, si ipotizza, possa aver in qualche modo suggerito l'iconografia. La Sibilla è ritratta con un turbante e alle sue spalle una viola da gamba. Il suo bel volto rivela chiari contatti con la scuola bolognese, mostrando lo sguardo tipico delle protagoniste di Guido Reni. Alle sue spalle, il paesaggio rivela precisi riferimenti simbolici, come l’alloro, albero sacro ad Apollo protettore delle arti, e la vite, che rimanda a Bacco, dio del vino e dell'ispirazione poetica, ma anche a Cristo la cui venuta fu preannunciata da una sibilla secondo l'interpretazione di Virgilio. 

L’accostamento con le sculture sibilline di Christian Zucconi, classe 1978, realizzate in travertino rosso persiano e ferro, non sono semplici accompagnamenti, ma rappresentano l'attualizzazione del mito attraverso un linguaggio scultoreo che ne esplora la dimensione psicologica e simbolica. Zucconi infatti ha curato interamente l’installazione, occupandosi della progettazione, dell’allestimento, delle luci e dell’opera sonora Versi sibillini con parole, composizione e musica dello stesso Christian Zucconi, voce e rumori di Greta di Lorenzo e percussioni di Gian Luca Capelli. Una traccia audio che guida il visitatore in una circolare ripetizione di eventi e suoni, un continuo susseguirsi di significati che estende il tema della profezia e del tempo al di là del visivo, completando il dialogo tra scultura, mito e modernità.Tutte queste opere, unite, offrono un percorso che partendo da Piacenza e passando attraverso il Pordenone, il Malosso, il Guercino e il Domenichino, approda fino alla scultura e al suono contemporaneo di Zucconi, dimostrando la vitalità e la risonanza del mito sibillino come archetipo profetico universale che risuona attraverso i secoli. 

La mostra è accompagnata da un testo critico che esplora il tema delle sibille dal mondo antico fino alla prima metà del Seicento. Dal titolo Sibille: mito, iconografia e visione profetica, di Antonio Iommelli, è edito da Nomos Edizioni e sarà presentato a febbraio 2026.

venerdì 14 novembre 2025

MARILISA COSELLO COMPLEX

Cosello (spazio contemporanea ospita Complex la mostra personale di Marilisa Cosello concepita dal curatore Luca Panaro come una rassegna delle opere più significative dell’artista. Il progetto, realizzato in collaborazione con Galleria Studio G7, intende mostrare attraverso un articolato percorso espositivo i diversi media utilizzati da Cosello. 

In mostra l’atto performativo che origina il video e la fotografia si accompagna al disegno e alla creazione di oggetti scultorei. Nella ricerca di Marilisa Cosello l’immaginario del secolo scorso è aggiornato alla scena contemporanea, i riferimenti visivi al passato sono svuotati da significati storici, diventano nuovi territori in cui i protagonisti sembrano esistere solo in quanto parte di un disegno più ampio. Gli “esercizi” messi in scena da Cosello sono proiezioni che fanno riferimento alla propaganda del XX secolo, come risulta evidente nei primi lavori. 

L’aspetto fisico e il corpo allenato, una vita attiva e sportiva, sono spesso il punto di partenza, un atto di ribellione verso ogni ideologia dominante. Nel 2020 l’artista da inizio al ciclo di opere intitolate Try, una serie di performance ambientate in varie città e aventi ciascuna come soggetto uno sport differente: scherma, ginnastica artistica, boxe, sollevamento pesi. Il risultato consiste in immagini forti che evidenziano come Cosello decontestualizzi il gesto fisico a favore di una riflessione sull’identità femminile. La postura delle atlete, l’utilizzo simbolico del colore, la serialità degli indumenti, sono alcuni dei fattori presenti nella sua ricerca che il progetto espositivo mette in evidenza. Del 2022 è la serie American Dream nata da un dialogo tra Marilisa Cosello e Noam Chomsky che autorizza l’utilizzo di estratti dal suo libro “Requiem for the American Dream: The 10 Principles of Concentration of Wealth & Power”. Nelle opere di questo progetto all’immaginario sportivo del ciclo di opere precedenti si aggiunge quello del sogno americano, fatto di sfide muscolari a braccio di ferro, shorts di jeans, oggetti in acciaio e coreografie di gruppo. Il lavoro rappresenta una società in rapido declino, dove la violenza viene estetizzata nel suo inarrestabile processo di trasformazione in immagine. Marilisa 

Marilisa Cosello, American Dream, Jane, Ck, Texas, Roma, 2024, video, 4'32'', ed.3+1ap (still)
Courtesy l’artista e Galleria Studio G7, Bologna

Cosello (Salerno, 1978) vive e lavora a Milano. L’artista utilizza l’immaginario del corpo e gli archetipi della società come palcoscenici in cui vengono articolate idee politiche, lotte personali, aspettative della società. La sua opera riflette su come il potere influenzi le vite individuali e le narrazioni sociali più ampie, e offre una lettura critica delle intersezioni tra personale e istituzionale. Espone in Italia e all’estero presso istituzioni pubbliche e private e partecipa a manifestazioni internazionali tra cui si ricordano M9 Museum, Venezia; Museo Palazzo Riso, Palermo; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Fotografie Forum Frankfurt, Francoforte; Circulation(s) Festival e Central Dupon, Parigi; Kunsthalle, Lana; Fotografia Europea, Reggio Emilia; Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di Soligo; Centrale Festival, Fano e Milano.Suoi lavori appartengono a importanti collezioni pubbliche e private.  


MARILISA COSELLOCOMPLEX a cura di Luca Panaro 

spazio contemporanea 

29.11.2025 - 07.02.2026 

Apertura mostra sabato 29 novembre ore 18.00  


spazio contemporanea corsetto 

Sant'Agata 22  25122 Brescia

Vittoria  orari di apertura 

giovedì, venerdì, sabato ore 15.00-19.00 o su appuntamento info@spaziocontemporanea.eu


venerdì 7 novembre 2025

LIGHT! MY FIRE - Fotografie di Francesca Sara Cauli

L’associazione Terzotropico-APS, in collaborazione con l’associazione tempo e Diaframma e l’Azienda USL di Bologna e con il sostegno del Comune di Bologna, presenta la mostra fotografica

LIGHT! MY FIRE - Fotografie di Francesca Sara Cauli

Negli ultimi quindici anni Francesca Sara Cauli ha costruito un racconto visivo intenso e stratificato della musica dal vivo, attraversando festival, club e teatri tra Italia e Spagna.

La mostra “LIGHT! MY FIRE” presenta una selezione di fotografie realizzate tra il 2015 e il 2025, testimoniando la vitalità e la trasformazione della scena musicale contemporanea attraverso lo sguardo di una delle più interessanti fotografe di concerto italiane.

Il suo obiettivo ha incontrato icone internazionali come Depeche Mode, Radiohead, The Cure, Grace Jones, Beck, Blur, Franz Ferdinand, PJ Harvey, Morrissey, LCD Soundsystem, FKA Twigs, Kendrick Lamar, Erykah Badu, M.I.A., Janelle Monáe, Phoenix, accanto a protagonisti della nuova generazione – Rosalía, Charli XCX, Caroline Polachek, Aurora, Fontaines DC, Lorde – e ad artisti italiani affermati come Cesare Cremonini, così come a rappresentanti della nuova scena italiana che ridefiniscono il rapporto tra musica e identità: Ghali, Mahmood, Lucio Corsi, Daniela Pes. Negli ultimi anni, ha ampliato il suo sguardo al jazz, grazie alle esperienze come fotografa per il Bologna Jazz Festival e per il festival sardo Time in Jazz di Paolo Fresu.

La ricerca fotografica di Francesca Sara Cauli è caratterizzata da un uso espressivo del colore, dal gioco con il controluce e dalla ricerca costante del movimento. Attraverso questi elementi, le sue immagini restituiscono l’intensità del palco e l’atmosfera vissuta dal pubblico, trasformando la musica in gesto visivo e memoria condivisa.

“LIGHT! MY FIRE” propone un percorso che attraversa dieci anni di musica dal vivo, raccontando il concerto come luogo di incontro tra luce, corpo e suono.



Info

LIGHT! MY FIRE - Fotografie di Francesca Sara Cauli

QR Photogallery Via Sant’Isaia, 90 Bologna

7 novembre 2025 – 10 dicembre 2025

Orari:  da lunedì a venerdì dalle 9:00 – alle 19:00 / sabato dalle 9:00 alle 13:00


Tel: +39 3396247452

Email: terzotropico@terzotropico.it

www.terzotropico.it

www.qrphotogallery.it 

giovedì 30 ottobre 2025

The Others Art Fair Torino

The Others Art Fair, la fiera dell’arte contemporanea di Torino, è giunta alla quattordicesima edizione. MA-EC Gallery anche quest' anno partecipa e sarà presente al Booth 23.

Il titolo di questa edizione The future is here, right now! è un invito a immaginare un futuro che non va semplicemente atteso o osservato, ma riscritto per mezzo delle proposte delle giovani gallerie e degli spazi non profit: realtà capaci di anticipare ciò che sarà  o potrebbe essere il sistema dell’arte di domani, o almeno una sua possibile declinazione.

Ospitata per il secondo anno consecutivo negli spazi dell’ITCILO, il Centro Internazionale di Formazione dell’ILO (International Labour Organization) a Torino, la fiera si terrà dal 30 ottobre al 2 novembre 2025 e coinvolgerà gallerie emergenti, spazi indipendenti e progetti transdisciplinari che daranno vita a installazioni inedite, performance ed esposizioni.

Il progetto che MA-EC presenta a The Others mette in dialogo due giovani artisti cinesi che amano sperimentare, utilizzare intelligenza artificiale, tecnologie interattive, 3D, e un artista colombiano già affermato che padroneggia sia la tecnica ad olio sia la punta d’argento e l’acquerello, restando fedele alla tradizione della pittura. L’accostamento di questi stili così distanti se in un primo momento può creare spaesamento, dopo una più attenta visione spinge lo spettatore a riflettere sull’universalità dell’arte e su come l’arte concretizzandosi nelle forme più diverse riesca a scuotere gli animi e stimolare dibattiti.

JORGE CAVELIER : Gigante sul Fiume
punta d’argento su carta montata su alluminio, 25,4x20,8cm, 2025

Ziggy (Zhenglong) Yang è un artista cinese residente a New York la cui pratica è incentrata sull'esplorazione sperimentale del mezzo sia come materiale che come interfaccia.  Attraverso le sue installazioni, esamina il modo in cui le ecologie urbane, culturali e tecnologiche plasmano in modo sottile ma potente la percezione, il comportamento e la vita interiore —soprattutto in un'epoca di accelerato progresso tecnologico. Ziggy presenta una scultura in rilievo in ceramica creata tramite modellazione digitale e stampa 3D.

Una Qingwen Zhang è un'artista, designer multidisciplinare e ricercatrice che utilizza la tecnologia per creare incontri sensoriali attraverso l'olfatto e il gusto. Con il cibo e la storia come lenti, esplora come le vite individuali e collettive siano intrinsecamente varie ma profondamente connesse attraverso lo spazio e il tempo. In questo progetto presenta un trittico di dipinti emblematici di epoche e stili diversi, inglesi e americani.

Jorge Cavelier dipinge in prevalenza paesaggi ma che non portano in nessun luogo specifico: fiumi e foreste, montagne e mangrovie o mari sono soprattutto passaggi per entrare in stati contemplativi. Non descrivono un luogo particolare, ci riportano in tutti gli spazi percorsi dall'umanità nel tempo. Attualmente alla MA-EC Gallery di Milano è in corso una sua personale dal titolo Il Canto dell’acqua, che sarà visitabile fino all’11 novembre 2025.


Per la sezione video è stato selezionato Marcello Vigoni, artista proposto da MA-EC



2025 The Others Art Fair Torino

MA-EC Gallery Booth 23

Sede: ILO, International Training Centre of the ILO

Viale Maestri del Lavoro 10

Torino


Opening: giovedì 30 ottobre ore 16.00

Date: dal 31 ottobre al 2 novembre 2025

Orari: 11.00-21.00


Per le modalità di accesso e per l’acquisto biglietti consultare il sito www.theothersartfair.com


Info: info.milanart@gmail.com  

Tel: 0239831335


giovedì 23 ottobre 2025

Le date di Cremona Art Fair 2026

Adesso è ufficiale: Cremona Art Fair 2026 si terrà da venerdì 8 a domenica 10 maggio 2026 nel più ampio del quartiere fieristico ( Padiglione 2 ) di Cremona Fiere.


 I nuovi spazi  consentiranno di accogliere più espositori offrendo un’esperienza di visita più immersiva, con ampi corridoi, servizi potenziati e una migliore fruizione dei progetti.

Giunta alla quarta edizione, la fiera rinsalda il proprio radicamento nella città, tessendo relazioni sempre più fitte e favorendo il dialogo tra pubblico, istituzioni e comunità artistiche. 

Cremona Art Fair intende affermarsi come soggetto stabile dell’ecosistema economico e creativo della Lombardia, contribuendo anche alla sua dimensione identitaria. 

Cremona Art Fair 2026 presenterà tre sezioni principali:  

- Main Section: sezione a cui parteciperanno numerose gallerie consolidate nel panorama nazionale e internazionale, per offrire ai collezionisti un’accurata selezione di opere che attraversa le categorie dell’arte moderna, post-bellica e contemporanea.     

- Art Projects: sezione dedicata a spazi indipendenti, progetti e gallerie emergenti, che presenteranno principalmente solo show e duo show, ponendo in dialogo artisti provenienti da diversi background.  

- Editor: sezione dedicata all’editoria indipendente e ai libri d’artista, che mette in risalto il lavoro di case editrici specializzate e autori attivi fuori dai circuiti tradizionali. 


Questa quarta edizione sarà caratterizzata da nuove progettualità, pensate per ampliare il network artistico e stimolare la crescita del panorama contemporaneo, promuovendo lo scambio di idee tra professionisti e appassionati. Il programma completo sarà pubblicato nei prossimi mesi. 


https://www.cremonaartfair.com/

mercoledì 15 ottobre 2025

Alchimie tra fibra e materia

La Galleria Arianna Sartori di Mantova, nella sala di via Cappello 17, presenta la mostra intitolata “Alchimie tra fibra e materia”, opere di Paola Esposito e Elena Rizzardi.L’esposizione, curata da Arianna Sartori, si inaugura Sabato 18 ottobre alle ore 17.00 alla presenza delle due Artiste. In mostra è possibile ammirare alle pareti 14 opere di Elena Rizzardi e al centro della sala 8 sculture di Paola Esposito. “Alchimia tra fibra e materia” fino a Giovedì 6 novembre 2025, con orario dal Lunedì al Sabato 10.00-12.30 / 15.30-19.30, chiuso Domenica e festivi (1° novembre).Per informazioni: tel. 0376.324260, info@ariannasartori.eu