mercoledì 18 febbraio 2015

Le sculture di Giuseppe Ducrot in una mostra a cura di Achille Bonito Oliva al Macro Testaccio di Roma

Dal 20 febbraio al 10 maggio 2015, al Macro Testaccio di Roma, si terrà la rassegna Giuseppe Ducrot scultore, a cura di Achille Bonito Oliva, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e Turismo - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. La mostra  presenterà un’interessante selezione di opere, dalle resine ai bozzetti in ceramica, passando per le invenzioni in terracotta invetriata, le scenografiche forme neobarocche.

Giuseppe Ducrot_Vanitas, 2013
La narrazione del percorso riflette la libertà compositiva di Ducrot, derivata da una contaminazione di stili e di riferimenti all’antico, riletti con una sensibilità contemporanea. Manualità, tecnica e estetica per lo scolpire sono gli elementi che caratterizzano i lavori in mostra, perché per l’artista la scultura non è, come affermava Arturo Martini, una «lingua morta», bensì un mezzo vivo con il quale comunicare le proprie passioni.

«È così – scrive Achille Bonito Oliva – che nella materia stessa della sua opera, che sia marmo o oro, terracotta o bronzo risuona l’interrogante elaborarsi della forma. Un corpo a corpo sensibile, ma non emotivo, perché ordito da un vigile sistema combinatorio, virtù del compimento e passione del dettaglio».

Quattro le sezioni della mostra: Genius loci, Committenza, Materia, Vanitas

Il catalogo, edito da Quodlibet e curato da Achille Bonito Oliva e Benedetta Carpi de Resmini, contiene, oltre al saggio di Achille Bonito Oliva, testi di Sandro Barbagallo, Michele Brescia, Patrizia Cavalli e Niccolò Ammaniti e un ricco dossier di immagini contenente le opere esposte, corredato da una esaustiva bio-bibliografia dell’artista.

In mostra sarà proiettato un corto documentario di Chiara Nano (durata: 26'05”), dal titolo "L'Ultima Nicchia”, dedicato alle fasi di lavorazione del S. Annibale Maria di Francia, statua monumentale in marmo di Carrara collocata in una nicchia esterna della Basilica di San Pietro in Vaticano, la cui lavorazione ha richiesto 4 anni, tra Roma e Pietrasanta.