venerdì 31 marzo 2017

Conferenza Stampa di presentazione delle attività 2017 dei SACRI MONTI DEL PIEMONTE





SACRI MONTI DEL PIEMONTE. Patrimonio Unesco

Conferenza Stampa

INVITO
La Regione Piemonte è lieta di invitarLa

Venerdì 14 aprile, alle ore 12
Torino, Sala Stampa del Palazzo della Regione Piemonte
(Piazza Castello 165)

alla
Conferenza Stampadi
presentazione delle attività 2017 dei
SACRI MONTI DEL PIEMONTE

interverranno


Antonella Parigi - Assessore alla Cultura e Turismo della Regione Piemonte

Renata Lodari - Presidente dell’Ente di Gestione Sacri Monti del Piemonte






Ufficio Stampa:

Miriam Corgiat. Ufficio Comunicazione Assessore Antonella Parigi
Assessorato Cultura e Turismo Regione Piemonte
 tel. 0114325313 / 3387336478  miriam.corgiat@mail.regione.piemonte.it
 

in collaborazione con:
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione2@studioesseci.net







giovedì 30 marzo 2017

Galeazzo - Nardini, Caimi & Piccinni

Mercoledì 5 aprile 2017 ore 19
INTERZONE GALLERIA inaugura la mostra fotografica 
Galeazzo | Nardini, Caimi & Piccinni

Galeazzo, una mostra a sei mani, è un percorso alla scoperta di un artista fuori dagli schemi, Nardini, attraverso un dialogo fatto di rimandi tra scatti e opere originali e lo sguardo autoriale di Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, chiamati ad immergersi nella casa/studio di Galeazzo, subito dopo la sua scomparsa.

Agli occhi dei due fotografi, la casa in cui Galeazzo ha custodito più di cinquant'anni la sua ricerca artistica, appare come un dedalo carico di risonanze, dove l'arte e la vita si compenetrano, dove muoversi è come stare all'interno del mistero di un'esistenza che scorre ma che non si è conclusa.

Le fotografie di Caimi e Piccinni si fondono in modo organico con il sorprendente materiale di Galeazzo Nardini in un unico panorama visivo, in un flusso ininterrotto di coscienze.

«...Il materiale che abbiamo raccolto per la mostra è stato cercato, scovato, toccato, annusato. È materiale stratificato di pensieri, di polvere, di momenti di vita personale e collettiva, materiale che si porta dentro la storia di una persona e del suo mondo...»

Fotografiche originali, sequenze di immagini di performance, peel-apart bianconero polaroid conservate con il loro negativo incrostato, fotocopie di fotografie manipolate, provini a contatto in bianconero, Super8 stampati e poi arricchiti di interventi colorati, tantissimi provini a contatto, e oggetti e frammenti creano un itinerario a più voci, in cui presente e passato coesistono.

Galeazzo è un originale primo approccio alla scoperta di un uomo e un artista che dopo essere stato protagonista del panorama artistico internazionale, si è messo in sciopero per quarant'anni, continuando a produrre con ossessiva coerenza un impressionante corpo di opere.

I fotografi Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni assieme ad Hélène Nardini, figlia di Galeazzo, saranno presenti all’inaugurazione della mostra il 5 aprile 2017 alle ore 19.

Catalogo: Galeazzo, Nardini, Caimi & Piccinni, b/n + colore, italiano, 2017, pp.84, INTERZONE/BLURB

Un ringraziamento speciale va a Camera Oscura e 001




mercoledì 29 marzo 2017

A Palazzo Reale, la mostra "Charlotte Salomon".

Giunge per la prima volta in Italia, dal 30 marzo a Palazzo Reale, l'opera di Charlotte Salomon, giovane artista ebrea morta ad Auschwitz, che prima di essere deportata riuscì a mettere in salvo il racconto pittorico della sua vita, affidandolo al suo medico.

Sopravvissuto alle persecuzioni e alla guerra, il lascito artistico si compone di 1325 documenti tra tempere, veline, annotazioni, varianti pittoriche e altre prove, con una scelta di quasi 800 tempere selezionate dall'autrice stessa quali immagini del racconto definitivo.

Vita? O Teatro?" espone 270 tempere, insieme a decine di fotografie storiche che illustrano la sua vita. La mostra, a cura di Bruno Pedretti, è promossa e prodotta dal Comune di Milano, Palazzo Reale e Civita Mostre, in collaborazione con il Jewish Historical Museum di Amsterdam.

Dagli anni Sessanta le tempere di Charlotte Salomon sono state esposte in forma antologica in importanti musei, ma mai in Italia.




Le strutture dell'esistenza per Mario Nigro alla galleria Dep Art

In occasione del centenario della nascita , la galleria Dep Art dedica a Mario Nigro (Pistoia, 1917 - Livorno, 1992) "Le strutture dell'esistenza", un'ampia mostra con dipinti su tela e opere su carta a cura di Federico Sardella.

Dep Art avvia nel 2006 la sua attività proprio con un'esposizione di Mario Nigro voluta dal gallerista Antonio Addamiano e, nella sua nuova sede di via Comelico - confermando l'interesse e la passione per il suo lavoro - dopo 11 anni dalla prima rassegna a lui dedicata, presenta una serie di opere appartenenti a differenti periodi.



Concentrando l'attenzione sui dipinti nei quali l'artista mette in atto una sorta di codificazione della struttura, la mostra pone in dialogo un gruppo di opere degli anni Cinquanta e Sessanta, caratterizzate da fitte aggregazioni reticolari che tendono alla saturazione della superfice, che diventa così tassello di qualcosa di ampliabile, poste in dialogo con lavori degli anni Settanta, nei quali si concretizzano gli studi sulla linea, protagonista indiscussa delle strutture di Nigro.

Artista fra i più importanti della sua generazione e figura cardine nell'arte italiana, Mario Nigro si è sempre distinto per la sua poetica rigorosa e per la costante ricerca pittorica basata sul colore retta da strutture in divenire, in grado di evolversi sino alla saturazione totale dello spazio dell'opera così come capaci di sfaldarsi, arrivando ad una riduzione minimale e drastica degli elementi che le caratterizzano. La mostra presenterà così dipinti con strutture reticolari, complesse e fortemente vibratili in dialogo con opere essenziali , apparentemente semplici, caratterizzate da spazi meditati e silenzi calibrati, confermando che Nigro non si è mai posto il problema di come riempire o impiegare lo spazio della tela e che tutto il suo procedere resta in bilico fra ricerca del progetto e libertà d'azione, fra caos e ordine, fra strutture che si nutrono dell'esistenza ed esistenza stessa.

"Mi pare che in conclusione mi posso considerare veramente un pittore, nel senso più classico e più essenziale del termine, perché l'obiettivo, reso sempre con maggiore evidenza nel progredire, o comunque nell'evolversi delle mie ricerche, è quello di valorizzare l'elemento fondamentale della pittura, cioè il cromatismo, di liberarlo da tutto quel bagaglio di cultura e di pregiudizi che ne ostacolano l'individuazione poetica e di dargli quel valore di aderenza alla psiche umana per cui la sua essenzialità alienante non è altro che il riflesso dell'esigenza dell'alienazione dell'amore, cosicché si può parlare di 'metafisica del colore' " scrive Nigro nel 1975 a proposito del suo lavoro.

La mostra è accompagnata da un volumebilingue (italiano / inglese) realizzato da Dep Art, a cura di Federico Sardella, contenente un testo del curatore, un ampio studio critico di Giovanni Maria Accame, tutte le riproduzioni delle opere esposte, arricchite da una selezione di immagini di repertorio e da apparati bio-bibliografici.


Mario Nigro. Le strutture dell'esistenza
A cura di Federico Sardella
Sede Galleria Dep Art, Via Comelico 40, 20135 Milano
Date 1 aprile - 10 giugno 2017
Inaugurazione venerdì 31 marzo, ore 19
Orari da martedì a sabato, ore 10.30 - 19. Chiuso domenica e lunedì.
Ingresso libero

Info al pubblico Dep Art | tel. 0236535620 | art@depart.it | www.depart.it

Ufficio stampa NORA comunicazione - Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
t. +39 339 89 59 372 
info@noracomunicazione.it - www.noracomunicazione.it




martedì 28 marzo 2017

Reginald Sylvester II - The rise and fall off people

Ancora pochi giorni per poter visitare la prima mostra personale italiana dell’artista newyorkese Reginald Sylvester II, che coincide anche con il suo debutto in Europa, in esposizione presso la Fondazione Stelline fino all'1 aprile.

Nato a Jacksonville, nel North Carolina, e da anni residente a New York, Sylvester II si sta rapidamente affermando nel panorama internazionale come uno degli artisti più promettenti delle ultime generazioni.

Dotato di un linguaggio pittorico ricco e versatile, Sylvester si muove in uno spazio a cavallo tra astrazione e figurazione, dove il gesto istintivo si traduce in una forma comunicativa immediata caratterizzata da una forte spiritualità. Le sei grandi opere preparate per la mostra alla Fondazione Stelline fotografano un momento particolarmente importante nel percorso dell’artista. La visione introspettiva tipica dei primi lavori di Sylvester si sta infatti evolvendo gradualmente in un’analisi del mondo esterno, avviando una serie di riflessioni inedite su come la sfera personale interagisce con la coscienza collettiva. Come testimonia il titolo “The Rise and Fall of a People” (L’ascesa e la caduta e di un popolo), i ritratti di Sylvester si affidano a tematiche bibliche per esplorare il momento particolarmente critico che sta vivendo la società occidentale.

Reginald Sylvester II è nato a Jacksonville, North Carolina, nel 1987. E’ cresciuto a Oakland, in California, e ha frequentato l’Accademia di Belle Arti presso l’Università di San Francisco. Il suo lavoro è stato esposto in diverse mostre organizzate da Maximillian William, Londra, e da Pace Prints a New York, città dove Sylvester vive e lavora.

REGINALD SYLVESTER II. THE RISE AND FALL OF A PEOPLE
Fino al 1 aprile 2017
martedì-domenica, 10-20
ingresso libero

FONDAZIONE STELLINE
corso Magenta, 61 - 20123 Milano (Italia)
Come arrivare
Metro:  MM1/MM2 Cadorna, MM1 Conciliazione, MM2 S.Ambrogio
Treno:  FNM Cadorna 
Tram:   16 - 19 | Autobus: 18, 50, 58, 94
Info | T. (+39) 0245462.411
fondazione@stelline.itinfo@stelline.it
http://www.stelline.it/it/la-fondazione/fondazione-stelline



lunedì 27 marzo 2017

Art Paris Art Fair 2017

Cosmopolitan and local, regional and international, Art Paris Art Fair, modern and contemporary art fair is held in Paris from 30th March to 2nd April 2017

Thisleading springtime event brings together close to 140 galleries from some 20 countries at the Grand Palais, exploring European art from the post-war period to the present day as well as emerging talents from around the world.

Since 2012, the fair has built a reputation for its exploration of international art scenes. After Asia, Art Paris Art Fair continues to shed light on new scenes by inviting Africa as guest of honour in 2017. The objective is to work with galleries and artists from both the African continent and the diaspora to highlight the richness and diversity of contemporary African creativity. A very complete events programme will broaden this exploration of a continent where a state of artistic effervescence reigns including: a selection of videos dealing with the themes of identity and the body; a platform devoted to writings and critiques from an African perspective; and a day of encounters and talks that will bring together key cultural figures and producers who are committed to promoting Africa-based artists and members of the diaspora.

As a complement to the guest of honour, more than ever Solo Show sector privileges presentation of personnal exhibitions, and Promises sector supports young galleries and emerging creation.
In cooperation with a selection of participating galleries, Art Paris Art Fair offers a unique programme of spectacular projections of digital art on the facade of the Grand Palais every evening for the duration of the fair.

In addition, the "Springtime in Paris" VIP programme offers collectors and art professionals access to the best of what is on in Paris, this year with a special focus on Africa.


Practical information
Preview (by invitation only): Wednesday 29 March 2017 from 6pm to 10pm
Hours:
Thursday and Saturday 11:30am-8pm
Friday 11:30am-9pm
Sunday 11:30am-7pm

30 March>2 April 2017
Grand Palais
Africa guest of honour
Vernissage: 29 March 2017





domenica 26 marzo 2017

Andrea Panarelli con Apqartamen⊥o alla Galleria E23

La Galleria E23 inaugura mercoledì 5 aprile 2017 alle ore 19.00 la personale di Andrea Panarelli dal titolo “Apqartamen⊥o”, a cura di Antonio Cocchia.

Il silenzio appartiene alla struttura fondamentale dell’uomo”, sostiene Max Picard. È una dimensione in cui crear rifugio dalla realtà esterna. Il silenzio aiuta a pensare, a concentrarsi, a ritrovare sé stessi e ad ascoltarsi. In esso l’uomo genera idee con la tranquillità dovuta ad una temporalità nuova: tutto è più lento e dilatato. Inoltre, attraverso il silenzio l’uomo può manifestare rispetto nei confronti di una realtà superiore e accettazione della propria limitatezza.

Andrea Panarelli, utilizzando svariati mezzi espressivi – dalla pittura al video, all’installazione -, riflette sul rapporto fra “appartarsi” e “appartenere”. Per gli spazi della galleria propone una serie di lavori che ha come soggetto “l’appartamento”, uno spazio intimo che in qualche modo unisce il dentro con il fuori, il privato con il pubblico. È l’unità di misura dell’abitare – giocare, lavorare, avere cura, pregare -, ma è anche il luogo della relazione, dell’incontro con l’altro, il posto in cui si sogna a occhi aperti, lo spazio del silenzio.

Andrea Panarelli – Nato a Zurigo nel 1975, infanzia vissuta tra la Svizzera e l’Italia. Frequenta la Florence Academy of Art nel 2007 per approfondire la conoscenza delle tecniche pittoriche. Utilizza vari medium la pittura in primis, affiancandola in seguito a installazioni e video. Il paesaggio – fisico, mentale ed emozionale – il cinema, la società, la propria storia personale diventano nelle sue mani elementi da modificare per rileggere la realtà.


Artista: Andrea Panarelli
Curatore: Antonio Cocchia
Titolo personale: Apqartamen⊥o
Sede espositiva: Galleria E23, Via Blanch, 23 (P.zza Nazionale) 80147 – Napoli
Inaugurazione: Mercoledì 5 aprile 2017 – ore 19:00 – 22:00
Durata: 6 aprile – 17 maggio 2017
Per informazioni al pubblico: Tel. +39 081 0484111 – cell. +39 320 6564903
E–mail: infoe23@gmail.com – Sito web: www.eventitre.net
Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 12.30
e su appuntamento chiamando il 320 6564903 - 3348037272




sabato 25 marzo 2017

Bertozzi & Casoni - Minimi Avanzi


Dal 25 marzo al 24 settembre 2017, la Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, ospita la mostra Bertozzi & Casoni. Minimi Avanzi, che presenta 24 opere di diversi formati, realizzate dai due dei più importanti e riconosciuti maestri della scultura ceramica contemporanea, cui si aggiunge un’installazione inedita di grandi dimensioni, creata appositamente per gli spazi del museo, che dialogherà con i suoi luoghi ricchi di storia e con i capolavori d’arte antica in esso conservati.

La rassegna, curata da Stefano Papetti, Elisa Mori, Giorgia Berardinelli e Silvia Bartolini, è la prima personale del duo in terra marchigiana, riveste inoltre un importante significato di rinascita culturale e turistica per tutta la regione.

La rassegna riveste un importante significato di rinascita culturale e artistica della regione: inizialmente prevista per novembre scorso, era stata rimandata a causa dei terribili eventi sismici.


Bertozzi & Casoni - Minimi Avanzi
PINACOTECA CIVICA
Ascoli Piceno - dal 25 marzo al 24 settembre 2017
Piazza Arringo 7 (35010)
+39 0736 2981




venerdì 24 marzo 2017

Festival delle Alpi e delle Montagne Italiane

Il "Festival delle Alpi e delle Montagne Italiane", organizzato dall'Associazione Montagna Italia in collaborazione con il Club Alpino Italiano, desidera promuovere le potenzialità culturali, turistiche ed economiche italiane, coinvolgendo Regioni, Province, Comuni, Proloco, Enti e Associazioni di tutta la penisola.



A questo scopo viene creato un calendario di eventi a livello nazionale che raggruppa tutte le iniziative legate al mondo della montagna (escursioni, arrampicate, spettacoli, fiere, passeggiate all'insegna della scoperta dei rifugi, dei paesi di montagna e delle loro genti, alpinismo, agricoltura di montagna, folklore, enogastronomia, cultura di montagna, ma anche attività per favorire la valorizzazione della natura, dell'ambiente e della biodiversità con attenzione particolare alle foreste) che si svolgono in tutta Italia nel weekend 1-2 luglio 2017.

Regioni, Province, Comuni, Enti, Proloco e Associazioni possono promuovere i loro eventi che si terranno nel weekend 1-2 luglio 2017 inviando la scheda di adesione (che potete scaricare qui) entro il 31 maggio 2017 all'indirizzo e-mail: press@montagnaitalia.com

Le iniziative verranno inserite, a titolo gratuito, nel magazine ufficiale del "Festival delle Alpi e delle Montagne Italiane" e promosse a livello nazionale ed internazionale.



Via Zelasco, 1 – 24122 Bergamo - Tel. 035237323 - info@montagnaitalia.com -  www.montagnaitalia.com

giovedì 23 marzo 2017

Parma 360 Festival della creatività contemporanea

Dopo il grande successo di pubblico dello scorso anno, torna nella città di Parma la seconda edizione di Parma 360 Festival della creatività contemporanea: uno sguardo a 360° sul sistema della creatività contemporanea italiana e un focus sulla creatività emergente.

Dal 1 aprile al 14 maggio 2017, in diversi spazi istituzionali e privati della città di Parma, èin arrivo un programma ricco di mostre, installazioni ed eventi di fotografia, pittura, illustrazione, grafica e musica: ovvero l'arte come motore di crescita e trasformazione sociale.

L'iniziativa è organizzata dalle associazioni 360° Creativity Events, Art Company, Kontainer, con il contributo del Comune di Parma,la direzione artistica di Camilla Mineo e Chiara Canali e un'ampia rete di partner pubblici e privati.

L'anima multidisciplinare del Festival Parma 360, basata sul doppio concetto di recuperare la naturale vocazione culturale e artistica di Parma, facendole vivere in modo nuovo e sinergico gli spazi espositivi, e la valorizzazione della comunità creativa sul territorio, sono sempre il motore della manifestazione che ha permesso di poter rilanciare e promuovere la cultura artistica e di formazione della città.

Parma 360 fa rete sul territorio
Parma 360 Festival della creatività Contemporanea si propone di fare rete tra le associazioni, i centri di ricerca, gli enti del territorio di Parma e provincia, per incentivare competenze e conoscenze locali la cui valenza è riconosciuta a livello nazionale.

PARMA 360 intende mettere in rete e promuovere contemporaneamente il patrimonio artistico già esistente in un vero e proprio museo diffuso sul territorio, valorizzando attraverso l'arte contemporanea chiese sconsacrate, palazzi storici e spazi di archeologia industriale non sempre conosciuti dai cittadini della città.


Parma 360 e i suoi partner
PARMA 360 è reso possibile grazie al contributo delle istituzioni pubbliche e al coinvolgimento di alcune aziende private, a dimostrazione di come l'Arte possa essere uno strumento per la valorizzazione del patrimonio culturale e volano di crescita economica e sociale del territorio.

Oltre all'importante contributo del Comune di Parma e del Bando Funder35 - l'impresa culturale che cresce, dedicato alle organizzazioni culturali non profit, PARMA 360 si avvale del generoso sostegno di sponsor privati e aziende delle città, come Chiesi Farmaceutici, Parmalat, Poliambulatorio Dalla Rosa Prati, Studio Livatino, Confimi e Prosciuttificio Bedogni Egidio .

360 VIRAL: il circuito OFF
Parma 360 è un festival virale, disseminato in tutta la città: la sezione 360 VIRAL si propone di coinvolgere il pubblico in un percorso artistico diffuso nel centro storico, con l'obiettivo di rilanciare e promuovere la cultura artistica più vitale e presente nel territorio. All'appello tutti gli spazi creativi di Parma: gallerie, studi professionali, coworking, enolibrerie, negozi per una ricca e curiosa offerta espositiva.

Per chi volesse proporre la propria iniziativa può rivolgersi a info@parma360festival.it


Programma mostre ed eventi:
(ingresso libero)

  • STUDIO AZZURRO 
    Stazione Creativa
    Workout Pasubio Temporary
    Via Palermo 6
  • DE RERUM NATURA. OMAGGIO A NINO MIGLIORI
    Paola Binante | Luisa Valentini
    A cura di Lucia Miodini
    In collaborazione con Fondazione Nino Migliori, Bologna e Associazione Piemontese Arte, Torino
    Palazzetto Eucherio San Vitale
    Parco Ducale
  • IL COLORE DELLE STELLE.
    Mitografie del femminile nei manifesti delle Collezioni Csac
    A cura di Michele Guerra e Sara Martin
    In collaborazione con CSAC
    Palazzo Pigorini
    Strada Repubblica 29/A (1 piano)
  • LAPIS: ILLUSTRATORI CONTEMPORANEI
    Marco Cazzato, Riccardo Guasco, Pablo Lobato, Elisa Talentino
    A cura di Camilla Mineo
    In collaborazione con Caracol Art Gallery, Torino
    Palazzo Pigorini
    Strada Repubblica 29/A (2 piano)
  • GIACOMO COSSIO
    A cura di Chiara Canali
    In collaborazione con Bonioni Arte, Reggio Emilia
    Galleria San Ludovico
    Borgo del Parmigianino 2/A
  • BDC11: CELEBRITA'
    Prodotto da BDC bonannidelriocatalog
    BDC28
    Borgo delle Colonne 28
  • LUCIANO VITI
    Music Faces
    A cura di Chiara Allegri e Camilla Mineo
    In collaborazione con Fogg Art Photo Gallery
    Casa del Suono
    Piazzale Salvo D'Acquisto 1
Info:
Parma 360 festival della creatività contemporanea
Parma, sedi varie
dal 1 aprile al 14 maggio 2017

Direzione artistica:
Camilla Mineo, Chiara Canali

Segreteria organizzativa:
www.parma360festival.it

Informazioni Stampa:

Ufficio Stampa Parma 360 : Sonia Dametto, soniapress@teletu.it tel.+ 39 392-7182787

Comunicazione
Lampi. Comunicazione illuminata.
www.lampi.it - info@lampi.it



Teresa Margolles - Sobre la sangre

Sobre la sangre” è il titolo della mostra di Teresa Margolles sul tema dell'odio di genere, che sarà allestita presso lo SPE – Spazio Performatico ed Espositivo della Tenuta Dello Scompiglio dal 25 marzo al 25 giugno 2017, a cura di Francesca Guerisoli e Angel Moya Garcia.


Teresa Margolles (Culiacán, Sinaloa, Messico, 1963 – vive e lavora a Madrid) è un’artista visiva che esamina le cause e le conseguenze sociali della morte, della distruzione e della guerra civile. L'artista è nota per la creazione di opere d'arte che si concentrano sui temi della violenza, del genere, della povertà e dell'alienazione. Il suo lavoro critica l'ordine sociale ed economico che rende normali certe morti violente, trasgredendo le convenzioni sociali e artistiche e sottolineando la complicità del governo nel produrre violenza e nel generare povertà. Come firma singola e attraverso il collettivo SEMEFO (Servicio Médico Forense), fondato a Città del Messico nel 1990 e attivo per un decennio, Teresa Margolles è tra le artiste che più hanno trattato il tema della brutalità della guerra tra narcotrafficanti e forze dell'ordine nella Repubblica federale del Messico, realizzando opere dalle quali emerge una ferma condanna alla violenza e a ciò che essa produce nelle famiglie delle vittime, nelle comunità e nello spazio urbano.

L'artista ha sviluppato un linguaggio personale come narratrice intradiegetica, testimone di soggetti silenziosi e di vittime definite come “danni collaterali”, spesso prive di un nome e dunque trattate solo come numeri. Sottili e seducenti, le sue opere offrono inizialmente una piacevole esperienza estetica, che presto però diventa qualcos’altro. Un esempio paradigmatico è stata la mostra personale "De qué otra cosa podríamos hablar" per il Padiglione messicano alla Biennale di Venezia del 2009. In essa, tra le diverse azioni e installazioni, il visitatore si trovava di fronte ai teli utilizzati per coprire i cadaveri delle vittime del traffico di droga, per poi imbattersi in una sala espositiva in cui parenti di vittime di morte violenta lavavano il pavimento con una miscela di acqua e sangue delle stesse. Una vicinanza intima al materiale della morte che provoca spesso nel pubblico scosse viscerali che avviano una profonda interrogazione su particolari problematiche sociali. Un altro esempio è stato il lavoro presentato a Manifesta 11, la Biennale europea di arte contemporanea che si è tenuta a Zurigo nel 2016, in cui l'artista ha effettuato una serie di incontri con alcuni lavoratori del sesso transessuali di Zurigo e Ciudad Juárez.

Nel contesto della violenza di genere si inserisce la mostra “Sobre la sangre”, che comprende l’installazione itinerante “Frazada (La Sombra)”, la grande tela che presta il titolo all’esposizione “Wila Patjharu / Sobre la sangre” e la nuova installazione site specific “Testimone”. Nella sua complessità e articolazione, la mostra trasforma integralmente l’architettura dello spazio espositivo Dello Scompiglio, alterandone le caratteristiche fisiche e percettive, per portare il visitatore in un ambiente buio e labirintico che lo avvolge completamente.

Punto di partenza è l’installazione itinerante “Frazada (La Sombra)” (2016), realizzata in occasione della Biennale di Bolivia del 2016, che nella giornata inaugurale si muoverà in alcune piazze di Lucca e successivamente sarà allestita negli spazi esterni della Tenuta. L'installazione è composta da una coperta montata su una struttura metallica alta un metro e novanta, utilizzata generalmente nelle bancarelle. Recuperata dall'obitorio di La Paz e impregnata del sangue di una donna vittima di femminicidio, la coperta perturba chi utilizza la sua ombra per trarne refrigerio nelle giornate assolate, in quanto si accorge solo successivamente del forte odore di sangue che essa sprigiona. Con “Frazada” Teresa Margolles intende visualizzare l'ombra della violenza di genere, che in Bolivia, secondo l'Istituto Nazionale di Statistica, interessa ben l'87% delle donne.

All’interno dello spazio espositivo, la grande tela “Wila Patjharu / Sobre la sangre” (2017), cuore della mostra, è impregnata in questo caso del sangue di dieci vittime di femminicidio a La Paz e ricamata successivamente da artigiane locali attraverso le tecniche tradizionali di decorazione degli abiti di danza popolare boliviana. Emerge in questo modo come spesso il folklore e la tradizione riescano a coprire, a nascondere e a trasformare in ornamento una tragica realtà quotidiana. Motivi floreali e caporali ricamati con paillettes, perline e fili dai colori sgargianti, scandiscono un percorso sinestetico attraverso il quale il pubblico, immerso nella penombra, è condotto per una lunghezza di 25 metri, in un cammino di confronto con le proprie convinzioni e sicurezze etiche ed estetiche davanti al rumore dei propri passi.

Questi passi portano alla terza installazione in mostra, intitolata “Testimone” (2017), e realizzata appositamente per la mostra. L'ambiente si configura come un corridoio perimetrale in penombra in cui sono collocate alcune tracce audio e due fotografie che raccontano di Carla e La Gata, due prostitute transessuali scomparse prematuramente nella messicana Ciudad Juárez. Le registrazioni audio girano intorno al rifiuto e alla riluttanza sociale, alle esperienze e desideri stroncati. La prima uccisa a 67 anni nel 2015 e la seconda a 32 nel 2016, hanno pagato con la propria vita l'odio di genere di cui sono portatori non solo i loro carnefici ma anche le istituzioni. Il loro essere transessuali, prostitute e povere ne fanno morti che non contano, come potrebbe dire Judith Butler, che nel suo saggio “Violenza, lutto, politica” si chiede: “Cosa si intende per umano? Quali vite contano in quanto vite? E, da ultimo, cosa rende una vita degna di lutto?”.

L’appuntamento fa parte di “Assemblaggi Provvisori”, manifestazione dell’Associazione Culturale Dello Scompiglio, diretta da Cecilia Bertoni, con concerti, incontri, installazioni, laboratori, mostre, performance, teatro ragazzi e residenze, incentrati sull’individualità in relazione e/o in conflitto con il genere e più specificamente con l’assenza di causalità e coincidenza tra il sesso biologico, il genere (mascolinità–femminilità) e l’orientamento sessuale.



Teresa Margolles (1963, Culiacán, Sinaloa, Messico) ha esposto in numerosi musei, istituzioni e fondazioni internazionali. Tra le principali mostre ricordiamo: Biennale di Dallas, 2017, Biennale di Bolivia, 2016, Neuberger Museum of Art, Acquisto, NY, USA 2015; Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo, 2014; Centro de Arte Dos de Mayo, Madrid, 2014; Principe Claus Fund, Amsterdam, 2012; Museo Universitario de Arte Contemporáneo (MUAC), Città del Messico, 2012; Museo de Arte Moderno, Città del Messico, 2011; Museion, Bolzano, 2011; Kunsthalle Fridericianum, Kassel, 2010; Los Angeles County Museum of Art, Los Angeles, 2010; La Biennale di Venezia, Padiglione messicano, Venezia, 2009.



Il Progetto Dello Scompiglio ideato e diretto da Cecilia Bertoni, prende vita nella omonima Tenuta, situata alle porte di Lucca, sulle colline di Vorno; una realtà in cui le attività legate alle arti visive e performatiche negli spazi interni ed esterni e il dialogo e le attività con la terra, con il bosco, con la fauna, con l’elemento architettonico contribuiscono a una ricerca di cultura. Ogni scelta relativa al Progetto è perciò valutata in relazione alla propria sostenibilità ambientale, attraverso forme di interazione e di responsabilità. All'interno della Tenuta Dello Scompiglio, accanto all'Azienda Agricola e all'Osteria, opera l'omonima Associazione Culturale. L'Associazione dal 2007 crea, produce e ospita spettacoli, concerti, mostre, installazioni, teatro per ragazzi; realizza residenze di artisti, laboratori, corsi e workshop; organizza e propone percorsi all‘aperto, lezioni Metodo Feldenkrais ®; gestisce lo Spazio Performatico ed Espositivo (SPE).




Teresa Margolles - Sobre la sangre

a cura di Francesca Guerisoli e Angel Moya Garcia

Inaugurazione 25 marzo 2017 – ore 18.00
Fino al 25 giugno 2017


Tenuta Dello Scompiglio – Vorno (Lucca)

SPE – Spazio Performatico ed Espositivo

SPE - Spazio Performatico Espositivo
Informazioni e prenotazioni: biglietteria@delloscompiglio.org |0583 971125
Associazione Culturale Dello Scompiglio
Via di Vorno, 67 | 55012 Vorno, Capannori (LU)
www.delloscompiglio.org |0583 971475 | 338 7884145


Ufficio Stampa Tenuta Dello Scompiglio
Angelica D’Agliano | 339 8077411 | angelica@delloscompiglio.org
Consulenza Ufficio stampa "Assemblaggi Provvisori"
Giovanna Mazzarella | 348 3805201 | giomazzarella@gmail.com 




mercoledì 22 marzo 2017

Il Mondo Magico di Cecilia Alemani

Qualcosa incomincia a trapelare del progetto per il Padiglione Italia della Biennale d'Arte di Venezia.

Cecilia Alemani, curatrice del Padiglione Italia della Biennale d'Arte di Venezia, che apre le porte dal 13 maggio al 26 novembre, prende in prestito il titolo dal celeberrimo libro dell'antropologo Ernesto De Martino, per nominare il suo progetto: Mondo Magico.

Che poi è l'unico fil rouge che unisce i tre artisti chiamati a rappresentarci con le loro opere : Giorgio Andreatta Calò dialogherà con la copertura del maestoso edificio dell'Arsenale realizzando una grande installazione ambientale che ne amplificherà - magicamente - i volumi e i dettagli; Roberto Cuoghi riempirà parecchio spazio del padiglione con la sua scultorea installazione realizzata con nuove tecniche e materiali; ideam (spazio occupato nel padiglione, n.d.r.) per l'installazione video della giovane italo libanese Adelita Husny-Bey, che nel suo progetto ha coinvolto un gruppo di adolescenti di New York.

Di più non è dato sapere, Cecilia Alemani mantiene il massimo riserbo sui particolari, del resto come non darle ragione: Se sin da ora si svelano i dettagli, della 'magia', cosa rimane?? 


Già pubblicato su equilibriarte.net



martedì 21 marzo 2017

Takashi Homma - La città narcisista. Milano e altre storie

La mostra che si tiene da quest'oggi al 26 maggio 2017 a Viasaterna presenta per la prima volta in Italia una ricognizione sul lavoro del fotografo giapponese Takashi Homma, attivo sulla scena internazionale dai primi anni Novanta. 


L’esposizione si sviluppa intorno a tre tematiche principali, ricorrenti nell’intero corpus di lavoro di Homma: la città; l’incontro tra la natura e l’azione dell’uomo; l’atto di vedere e quello di rappresentare che sono alla base dell’operazione fotografica

La città è protagonista della serie che dà il titolo alla mostra, realizzata da Homma appositamente per questa occasione. Si tratta di fotografie di frammenti di Milano in cui sono riconoscibili alcune delle architetture più iconiche: il Duomo, la Torre Branca, la Torre al Parco di Vico Magistretti, oltre ai più recenti grattacieli che hanno popolato l’orizzonte urbano negli ultimi anni, opera di Zaha Hadid e Arata Isozaki. Homma riprende queste fotografie con una camera oscura, rifacendosi non soltanto alla storia del mezzo che utilizza e della rappresentazione prospettica in generale (molti pittori, da Leonardo a Canaletto, da Caravaggio a Vermeer, hanno dipinto aiutandosi in questo modo), ma risalendo ancora più indietro: è la città che, come Narciso, si specchia nell’acqua, ritrovandosi sottosopra e offrendosi di conseguenza alla propria riscoperta. La metropoli improvvisamente rallenta nelle fotografie di Homma, il brulichio delle strade è sostituito dalla lentezza del rituale: finalmente si può esplorare ogni dettaglio.(..)


Takashi Homma - La città narcisista. Milano e altre storie
VIASATERNA
Milano - dal 21 marzo al 26 maggio 2017
Via Giacomo Leopardi 32 (20123)
+39 0236725378
www.viasaterna.com



lunedì 20 marzo 2017

PARASHOOT - Un diario intimo di Lorenzo Ceva Valla

Lorenzo Ceva Valla, fotografo e regista, presenta la personale 'Parashoot. Un diario intimo' dal 29 marzo al 4 maggio 2017 nello spazio milanese IDEA4MI

Giocando con l’assonanza tra parachute (paracadute) e parashoot (shoot, scatto), conia un neologismo per definire il suo lavoro che racconta di un percorso intimo iniziato nel luglio 2016, condotto in forma di diario giornaliero e che utilizza l’immagine al posto della parola.

Un evento traumatico e doloroso può trasformarsi in un viaggio di guarigione e bellezza, arrivando a scoprire nuove sfumature di sé e a conquistare nuove certezze. La fotografia, dunque, come paracadute, come ancora di salvezza. Così è stato per Lorenzo Ceva Valla che, senza un iniziale obiettivo preciso, ha cominciato a fotografare – unicamente con l’iPhone  – il terreno urbano milanese. 

Scampoli di strada che prima lo attraggono dal punto di vista estetico, nelle loro imperfezioni, nei dettagli e soprattutto nel colore, poi, in alcuni casi nello stesso istante dello scatto e in altri a distanza di giorni, rivelano la loro carica emotiva e un significato sempre personale e mai scontato. Ogni scatto porta con sé un titolo preciso, scelto, meditato e quindi fortemente legato all’immagine, formando così un’opera d’arte unica. Giocati sulla riflessione, sull’ironia, e l’autoironia, i titoli raccontano la storia quotidiana di Ceva Valla, dove ognuno di noi può rispecchiarsi con semplicità e immediatezza.

Usare l’iPhone rappresenta l’emancipazione dalle scelte tecniche che la Reflex impone. Ha reso il processo d’inquadratura e scatto più istintivo, immediato. La ricerca di colori forti, incisivi, lo hanno spinto a trovare la bellezza e il senso in ciò che sembra brutto e insignificante. Marciapiedi, rotaie del tram, segnaletica stradale, tombini, resti vari di oggetti e umanità, raccontano un’esistenza di rinascita giornaliera, anche attraverso la ricerca di un valore estetico inaspettato.

La post produzione fa poi il resto e per Lorenzo Ceva Valla è una forma espressiva fondamentale. L’inquadratura non viene quasi mai ritoccata, ma sono i colori e le texture a essere esaltati al massimo, in un vero e proprio processo curativo di “cromoterapia”, come lui stesso lo definisce. I colori che affiorano dalla post produzione sono già nell’occhio del fotografo al momento dello scatto, da qui la necessità di farli emergere per esprimere la sua visione fisica e mentale e quindi artistica.

Ed è così che ogni foto e il suo titolo compongono il diario intimo del fotografo, una teoria d’immagini che, come pagine scritte, possono essere lette, sfogliate, criticate, ammirate o solo vissute.

PARASHOOT - Un diario intimo

di Lorenzo Ceva Valla

28 MARZO 2017 DALLE 18:30

Spazio IDEA4MI
Via Lanzone 23 – Milano


Maria Chiara Salvanelli
Press Office & Communication
Via Bocconi 9
20136 Milano
cell + 39 3334580190 tel +39 02 39461253
mariachiara@salvanelli.it 

domenica 19 marzo 2017

Mauro Masera - Fotografo del design italiano (1957-1992)

In occasione dell’acquisizione da parte dell’Archivio Progetti dell’Università Iuav di Venezia dell’archivio professionale di Mauro Masera è stata predisposta una prima ricognizione della sua attività, nonché del ricco patrimonio fotografico e documentale. 

La mostra è strutturata in otto sezioni che ricostruiscono vari momenti della attività professionale di Mauro Masera, evidenziando di volta in volta il rapporto con grafici, con imprenditori, con editori, con esponenti della cultura del progetto o altri fotografi

Mauro Masera - Fotografo del design italiano (1957-1992)
IUAV - TOLENTINI
Venezia - dal 20 marzo al 19 maggio 2017
Santa Croce 191 (30135)
+39 0412571111
www.iuav.it

sabato 18 marzo 2017

MARIO GIACOMELLI - LA COLLEZIONE DELLA CITTA’ DI LONATO DEL GARDA

La mostra, a cura di Enrica Viganò, si apre in occasione della sesta edizione del Festival Fotografico Europeo,  ideato e curato dall’Afi-Archivio Fotografico Italiano.

L'esposizione presenta alcune serie tra le più importanti di immagini realizzate dal fotografo marchigiano Mario Giacomelli (1925-2000) negli anni Sessanta. 

101 opere selezionate nel 1984 da Giacomelli sono disposte lungo il percorso che si sviluppa nel rispetto dei nuclei tematici pensati per dare una visione complessiva della sua produzione artistica: Mia moglie (1955), La mia modella (1955), Mia madre (1956), Io non ho mani che mi accarezzino il volto (1961-1963), Lourdes (1957), La buona terra (1964-1965), Scanno (1957-1959), Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1955-1956 / 1981-1983), Caroline Branson da Spoon River (1971-1973), Gabbiani (1981-1984). 


Mario Giacomelli (Senigallia 1925-2000) è un artista che si è sempre tenuto lontano dai riflettori, ma la sua arte aveva già attraversato l’oceano nel 1963, quando il direttore del MOMA di New York, il mitico John Szarkowsky, lo consacrò tra i cento migliori fotografi del mondo.

Nonostante la fama e il successo Giacomelli ha continuato a impersonare il “fotografo della domenica”, il suo lavoro ufficiale era il tipografo. Dall’età di tredici anni fino alla sua morte ha lavorato alla Tipografia Marchigiana, dove entrò nel 1938 come garzone, per diventarne col tempo il proprietario: “Più di sessant’anni e tornerei a farlo, è un mestiere che ho fatto con amore”.

Forse è proprio a questo amore per l’inchiostro della tipografia che si possono far risalire i segni violenti che caratterizzano le sue immagini, quei neri profondi come ferite e quei bianchi bruciati all’inverosimile, in totale libertà.

Perché Mario Giacomelli era oltre ogni ordine prestabilito. La sua profonda e appassionata relazione con la fotografia si è sviluppata a redini sciolte, in un’epoca in cui i circoli fotografici dominavano la scena fotografica italiana. Giacomelli non rimase fuori dal dibattito, era anzi collegato ai maggiori circoli del tempo e in contatto con una rete di fotografi e teorici che hanno fatto storia, ma la sua ricerca restò lontana dalle polemiche e il suo sguardo libero dalle frasi fatte.
D’altronde il contenuto delle sue opere proveniva direttamente dalla sua anima. Egli affrontava i temi più diversi attraverso un’intensa sensibilità intrisa di vita, di inquietudine, di sofferenza e di poesia: “Tutte le mie fotografie sono come autoritratti, ho sempre fotografato i miei pensieri e con questo voglio dire le mie idee, le mie passioni, le mie paure”.

Giacomelli amava la vita con tutta la sua forza, ma soffriva le pene di un mondo irrimediabilmente in degrado.

Per trasmettere il pathos dei suoi interrogativi esistenziali Giacomelli faceva uso di qualunque mezzo: libertà assoluta quindi anche nello stile. Nessun limite e nessun perbenismo, tutto era permesso: bruciava, mascherava, sfregava, forzava la luce con manipolazioni che potessero piegare la materia alle sue intenzioni. “Mi dicono spesso che le mie fotografie sono piene di errori, e invece non sanno quanta fatica mi costa fare una foto così sbagliata”. Enrica Viganò, febbraio 2017



PALAZZO LEONE DA PEREGO – VIA GIRARDELLI, 10 – LEGNANO (MI)
18 MARZO – 30 APRILE 2017 (PROROGATA FINO AL 4 GIUGNO 2017)
Orari visita: giovedì, venerdì e sabato: 15-19 / domenica: 10-12,30 / 15-19 – Ingresso libero / accesso facilitato ai disabili
CHIUSO DOMENICA 16 APRILE 2017 PASQUA

venerdì 17 marzo 2017

Paolo Laudisa con CLOUDS a Ninni Esposito Arte Contemporanea

Paolo Laudisa ritorna da Ninni Esposito Arte Contemporanea con una personale intitolata Clouds, dal 25 marzo al 25 aprile 2017

Le opere come le nuvole sono in continua trasformazione, la luce cambia immagini e prospettive e come nelle nuvole, i colori creano paesaggi e forme in continuo movimento. Laudisa fa un omaggio ad August Strindberg, costruttore di alchimie colorate e inventore di cieli fotografati dalla luce. Nel titolo vuole anche indicare un pensiero a Pier Paolo Pasolini e al suo Cosa sono le nuvole? in rapporto con Las Meninas di Diego Velázquez in una visione dal doppio livello interpretativo.

Nelle stanze della galleria si viene a creare un percorso nei blu, rossi e gialli tipico della ricerca dell’autore che ripete nelle sue opere una pratica come in un collage mentale.
Le immagini si frantumano come le nuvole.

Le ultime mostre personali di Laudisa hanno avuto luogo in Cina, a Pechino al Gong Museum e a Suzhou al Jade Carving Art Museum. Con una frequentazione lunga del territorio, nelle opere in mostra si percepisce un’influenza della pittura orientale come sintesi e pratica del gesto ripetuto ma mai uguale. Se Laudisa guarda a Antoni Tàpies guarda anche ai 5 principi della pittura di Xie He:

1 – consonanza spirituale capace di rendere l’atmosfera e la vitalità
2 – creazione della struttura mediante l’azione del pennello
3 – fedeltà all’oggetto nel rappresentarlo
4 – opportuna scelta dei colori
5 – adeguata composizione degli elementi
6 – trasmissione dell’eredità del passato nelle copie


Ninni Esposito Arte Contemporanea - Via S F d’Assisi, 26 - 70 122 Bari
Orari 10.30 – 13.00 17.30 - 20.00
Lunedì mattina chiuso
Festivi su appuntamento
Tel. - Fax 080 5214904
Cell 347 6754203
Email ninniespositoartgallery@gmail.com

giovedì 16 marzo 2017

La grande arte contemporanea al Mart

Al Mart di Rovereto, il prossimo 2 aprile apriranno al pubblico

l’attesa mostra
Grazia Toderi e Orhan Pamuk. Words and Stars 
a cura di Gianfranco Maraniello

e il Focus
Collezione Panza di Biumo. La materia della forma 
a cura di Denis Isaia e Gianfranco Maraniello


Forme e scritture mutanti degli artisti Antonio Carbone e Salvatore Giunta al Circolo "La Scaletta" di Matera

Sabato 18 marzo, ore 17.30, al Circolo "La Scaletta" di Matera ( via Sette Dolori, 10) si terrà l'inaugurazione della mostra “Forme e scritture mutanti” degli artisti Antonio Carbone e Salvatore Giunta, dell’associazione  “Arte Fuori Centro” di Roma.

L'esposizione, curata da Laura Turco Liveri, è composta da venti opere sul tema della percezione di equilibri instabili nella identificazione della realtà,individuata in nuove forme-spazio e cripto-scritture, immaginando un presente in perenne dinamica evoluzione.

I due artisti, di formazione differente sviluppano, con modalità diverse, una personale ricerca sui concetti di scrittura e sovrascrittura, di spazio, forma e luce. Ad accomunarli vi è l’ individuazione di una continua armonizzazione dei linguaggi estetici e formali, espressa con essenzialità cromatica. Comuni sono anche i materiali: carte lavorate, incise graficamente, collage e cartoni dipinti. La carta materiale povero, a forte impatto simbolico e concettuale, si presta a svolgere una funzione evocativa, in grado di esprime finalità simili, che per Giunta si sviluppano  mediante un rapporto diretto con i problemi del reale, mentre per Carbone , in maniera più criptica, si realizzano nella ricerca di una nuova espressività estetica e linguistica.

In entrambi gli autori si realizza una musicalità ed armonia poetica capace di evidenziare la natura spirituale del fare arte.

Le opere proposte realizzano un insieme espositivo intenso e minimalista, con un impatto concettuale.

Al vernissage, con gli artisti, dopo i saluti del presidente del Circolo "La Scaletta", Ivan Franco Focaccia, interverranno Francesco Mollica, presidente del Consiglio regionale della Basilicata. Angelo Tortorelli, presidente del Consiglio comunale di Matera e Nicola Cicoria, amministratore unico EGRIB.

La mostra, a ingresso libero, resterà aperta fino al 1° aprile 2017, nei seguenti orari: lunedì-venerdì  10-13; 17- 20.

Per informazioni: Circolo “La Scaletta” 0835/336726


Antonio Carbone, nato a Tricarico (MT) si laurea a Perugia in Scienze naturali, l’impegno artistico è una costante della sua vita. Nella pittura spazia tra linguaggi differenti ed innovativi. La sua arte iniziale si ispira al realismo meridionalista di Levi, Guerricchio e Treccani, poi evolve verso l’espressionismo astratto, l’arte concettuale, la poesia visiva. L’attuale ricerca si concentra sul fenomeno della scrittura, e degli alfabeti in tutte le loro forme di espressione, in una trasmutazione di significati e significanti che portano, come nel caso “delle Tabulae e delle Sovrascritture” a composizioni di sentito equilibrio estetico ed artistico. Procedendo da composizioni con segni elementari verso immagini sempre più complesse realizza, su carta e su collage scritture criptiche dal forte valore simbolico come ricerca di moderni linguaggi espressi anche sotto forma di pittogrammi. Ispirandosi anche alle forme di scrittura cuneiforme e sumero-accadico. La sua ricerca spazia anche nello sviluppare una indagine sul rapporto tra segno, alfabeto e rappresentazione geo-grafica delle mappe. Sono queste opere, realizzate manipolando atlanti e vecchie carte geografiche, espressione del rapido e a volte tumultuoso mutare dei paesaggi e della loro rappresentazione in rapporto alla presenza antropica sulla terra. È membro del Gruppo d’artisti del DNA – Maratea Contemporanea, ove nel 2015 ha presentato la mostra “Mutazioni”; nonchè socio dell’associazione Arte Fuori Centro di Roma. Ha esposto in personali e collettive in Italia ed in Europa. Di recente nella mostra ”Imago Mundi Prestigium Italia“, alla Fondazione Sandretto Re Rebaudenco di Torino; alla Gallery of Art, Temple University Rome; “Codex. La forma del messaggio” alla Pinacoteca di Gaeta; Archeologia dell’Io al Museo archeologico di Tolfa, ed a Bruxelles, nella sede della CES. Tra gli altri hanno scritto sui suoi lavori: Roberta Pagani, Corinna Carbone, Pasquale Prisco, Giorgio Di Genova, Amerigo Restucci, Roberto Maria Siena, Laura Turco Liveri . Le sue opere sono presenti in collezioni  pubbliche e private ..

Salvatore Giunta è nato a Roma, dove vive e lavora. Terminati gli studi al Liceo artistico sotto la guida di Capogrossi, Purificato e Turcato, approfondisce lo studio delle arti applicate; si diploma in Scenografia e frequenta la facoltà di Architettura di Roma seguendo i corsi di Perugini, Portoghesi e Zevi. Inizia la carriera espositiva nel ‘69 con la personale “Prospetti”, al Palazzo delle Esposizioni di Roma. L’interesse per ulteriori mezzi espressivi lo inducono all’utilizzo della fotografia e del super8 per indagare sull’immagine in movimento; realizza i primi film d’artista e brani filmici per azioni teatrali. Del 2006 sono le prime animazioni in video, la più recente è stata prodotta nel 2016. Agli anni ’80 risalgono i primi libri d’artista, che continuerà a realizzare per le edizioni Artein, Arteuropa e Nouvelle Justine. Nel 2013 gli viene assegnato il Premio Mnemosine. Il suo articolato lavoro lo ha visto presente in numerose rassegne nazionali ed internazionali ,tra cui “The West Lake Art Fair 2015”, Hangzhou - Cina; “Fifth International Artists’ Book”, King St. Stephen Museum, Székesfehérvar (H); “Il libro d’arte e d’artista” al BeitHai’rMuseum, Tel Aviv (2013); “52a Biennale di Venezia”, progetto “Camera 312 pro-memoria per Pierre”. La sua ultima personale si è tenuta a Milano nel 2016 presso la Galleria Scoglio di Quarto, a cura di Ida Terracciano.



Matera, 15/03/2017

Ufficio Stampa Circolo “La Scaletta”

Milena Manicone

Mob.329.7144199

mercoledì 15 marzo 2017

Louise Guerra - Yes I am the artist, Chapter 19

La galleria C+N Canepaneri è lieta di presentare la prima personale in Italia di Louise Guerra, YES I AM THE ARTIST, CHAPTER 19, nella quale viene proseguita la ricerca in corso sulle possibilità della pittura figurativa di esprimere qualcosa di non-rappresentativo e di non-rappresentabile.

Louise esiste solo attraverso il suo lavoro, non può quindi essere rappresentata ma solo materializzarsi. Col suo modo di porsi afferma la co-esistenza come disposizione di base e interroga l’individualità, non solo col suo lavoro, ma col suo stesso essere. Louise è lei e noi, è mutevole e fluida, e sempre in trasformazione. 

Ogni lavoro di Louise è un autoritratto, anche se non è un ritratto nel senso tradizionale. Un ritratto di Louise è un doppio, un’opera nell’opera, un ritratto nel ritratto. Coi suoi dipinti Louise crea racconti frammentati, inglobando discussione e contraddizione, con lo scopo di trovare un possibile linguaggio per una singolarità collettiva.

Mentre la tela si fa luogo di discussione, Louise si realizza.
L’invenzione può essere analizzata solo con l’invenzione, Louise può rappresentarsi solo diventando essa stessa un dipinto.


Louise Guerra è un collettivo fondato a Basilea (CH) nel 2013

Louise Guerra - Yes I am the artist, Chapter 19
C+N - CANEPANERI
Genova - dal 15 marzo al 25 aprile 2017
Via Caffaro 22r (16124)
+39 0102466316
info@canepaneri.com
www.canepaneri.com