sabato 6 febbraio 2021

La rivoluzione di Giotto

"Il 6 febbraio 1300 Enrico Scrovegni, un ricchissimo banchiere padovano, acquistò l’aria dell’antica Arena romana di Padova (...) A illustrare la cappella di famiglia, Enrico Scrovegni chiamò due tra i più famosi artisti dell’epoca: lo scultore Giovanni Pisano e Giotto.

la Cappella degli Scrovegni Giotto

Quest’uomo ebbe l’idea di chiamare Giotto a creare il più straordinario capolavoro della storia dell’arte occidentale.

Nell’affrescare la Cappella degli Scrovegni Giotto opera un’autentica rivoluzione, introducendo il realismo, la prospettiva (non quella geometrica, certo, ma quella che scandisce i piani e crea profondità), i sentimenti, le passioni, la cura minuziosa dei dettagli, l’esattezza architettonica i finti marmi, il trompe-l’oeil, e mille altre suggestioni mai prima d’allora né viste né pensate. E soprattutto il trionfo del colore!

La modernità della Cappella è però anche nel suo disegno filosofico-teologico, ardito e innovativo come il suo geniale pittore… Questo magico luogo dell’arte universale diventa così una grande sintesi del pensiero filosofico e teologico medievale, che sa interpellare anche noi, uomini di un’epoca tanto diversa e lontana, con un linguaggio sorprendentemente attuale." - Giuliano Pisani


Giotto rimutò l’arte di greco in latino, e ridusse al moderno.- "Con queste parole Cennino Cennini, pittore e teorico, sintetizza intorno al 1390 nel suo Libro dell’arte il ruolo innovatore di Giotto. Quello di interprete del nuovo naturalismo trecentesco, che supera gli schemi ieratici e innaturali dell’arte bizantina e apre all’Umanesimo. Un ruolo di rottura, avvertito chiaramente dai contemporanei."

Tutta l'arte di Giotto in una pubblicazione agile e completa.

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