venerdì 28 dicembre 2018

From-to/Da-a (Scudi, Oblò, Reperti, Package)

La Galleria Farini Concept, con sede all'interno di Palazzo Fantuzzi a Bologna (via San Vitale 23/A), presenta, dal 4 al 20 gennaio 2019, " From-to/Da-a (Scudi, Oblò, Reperti, Package)", mostra personale di Lorenzo Polimeno, curata da Raffaele Gemma con opere tratte da tre recenti serie pittoriche. 

L'inaugurazione si terrà venerdì 4 gennaio 2019, alle ore 18.30, alla presenza dell'artista, del curatore e dei rappresentanti di Galleria Farini Concept, gestita da Grazia Galdenzi con la direzione artistica di Roberto Dudine

«Polimeno - scrive Raffaele Gemma - è giunto evidentemente ad un livello di maturità e di espressione che gli consentono di racchiudere in una sintesi creativa gran parte dei concetti estetici alla base del movimento del "Marginalismo", da lui stesso creato alcuni anni fa e poi condiviso da altri artisti e critici. "Scudi" è la denominazione alternativa e chiaramente metaforica dei campi estetici ampiamente teorizzati dall'artista e schematizzati in alcuni disegni alla base delle sue ricerche. È il luogo in cui si determinano gli interscambi culturali centro-periferici ed agiscono le forze, le azioni, le istanze propositive del centro, scatenando, per contro, le re-azioni elastiche marginali da parte della periferia. Concetti estetici apparentemente complessi che Polimeno semplifica nella sua arte a partire da quell'opera intitolata appunto "From-to /Da-a", concepita nel 2013 quasi per prova per il manifesto del Marginalismo. Intuizione geniale del maestro, tant'è che il quadro in questione è poi divenuto "capostipite" di una progenie di opere polimateriche molto affascinanti, a volte con applicazione di cartone povero da pacchi e anteposizione di adesivo trasparente, a voler circoscrivere i campi estetici, singoli ("Scudi") o multipli (cosiddette "Sequenze"). Nel contesto dei campi i vettori direzionali descrivono le interazioni centro-periferiche, mentre delle varianti con sotto-posizione o sovrapposizione dei piani danno vita ai cosiddetti "Oblò"/"Oblò-Stati d'animo", quasi luoghi di affaccio nella propria interiorità e nell'in-coscienza (e qui l'artista cita spesso Heidegger) alla ricerca di ricordi sopiti o stati emotivi reconditi e riaffioranti, quelli che alla fine si rivelano fonte d'ispirazione in poesia, musica, arte figurativa. Quasi contemporanee o appena antecedenti le opere denominate "Reperti", presentazione in chiave pittorica di sequenze metriche e periodi musicali, stilizzate con sottili linee di cromia alternate poste su delle strette assi di legno longitudinali o verticali, presentate in modo isolato o in accostamento "a parete" a creare suggestive ambientazioni. Queste opere si richiamano agli "archetipi" di Junghiana memoria, come citano i titoli: "Frammenti di poesia ermetica", "Archetipo" e così via. Per finire arriviamo ai "Package", che a ben vedere rappresentano una tecnica più che una serie a sé stante, opere in cui è ricorrente l'applicazione dell'adesivo trasparente o del policrystal sulla superficie, a creare una luminosità cangiante ed un'attenuazione cromatica ovattata. Ed in effetti le applicazioni di adesivo si possono trovare in opere di ogni serie, anzi si può affermare che esse hanno avuto origine addirittura con opere precedenti, ad impronta più figurativa, come ad esempio i cosiddetti "Villages". Per concludere un'essenzialità minimal corre in tutte le opere raccolte nella presente esposizione. Ed è sorprendente che questo vada concretizzandosi senza che ci sia un rinnegamento netto da parte dell'artista del passato più espressamente votato alla figurazione, qualora si riescano a cogliere le esili ma pulsanti tracce iconiche presenti anche in quest'ultima parte altamente significativa della sua produzione, quella che sta attirando in maniera crescente l'attenzione di critica e mercato proiettando Polimeno, artista poliedrico e profondo, nel novero delle figure più interessanti dell'arte contemporanea degli ultimi decenni».

Catalogo disponibile in galleria. Cocktail di benvenuto a cura de Il Kroffo. 

Per informazioni: Galleria Farini Concept (tel. 051 4846975, cell. 334 848 5213,  info@galleriafarini.com); Dragonfly Eventi di Sonia Rizzo (cell. 328 4539822, cell. 349 5561609,  info@dragonflyeventi.it); Associazione Culturale "Progetto Artec" (cell. 338 3495574,  progetto.artec@yahoo.it. 




Segnalato da CSArt di Chiara Serri



giovedì 27 dicembre 2018

ERK 14 - Valerio Sarnataro

Quest'oggi presso gli spazi espositivi di Palazzo Fondi sito in Via Medina 24, Napoli, verrà presentata la mostra personale di Valerio Sarnataro  ERK 14. 
L’artista napoletano attivo tra Roma, Milano e Napoli, dopo una lunga formazione nel campo del design e della moda ha realizzato una serie di progetti indirizzati all’ibridazione dei linguaggi. 



In occasione della mostra ERK 14 verranno presentate le sue maggiori produzioni frutto di una costante ricerca sulle simbologie del quotidiano

Tratte dalle serie Nephes e Matrice le opere esposte mostrano il carattere distintivo della sua produzione che si esplica nel rendere percettibile l’ambiguità della logica associativa tra forma pop e giochi semantici. L’uso del monocromo contraddistingue le opere in acrilico su carta e in tela, queste ultime per la prima volta in mostra con le installazioni multimateriche che sfruttano le possibilità plastiche dei diversi materiali quali il vetro, il plexiglass, il legno e le stoffe dell’opera Culla, in cui il racconto della vita di un uomo è dato attraverso la stratificazione del vissuto, come i suoi vestiti, status symbol che tornano all’origine, appunto all’infanzia. 

L’essenzialità grafica che caratterizza l’intera opera dell’artista non si traduce in una sintesi semantica, al contrario, Sarnataro descrive i complessi meccanismi del linguaggio attraverso una agguerrita ricerca delle possibilità e delle costrizioni del segno. Inoltre, con l’ausilio di immagini iconiche, simboliche e ripetitive, ci pone di fronte al gioco del rebus e a enigmi da risolvere. Se per Michel Foucault la Lingua universale inventa segni e sintassi, una grammatica che deve trovare il proprio luogo”, il luogo dei segni e della grammatica in ERK 14 è nel quotidiano, pretesto di riflessione sul significato dell’arte oggi come strumento sociologico. 


Nato nel 1986 a Carmagnola (To), cresciuto a Ercolano (Na), Valerio Sarnataro è artista, art director e designer italiano. Vive e lavora a Napoli. Dopo 11 anni di collaborazioni presso agenzie di comunicazione tra Napoli, Roma e Milano, la creazione di un proprio brand di streetwear e le esperienze come designer con altri marchi moda, nel 2014 intraprende la ricerca artistica stimolato dalla necessità di raccontare le dinamiche del quotidiano, spesso frutto di disagi non dichiarati. Inizia così un’ intensa ricerca iconografica e iconologica sulle simbologie degli oggetti di uso comune associati a impulsi e dinamiche accidentali del quotidiano. 



venerdì 21 dicembre 2018

Una istallazione di Momò Calascibetta e un racconto di Dario Orphèe intorno al sistema dell’ Arte.

Si inaugura venerdì 28 dicembre 2018, alle ore 18.00, presso il Museo Mandralisca di Cefalù, la rassegna di Momò Calascibetta e Dario Orphée La Mendola 'Cenere – Regalami un sorriso', a cura di Andrea Guastella.

Cosa c’entra Regalami un sorriso, la canzone di Drupi, con la Cenere penitenziale? A uno sguardo superficiale, niente. Cenere è infatti un violento J’accuse contro il sistema dell’arte siciliano, i cui protagonisti – critici e collezionisti, mercanti e curatori – sono seppelliti senza essere morti e, il chi è peggio, condannati dalla penna e del pennello degli autori – Dario Orphée ha raccontato nel suo racconto di una mostra nata morta, Momò Calascibetta invece i morti li ha risuscitati, sigillandoli in loculi di 69x69 cm ciascuno – a ripetere in eterno i medesimi esercizi.

E tuttavia, come accade ai politici accolti nei presepi di San Gregorio Armeno, anche in Cenere il disprezzo si converte sempre in scherzo, lo sdegno in un sorriso.
Lo stesso imperscrutabile sorriso del capolavoro di Antonello ospitato a Cefalù, sotto il cui sguardo vigile Momò Calascibetta aveva già esposto nel lontano 2007 presentato da Vincenzo Consolo, e a cui ritorna coi suoi coloratissimi dipinti più divertito che mai.

Interverranno alla serata inaugurale, oltre agli autori e al curatore, il Presidente della Fondazione Mandralisca, Antonio Purpura e il Sindaco di Cefalù, Rosario La Punzina, che recheranno i saluti dell'Ente ospitante e dell'Amministrazione comunale

La rassegna, itinerante, inaugurata alla Farm di Favara lo scorso 16 giugno, e che ha già toccato il Polo Museale A. Cordici di Erice, l’ex chiesa di San Giovanni a Gela e Palazzo La Rocca a Ragusa, toccherà i principali musei della Sicilia per poi spostarsi in Italia e in Europa.

Momò Calascibetta  nasce a Palermo. Si laurea in architettura con Gregotti ma sceglie di dedicarsi esclusivamente alla pittura; pittura che Leonardo Sciascia definirà “il racconto dettagliato dell’imbestiamento di una classe di potere già sufficientemente imbestiata nella più lata avarizia e nella più lata rapacità...”. I suoi personaggi hanno assistito “alla caduta degli dei” ma conservano l’imprinting del mito più alto; i suoi “relitti umani” divorano con cupidigia, godono e si preparano all’atto unico, forse finale, dell’effusione amorosa, della totale consunzione carnale dell’individuo, del deliquio dei sensi nella sfrenatezza di un’avida passione. Nel 1982 si trasferisce a Milano dove nascono Comiso Park, Piazza della Vergogna, De l’amour, Labirinto Verticale: serie di opere che verranno esposte alla Fondazione Corrente, alla Fondazione Mudima, alla Galleria Jannone, alla Galleria Daverio ed in fiere internazionali come Arte Fiera di Bologna, MiArt, Artexpo New York Coliseum, Art Basel, Arco Fiera di Madrid. Nel 2002 la Fondazione Mudima, a cura di Philippe Daverio, organizza una mostra-evento dal titolo Terromnia, dove vengono per la prima volta raccolte le sculture e i dipinti più rappresentativi di tutte le serie. La mostra susciterà l’interesse di Gillo Dorfles, Alessandro Riva, Marco Meneguzzo, Liana Bortolon e Giovanni Quadrio Curzio. Nel 2004 è ospite coi suoi lavori alla trasmissione Passepartout di Philippe Daverio su RAI 3 e nel 2005 un suo grande dipinto, Il gelato di Tariq, viene utilizzato per l’allestimento del set delle nove trasmissioni estive diPassepartout. Memorabile la sua esperienza di (non) partecipazione alla Biennale di Venezia del 2005, in occasione della quale organizza il progetto collaterale Esserci al Padiglione Italia, mostra di protesta contro un “mondo dell’arte” dominato da lobby finanziarie cieche ed arroganti, sempre più separate dalla vita reale. Nel 2005 col progetto Plotart a cura di Gianluca Marziani è coinvolto in diverse gallerie d’arte in Europa (Studio Senko, Danimarca; Dot Galerie, Svizzera; Fondazione Carlo Molineris, Svizzera; Galerie Kiron, Francia; Rar Galerie, Olanda; Galerie Hartdiest, Belgio; Blanca Soto, Spagna; Galleria Arturarte, Italia; La Sala Naranja, Spagna). Data al 2007 un’antologica intorno al tema del “sorriso” a cura di Vincenzo Consolo al Museo Mandralisca di Cefalù e al 2009 l’acquisizione di una sua opera al Museo Guttuso di Bagheria.

Nel 2016 è il turno di Momeide, un’antologica alla Civica Raccolta Cappello a Ragusa, a cura di Andrea Guastella, e nel 2017 di un’istallazione alla Farm Cultural Park di Favara da titolo provocatorio Agrigentèrotique, a cura di Dario Orphée. Cenere, l’ultimo progetto itinerante realizzato in collaborazione con lo scrittore Dario Orphée e a cura di Andrea Guastella, lo vede presente dal 2018 al 2019 nei principali siti espositivi e musei della Sicilia, terra in cui l’artista, come hanno rilevato Sciascia, Bufalino e Consolo, è profondamente radicato. E anche in questo ciclo non vengono meno i tratti del disegnatore satirico di razza evidenziati un po’ da tutti i critici – da de Micheli a Soavi, da Dentice a Testori, da Daverio a Dorfles a Meneguzzo – che lo hanno seguito da vicino.

Nato ad Agrigento, Dario Orphée ha conseguito la maturità scientifica e la laurea magistrale in filosofia. Insegna Estetica ed Etica della Comunicazione presso l’Accademia di Belle Arti di Agrigento e Progettazione delle Professionalità presso l’Accademia di Belle Arti di Catania. Critico e curatore indipendente, collabora con numerose riviste – scrivendo di critica d’arte e teatrale, estetica, filosofia della natura e filosofia dell’agricoltura – tra cui “Segno”, “Il Pickwick”, “Permacultura & Transizione” e “Balarm”. Attualmente si occupa dello studio del sentimento, di gnoseologia dell’arte, di estetica ecobiologica e di scienze naturali.


INFO

Cenere. Regalami un sorriso  
Momò Calascibetta, Dario Orphée La Mendola

Curatore: Andrea Guastella
Organizzazione: Fondazione Mandralisca- Coordinatrice Maria Giuliana
Spazio espositivo: Museo Mandralisca, via Mandralisca 13, Cefalù
Recapito telefonico: 0921421547

Inaugurazione: venerdì 28 dicembre 2018, ore 18.00
 28 dicembre 2018 – 24 gennaio 2019

Orario: 9.00-19.00 (9,00-12,30 / 15,30-19,00 il giorno di Capodanno)

Video: Davide Cataudella
Foto: Gerlando Sciortino e Franco Noto
Progetto grafico: Roberto Collodoro
Organizzazione tecnica: Salvo Sciortino

Giorno di chiusura: nessuno



domenica 16 dicembre 2018

Eva Marisaldi - Trasporto eccezionale

Il 18 dicembre il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea riapre al pubblico con la personale di Eva Marisaldi, tra le artiste più rilevanti della generazione nata negli anni Sessanta verso la quale il PAC ha scelto di indirizzare una delle linee di ricerca della sua programmazione annuale: la promozione e la valorizzazione dell’arte contemporanea italiana.

Promossa da Comune di Milano – Cultura e prodotta dal PAC con Silvana Editoriale, la mostra è curata da Diego Sileo e aggiunge un’ulteriore tappa alla ricerca dell’artista con una nuova riflessione che parte dai suoi primi anni di produzione e arriva fino ai giorni nostri, attraverso un’ampia selezione di lavori passati e la creazione di nuove opere pensate appositamente per gli spazi del PAC.

Caratterizzate da una lirica vena narrativa, le opere di Marisaldi prendono spunto dalla realtà per concentrarsi sugli aspetti nascosti della nostra quotidianità. Fotografie, azioni, performance, video, animazioni, installazioni alternate a tecniche più tradizionali e artigianali come il disegno e il ricamo, ci trasportano in dimensioni altre, dove tutto può succedere e dove tutto rimane sospeso.

Quello evocato dal titolo è un trasporto ipotetico, metaforico, eccezionale nei mondi creati da Eva Marisaldi, popolati da suoni, narrazioni, emozioni, gioco e poesia, riferimenti al teatro, al cinema e alla letteratura, ma anche da viaggi che esplorano con la stessa curiosità territori lontani e complessità dell'essere umano.

In catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, testi inediti del curatore, di Emanuela De Cecco, Arabella Natalini ed Elena Volpato.




Eva Marisaldi - Trasporto eccezionale
PAC - PADIGLIONE D'ARTE CONTEMPORANEA
Milano - dal 17 dicembre 2018 al 17 gennaio 2019
Via Palestro 14 (20121)
+39 02 8844 6359
www.pacmilano.it



venerdì 14 dicembre 2018

Zibaldone Aretino. Racconti, personaggi, storie di Arezzo

Mercoledì 18 dicembre 2018, alle ore 18, la Sala BiblioCoop di Via Vittorio Veneto, ad Arezzo, ospita la presentazione della confezione natalizia edita da Cartaria Aretina che comprende le due edizioni dello “Zibaldone Aretino. Racconti, personaggi, storie di Arezzo” a cura di Giorgio Feri

La presentazione, a ingresso libero, è inserita nel calendario di “Pomeriggi in BiblioCoop. Li-bri-amoci”, cicli di incontri dedicati all’editoria toscana.

Dopo l’introduzione del curatore dei due volumi Giorgio Feri, la presentazione sarà condotta da Marco Botti, autore di una parte dei contributi all’interno del progetto editoriale.

LO ZIBALDONE ARETINO

Il dizionario Garzanti definisce lo “zibaldone” come un “libro, quaderno in cui si annotano senza ordine appunti, notizie, pensieri”. È con questa filosofia che nel 2015 nacque da un’idea di Giorgio Feri, coadiuvato da altri autori, lo Zibaldone Aretino. Il Natale 2017 portò in dote il secondo volume.

All’interno dei due libri si possono trovare storie, personaggi illustri e figure popolari, luoghi caratteristici, opere d’arte, curiosità, fatti recenti ed episodi storici, leggende, tradizioni, ma anche poesie, disegni, manifesti, parole in vernacolo, memorie e così via. 

Tanti autori del territorio riuniti per un viaggio nel cuore intimo della città sorprendente ed eterogeneo – corredato da bellissime immagini – che racconta Arezzo e gli aretini in maniera diversa e piacevole. 



Segnalato da : Marco Botti 
marco.botti9@gmail.com




mercoledì 12 dicembre 2018

Italo Rota ospite di WunderKit


Giovedì 13 dicembre, dalle ore 19.30

Un incontro per scoprire quali sono gli oggetti che compongono
il personale “kit di mirabilia” dell'architetto e designer Italo Rota

Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti 
Iscrizione obbligatoria, scrivendo a redazione@base.milano.it

BASE Milano
via Bergognone 34
vwww.base.milano.it 



Due giovedì al mese, all’ora dell’aperitivo, l’ospite di WunderKit – illustratore, fotografo, editore, scrittore, videomaker, giornalista, artista, ecc – si racconta attraverso cinque oggetti ad alto tasso simbolico, che diventano metafore per esplorare una particolare tematica, il suo settore professionale, le sue fonti di ispirazione e i suoi strumenti di lavoro. Oggetti misteriosi, trovati per strada, autobiografici, oggetti presi dalla loro cassetta degli attrezzi, talismani, oggetti totalmente inutili ma belli, anti-stress, oggetti che odorano di nuovo e oggetti antichi, per ispirare e generare idee tra un pubblico di curiosi o professionisti dei settori creativi.

Giovedì 13 dicembre, dalle ore 19.30 alle ore 21.00 l'appuntamento sarà con Italo Rota, architetto e designer che, oltre ad aver realizzato opere in tutto il mondo, si occupa dell’allestimento di mostre, recuperi e ristrutturazioni. Italo Rota svelerà al pubblico il suo kit di meraviglie tra spazi e forme, oggetti e panorami cittadini.

A ospitare ogni appuntamento il salotto di casaBASE, la foresteria / residenza d’artista al primo piano di BASE Milano, nata con l’obiettivo di creare un nuovo format di ospitalità, accogliente e innovativo, per sentirsi bene... come a casa.



 Informazioni 
Gli incontri di WunderKit sono riservati a 25 persone.
Iscrizione obbligatoria, scrivendo a redazione@base.milano.it
Ingresso gratuito fino ad esaurimento posti.

Gli incontri vengono inoltre trasmessi in diretta streaming sulla pagina Facebook di BASE Milano, grazie alle tecnologie di House264.

 BASE 
Via Bergognone 34, Milano
twitter: @base_milano | instagram: base_milano | hashtag: #basemilano 
 
 Ufficio stampa BASE Milano 
ddl studio | T +39 02 8905.2365
Alessandra de Antonellis | alessandra.deantonellis@ddlstudio.net
Marta Rezzolla | marta.rezzolla@ddlstudio.net | 347 5115718
Ilaria Bolognesi | ilaria.bolognesi@ddlstudio.net

lunedì 10 dicembre 2018

Emotions Vibrations

L'intensità del rosso che si unisce all'uso equilibrato del bianco, del blu e del giallo per creare simboli e analogie. 

E poi, accanto all'espressività del colore, l'ossessione per le forme, concluse e definite, oppure spezzate da schizzi e tratti verticali o diagonali, in un alternarsi di elementi conici, ovoidali, cubici, per un continuo rimando alla pittura del passato. 

E' un infinito e affascinante mondo di segni tutto da scoprire e interpretare la personale di Lorenzo Locatelli intitolata "Emotions Vibrations", a cura di Giuseppe Ussani d'Escobar, in programma a Roma fino al 22 dicembre alla Virus Art Gallery. 

La mostra presenta al pubblico 10 opere che raccontano l'intero percorso dell'artista romano, partendo dagli anni ispirati al futurismo (Locatelli è stato allievo a Roma di Sante Monachesi) fino a proseguire con l'evoluzione della sua ricerca.

Le opere sembrano lasciare allo spettatore delle tracce da seguire per poter conoscere il suo mondo e penetrare il suo universo pittorico. (ANSA)




mercoledì 5 dicembre 2018

WANNENES - Arte Moderna e Contemporanea

L'asta di Arte Moderna e Contemporanea del prossimo 13 dicembre, allestita negli spazi di Open Care Frigoriferi Milanesi, presenta un'ampia selezione delle personalità del XX secolo e dell'arte contemporanea italiana e internazionale, con lavori su tela, grafica e multipli e scultura. 

Proprio per la scultura verrà presentata una collezione, mai passata sul mercato, di terracotte policrome di Agenore Fabbri del 1979 (lotti 39-40, stima 2.400 - 3.200 per entrambe), mentre per la pittura, proveniente da una collezione privata italiana, segnaliamo un gruppo di olii di Ennio Morlotti dal 1961 al 1989 (lotti 63-67 con stime da 5.000 a 16.000 euro), anch'essi mai passati sul mercato. Numerosi i lotti dedicati alla fotografia e le opere su carta, venendo incontro ad un interesse sempre più crescente del collezionismo contemporaneo.

Interessanti poi una tecnica mista su cartoncino di Italo Ferro (lotto 6, Aereopittura, stima 7.000 - 9.000 euro), una matita su carta di Andre Derain (lotto 8, Senza titolo, 1948-50, stima 4.000 - 6.000 euro), e un olio su carta di Massimo Campigli del 1948 (lotto 21, Donne ai bagni, stima 14.000 - 18.000 euro). Altro lotto di rilievo è il placido Paesaggio del 1951 di Carlo Carrà: opera che possiede una dimensione di sospensione che induce all'introspezione spirituale ed a quella dimensione poetica della memoria che è tipica della ultima fase dell'artista (lotto 22, stima 20.000 - 30.000 euro).

Interessanti poi una tela di Emilio Scanavino del 1952 (lotto 37, Senza titolo, stima 12.000 - 16.000 euro), un olio su masonite di Willi Baumeister del 1954 (lotto 38Schwarze Formen Auf Weiss (Notturno), stima 20.000 - 30.000 euro), ed un olio su tela di Renato Birolli del 1956 (l'opera venne presentata alla XXX Biennale di Venezia, nel 1960: lotto 45, Alla ricerca, stima 30.000 - 40.000 euro), mentre una delicata tecnica mista su carta applicata su tela del 1957 di Jean Fautrier (lotto 46, Nu informal sexe à gauche) è stimata tra i 15.000 ed i 20.000 euro.

Spicca poi per la sua astratta eleganza un collage di tela bianca su tela preparata del 1963 di Nuvolo (lotto 60, Senza titolo, stima 9.000 - 11.000 euro), e una tecnica mista su tela del 1969 di Achille Perilli (lotto 88, Dans le miroir, stima 15.000 - 25.000 euro).

Maurizio Cattelan è presente con un collage su cartoncino su con stampa tipografica e calendario applicato del 1989 (lotto 169, Grammatica quotidiana, stima 8.000 - 10.000 euro), Carsten Höller con due stampe fotografiche indivisibili entro cornici in legno (esemplare 2/3) del 1996 (lotto 198, Amanita & Dog, stima 5.000 - 7.000 euro), e Arnaldo Podororo con un bronzo dorato e base in plexiglass del 1979/1980 (esemplare 2/10) dal titolo Sfera (lotto 128, stima 20.000 - 30.000 euro).

Segnaliamo infine, per la sua ironica monumentale classicità, una lapide incisa e dipinta di Salvo del 1971 (lotto 93, Tricolore, stima 18.000 - 22.000 euro), la china su libro tipografico in box di legno e plexiglass del 1974 di Emilio Isgrò (lotto 119, Libro cancellato, stima € 20.000 - 30.000 euro), ed infine il provocatorio dittico in cuoio e camere d'aria su tela da capote del 1978 di Carol Rama (lotto 123, Senza titolo, stima 45.000 - 65.000 euro).


Per informazioni:
Info@wannenesgroup.com
wannenesgroup.com/it/






lunedì 3 dicembre 2018

La Magnifica Fabbrica : 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta

" La Magnifica Fabbrica : 240 anni del Teatro alla Scala da Piermarini a Botta" è il titolo della mostra curata da Fulvio Irace e Pierluigi Panza che racconta 240 anni di storia architettonica del Teatro alla Scala, dalla sua fondazione su progetto dell’architetto Giuseppe Piermarini al nuovo intervento di ampliamento ideato da Mario Botta previsto dal prossimo anno. 

Dal 3 agosto 1778, giorno dell’inaugurazione, a oggi molti cambiamenti sono avvenuti alla «magnifica fabbrica», che è stata specchio dei mutamenti sociali della città, nonché delle mutazioni del gusto ed è stata all’avanguardia nell’introduzione delle nuove tecnologie costruttive. Quello che Stendhal definì «il primo teatro del mondo» ha visto passare re, imperatori, rivoluzioni, guerre, tanti architetti e artisti che hanno ridisegnato il suo volto. Dall’anno prossimo si aggiunge una ulteriore sfida: creare una nuova torre per ospitare uffici e servizi dietro la torre scenica.


La mostra, che si terrà dal 4 dicembre 2018 al 30 aprile 2019 , è  allestita da Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto.